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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
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MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:08 
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OrobiCore ha scritto:


Scusatemi, io non lo conosco.
Ma fa sul serio?

No, perché comincio davvero a pensare che questo assalto sia pilotato.

Genio, dal resto de discorso, mi pare palese che quel “non” sia un di più.

Te la riscrivo qui, corretta, così sei contento e, forse, puoi rispondere:
Quindi, secondo te, c’e differenza tra avances e violenza in chi ne è vittima.
Perfetto.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:09 
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Iscritto il: 21/07/2013, 23:33
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Orobi, amico mio, Karran ti ha mostrato perfettamente l'errore di fondo che tu fai.
Avances e stupro sono atti diversi con conseguenze diverse dal punto di vista legale e processuale, ma possono avere medesime ripercussioni devastanti da chi subisce.
In ogni caso un soggetto è vittima di un sopruso e tu non puoi dire "eh, ste sciacquette di hollywood che subiscono delle avances, io ho conosciuto donne stuprate con dignità mille volte più alta", perché ogni persona reagisce in modo diverso a queste situazioni, che sia una rapina o l'omicidio di una figlia, appunto.
Una condizione psicologica dolorosa si può manifestare a prescindere dalla gravità di ciò che succede, e quindi non mi pare il caso di diventare giudice morale di queste donne.
E non è un assalto pilotato, io avevo pure appoggiato la tua "rivoluzione gentile", però se nessuno capisce cosa scrivi, come dici tu, o siamo tutte capre o più probabilmente sei stato giusto un po' poco chiaro, eh.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:15 
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Iscritto il: 26/12/2010, 12:29
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La questione del "assalto pilotato" mi pare espressione di quel vittimismo adinolfiano che colpisce i soliti presuntuosetti crociati di cristo che vengono a cagare il cazzo con la loro visione del mondo da capiscout illuminati da dio.
Non c'è limite al peggio, Adinolficore continua a scavare.
Ma facciamo i nostri complimenti ai cruiser, per cortesia.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:19 
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Iscritto il: 27/10/2013, 14:30
Messaggi: 590
Mi sono già spiegato eloquentemente, rispondere a dei dirittocivisti sulla presunzione del danno equivalente è al di là della mia capacità di carità. Ribadisco soltanto che quello che si capisce dalla vostra indignazione è che non avete la più pallida idea del dramma della violenza e che è grazie a considerazioni come le vostre che campeggiano sui social-media ma già abbandonate perfino dalle testate liberal che il sistema Weinstein-Price&co sopravvivrà ai suoi attuatori più incauti.

Visto che oggi è Santa Lucia il regalo che vi faccio è smettere di rispondere a cose cui ho già risposto al di là di ogni equivoco, raccogliendo anche l'invito di @Myles. Per l'amor del cielo, imparate a distinguere concetti elementari.

Buona continuazione, passerò a ricontrollare se anche YiS subirà lo stesso trattamento, visto che di colpe lui parlerebbe esplicitamente, oppure se è stato un mio privilegio. :fiori:


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:31 
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Iscritto il: 21/07/2013, 23:33
Messaggi: 1101
"non avete la più pallida idea del dramma della violenza."
vabbé ciao eh, ci si becca nei topic di Raw.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:43 
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Iscritto il: 18/10/2012, 20:56
Messaggi: 6567
Il #teamorobicore che ha deciso di fare?
Continuiamo a supportarlo come UOTY anche dopo questo topic?



Complimenti ai cruiser :)
E sbrigatevi a farli sull'altro thread , altrimenti potrei diventare davvero poco gentile :)


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:44 
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Iscritto il: 26/12/2010, 12:29
Messaggi: 2509
"Hai detto una puttanata per questo motivo, quest'altro e quest'altro ancora"
"Non siete al mio livello intellettivo, poveri stolti, sono troppo bravo per parlare con voi, scompaio"

Sintesi di qualsiasi intervento di Adinolficore.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:51 
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Iscritto il: 20/01/2016, 12:54
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Località: I cazzi miei
Ma seriamente non riuscite a capire la differenza tra responsabilità e colpa? A capire che dall'attribuire la prima non consegue necessariamente l'attribuire l'altra? A fare una distinzione tra l'ambito del giuridico da quello del morale almeno ce la fate? Guardate che non è un compito così insormontabile. A parte che come dice Yis (ho visto ora che hai risposto al mio post nell'altro topic, quando ho tempo rispondo anche) si potrebbe anche ragionare sul concetto di colpa (anche io consiglio l'ottimo Jaspers, che è pure #antifa :IT: ), anche se non sarei così estremo in tale contesto.

