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Seconda parte L’incontro
si disputò il 31 Marzo del 1996, al The Pond in Anaheim, California,
davanti ad una strepitosa cornice di 18.852 persone. Bret Hart era al
momento l’atleta più vincente all’interno della WWE, ma Shawn si
presentava già come un tre volte campione intercontinentale e come un due
volte campione di coppia. Tecnicamente, la WWF aveva optato per un
incontro tra due favoriti del pubblico, ma ben presto si capì che i fans
di Shawn Michaels erano in netta maggioranza rispetto a quelli di Bret
Hart. L’entrata di HBK, poi, sbalordì completamente tutti gli
spettatori presenti all’arena, dal momento che Shawn entrò sul ring
attaccato ad una fune che lo proiettò tra i fans direttamente dal tetto
dell’arena californiana. Ma, dopo la scenografia, il suono del gong fece
capire che, da quel momento in poi, sarebbe stato wrestling puro. E
infatti, per sessanta minuti netti – cosa mai vista prima d’ora in un
PPV della federazione di Stamford – Bret e Shawn si diedero battaglia
fino all’ultimo sangue, senza però riuscire ad ottenere né un PIN né
una Submission. In realtà, da subito girarono voci di una protesta di
Bret Hart nei confronti di McMahon, secondo la quale Bret non voleva
subire il primo schienamento, ma anzi ottenerlo e solo successivamente
risultare sconfitto. Al contrario, Vince non era d’accordo nel vedere il
suo futuro campione subire un PIN nel main event del PPV più importante
dell’anno, e pertanto si decise per uno 0-0 che, al termine dei 60
minuti, lasciò tutto il pubblico con il fiato sospeso. A dirimere le
controversie, ci pensò il “presidente” onorario della federazione, il
defunto Gorilla Monsoon, che ordinò una sorta di “tempo
supplementare”, e cioè un overtime, che sarebbe servito a decidere il
vincitore del match: in poche parole, secondo la regola del “sudden
death”, il primo atleta ad ottenere una decisione a suo favore sarebbe
stato dichiarato WWF Champion. Ripreso il match, Bret sembrò da subito
parecchio deluso per la decisione, e si gettò all’attacco di Shawn,
cercando di indebolirlo ulteriormente. HBK però non si fece intimorire, e
anzi sferrò subito il contrattacco decisivo, che culminò con un
Superkick, la famosa Sweet Chin Music, che mandò al tappeto Bret Hitman
Hart. Subito Shawn si gettò su Bret per ottenere il PIN decisivo,
eseguito dall’arbitro Hebner: 1… 2… 3!!! Shawn Michaels è il nuovo
campione mondiale della WWF, dopo aver sconfitto Bret Hart nel main event
di Wrestlemania XII in un incontro di un’ora e tre minuti!!! HBK rimase
sul ring a festeggiare con la cintura, con il suo mentore Josè Lothario,
e con i quasi 20000 del Pond di Anaheim, mentre Bret Hart lasciava
l’arena indispettito. Mentre iniziava a brillare realmente la stella di
Shawn Michaels, iniziava qui ad offuscarsi quella di Bret Hart. Infatti,
dopo un diverbio con Vince McMahon per l’esito di questo main event,
Bret rimase lontano dal ring per otto mesi, rientrando attivamente nella
WWF solo nel Novembre del 1996; questo fatto, il dissapore nei confronti
di Shawn Michaels e il non voler cedere il titolo in maniera pulita,
costeranno caro a Bret. Shawn e, in particolare, Vince McMahon, non
dimenticheranno mai infatti il comportamento di Hart in questa situazione. Tornando
al wrestling vero e proprio, invece, dopo Wrestlemania XII Shawn Michaels
era ufficialmente al top della WWF e del mondo del wrestling. Insieme ai
suoi amici Kevin Nash (Diesel), Scott Hall (Razor Ramon), Sean Waltman
(1-2-3 Kid e poi X-Pac) e Paul Levesque (Triple H), Shawn aveva ottenuto
ormai una reputazione così forte che addirittura in molti nel backstage
si chiedevano se a comandare fosse McMahon oppure la Kliq, il gruppo
capitanato dietro le quinte dal nuovo campione del mondo. Al di là del
questo, Shawn iniziò il 31 Marzo 1996 uno dei migliori regni da campione
che si sono visti dagli anni 90 fino ad oggi, lottando incontri eccellenti
