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STORYTIME: Trevor Lee and the Carolina’s hidden gems
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MessaggioInviato: 11/11/2017, 11:49 
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Iscritto il: 04/01/2011, 22:58
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Certe volte le cose più belle rimangono nascoste.
Sulla scia di un interessantissimo topic che riepilogava la rivalità Ambrose-Regal in FCW, ho scelto di aprire questo perché vorrei raccontarvi un bellissimo regno titolato di cui finora non si è parlato molto.

Premettendo che le federazioni che seguo con continuità sono prevalentemente le solite note e che della galassia di microindyz, statunitensi o di terre lontane, mi recupero solo ciò che giunge alle mie orecchie come interessante, un paio di anni fa la mia attenzione fu catturata da una compagnia della East Coast, longeva ma sempre passata un po’ in sordina rispetto ad altre colleghe più amate, la Carolina Wrestling Federation Mid-Atlantic, o CWF. In realtà la CWF è tutt’altro che irrilevante nel panorama del wrestling americano, e sul finire degli anni ’90 ospitava nomi quali Shane Helms, C.W. Anderson, Shannon Moore, D-Lo Brown, Doug Williams, Ricky Reyes. Ma pure Ambrose, Swann e Owens ci sono passati. In tempi più recenti, nelle palestre della CWF sono cresciuti Cedric Alexander, Andrew Everett, Brad Attitude, Caprice Coleman e Adam Page. Ma se c’è un wrestler che ha reso particolarmente interessanti gli ultimi anni di questa compagnia, questo è senza dubbio Trevor Lee.

Trevor Lee nasce nel 1993 nel North Carolina, dove cresce a pane e (backyard)wrestling, guardando gli Hardyz allenarsi nel cortile di casa. Dopo un’infanzia travagliata e mezza criminale, a 14 anni comincia ad allenarsi full time per diventare un pro-wrestler e approda alla corte di Danny Wenkel (tra l’altro padre di Andrew Everett) e Jeff Rudd, i proprietari della CWF, che in lui vedono del potenziale e lo accolgono come uno di famiglia, tanto da lasciarlo vivere e dormire negli stabili della compagnia (all’epoca Lee era praticamente un senzatetto).

La prima volta che vidi Lee fu nel 2014 al suo debutto in PWG, a Mystery Vortex II, dove combatté un buon match-vetrina contro Everett e Alexander. Mi dissero che era un fenomeno, ma poiché non ne ero rimasto così impressionato e non mi piace rimanere con i dubbi, andai a recuperarmi una manciata di suoi vecchi match e un pochino mi ricredetti. Il ragazzo era bravo, soprattutto perché all’epoca era poco più che ventenne e già lottava con grande maturità; certo, aveva ancora tanto da imparare e gli mancava una sua direzione, ma era molto promettente.

Tra il 2014 e il 2015 il nome di Lee cominciava a girare per gli States con maggiore frequenza, e piano piano si fece strada in PWG, EVOLVE e OMEGA, sbarcò nel panorama britannico e divenne una presenza sempre più solida in TNA, dove vinse i titoli di coppia e attualmente è al suo terzo regno come X Division Champion.
Ciononostante, la CWF ha sempre conservato un posto speciale nel cuore della giovane star: la Carolina Wrestling Federation era casa sua e Lee non ha mai smesso di farvi ritorno. I fan locali hanno saputo ringraziarlo a dovere, trattandolo come il loro golden boy, l’hometown hero, il Kazuchika Okada dello Sportatorium (con le dovute proporzioni, ma le proporzioni servono a questo).
Ed è proprio alla megastar della NJPW che molte voci della sua fanbase hanno paragonato Trevor Lee per la durata e la qualità del suo regno da CWF Mid-Atlantic Heavyweight Champion.