Nessuno ha negato le difficoltà psicologiche, nessuno ha negato che possa e in molto casi debba esserci un aiuto psicologico. Si sta solo dicendo che, in quanto soggetti liberi (ma anche il determinismo può tener conto della responsabilità), possiamo compiere delle scelte e queste scelte hanno delle conseguenze. Se assisto ad un crimine nei confronti miei o di qualcun altro, POSSO scegliere di denunciare (fino al libero arbitrio ci siamo più o meno tutti, spero). Io non ho colpe di eventuali stupri o molestie nei miei confronti. Decido di non denunciare per i motivi più disparati. Il tipo che ho denunciato continua ad agire indisturbato, fa a un sacco di persone quello che ha fatto a me. Io non ho COLPE di questo, non ne sono l'autore e non volevo che accadesse. Ma il fatto che io non ho denunciato, potendo farlo, ha CONTRIBUITO A PERMETTERE che quei crimini, evitabili almeno a livello teorico, siano accaduti indisturbati. Non ne sono la causa, non ne sono l'autore, in questo senso non ho colpe. Ma avrei potuto fare qualcosa, o avrei almeno potuto tentare e non l'ho fatto. Ci sono milioni di motivi per cui non l'ho fatto, anche ragionevoli (paura di ripercussioni, di veder distrutta la mia carriera, convinzione che non mi crederanno/non farà alcun effetto, vergogna e "debolezze psicologiche" gravissime, etc.). Queste sono le MOTIVAZIONI della scelta, le ragioni per cui scelgo qualcosa piuttosto che qualcos'altro. Alcune di esse possono essere delle attenuanti, alcune delle aggravanti. Nessuna di queste, essendo io un soggetto libero (se assumiamo che non lo siamo ok, ma allora possiamo anche chiudere la discussione) è una GIUSTIFICAZIONE, nessuna di questo elimina le mie responsabilità e le conseguenze che le mie azioni hanno nel mondo.

Questo è ciò che si può dire a livello generale. Non sono psicologo né psichiatra e non mi addentro nella casistica non avendone la competenza, ma penso che lo scopo primo di un aiuto di questo tipo, spesso necessario, sia quello di aiutare a superare o affrontare il trauma e infine denunciare perché ciò non si ripeta su altre persone. Questo non è responsabilizzare? O perdo qualcosa?

Quindi perché continuate a dire che si sta colpevolizzando quando è l'esatto opposto? Perché continuate ad affermare che alcuni utenti mettono sullo stesso piano molestie, avance spinte e stupro quando NESSUNO nelle pagine precedenti l'ha fatto? Cambiare le parole è un giochino divertente ma in una discussione, per dialogare, bisognerebbe cercare di capire cosa dice l'interlocutore, capire le sue ragioni e provare ad argomentare con le proprie.


Ultima modifica di Inklings il 13/12/2017, 13:54, modificato 1 volta in totale.

