The Pedigree (217) - HANGING OUT WITH MR. CAPONE
by The TW Godfather
Alessandro "Triple S" Saracca


Incipit: Wrestlemania è stato un grande show.
Divertente, ben costruito, oltre tre ore di grande passione. Avrei forse cambiato qualcosina, ma di certo è difficile sostenere che la WWE abbia toppato con questo spettacolo. Peccato per la non perfetta preparazione dell’evento, cosa che forse (dopo una Rumble discutibile ed un No Way Out andato davvero male in termini di acquisti) ha tenuto lontano qualche acquirente, ma per ciò che mi riguarda la WWE questa volta ha centrato il bersaglio. Molti belli sia il Money In The Bank sia l’incontro tra Trish Stratus e Mickie James, ed eccelso l’hardcore match tra Edge e Foley. Buoni anche i match riempitivi, a parte l’evitabile Booker T & Sharmell vs. Boogeyman (che Boogey non sia un wrestler credo sia ormai cosa chiara a tutti…), così come inutile il pillow fight tra Candice e Torrie (e qui lo devo ammettere, ho bellamente mandato avanti la videocassetta…). Soporifero, purtroppo, il match tra Undertaker e Bidoneconlegambe, ma consola sapere che probabilmente questa sarà una delle ultime volte in cui Mark Henry rovinerà la serata a tutti. Undertaker, reduce da un ottimo match con Angle, c’è la messa tutta, ma contro Henry purtroppo ogni sforzo risulta davvero essere vano. Menzione d’onore, infine, per Shawn Michaels, che dopo Hulk Hogan riesce a tirare fuori un match a cinque stelle anche da Vince McMahon. Se questo non lo rende uno dei più grandi wrestler di sempre, allora ditemi voi cosa manca.

Mi piacerebbe poi parlare a lungo della vittoria di Rey Misteryo contro Angle e Orton e della recente sospensione del Legend Killer, ma servirebbe troppo tempo per cui dovrò rimandare ad un’altra occasione. Mi ha però stupito la reazione piuttosto fredda con cui Chicago ha accolto il nuovo campione (ed i fischi giunti durante i tapings di Smackdown!), mi era sembrato che il pubblico stesse calorosamente supportando il piccolo Rey, ed invece all’improvviso arriva questo voltafaccia. Staremo a vedere con il proseguio del suo reign come la gente lo accoglierà in veste di campione.

Ciò di cui infatti mi preme parlare è il main event della serata, quel tanto discusso HHH vs. Cena, il King Of Kings contro l’underdog di Boston.

Innanzitutto va detta una cosa: la sfida d’ingresso va senza dubbio a Cena. Nulla contro Conan, ma niente batte qualcosa fatto in puro “mob-style”. Leggermente esagerato, per me, il costume di HHH, avrei preferito un Trips normalmente vestito che sorrideva sornione seduto sul suo trono, ma l’idea di entrate così fantasiose è stata sicuramente una buona trovata.
Il resto dell’incontro, invece, lo ha vinto Cena. In maniera francamente inaspettata, perché dentro di me ero tanto sicuro che Rey sarebbe uscito campione quanto che Cena avrebbe perso la sua cintura rotante. E la mia tesi sembrava ancor più confermata dai fischi ricevuti da John alla conferenza stampa prima ed alla Hall Of Fame poi. Ed invece, fieri del detto che “tutto può succedere alla WWE”, i bookers hanno deciso che John un altro mese da campione se lo poteva permettere. Io non credo, né capisco quale convinzione abbia spinto la WWE a non togliergli la cintura, ma se nemmeno Vince McMahon e HHH insieme, uniti a questa nuova gimmick del cane bastonato, hanno reso popolare Cena, è chiaro che qualcosa non va.

