LA TRAGICA MORTE DI OWEN HART

In Your Face - 30 Maggio 1999 By Lanati Bros

Cari amici, siamo costretti in un certo senso ad anticipare il nostro editoriale, a causa del gravissimo lutto che ha colpito il mondo del wrestling, cioè la morte di Owen Hart.

Dire ora che Owen è stato senza dubbio uno dei più grandi talenti del wrestling mondiale potrebbe sembrare a tanti un’esagerazione, Owen era stato condannato dalla WWF al ruolo di mid-carder a vita, il che è un destino quasi segnato per i wrestlers che raggiungono a malapena il metro e ottanta di altezza, ma Owen meritava di più e le dimostrazioni di affetto che la sua famiglia sta ricevendo ora che lui non c’è più, Owen se l’è guadagnate sul ring, facendo vedere sempre, anche ora che la WWF ha intrapreso una linea più basata sulle storyline che sui match veri e propri, un modo di combattere molto tecnico e spettacolare.

Uscito dal Dungeon degli Hart, era il migliore dei fratelli e questo non lo diciamo solo ora perché non c’è più (basta vedere gli editoriali precedenti in cui diciamo che tecnicamente e atleticamente era migliore del più quotato Bret), già dai suoi esordi come Blue Blazer ci ha stupiti, facendoci tornare alla mente le gesta di Tiger Mask, per quelle sue esecuzioni aeree sempre al limite della perfezione, poi non ha mai raggiunto la vetta della WWF per i motivi già citati, ma è senza dubbio entrato nei cuori dei tifosi. Nel nostro piccolo sosterremo la campagna che vuole Owen Hart campione onorario della WWF e saremmo felici se tutti gli appassionati che ci seguono da sempre partecipino alla nostra idea (che è stata avanzata in primo luogo da Emilio Bernocchi e successivamente da Kiniluca).

Ciò che più di ogni altra cosa ci ha colpiti, e probabilmente ha colpito ogni appassionato, è stato il modo stupido in cui Owen ci ha lasciato, facendo una cosa che col wrestling non c’entra necessariamente, cioè quell’entrata in volo sul ring che lo ha portato alla morte, quando succedono cose del genere, poi si cerca di dare la colpa sempre al defunto, così da salvare capra e cavoli, infatti, secondo le prime teorie sarebbe stato proprio Owen a premere troppo presto il pulsante di sgancio dell’imbragatura, il tutto è triste se pensiamo che un wrestler con la tecnica di Owen (come del resto ha ribadito il padre Stu) non aveva bisogno di certe cose per far divertire il pubblico.

Ora cominciano le speculazioni, infatti alcuni siti hanno avanzato addirittura una macabra premeditazione, citando un’intervista ad una persona del servizio di sicurezza che prima dell’inizio del PPV avrebbe dichiarato ad alcuni conoscenti: "Oggi succederà qualcosa che farà scalpore nel mondo del wrestling", non possiamo e non vogliamo credere che questo sia vero, anche perché alcuni siti si divertono a spararle davvero grosse, ora si indagherà, McMahon e qualche funzionario della WWF se la vedranno brutta e dopo un po’ di tempo tutti si dimenticheranno di Owen come è successo con Junk Yard Dog, Louie Spicolli, Brian Pillman ed ultimo Rick Rude, i quali vengono citati solo quando c’è un memorial a loro dedicato oppure quando c’è da accomunare il loro nome ai vari wrestlers deceduti nell’ultimo periodo.

A proposito è giusto rendervi partecipi della nostra tristezza per la sfortuna che sta avvolgendo il mondo del wrestling in quest’ultimo periodo nel quale se ne sono andati in troppi anche in giovane età come la ventitrenne Emiko Kado o il già citato Rude a quarant’anni d’età e lo stesso Owen solo trentatreenne, purtroppo ogni due settimane non scappa una volta che in World News dobbiamo dare un triste annuncio, prima c’era la scusa degli steroidi e a qualcuno, anche se il dispiacere era forte, poteva scappare di dire:"Si è gonfiato, prendendo dei rischi assurdi, per arrivare fin là e la natura lo ha punito", ma ora purtroppo si parla di Owen, un ragazzo, padre di due figli, che ha sempre interpretato il ruolo di ‘buono’, anche nella realtà probabilmente era una persona squisita, sentendo le interviste dei suoi colleghi.

L’affetto e la stima che nutrivamo nei suoi confronti era tanta, solo tre giorni prima che morisse rivedendo un Raw in cui si affrontavano Kane & X-Pac vs Owen & JJ, ci scappò di dire:"Si può criticare tutto della WWF, ma quando sul ring ci sono Owen o X-Pac, tanto di cappello, e non ce n’è per nessuno", troppo bello vedere i suoi calci volanti, le sue capriole per uscire dalle prese, i suoi lanci dalle corde, ma ora tutto è finito, ci farebbe piacere una cosa: che i suoi amici più stretti onorassero la sua memoria come fa Curt Hennig con l’amico scomparso Rick Rude (Curt prima di ogni match indica il cielo per ricordare Rude), ci piacerebbe vedere Jericho, Benoit o British Bulldog (se tornerà a combattere) fare un gesto in suo ricordo o vestirsi con i suoi colori, sarebbe un modo per sentire Owen ancora vicino.

Come avrete notato non abbiamo fatto polemiche esagerate su come sia accaduto il fatto, non abbiamo criticato la WWF, perché non è giusto criticarla ora perché è successa una digrazia, nel wrestling di oggi c’è bisogno sempre più del colpo a sensazione, perché è la gente a chiedere ciò, noi non siamo sempre stati molto d’accordo con questo modo di pensare, ma è inutile discuterne ora.

In questa editoriale probabilmente non si è detto niente di nuovo, ma ci sentivamo obbligati a ricordare Owen e a salutarlo per l’ultima volta.

Ciao Owen.

 

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