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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:52 
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Iscritto il: 13/06/2017, 14:54
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RowdyRousey ha scritto:
Già parti in fallo da solo, con quel "se non si fosse alzato lo scandalo". Il caso del giudice di cui parla la Rousey è l'opposto, lo scandalo si è alzato ma lui è/era rimasto al suo posto. Weinstein e Louis CK sono impuniti di fronte alla legge perchè di fronte alla legge siamo tutti uguali e abbiamo tutti diritto a un processo equo e corretto, non mediatico e via twitter. Dunque diamo tempo alla giustizia di fare il suo corso, e arrivieranno le ripercussioni legali su Weinstein. Su Louis CK il discorso è diverso perchè le dinamiche delle molestie son diverse e le interazioni con le vittime son diametralmente opposte a quelle di Weinstein.
Come detto c'è rischio e rischio, non esistono da un lato molestie/stupri/ricatti/violenze e dall'altro le anime pure. Non esistono da un lato le vittime e dall'altro i carnefici. E' una scala di grigi. E' qui che fallisce lo sdegno PC e il pensiero radical chic. Il fatto di volere imporre una via giusta, utilizzando i media come mezzo per l'imposizione del pensiero "corretto", senza riuscire a valutare caso per caso, persona per persona.
Le donne non sono vittime in generale. Ci sono donne che sono vittime, come lo è ad esempio quella ragazza sfregiata dall'acido, o la turista polacca stuprata a Rimini. Le donne non vivono in un clima di terrore, ma alle donne (come agli uomini) possono capitare cose spiacevoli. Le donne hanno il potere e il diritto di dire no se vogliono dire no e il dovere di denunciare, per loro, per le altre donne e per gli uomini onesti. Perchè non tutti gli uomini sono violenti e molestatori. Perchè non tutto è una molestia mentre in realtà si vuol far passare il messaggio diverso e, ripeto, per capirlo basta leggere uno dei tantissimi tweet puttanata #metoo.
Io condanno Weinstein, rispetto e celebro la sconosciuta che ha fatto partire tutto, schifo e non mostro compassione o dispiacere per le donne che hanno sfilato e festeggiato al suo fianco per 20 anni e adesso raccontano la loro esperienza di "terrore". Quelle sono a tutti gli effetti prostitute, gran parte delle quali donne che non avevano neanche bisogno di Weinstein per l'aggancio a Hollywood, donne che non solo hanno banchettato a suon di milioni in cambio di un pompino ma son state zitte per decenni condannando altre donne con minori possibilità a diventare vittime di Weinstein e togliendo opportunità lavorative a chi si è rifiutata. E per carità, io rispetto le prostitute, perchè se (nome a caso, non so se è una vittima di W.) la Lawrence viene davanti ai microfoni e dice "Son stata a letto con Weinstein perchè mi ha fatto comodo" io la rispetto perchè è stata una sua scelta. Ma se fai quella scelta e dopo anni salti al collo del cane morente, non solo ti sei prostituita ma sei anche scorretta.
Al contrario, stando al racconto di Louis CK, non lo condanno pienamente, perchè è una situazione borderline, in cui le donne erano ammiratrici, e perchè comunque lui, a quanto dichiara, lo ha sempre fatto con donne consenzienti che avevano una via di uscita. Lui si autocondanna per aver sfruttato la sua posizioni nei confronti di queste "ammiratrici". Per la serie, condanniamo qualsiasi calciatore, rockstar, wrestler che si è scopato una fan.
Non rispetto chi ha lanciato le accuse su Brizzi usando le Iene, centellinando le dichiarazioni per comparire in più servizi, esponendolo prima al processo mediatico e poi al processo reale, rovinando di fatto una persona che fino a prova contraria è innocente (funziona così in Italia). Rispetto invece le due americane che hanno accusato i due carabinieri, perchè lo hanno fatto nelle sedi corrette e senza il timore ingiustificato del "potente". E non apprezzo il teatrino mediatico che ne è conseguito, chi ha torto o ragione lo stabilirà il processo. Condanno sia chi critica le ragazze e mette in dubbio la loro versione a prescindere, sia chi ha già etichettato i carabinieri come violenti stupratori.
Quindi, come puoi vedere, io da "idiota" giudico caso per caso, do il mio rispetto a chi secondo me lo merita, non mi faccio travolgere dallo sdegno e dalle mobilitazioni popolari, ancora peggio se via twitter e sulla scia di quanto accade negli USA, uno degli stati più bigotti e contraddittori del mondo.
L'imposizione del pensiero "corretto" ha recentemente fatto suicidare una pornostar, aggiungendo il carico ai problemi preesistenti. L'intero 1900 di battaglie per il freespeech e nel 2017 si cerca di dividere il giusto dallo sbagliato senza distinzioni, senza analizzare il singolo caso, generalizzando e annientando le individualità