contro avversari di ogni tipo e in ogni situazione. Nel mese di Aprile,
nel corso del PPV In Your House Best Friends Better Enemies, Shawn
Michaels si trovò ad affrontare il suo amico (passato ad heel) Big Daddy
Cool Diesel. Il tutto avvenne in uno stupendo e assai violento “No Holds
Barred”, che rappresenta senza ombra di dubbio il più bel match mai
combattuto da Kevin Nash all’interno della WWF. A quel tempo, fu anche
l’ultimo fino al 2002; infatti Diesel, sconfitto da Shawn Michaels nel
corso dell’incontro, decise di non rinnovare il contratto con la
federazione di Stamford e, di lì a poco, passò alla WCW di Ted Turner ed
Eric Bischoff, iniziando l’angle degli Outsiders che portò poi alla
creazione della famigerata nWo. Con la dipartita di Diesel e Ramon,
Michaels iniziò un nuovo feud con The British Bulldog, che portò a due
altri bellissimi incontri, combattuti da HBK e Bulldog nel mese di Maggio
e di Giugno, rispettivamente al PPV In Your House Beware Of The Dog e King
Of The Ring 1996. Nel primo, HBK e Bulldog lottarono fino ad un pareggio
per doppio schienamento, mentre a King Of The Ring HBK riuscì finalmente
ad avere la meglio sul lottatore inglese. In realtà poi, l’angle
poggiava su una storyline non proprio eccelsa, secondo la quale Shawn
Michaels sembrava avere avuto una relazione con la moglie di Davey Boy,
Diana Smith, e la cosa avrebbe dovuto – ovviamente – mandare su tutte
le furie British Bulldog. Logico, ma anche non proprio consono, dal
momento che il pubblico non sembrava essere proprio coinvolto da questa
storyline che tra l’altro faceva sembrare Bulldog il face (cosa
tutt’altro che vera) e Michaels una sorta di heel (esattamente
l’opposto di quel che stava accadendo). Di conseguenza, l’angle fu
accantonato e Michaels e Bulldog tornarono a lottare per ciò che era
veramente importante e di reale interesse per il pubblico: il WWE Title. Nel
frattempo, poco prima di King Of The Ring, si verificò all’interno
della WWF un curioso episodo, da tutti conosciuto come il”MSG Incident”,
con protagonisti il gruppo della Kliq e Vince McMahon. Nel corso di un
house show, Triple H sconfisse Razor Ramon mentre Shawn Michaels sconfisse
Diesel, in quello che sarebbe stato fino al 2002 l’ultimo match di Nash
e Hall alla WWF. Per salutare il pubblico, alla fine dello show HBK,
Ramon, Diesel e HHH salirono sul ring tutti insieme, abbracciandosi e
applaudendosi, salutando tutti i fans ma rompendo la famosa “keyfabe”,
ossia quella parvenza di rivalità che dovrebbe teoricamente esistere tra
face e heel all’interno della federazione. In realtà, grandissima parte
del pubblico sapeva dell’amicizia che legava la Kliq, e pertanto il
gesto fu salutato con grande affetto da tutti i fans. Chi invece non gradì
affatto la cosa, fu Vince McMahon, che saltò su tutte le furie vedendosi
prevaricato ancora una volta (in realtà poi, oggi è luogo comune
salutare i fans nel dopo show lasciando da parte rivalità che devono
esistere solamente in tv). Fatto sta che Vinnie Mac decise di prendere
provvedimenti… ma contro chi? Hall e Nash stavano per passare alla WCW,
e quindi erano intoccabili. Shawn Michaels era il campione mondiale, e
dunque poteva fare più o meno quello che voleva… ebbene, a pagare le
conseguenze di questo “incidente” fu un giovane Hunter Hearst Helmsley
che, originariamente atteso alla vittoria per l’imminente King Of The
Ring 1996 e da un grosso push, fu invece rispedito immediatamente nel
midcard. Il tutto, come ben sapete, non impedì di certo a Triple H di
emergere nel mondo del wrestling, ma nel frattempo accelerò la crescita e
la vera e propria esplosione di colui che invece fu designato per la
vittoria di King Of The Ring 1996 al posto di Triple H: un certo Stone
Cold Steve Austin, che insieme a Shawn Michaels iniziò a rappresentare la
vera forza sulla quale la WWF poteva contare per cercare di superare una
WCW in continua ascesa. Nel
frattempo, Jim Cornette era più che mai deciso ad impossessarsi della
