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Castrating the Settis: Definitive Edition
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MessaggioInviato: 16/01/2018, 16:49 
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Lanciamo il #rinascimento della sezione (l'unica ANTIFA del forum) cinema riprendendo il candidato a COTY 2017
Il format non sarà più settimanale e non cercherà più di demolire ogni recensione punto su punto, piuttosto cercherà di essere un catalogo delle maggiori stronzate del Settis, di discernere l'estetica settisiana e di chiarire la sua pericolosità.
Sono ovviamente graditi contributi anche di altri recensori che filosofeggiano a cazzo, i Grosoli, i Genna, ecc.

Episodi precedenti:
Dawson City: Frozen Time
Amadeus
Song to Song
Twin Peaks 03x01-02
Blow Up
The 7th Voyage of Sinbad
Twin Peaks 03x08

Partiamo coll'estetica 2k17 secondo Settis

Cita:
Il 2017 ci ha regalato una triade di punti di non ritorno nel cinema mondiale:

Twin Peaks: Il ritorno ha messo in discussione le linee di separazione tra il medium del cinema e quello della TV, con un flusso autoriale e surreale complessissimo, atto a unire le Upaniṣad, il Manifesto Surrealista di Breton e le esperienze personali di Lynch in un gioco drammatico dai continui riferimenti culturali che mette in discussione il rapporto con i simboli del passato e la fallacità della mente umana;
24 Frames ha messo in scena l’addio al cinema e alla vita di uno dei più grandi autori del cinema mondiale, consacrando in un atto d’amore per la settima arte degli attimi espansi attraverso il tempo, dilatati, mettendo un punto alla fine di una f(r)ase eterna, bloccando in istanti poetici (e politici) il reale e ponendosi come consacrazione del digitale come arte del movimento, studiando Henri Cartier-Bresson e, sotto sotto, anche la storia dell’Iran;
e dulcis in fundo, First Reformed ha dilaniato le aspettative e i preconcetti sia sul cinema spirituale del nuovo millennio sia sul cinema americano, distruggendo certezze, connettendo la dolcezza del rapporto umano con la disperazione derivata dal nulla, mettendo in discussione il mondo in cui viviamo in un drastico e visionario collegamento tra l’estetica del cinema della trascendenza novecentesco, il De rerum natura di Lucrezio e il terrorismo nell’epoca di Trump.

In quest’ottica, World of Tomorrow Episode Two è probabilmente la cosa che di più, in quest’annata particolarissima, si può minimamente avvicinare a questo podio di oggetti alieni e assoluti, insieme a Mrs. Fang, Coco, La telenovela errante, Outrage Coda, Mektoub my Love e Visages Villages. E tutti e 4 questi lavori, tra i quali uno solo è un tradizionale lungometraggio di finzione (First Reformed), sono, in fondo, dei profondi atti sentimentali. Verso la finzione (e il sogno) per Lynch, verso il cinema (e la vita) per Kiarostami, verso l’uomo (e la sua imperfezione) per Schrader, verso i ricordi (e le aspirazioni, il futuro, la tecnologia) per Hertzfeldt. Emily Prime, cresciuta, riceve una visita da un’altra Emily futura, una degenerazione deteriorata, una “Emily n.6” che non riesce a controllare le proprie emozioni e il proprio rapporto con se stessa e con le altre versioni di sé. In un rapporto extratemporale fuori dagli schemi, si assiste a un confronto costante tra diversi tipi di serietà e di assenza di serietà, diversi tipi di mentalità, di temporalità, di approccio nei confronti del mondo. È un perpetuo specchiarsi e riflettersi di passato nel futuro e viceversa, come in Twin Peaks. Ogni immagine sprizza vita e vuole essere vita, per superare il blocco in fotogrammi, per trascendere l’irreale e andare oltre il timore del nulla, dell’assenza di direzione, riconnettendosi con l’esperienza personale, in un testamento, in una vita, e qua ci viene in mente 24 Frames. Mentre la tecnologia che crea e forse distrugge, in un confronto col passato che diventa sempre più invadente e superficiale, si riavvicina ai discorsi pseudo-ecologisti di First Reformed ma soprattutto al bisogno di Schrader di accatastare sopra al peso del caos del mondo il ricordo dell’importanza dell’amore, che sconfigge qualsiasi paura. E tutto ciò in un cartone animato di 20 minuti, in cui la crescita di una bambina causa mille coincidenze e mille convergenze in uno stesso spazio, in cui l’immaginazione prima condanna l’uomo e poi lo salva, con forme geometriche che invece di essere pulsioni matematiche chiuse in se stesse sono espressioni massime di una vitalità interiore, che nasce, cresce ed esplode.