Cazzate
La verità è che a te da fastidio solo l'idea che ci sia qualcuno che possa denunciare delle molestie.
Basta essere sinceri su, senza tutti questi pipponi, dite semplicemente vi piace la donna sottomessa che vi fa il bocchino mentre guardate il calcio in televisione ed è pacifico si può chiudere la discussione li.
Tu sei idiota non giudichi caso per caso hai una posizione da libero quotidiano e pensi che siccome oramai il mondo ha dato una sorta di patentino di intellettualità anche all'alt right allora si può dire tutto.
Il 900 se leggi un pochettino qualche storico serio (ti consiglierei Hobsbawm ma dubito che tu abbia gli strumenti per capirlo) è un continuo conflitto (perso) contro i totalitarismi e il femminismo ha avuto un ruolo centrale nel secondo dopoguerra, ridurre il 900 al freespech sarebbe come dire che la rivoluzione francese è stata fatta per le brioches.
Ma continua pure voglio vedere quante altre amenità riesci a mettere in fila.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:55 
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Inklings ha scritto:
Ma seriamente non riuscite a capire la differenza tra responsabilità e colpa? A capire che dall'attribuire la prima non consegue necessariamente l'attribuire l'altra? A fare una distinzione tra l'ambito del giuridico da quello del morale almeno ce la fate? Guardate che non è un compito così insormontabile. A parte che come dice Yis (ho visto ora che hai risposto al mio post nell'altro topic, quando ho tempo rispondo anche) si potrebbe anche ragionare sul concetto di colpa (anche io consiglio l'ottimo Jaspers, che è pure #antifa :IT: ), anche se non sarei così estremo in tale contesto.

Nessuno ha negato le difficoltà psicologiche, nessuno ha negato che possa e in molto casi debba esserci un aiuto psicologico. Si sta solo dicendo che, in quanto soggetti liberi (ma anche il determinismo può tener conto della responsabilità), possiamo compiere delle scelte e queste scelte hanno delle conseguenze. Se assisto ad un crimine nei confronti miei o di qualcun altro, POSSO scegliere di denunciare (fino al libero arbitrio ci siamo più o meno tutti, spero). Io non ho colpe di eventuali stupri o molestie nei miei confronti. Decido di non denunciare per i motivi più disparati. Il tipo che ho denunciato continua ad agire indisturbato, fa a un sacco di persone quello che ha fatto a me. Io non ho COLPE di questo, non ne sono l'autore e non volevo che accadesse. Ma il fatto che io non ho denunciato, potendo farlo, ha CONTRIBUITO A PERMETTERE che quei crimini, evitabili almeno a livello teorico, siano accaduti indisturbati. Non ne sono la causa, non ne sono l'autore, in questo senso non ho colpe. Ma avrei potuto fare qualcosa, o avrei almeno potuto tentare e non l'ho fatto. Ci sono milioni di motivi per cui non l'ho fatto, anche ragionevoli (paura di ripercussioni, di veder distrutta la mia carriera, convinzione che non mi crederanno/non farà alcun effetto, vergogna e "debolezze psicologiche" gravissime, etc.). Queste sono le MOTIVAZIONI della scelta, le ragioni per cui scelgo qualcosa piuttosto che qualcos'altro. Alcune di esse possono essere delle attenuanti, alcune delle aggravanti. Nessuna di queste, essendo io un soggetto libero (se assumiamo che non lo siamo ok, ma allora possiamo anche chiudere la discussione) è una GIUSTIFICAZIONE, nessuna di questo elimina le mie responsabilità e le conseguenze che le mie azioni hanno nel mondo.

Questo è ciò che si può dire a livello generale. Non sono psicologo né psichiatra e non mi addentro nella casistica non avendone la competenza, ma penso che lo scopo primo di un aiuto di questo tipo, spesso necessario, sia quello di aiutare a superare o affrontare il trauma e infine denunciare perché ciò non si ripeta su altre persone. Questo non è responsabilizzare? O perdo qualcosa?