cintura di campione del mondo attraverso uno dei clienti del suo Camp
Cornette. Avendo fallito con Bulldog e precedentemente con Owen Hart,
Cornette pensò di scatenare la furia di Vader contro Shawn Michaels. Per
il PPV di Luglio, In Your House International Incident, era stata
programmata una tre contro tre nel main event, che avrebbe visto
affrontarsi da una parte il team del Camp Cornette (Vader, Bulldog e Owen
Hart) e dall’altra il trio occasionale composto da Shawn Michaels, il
nuovo campione IC Ahmed Johnson, e The Ultimate Warrior, rientrato alla
WWF nel Marzo del 96. Ovviamente però, Hellwig (Warrior) trovò
nuovamente il modo di fare casino, e senza troppe sorprese Vince McMahon
impiegò pochi attimi a licenziarlo nuovamente (e definitivamente) a pochi
giorni dal PPV. Con un buco nel main event, McMahon decise di riassumere
allora Sid, che per un motivo o per l’altro aveva lasciato la
federazione nel finire del 1995. Al PPV, il team di Cornette ebbe la
meglio sul trio capitanato da Michaels, e in seguito a Vader fu concessa
la chance di sfidare HBK per il titolo mondiale a Summer Slam, dove
sembrava che il regno di HBK dovesse terminare. Ma non ando così.
Infatti, nell’estate del 96 era in forte ascesa la stella di Tony Norris,
meglio conosciuto come Ahmed Johnson, possente atleta di colore che molto
bene stava facendo, e che aveva già conquistato il titolo IC sconfiggendo
Goldust a King Of The Ring 1996. McMahon nutriva grosse speranze in Ahmed
Johnson, ed un grosso push che lo avrebbe portato al titolo mondiale
sembrava per lui inevitabile; probabilmente, la federazione voleva già
provare Ahmed come campione dopo l’estate, forte del successo riscosso
dal nativo di Pearl River. Fu così che, nell’estate del 96, Ahmed
Johnson uscì vincitore da una Battle Royal disputatasi a Monday Night Raw,
dalla quale sarebbe uscito il nuovo number one contender per il WWF Title.
Ahmed Johnson avrebbe così avuto la possibilità di affrontare il
vincitore del match tra HBK e Vader il giorno immediatamente successivo a
Summer Slam. Come sarebbero andate le cose probabilmente non lo sapremo
mai, ma pare proprio che i progetti di McMahon prevedessero una vittoria
di Vader a Summer Slam, e poi una sconfitta dello stesso Vader a Raw, dove
Ahmed Johnson avrebbe conquistato il titolo WWE. Purtroppo (o per fortuna,
a seconda dei casi) il fato volle diversamente, dal momento che nel mese
di Agosto Ahmed Johnson subì un infortunio gravissimo, per il quale
dovette essere ricoverato a causa di un problema che rallentava il
funzionamento di un rene del nativo di Pearl River. Istintivamente,
sembrava che Ahmed Johnson addirittura non potesse più riprendere la
carriera di wrestler, e anche se non fu così, quell’infortunio segnò
praticamente la fine della carriera al top di Johnson, che –
incapacitato dal lottare per diversi mesi (rientrò solo parecchi mesi
dopo, in scadenti condizioni fisiche) – fu chiaramente spogliato della
cintura IC e della possibilità di affrontare il campione mondiale dopo
Summer Slam. Con uno scenario completamente capovolto, Shawn Michaels pensò
bene di girare la situazione a suo favore, e pertanto riuscì a convincere
McMahon che a questo punto non c’era alcun motivo di concedere la
cintura a Vader, dal momento che fino a quel momento come campione HBK era
andato benissimo. Nulla in contrario, se non fosse che quella fu
l’ultima occasione in cui Vader sperò di conquistare un titolo in
WWF… dal momento che Vinnie Mac si lasciò convincere e decise di
continuare con HBK come campione. Così, a Summer Slam 1996, Shawn
Michaels ottenne la vittoria anche contro il colosso delle Rocky Mountain,
in un match davvero entusiasmante. Dopo l’estate quindi, Vader era
uscito ridimensionato mentre HBK, ancora campione e sempre supportato dai
suoi fans e dal suo potere nel backstage, si ritrovò di fronte ad un
avversario assolutamente inusuale: Mankind, interpretato da Mick Foley.