E già il nuovo personaggio di Cena merita qualche parola.
Perché all’inizio Cena piaceva a tutti. Era divertente, irriverente, un personaggio nuovo e discreto sul ring. Poi però irriverenza e bravura sul ring si sono diradate, e pian piano parte del pubblico ha voltato le spalle al campione WWE. Cena così ha optato per un cambio d’immagine. Ha girato le spalle al pubblico e si è dichiarato fedele solo e soltanto alla Chain Gang. Peccato solo che due mesi dopo il 90% della Chain Gang aveva voltato le spalle a lui, ed ecco quindi un nuovo cambio di look all’orizzonte. Cena si dichiara un “underdog”, uno sfavorito per eccellenza, che oltre a dover combattere gli avversari deve anche combattere un pubblico ostile. Scelta che cercava di fare leva sulla pietà della gente, ma scelta che non fa altro che portare altri fan sul carro dei critici. E così Cena, inondato di fischi, fa sottomettere anche HHH alla letale STFU e mantiene il titolo (vincendo anche il suo secondo main event a Wrestlemania consecutivo).

Ed è qui che qualcosa, dentro al vostro prode editorialista ormai stanco (era passata mezzanotte quando finiva il pay-per-view, ed il vostro aveva lavorato tutto il giorno), scatta come una molla. Cena fa cedere HHH, il gong risuona pesante nell’arena, il pubblico fischia, l’arbitro porge la cintura a John, il campione si alza… ecco, se avete la possibilità, fermate l’immagine in questo momento. E poi guardate Cena dritto negli occhi.

No, quella non è l’espressione di chi ha appena vinto il main event di Wrestlemania. E no, quella non è nemmeno una smorfia di dolore dovuta alle botte prese fino a poco prima. No, guardate gli occhi, coglietene l’espressione. Quello è un grido d’aiuto. Cena è un professionista, non può uscire dal personaggio, ma i suoi occhi dicono una sola cosa:
“Per Dio, levatemi di dosso questa cintura!”.

Ed in quel momento mi pento di tutte le cattive parole sprecate su Cena, su come ho criticato il suo reign ed il modo in cui i bookers lo hanno gestito. Persino il modo in cui ha sconfitto leggende come Angle e HBK, tutto ora mi sembra vano. E mentre HHH, a terra, ride sotto i baffi, e mentre John scruta tra il pubblico nella speranza di incontrare qualcuno che ricambi il suo sguardo, che gli dica “si, io ti capisco”, mi rendo conto di tutto.
Alla fine cedo anch’io, il pulcino bagnato ha fatto presa su di me. Ce l’hai fatta, John, il tuo essere sull’orlo delle lacrime mia ha spronato, mi ha portato dalla tua parte, adesso ho capito.

Quello che però non ho capito è perché quella cintura non sia stata tolta a Cena, anche se inizio a temere che Vince McMahon abbia deciso di intraprendere una personale guerra contro il pubblico per vedere chi dei due la spunterà sul Doctor Of Thuganomics. Cosa, di anche solo vagamente interessante, ne possa venir fuori esce dalle mie abilità cognitive, ma a quanto sembra tutta questa vicenda non ha ancora raccontato il suo ultimo capitolo.
Di certo c’è che la WWE ha chiuso Wrestlemania con il botto, cogliendo impreparati praticamente tutti. Non una scelta saggia, ma di certo se si cercava la sorpresa si è centrato l’obbiettivo.

Prima di chiudere, però, mi si permetta una cosa. Tutti quei lottatori, quelle vallette e quelle Stacy Kiebler che appena hanno occasione sparlano di HHH, del suo bus privato, del suo essere sposato con Stephanie, dei suoi push e del fatto che tutto gli sia spesato, d’ora in poi si ricordino una cosa.

Che a parlar male son bravi tutti, ma per perdere tre volte di fila il main event di Wrestlemania solo per mandare over qualcun altro servono le palle. Per cui, la prossima volta, prima di aprire bocca, pensate.
E poi elogiate.
E poi, come è giusto che sia, inchinatevi.
Di fronte al Re dei Re.

For now The Game’s over, a venerdì prossimo.