LA TRAGICA MORTE DI OWEN HART

L'Editoriale di Kiniluca - Edizione del 29 Maggio 1999

Quella appena trascorsa è stata sicuramente una settimana tristissima per ogni appassionato di wrestling. E'iniziata con la tragica morte di Owen Hart avvenuta durante il ppv Over The Edge ed è proseguita nel corso della settimana con le notizie riguardo alle possibili cause della terribile caduta, i vari commenti, le varie dichiarazioni, l'analisi della notizia così come è stata data dalla stampa italiana, fino ad arrivare ad ieri sera quando ho assistito su Sky Sports alla puntata di Raw Is War andata in onda lo scorso lunedì, puntata interamente dedicata ad Owen Hart. Bene ragazzi, lo 'Owen Hart Tribute' Show è stato qualcosa di eccezionale, un 'pezzo' di televisione che rimarrà non solo nella storia del wrestling ma anche nella storia della televisione, anche se era il minimo che la World Wrestling Federation potesse fare dopo l'aver preso l'infausta decisione di portare a termine il pay per view nonostante fosse sopraggiunta nel frattempo la notizia dell'avvenuta morte di Owen Hart. I primi minuti dello show mi hanno veramente commosso, ebbene sì, mi sono messo a piangere. Vedere tutti gli atleti e i funzionari dela WWF, la famiglia McMahon al completo (erano presenti sia la moglie di Vince, Linda che la figlia Stephanie) rendere omaggio ai dieci rintocchi di campana mentre nel tutto esaurito Kiel Center di St.Louis oltre 20.000 persone restavano in assoluto silenzio è stata una cosa da fare accapponare la pelle. La maggior parte dei wrestler in questo incredibile momento di commemorazione piangeva, altri solo per misericordia riuscivano a trattenersi, mentre TUTTI, ripeto TUTTI, portavano al braccio una bandana nera con impresse le iniziali di Owen Hart. Questi momenti saranno indelebili nella mia memoria e così, per quel poco che possa contare, un piccola parte di Owen Hart rivivrà sempre dentro di me. Che tu possa riposare in pace Owen, non ti dimenticherò mai.