Siamo all'inizio del 2016, Trevor Lee è un nome affermato della scena indipendente e la superiperstar del North Carolina. Qui ha affrontato tutti gli avversari che poteva affrontare e vinto tutti i titoli che poteva vincere. Tutti tranne il CWF Mid-Atlantic Heavyweight Champion.
Il booking che precede lo scontro è magnifico e la storia è questa: il campione in carica è Roy Wilkins, storico rivale di Lee; si sono affrontati innumerevoli volte, non da ultimo in un no ropes match di 45 minuti disputato nel 2014. Roy Wilkins è un campione esperto e navigato, sicuro di sé e fiducioso delle sue indiscusse abilità tecniche e di fighter, ma anche propenso a giocare sporco laddove necessario a mantenere quel titolo già detenuto l’anno precedente, e ora stretto alla sua vita da 63 giorni. A dire il vero, la maggior parte delle difese titolate, Wilkins le ha vinte tramite scorrettezze, aiuti esterni, piedi sulle corde e piledrivers (mossa bannata in CWF, ma usata a profusione da Wilkins ad arbitro distratto e magistralmente sfruttata nello storytelling).
Sebbene Lee si fosse affermato come la breakout star internazionale della CWF, Wilkins è sempre arrivato alla cintura prima e ben più spesso di lui, mentre a Trevor quel titolo è sempre sfuggito. Non solo: negli ultimi 3 anni Lee ha avuto molte opportunità titolate, vs Attitude, Royal e proprio contro Wilkins. Interessante notare come in molti casi siano state proprio le scorrettezze di Wilkins ad impedire la vittoria di Lee. Insomma, nel piccolo della CWF, l’albo degli allori ci dice che Wilkins è ancora l’apex predator e può ancora permettersi di guardare Lee dall’alto in basso.
Il match -sotto le insistenti pressioni di Coach Gemini, l’irritante manager di Wilkins- viene stipulato come un no time limit, no disqualifications, no count-outs and no holds barred (qui le piledrivers sono legali).
Ma c’è dell’altro. Il match ha un’altra stipulazione speciale aggiunta all’ultimo sotto insistenza del Coach: se Lee perde non potrà mai più combattere per la CWF.
Ora, bisogna inserire tutto nel contesto dell’epoca: Trevor era giovane, famoso e aveva iniziato a lavorare per Impact!, i presupposti affinché questo fosse il suo grande addio al North Carolina c’erano tutti, e il modo in cui erano stati bookati il match e ciò che lo precedeva lasciava decisamente propendere per questa ipotesi. Nelle parole del matchmaker Brad Stutts “As much as we want Trevor Lee to be around forever, it isn’t worth our credibility with the audience. The stipulation will be honored regardless of who wins. If Trevor Lee doesn’t win the Mid-Atlantic Championship this Saturday, it’s his last time ever wrestling in the Mid-Atlantic Sportatorium.”

You’ll Never Leave Harlan Alive (bellissima, tra l'altro) risuona nello Sportatorium e Trevor Lee compare sullo stage. Mentre sale sul ring ha lo sguardo di chi è consapevole che potrebbe essere l’ultima volta che combatte per quella che ormai è casa sua, davanti a quella manciata di fedeli fan che ormai quasi conosce per nome. L’atmosfera è densa di tensione e gli spettatori cantano una sola parola, Trevor. Ogni fan nell’arena vorrebbe vederlo vincere, ma tutti sanno anche che probabilmente se ne andrà stabilmente in TNA e dentro di loro si preparano ad un caloroso addio. Come ben riassunto dalle parole di un fan presente: “I thought Trevor Lee was going to put on one last tour-de-force, only to lose in the end putting over his great rival Roy Wilkins as a graduation gift.” E poi il nome dello show é “End of an Era”. E che ve lo dico a fa'.

Il match scorre lento, studiato, centellinato. Ogni mossa ha un significato, la storia è raccontata in modo impeccabile senza lasciare nulla al caso, l’azione in ring ben drammaticamente diluita e gli spot sapientemente piazzati nei momenti giusti.

01:44:35.
Passano un’ora, quarantaquattro minuti e trentacinque secondi e la folla e i commentatori hanno ancora la forza di esplodere quando la mano di Wilkins batte il tappeto. Trevor Lee è campione.

Il modo in cui l’incontro viene impostato e il finale, con quella modified-ankle trapped-extremely stretched-human body is not meant to bend that way-STF (Cena who?) che Lee usa per conquistare il suo tanto agognato alloro, sono emblematici dell’impronta che il neo-campione vorrà dare al suo lungo regno. In un’epoca in cui il buzz mediatico ruota attorno ad uno stile di wrestling molto commerciale (occhio: non necessariamente brutto, anzi, solo commerciale) trainato dagli Scurll e dagli Ospreay, dai Bucks e dai Cody, dai Keith Lee volanti e dai Ricochet powerhouse, Lee ha scelto di imporsi come un campione diverso. Trevor Lee è The Natural, il Carolina Caveman, il Techincal Savage, il nano in quelle mutante nere cui è tanto affezionato che simboleggiano un wrestling puro, senza sfronzoli e abbellimenti, senza entrate gloriose, bodypaint fighi e attire ricercati.
A casa sua, in CWF, Trevor Lee ha la libertà di esprimersi come meglio crede e si spinge al top delle sue capacità. Sotto il profilo di psicologia, storytelling, abilità tecniche e durate dei match, il campione alza talmente tanto l’asticella che dopo aver seguito con passione il suo regno non ho dubbi nell’affermare che Trevor Lee sia uno dei migliori wrestler al mondo in questo momento. E -credetemi- se l’avete visto solo in TNA o PWG non potete capire ciò di cui sto parlando. Trevor Lee è davvero il Kazuchika Okada dello Sportatorium.