Mankind era una vera e propria sensazione nella WWF di quel tempo, avendo
sconfitto The Undertaker grazie all’aiuto di Paul Bearer. Al PPV di
Settembre 1996, In Your House Mind Games, Shawn Michaels e Mankind diedero
vita ad un incontro a dir poco eccezionale, che solo per “colpa” del
match tra HBK e Bret a WM XII non vinse la palma di Match Of The Year. Ad
ogni modo, Mick Foley considera questo incontro uno dei migliori da lui
mai disputato nella WWF, nonostante una decisione finale per squalifica
che consentì a HBK di mantenere ancora una volta il titolo mondiale. La
fine del regno da campione mondiale di HBK arrivò invece a Novembre,
quando alle Survivor Series del 1996 arrivò per lui uno sfidante già
incontrato e battuto precedentemente, ovvero sia Sid, il quale aveva
sconfitto Vader ad Ottobre guadagnandosi la possibilità di avere una shot
per il titolo. Il match si tenne, ancora una volta, al Madison Square
Garden di New York, che però questa volta si dimostrò insolitamente
ostile nei confronti di HBK. Infatti, sorprendentemente, i fans di
Michaels risultarono nettamente in inferiorità rispetto a quelli di Sid,
che al tempo era sì un face ma più che altro “acquisito” e non
proprio dichiarato. Ad ogni modo, seppure in maniera non pulita, Sid riuscì
a sconfiggere Shawn Michaels, conquistando così per la prima volta il WWE
Title dopo numerosi tentativi che andavano avanti dal lontano 1992 (e
forse anche questo giocò a favore del nuovo campione mondiale). Preso
atto della reazione del pubblico, la WWF pensò che sarebbe stata
un’ottima scelta quella di girare ad heel Shawn Michaels, e così disse
all’ormai ex campione di iniziare ad avere un comportamento leggermente
arrogante che avrebbe poi portato ad un turn heel in seguito. Così
facendo, la lunga mano di McMahon pensava di concedere nuovamente il
titolo a Shawn Michaels da heel, per poi lanciarlo contro un Bret Hart
face a Wrestlemania XIII in un rematch della scorsa edizione dal quale,
probabilmente, questa volta sarebbe toccato ad Hart uscire vincitore.
Unico problema: la Royal Rumble, dove Shawn avrebbe dovuto riconquistare
il titolo da heel, era stata casualmente programmata da disputarsi a San
Antonio, Texas, patria e casa di Shawn Michaels. La WWF – ovviamente –
non modificò nulla e, così come era stato progettato, si arrivò al
giorno dell’evento con in programma il match tra il campione, Sid, e lo
sfidante, Shawn Michaels. In maniera non troppo sorprendente, a essere
sinceri, HBK fu accolto nell’arena da un’ovazione terrificante, mentre
Sid era chiaramente l’heel. Shawn era così ritornato, immediatamente,
un babyface, e il 19 Gennaio viene ricordato come il giorno in cui,
sconfiggendo Sid, HBK conquistò il WWF Title per la seconda volta nella
sua incredibile carriera. Vincere il titolo davanti alla gente di casa fu
un riconoscimento eccellente per Michaels, che agli inizi del 97 era già
riconosciuto come uno dei più grandi wrestler di tutti i tempi:
dopotutto, aveva sconfitto uno dopo l’altro giganti del ring come Razor
Ramon, Bret Hart, Diesel, Jeff Jarrett, Vader, Mankind, British Bulldog e
moltissimi altri, senza contare che nel dicembre del 1996 la rivista
specializzata Pro Wrestling Illustrated l’aveva eletto praticamente
all’unanimità come wrestler dell’anno. Così, fu per tutti una grossa
sorpresa, ed anche una grossa delusione, quando il 13 Febbraio 1997, nel
corso di una speciale edizione di “Thursday Raw”, Shawn Michaels salì
sul ring e, in una intervista con Vince McMahon, dichiarò di “aver
perso il sorriso” (letteralmente, “I’ve lost my smile”). Per
questo motivo, Shawn riconsegnò a Vinnie Mac la cintura di campione del
mondo, rendendola vacante senza averla mai persa, e – se avete letto con
un minimo di attenzione – questa non era una novità nella carriera di
Shawn Michaels. Dietro a questo gesto che lasciò di sasso il mondo del
wrestling, si rincorsero a lungo ridde di voci e di indiscrezioni.