Grazie al cazzo non ritorno, uno è morto e gli altri stanno in demenza senile
(notare come "film che gli sono piaciuti" = oggetti assoluti)

Questa invece la polemica contro Logan Paul in cui per l'ennesima volta dimostra di credere troppo a ciò che vede https://www.facebook.com/photo.php?fbid=390741964737917&set=a.172208759924573.1073741830.100014063498711&type=3
Ovviamente distrutto appena uno gli ha citato Wang Bing


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Re: Castrating the Settis: Definitive Edition
MessaggioInviato: 23/01/2018, 16:23 
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Ecco dei nuovi fenomeni https://posttenebrascinemablog.wordpres ... pais-2016/
Non c'è neanche bisogno di fare alcun taglio, è un unico incomprensibile mai motivato mappazzone di seghe mentali

Cita:
Perdizioni viralitiche, dannazioni (spettatoriali) agli infrarossi.

In partenza le connotazioni psichedeliche della lente si miscelano ai continui viraggi liquidi; In Search of the Exile è un mosaico agli infrarossi in continua evoluzione lisergica, un ‘crescendo’ di 63 minuti in cui la staticità fotosensibile costringe le funzioni spettatoriali all’assoluzione psicotropa; la perdita del tempo, l’annientamento percettivo.

La monade Brakhageana viene evocata (in prima istanza ideologica, come in primo approccio spettatoriale) da subito (e reiterazione annessa), quasi espulsa; sotto le luci della non-morfologia “sperimentale”, l’opera del duo Daniel Fawcett/Clara Pais è un The Dante Quartet in loop; negli ultimi anni siamo venuti al tatto di varie operazioni auspicanti l’azzerazione sensoriale : (fra i noti) è il caso di Night Awake (Sandy Ding, 2016), dove la meccanica ha un fine (quasi, intendibile) violento, truce, infastidente sino all’inverosimile; di Meurtrière (Philippe Grandrieux, 2015), (fra le esperienze più profonde e sprigionanti mai portate a termine dal sottoscritto) dove avviene sprofondando nell’oblio, (ri)costituendo uno spazio oltretombale; come in varie correnti della neuro-sperimentazione.

In Search of the Exile è una visione intrisa nella propria staticità, che fa di essa una componente anti-autoriale finalizzante e riempitiva; piuttosto un’esperienza ardua, da prendere come viene e sulla quale non disperdersi; una chimera di colorazioni singolare nell’impatto estremista e no-stop, un getto di sperimentazione non diluito, bensì avvolgente. Un avvolgimento esasperante, un film per veri masticatori dell’immersione.


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Re: Castrating the Settis: Definitive Edition
MessaggioInviato: 23/01/2018, 16:32 
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Ma se invece rivenissi un attimo in Mondo per dire quella cosa a Blaze?

Mi basta giusto che mi rigirate la scena madre, tu che gli dai del borghese di merda e la sua reazione in primo piano.

A lui viene la kriptonite qua, non ci viene.

Non vorrei che sembrasse che attacchi solo gente alle spalle.