Quindi perché continuate a dire che si sta colpevolizzando quando è l'esatto opposto? Perché continuate ad affermare che alcuni utenti mettono sullo stesso piano molestie, avance spinte e stupro quando NESSUNO nelle pagine precedenti l'ha fatto? Cambiare le parole è un giochino divertente ma in una discussione, per dialogare, bisognerebbe cercare di capire cosa dice l'interlocutore, capire le sue ragioni e provare ad argomentare la propria argomentazione con le proprie.



Ripeto la maggior parte delle violenze si svolge fra le mura domestiche, spesso alle denunce corrisponde una reazione inasprite del violentatore, chi non denuncia lo fa per la maggior parte per paura, il fatto che ci sia stato un movimento di donne che a distanza di anni ha preso coraggio e ha preso parola potrebbe finalmente dare coraggio a chi tra le mura di casa o dell'ufficio subisce violenze e non ha la forza di denunciare.
Anche solo per questo motivo vale la pena che ci sia una tale attenzione sul fenomeno.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 13:56 
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Perfetto.
Ciao Orobi.

Avanti il prossimo fesso.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 14:00 
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Inklings ha scritto:
Ma seriamente non riuscite a capire la differenza tra responsabilità e colpa? A capire che dall'attribuire la prima non consegue necessariamente l'attribuire l'altra? A fare una distinzione tra l'ambito del giuridico da quello del morale almeno ce la fate? Guardate che non è un compito così insormontabile. A parte che come dice Yis (ho visto ora che hai risposto al mio post nell'altro topic, quando ho tempo rispondo anche) si potrebbe anche ragionare sul concetto di colpa (anche io consiglio l'ottimo Jaspers, che è pure #antifa :IT: ), anche se non sarei così estremo in tale contesto.

Nessuno ha negato le difficoltà psicologiche, nessuno ha negato che possa e in molto casi debba esserci un aiuto psicologico. Si sta solo dicendo che, in quanto soggetti liberi (ma anche il determinismo può tener conto della responsabilità), possiamo compiere delle scelte e queste scelte hanno delle conseguenze. Se assisto ad un crimine nei confronti miei o di qualcun altro, POSSO scegliere di denunciare (fino al libero arbitrio ci siamo più o meno tutti, spero). Io non ho colpe di eventuali stupri o molestie nei miei confronti. Decido di non denunciare per i motivi più disparati. Il tipo che ho denunciato continua ad agire indisturbato, fa a un sacco di persone quello che ha fatto a me. Io non ho COLPE di questo, non ne sono l'autore e non volevo che accadesse. Ma il fatto che io non ho denunciato, potendo farlo, ha CONTRIBUITO A PERMETTERE che quei crimini, evitabili almeno a livello teorico, siano accaduti indisturbati. Non ne sono la causa, non ne sono l'autore, in questo senso non ho colpe. Ma avrei potuto fare qualcosa, o avrei almeno potuto tentare e non l'ho fatto. Ci sono milioni di motivi per cui non l'ho fatto, anche ragionevoli (paura di ripercussioni, di veder distrutta la mia carriera, convinzione che non mi crederanno/non farà alcun effetto, vergogna e "debolezze psicologiche" gravissime, etc.). Queste sono le MOTIVAZIONI della scelta, le ragioni per cui scelgo qualcosa piuttosto che qualcos'altro. Alcune di esse possono essere delle attenuanti, alcune delle aggravanti. Nessuna di queste, essendo io un soggetto libero (se assumiamo che non lo siamo ok, ma allora possiamo anche chiudere la discussione) è una GIUSTIFICAZIONE, nessuna di questo elimina le mie responsabilità e le conseguenze che le mie azioni hanno nel mondo.

Questo è ciò che si può dire a livello generale. Non sono psicologo né psichiatra e non mi addentro nella casistica non avendone la competenza, ma penso che lo scopo primo di un aiuto di questo tipo, spesso necessario, sia quello di aiutare a superare o affrontare il trauma e infine denunciare perché ciò non si ripeta su altre persone. Questo non è responsabilizzare? O perdo qualcosa?

Quindi perché continuate a dire che si sta colpevolizzando quando è l'esatto opposto? Perché continuate ad affermare che alcuni utenti mettono sullo stesso piano molestie, avance spinte e stupro quando NESSUNO nelle pagine precedenti l'ha fatto? Cambiare le parole è un giochino divertente ma in una discussione, per dialogare, bisognerebbe cercare di capire cosa dice l'interlocutore, capire le sue ragioni e provare ad argomentare con le proprie.