Probabilmente la verità completa non la si saprà mai, ma certo è che
HBK sembrò tremendamente serio nell’allontanarsi dal mondo del
wrestling. In realtà, a fermarlo furono due motivazioni. La prima, un
piccolo infortunio al ginocchio che necessitava di riposo e che avrebbe
potuto aggravarsi ulteriormente combattendoci sopra. La seconda, che fu
poi intesa da tutti come la reale causa del “sorriso perduto”, era la
volontà di Shawn Michaels di non affrontare Bret Hart a Wrestlemania XIII,
perché HBK non aveva alcuna intenzione di “ritornare il favore” e
concedere il job a Bret, dopo che l’anno precedente, a Wrestlemania XII,
Bret si era rifiutato di perdere in maniera pulita nell’Iron Man Match
di Anaheim. La WWF fu così costretta a cambiare tutti i suoi piani e,
cosa più sorprendente, Vince McMahon non sembrò minimamente risentito
dal gesto di Shawn Michaels, che anzi fu lasciato libero di decidere. Ciò
lascia tutt’oggi pensare che ci fu dell’altro dietro queste decisioni,
e che il tutto potrebbe anche essere stato avallato dallo stesso McMahon,
cosa che tra l’altro spiegherebbe il risentimento di Bret Hart nei
confronti del numero uno di Stamford. Così facendo, la WWF adottò uno
scenario inusuale: Steve Austin, che aveva vinto in maniera irregolare la
Royal Rumble, fu inserito in un Fatal 4 Way Match per il titolo vacante,
al quale presero parte anche Vader, Bret Hart e Sid. Il titolo, nel PPV di
Febbraio, fu vinto da Bret Hart, a parziale compensamento di un main event
di Wrestlemania che Hart non avrebbe mai più visto, e poi fu assegnato
nuovamente a Sid, che il giorno dopo il PPV di Febbraio sconfisse Bret
Hart nel corso di Monday Night Raw. La WWF aveva infatti deciso che la
cosa migliore era quella di assegnare il titolo mondiale a The Undertaker,
che solo una volta in passato lo aveva avuto e che era rimasto sempre
fedele alla federazione di Vince in tutti gli anni di permanenza a
Stamford. Così, a Wrestlemania XIII, nel main event Sid fu sconfitto da
Undertaker, mentre per Bret Hart fu organizzato un match contro Steve
Austin, match che si rivelò davvero molto bello, ma che mise in mostra
soprattutto Austin come grande personaggio e nuovo beniamino del pubblico,
e Bret come papabile per il ruolo di heel (ruolo che Hart non fu mai
disposto ad accettare con serenità). Sorprendentemente poi, Shawn
Michaels era tornato molto prima di quanto non si pensasse… dal momento
che già prima di Wrestlemania decise di apparire ad una edizione di Raw
dicendo che, essendo a San Antonio, aveva ritrovato il sorriso, che
probabilmente era rimasto nel luogo in cui effettivamente lo aveva
originariamente perso (e anche qui, era lecito pensare che HBK, ripresosi
velocemente dal piccolo guaio al ginocchio che aveva accusato, aveva
ottenuto il benestare di McMahon per rientrare in azione). HBK fece la sua
apparizione anche a Wrestlemania, nel main event tra Sid e Taker, nel
corso del quale si distinse per lo speciale commento a bordo ring, nel
quale continuò a umiliare Bret Hart che, apparso sulla scena, fu riempito
dai fischi del pubblico e legittimò il passaggio ad heel desiderato da
McMahon. Passata
Wrestlemania, era evidente che la nuova sensazione all’interno della WWE
era rappresentata da Stone Cold Steve Austin, nuova eccitante stella del
pro wrestling. Per farla esplodere definitivamente, McMahon pensò bene di
affiancarla immediatamente a Shawn Michaels, che per la gioia dei fans
instaurò una temporanea alleanza con il wrestler di Victoria, Texas.