Ultima modifica di Ankie il 23/01/2018, 19:56, modificato 1 volta in totale.

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Re: Castrating the Settis: Definitive Edition
MessaggioInviato: 23/01/2018, 19:21 
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È un feud che seguirei.


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Re: Castrating the Settis: Definitive Edition
MessaggioInviato: 24/01/2018, 2:33 
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Zì se davanti a un post del genere
Nicolasblaze ha scritto:
Sì ma in america è un momento strano per queste cose, online c'è un sentimento anti-donne (più che antifemminista, visto che il femminismo poi c'ha i suoi casini) un po' fuori controllo.

Comunque io dico sempre che tu per primo non devi metterti in una situazione del genere, a caricarti gente a caso con alcol e droghe. Se sei un professionista così visibile rischi di danneggiare la tua reputazione anche se va tutto bene. Se fai cazzate ti giochi delle opportunità. Se fai errori grossi hai buttato tutto per cosa?

Sono l'unico a notare quanto sia schifosamente borghese, il problema è innanzitutto vostro, sticazzi.

Invece è un dovere sostenere l'eroica resistenza del compagno DrLecter, ennesima vittima indifesa dell'appoggio della moderazione di tw alle politiche della néantisation femministoide, espressione dell'oblio della differenza ontologica e del ruolo della vittima, prolungamento di forme malsane di carità cattolica con cieca difesa al malato.

Saimas ha scritto:
E' notorio come Facebook e social simili siano più vicini alla pancia della gente che alla testa delle stesse, e voglio stare cauto con le parole.

E' altressì notorio che mi aspettavo commenti alla "se giri in minigonna la sera, un pò te le cerchi".

Vomito. Vomito perchè in fondo, ma nemmeno tanto in fondo, sono circondato da gente simile che magari attacca culture cosiddette "arretrate" senza rendersi conto di essere l'altra faccia della stessa medaglia. Una faccia identica.

Fate schifo. E se fossimo su Tuttosaimaswrestling vi avrei bannato a vita tutti quanti. Ma siete decisamente fortunati.

Enzo Amore, preventivamente fottiti.

Questo post dovrebbe essere considerato il nuovo Mein Kampf

Il vostro progresso, che non è vostro ma del Capitale, non è il progresso della donna, è il suo oblio. Pezzi di merda fascisti.

Sostegno e solidarietà anche al compagno Eric Arndt, ancor più se avesse fatto quel che gli si imputa


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Re: Castrating the Settis: Definitive Edition
MessaggioInviato: 24/01/2018, 10:29 
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Detto, ma è risaputo, che mi sei sempre stato sui coglioni, non è che passando da Kurt94 a YIS tu sia diventato meno fesso. Anzi, tra i due mali ti preferivo quando facevi il fascio ignorante perchè almeno mi rendevo conto di parlare con un fesso genuino non in-gimmick. Poi probabilmente ti sei reso conto che fare l'intellettual-antifa ti fa scopare di più e hai deciso di andare alla deriva con questa tua puttanata di gimmick che sicuramente hai attaccato nel mondo reale, e di te ne ho conosciuti così tanti che mi sono pure rotto il cazzo.

Ah, evita di parlare di Mein Kampf con me, non ho bisogno di fare il "poser da forum" per dirti che l'ho letto quando probabilmente tu non avevi nemmeno alba di cosa fare "da grande", cosa che probabilmente non hai neppure ora e posso scommetterci il culo che hai alle spalle qualcuno che ti foraggia per fare l'antifa di stocazzo. Evita di parlare di Mein Kampf con me perchè in mezzo a tutte queste gimmick da forum io non ho problemi a definirmi Stalinista, e non è una gimmick da forum, e con gli "intellettual-snob" mi fate venire voglia pure di una spruzzatina di Pol-Pot.

Lo ribadisco, fottiti Enzo Amore, ma fottiti pure tu e tutti quelli che osano anche pensare "ma".


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