L’errore di base, nella tua valutazione, è quello di ritenere lucido nell’esercizio del libero arbitrio chi ha subito violenza.
Essendo questa lucidità la conditio sine qua non di tutto il tuo discorso, viene a crollare l’intera tua visione della cosa.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
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Inklings ha scritto:
Ma seriamente non riuscite a capire la differenza tra responsabilità e colpa? A capire che dall'attribuire la prima non consegue necessariamente l'attribuire l'altra? A fare una distinzione tra l'ambito del giuridico da quello del morale almeno ce la fate? Guardate che non è un compito così insormontabile. A parte che come dice Yis (ho visto ora che hai risposto al mio post nell'altro topic, quando ho tempo rispondo anche) si potrebbe anche ragionare sul concetto di colpa (anche io consiglio l'ottimo Jaspers, che è pure #antifa :IT: ), anche se non sarei così estremo in tale contesto.

Nessuno ha negato le difficoltà psicologiche, nessuno ha negato che possa e in molto casi debba esserci un aiuto psicologico. Si sta solo dicendo che, in quanto soggetti liberi (ma anche il determinismo può tener conto della responsabilità), possiamo compiere delle scelte e queste scelte hanno delle conseguenze. Se assisto ad un crimine nei confronti miei o di qualcun altro, POSSO scegliere di denunciare (fino al libero arbitrio ci siamo più o meno tutti, spero). Io non ho colpe di eventuali stupri o molestie nei miei confronti. Decido di non denunciare per i motivi più disparati. Il tipo che ho denunciato continua ad agire indisturbato, fa a un sacco di persone quello che ha fatto a me. Io non ho COLPE di questo, non ne sono l'autore e non volevo che accadesse. Ma il fatto che io non ho denunciato, potendo farlo, ha CONTRIBUITO A PERMETTERE che quei crimini, evitabili almeno a livello teorico, siano accaduti indisturbati. Non ne sono la causa, non ne sono l'autore, in questo senso non ho colpe. Ma avrei potuto fare qualcosa, o avrei almeno potuto tentare e non l'ho fatto. Ci sono milioni di motivi per cui non l'ho fatto, anche ragionevoli (paura di ripercussioni, di veder distrutta la mia carriera, convinzione che non mi crederanno/non farà alcun effetto, vergogna e "debolezze psicologiche" gravissime, etc.). Queste sono le MOTIVAZIONI della scelta, le ragioni per cui scelgo qualcosa piuttosto che qualcos'altro. Alcune di esse possono essere delle attenuanti, alcune delle aggravanti. Nessuna di queste, essendo io un soggetto libero (se assumiamo che non lo siamo ok, ma allora possiamo anche chiudere la discussione) è una GIUSTIFICAZIONE, nessuna di questo elimina le mie responsabilità e le conseguenze che le mie azioni hanno nel mondo.

Questo è ciò che si può dire a livello generale. Non sono psicologo né psichiatra e non mi addentro nella casistica non avendone la competenza, ma penso che lo scopo primo di un aiuto di questo tipo, spesso necessario, sia quello di aiutare a superare o affrontare il trauma e infine denunciare perché ciò non si ripeta su altre persone. Questo non è responsabilizzare? O perdo qualcosa?

Quindi perché continuate a dire che si sta colpevolizzando quando è l'esatto opposto? Perché continuate ad affermare che alcuni utenti mettono sullo stesso piano molestie, avance spinte e stupro quando NESSUNO nelle pagine precedenti l'ha fatto? Cambiare le parole è un giochino divertente ma in una discussione, per dialogare, bisognerebbe cercare di capire cosa dice l'interlocutore, capire le sue ragioni e provare ad argomentare con le proprie.

Sicuro che le scelte delle persone che subiscono violenze/avance/comelevuoichiamare siano libere?