La seconda parte dell'editoriale di oggi invece voglio dedicarla ad attaccare tutti quelli (anche molti di Voi che seguite il sito) che nei giorni seguenti alla morte di Owen Hart altro non hanno fatto che criticare la World Wrestling Federation (in particolare) e il wrestling (in generale) ma non ad esempio per non avere interrotto lo show, ma perchè secondo alcuni il wrestling sarebbe andato troppo oltre. Ecco parto dal respingere le accuse a questa che ritengo un affermazione ridicola. Addebitare la scomparsa di Owen Hart alla incredibile ricerca di spettacolarità per ricevere maggiori consensi in termini di ascolto è una cosa ridicola. Innanzitutto per un motivo pratico, ovvero che l'entrata di Owen Hart sarebbe dovuta avvenire durante un pay per view che gli spettatori avevano già acquistato a scatola chiusa, senza che fosse annunciato niente di niente a livello di entrate pericolose e spettacolari. Le entrate come quella che avrebbe dovuto fare il povero Owen erano già state fatte in passato, senza tirare in ballo la WWF Attitude, la violenza, il sesso e tutte le cazzate collegate. Shawn Michaels, per chi se lo ricorda, fu protagonista di una spettacolare entrata nell'edizione di Wrestlemania XII dove prima di affrontare Bret Hart nell'Iron Man Match che gli valse il suo primo titolo del mondo arrivò direttamente sul ringa dopo avere percorso almeno 100 metri appeso ad una carrucola fatta partire dalla sommità dell'Arrowhed Point di Anheim, California che ospitava l'evento. Oppure che dire delle innumerevoli volte in cui Sting è arrivato sul ring della WCW in analogo modo? Ha giustamente ragione Eric Bischoff quando ha dichiarato durante il Jerry King Live Show che quello di Owen Hart è stato solo un maledetto tragico incidente niente di più. Un incidente sul lavoro (anche se forse ammetto che il paragone è un po' forzato) come tanti ne accadono. Non vanno quasi mai a finire sui giornali le decine di tragedie che ogni anno occorrono sui cantieri edili, dove magari giovani operai muoiono non per fatalità ma per negligenza o addirittura omissione delle più elementari misure di sicurezza. E invece nel caso dell'incidente occorso ad Owen abbiamo, dopo pochi giorni, la certezza che non c'è stata alcuna negligenza da parte di nessuno e fortunatamente nessun cedimento strutturale. E' stato solo un maledettissimo incidente, causato dall'apertura del sistema di sgancio in un momento in cui tale apertura non doveva avere luogo. Resterà da stabilire, semmai sarà possibile, cosa ha causato quell'apertura, forse non lo sapremo mai, ma almeno, per quanto consolabile possa essere, che nessuno, ripeto nessuno, ha gettato via la vita di Owen Hart solo per sacrificarla allo spettacolo estremo, ai soldi, agli ascolti. Tutto ciò non è vero. Per fortuna.
Ora invece voglio attaccare più alla grande coloro che innanzitutto hanno attaccato la WWF per la cosidetta WWF ATTITUDE, il target adulto, e tutte le altre cazzate collegate, compreso chi più in generale attacca il wrestling definendolo un vero e proprio circo (senza nessuna offesa per il circo, ovviamente)
Partiamo nel respingere con doverose argomentazioni tutti gli inopportuni attacchi portati al target adulto della WWF. E' stato detto che è una vergogna che il wrestling sia arrivato a proporre spettacoli del genere dove violenza (????) e sesso (????) sono il tema predominante. Qui siamo proprio nell'ipocrisia più totale. Ha ragione Vince McMahon quando dice che nel suo programma in onda dalle 21 alle 23 viene mostrato nè più nè meno di quant'altro si possa trovare sulle altre reti americane nello stesso orario. Aggiungo io: in America dove da quel punto di vista sono dei veri e propri bacchettoni. In Italia per vedere spettacoli che propongano lo stessa tipologia di adult oriented (il reggiseno di Sable o Debra, le bellissime e mezze svestite Girls del Godfather) basta guardare un telequiz delle 19 o giù di lì come "In Bocca al Lupo" su RAIUNO o "Passaparola" su CANALE 5 per avere gli stessi centimetri quadrati di epidermide libera da vestiti, oppure addirittura la domenica pomeriggio in contenitori per tutto il pubblico come "Domenica In" o "Buona Domenica" per citare senza differenza RAI o MEDIASET. Già è vero, non ci avevate pensato. Qundi tutte queste allusioni alla prevalenza del sesso nella WWF e nel wrestling in generale sono immotivate, vero? E se per caso avrete da eccepire il fatto che nel wrestling ci sia troppa violenza gratuita allora anche lì siete fuori strada per tanti, anzi tantissimi motivi. Parliamo di violenza. Innanzitutto partiamo da un concetto fondamentale ed essenziale che non mancherò mai di ripetere: il wrestling è fiction, ovvero finzione. Quindi la violenza, se di violenza si può parlare, è finta come finta può essere quella in un film o telefilm che ragazzi e ragazzini quotidianamente vedono senza che nessuno conduca campagne morali nei confronti dela violenza contenuta in questi films o telefilms. E qui scatta ancora una volta l'ipocrisia: come si fa ad affermare che nel wrestling ci sia violenza quando le leggi americane ad esempio consentono ai ragazzi delle scuole medie inferiori di andare a scuola armati e poi quando succedono le stragi si piangono addosso. Questa è l'ipocrisia della società americana: consentono ai ragazzi di girare armati e poi attaccano il wrestling perchè è troppo violento. Ma per piacere.....!!! Che inizino a preoccuparsi delle cose serie, non del wreslting!!!!
Concludo l'editoriale di oggi, nella quale lo ammetto, sono stato molto molto acido con un ulteriore appello, da me già accennato nelle News di ieri e poi inoltrato tramite il Forum . Tale appello consiste, nel mandare un e-mail di protesta alla Redazione de "Il Corriere della Sera' al seguente indirizzo di posta elettronica:
astroni@rcs.it
Se anche voi pensate che l'articolo del 'Corriere' sia stato gravemente diffamante nei confronti della World Wrestling Federation e del wrestling in generale non esitate a fare sentire il Vostro dissenso. Fatelo nonostante i giornalisti del 'Corriere' delle lettere di protesta come quella da me inviata se ne freghino altamente.
Fatelo se credete ancora nel nostro amato wrestling, con i suoi pregi e i suoi difetti, quel nostro amato wrestling che il povero Owen Hart amava nonostante tutto, più di ogni cosa.

Kiniluca

 

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