Il match ve lo metto qui:

Spoiler:


Capisco che i suoi match siano lunghi, old school, poco spottosi, che insomma possano risultare indigesti a gran parte dei fan di wrestling; eppure, se siete disposti a concedere loro pazienza, tempo e un po’ di quella folle passione necessaria per vivere il wrestling in modo appagante, sarete ripagati con alcuni dei migliori avvenimenti recenti di questa disciplina.

Ho scelto di postarvi alcuni dei miei preferiti e carattaristici:

    A Worldwide #53 Trevor Lee affronta una sua vecchia conoscenza, Cedric Alexander, altro beniamino del North Carolina e ormai prossimo al grande (?) salto verso la WWE.

    A Worldwide #60 Lee difende il titolo dall’assalto di Andrew Everett, suo grande amico/nemico, rivale e tag team partner sin dagli esordi. I due avevano già fatto parlare di sé con un lungo 2/3 Falls Match nel 2014, ma questa volta si sono superati.

    É invece Brad Attitude l’avversario di Worldwide #88, incontro preceduto da una lunga storia di odio ben raccontata dallo speciale “History of Trevor vs. Attitude”.

    I match di Worldwide #102 vs. Chip Day e Saturday Night's CWF vs. Alex Daniels mettono in risalto la capacità di Lee di lavorare con i rookies, che brillano della sua luce riflessa e risultano davvero avversari credibili. Qui mi ha ricordato un po’ il Danielson di quei match dove faceva sembrare brava pure una cassettiera.

    Addirittura Michael Elgin viene in pellegrinaggio dal Giappone per assistere di persona al regno di Lee e provare a strappargli l’oro. Siamo a Worldwide Ep. #112 e il match è una storia ben raccontata.

Vi posto i match qui sotto:

Spoiler:














Se la storia vi appassiona sul canale YouTube della federazione trovate tutti i match per intero del regno titolato e tutte le puntate settimanali della CWF.
Se vi va, possiamo commentare i match in modo più approfondito o anche proporre il concept STORYTIME per chiunque avesse una storia legata alla disciplina e il tempo di condividerle.


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Re: STORYTIME: Trevor Lee and the Carolina’s hidden gems
MessaggioInviato: 11/11/2017, 12:00 
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Iscritto il: 18/02/2012, 14:38
Messaggi: 458
Località: Mirano
Bel topic, complimenti! Mi recupererò i match (avevo visto in precedenza solo quello con Everett).

Trevor lee è un talento davvero interessante, Imact! dovrebbe puntarci di più, soprattutto in questo momento (e non parlo di titoli, anche perchè in poco tempo è già diventato un pluri campione x-divison e tag team)


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Re: STORYTIME: Trevor Lee and the Carolina’s hidden gems
MessaggioInviato: 11/11/2017, 12:43 
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Iscritto il: 30/12/2010, 12:24
Messaggi: 2744
Località: "The greatest thing the devil ever did, was make you people believe he didn't exist"
Molto interessante la storia del match di 2 ore, lo recupererò sicuramente


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Re: STORYTIME: Trevor Lee and the Carolina’s hidden gems
MessaggioInviato: 12/11/2017, 13:47 
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Iscritto il: 04/01/2011, 22:58
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Grazie! E' un qualcosa di diverso da ciò che si vede di solito, io lo trovo interessante!

Sono assolutamente d’accordo con il fatto che Impact debba puntarci maggiormente! Anche se poi è vero che questo Lee penso possa funzionare così bene solo perchè in CWF è l’eroe di casa e il pubblico è abituato ad un certo stile di wrestling che non è quello mainstream.
Poi siamo al solito discorso quando ci si trova davanti ad un wrestler del genere.. Gli auguro una grande carriera e tutte le soddisfazioni di questo mondo, ma una parte di me vorrebbe che non se ne andasse mai dalla CWF e non cambiasse mai questo stile.


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