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 14:35 
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Località: I cazzi miei
Karran ha scritto:

L’errore di base, nella tua valutazione, è quello di ritenere lucido nell’esercizio del libero arbitrio chi ha subito violenza.
Essendo questa lucidità la conditio sine qua non di tutto il tuo discorso, viene a crollare l’intera tua visione della cosa.


In realtà la conditio sine qua non è la possibilità della scelta e il fatto che da essa derivino effetti e conseguenze (tra l'altro la responsabilità ce l'ho anche nel caso del "non potevo fare altrimenti" o del disturbo), non il giudizio retto che la muove, altrimenti nessuno commetterebbe più errori nelle proprie deliberazioni. Se non vi è coazione è comunque arbitrio, esercitarlo al meglio è una questione di altra natura rispetto all'assunzione di ciò che si compie. Comunque ho preso in considerazione la cosa (il fatto che una vittima possa essere lucida o meno, e che un aiuto di natura psicologica sia necessario proprio per questo), se leggi, ma questo non influisce sull'esistenza di una responsabilità. Ogni scelta ha motivazioni, come detto questo non giustifica nulla. Andare a capire quali possono essere è ciò che permette di evitare che ciò accade ancora.

Poi vorrei capire di più nel dettaglio cosa intendi per lucidità: la condizione psicologica di uno stupratore che magari ha subito a sua volta abusi, etc, è lucida? Se non attribuisci la responsabilità delle sue azioni a chi ha subito un trauma da una violenza, cosa diresti del caso di uno che ne commette a causa di quelle che ha subito a sua volta? Si può dire lucidità questa?

Riguardando ciò che ho scritto, forse sembro un po' troppo aggressivo, in realtà non è mia intenzione, anzi. Ti chiedo perché capisco che è il tuo campo, ti vedo molto preparato e vorrei capire bene come la pensi, tutto qui.


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Re: Anche la WWE ora è "di moda": accuse di violenza sessual
MessaggioInviato: 13/12/2017, 14:41 
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JoeJoeJoe ha scritto:

Cazzate
La verità è che a te da fastidio solo l'idea che ci sia qualcuno che possa denunciare delle molestie.

Basta essere sinceri su, senza tutti questi pipponi, dite semplicemente vi piace la donna sottomessa che vi fa il bocchino mentre guardate il calcio in televisione ed è pacifico si può chiudere la discussione li.
Tu sei idiota non giudichi caso per caso hai una posizione da libero quotidiano e pensi che siccome oramai il mondo ha dato una sorta di patentino di intellettualità anche all'alt right allora si può dire tutto.
Il 900 se leggi un pochettino qualche storico serio (ti consiglierei Hobsbawm ma dubito che tu abbia gli strumenti per capirlo) è un continuo conflitto (perso) contro i totalitarismi e il femminismo ha avuto un ruolo centrale nel secondo dopoguerra, ridurre il 900 al freespech sarebbe come dire che la rivoluzione francese è stata fatta per le brioches.
Ma continua pure voglio vedere quante altre amenità riesci a mettere in fila.

LOL. Questa frase grassettata è talmente stupida,agghiacciante, grave e offensiva che merita solo una grassa risata in faccia. La frase seguente in corsivo è una tua conclusione altrettanto stupida, campata in aria e priva di qualsiasi riscontro dal momento che 1) usi il plurale mentre stai parlando con me 2) utilizzi parole che non ho usato 3) non conosci me e non sai come tratto le donne.
Prima di leggere Hobsbawm invece ti consiglio di ritornare in terza elementare, dire che l'intero 900 è stato teatro di battaglie per i diritti della persona non vuol dire che l'intero 900 è stato teatro di battaglie unicamente per i diritti della persona. Impara a leggere prima ancora di scrivere. Nuovamente, non conosci me, ma mi fa piacere informarti del fatto che i miei titoli sono sufficienti a capire uno storico. Lo stesso si può dire dei tuoi?
Ti faccio notare che in un forum di wrestling non becchi solo il quindicenne che passa le giornate a criticare Vince. Con me caschi male, soprattutto se giungi a conclusioni assurde che non traspaiono assolutamente da quello che ho detto o scritto.
Leggi meno articoli su vice.com e impara a sviluppare un tuo pensiero


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