Michaels & Austin, addirittura, riuscirono a conquistare il WWF Tag
Team Title nel corso di un Raw del 25 Maggio 1997, dove sconfissero Owen
Hart e British Bulldog in un incontro assolutamente eccellente che durò
oltre 20 minuti. All’interno del team, però, non era ben chiaro quale
fossero le gerarchie. Così, tra Austin e Michaels, sorsero dei nuovi
diverbi che portarono inevitabilmente allo scontro tra i due babyface,
scontro che avvenne a King Of The Ring 1996. L’incontro, come era logico
prevedere, risultò senza dubbio il migliore di tutto l’evento, e lasciò
solo un po’ di amaro in bocca ai fans, che rimasero stupiti da un
insolito No Contest dopo circa venti minuti di intensa battaglia. Nel
frattempo, la tensione all’interno dello spogliatoio WWF era arrivata a
livelli altissimi; in particolare, casualmente tra due lottatori
l’attrito sembrava impossibile da appianare. E questi due lottatori,
indovinate un po’, erano ovviamente Bret Hart e Shawn Michaels. Il 9
Giugno, nel backstage, Bret e Shawn vennero alle mani per davvero, e partì
una piccola rissa che fu sedata dagli altri lottatori. Micheals tra
l’altro si fece anche male alla schiena e al ginocchio già infortunato
(questa volta veramente), e rimase assai deluso dal comportamento di Bret,
così come Bret rimase molto male per quello di Shawn. In questo caso,
Vince McMahon sembrò non voler voltare le spalle ancora una volta ad Hart,
e avvisò Shawn che fino a quando le acque non si fossero calmate, per lui
sarebbe stato meglio rimanere lontano dal backstage della WWF. Shawn non
la prese bene, e con un “I quit” già conosciuto, disse che non
sarebbe più ritornato. Ovviamente, Shawn era ancora campione di coppia
insieme a Steve Austin, e per questo motivo – per l’ennesima volta
nella carriera di HBK – il titolo fu dichiarato vacante e Shawn lo perse
senza risultare mai sconfitto. Shawn saltò così il PPV di Luglio,
Canadian Stampede, che fu probabilmente l’ultima notte veramente felice
per la famiglia Hart nella WWF. Nel main event, una 5 contro 5, il team di
Bret Hart (Bret, Owen, Neidhart, Bulldog, Brian Pillman) sconfisse quello
di Steve Austin (Austin, Goldust, Ken Shamrock, Legion Of Doom) quando
dopo 25 minuti di incontro, Owen inchiodò Austin al tappeto in seguito a
un roll-up. Quando tutto sembrava quindi tornare alla normalità, Vince
McMahon però si rese conto che alla WWF mancava il wrestler e il
personaggio di Shawn Michaels, il quale fu immediatamente richiamato dallo
stesso McMahon. E probabilmente Vince deve essere stato molto convincente
se Shawn, dopo aver pensato di non tornare mai più, era già sul ring il
3 Agosto, come arbitro speciale del match tra Bret Hart e The Undertaker.
E già, perché non solo Vince non esitò un secondo a richiamare Michaels,
ma addirittura trovò probabilmente eccellente l’idea di inserirlo come
arbitro speciale nel match tra Bret e Undertaker. In quell’occasione,
proprio a causa di un grave errore di HBK nelle vesti di arbitro speciale,
Hart conquistò da heel il suo quinto e ultimo titolo mondiale WWF,
sconfiggendo The Undertaker. Probabilmente,
questo fu senza dubbio un regno ancora più triste di quello durato
ventiquattro ore nel Febbraio 1997, per Bret. Infatti, mentre lui
difendeva il titolo in incontri di basso profilo contro Del Wilkes, aka
The Patriot, il main event era stabilmente occupato da quelle che nel mese
di Settembre e Ottobre erano senza dubbio le vere stelle della
federazione: Shawn Michaels e The Undertaker. Con Austin infortunato
gravemente al collo, infatti, la WWF girò HBK al ruolo di heel, e iniziò
un feud a dir poco entusiasmante tra HBK e Taker, che culminò poi solo
nel Gennaio del 1998 dopo che i due si saranno affrontati in tutti i modi
possibili e immaginabili (e anche oltre, fino a quel momento). Ma per
affrontare The Undertaker e giocare il ruolo di heel, Shawn chiese a
McMahon di giocare al meglio le sue carte; fu così che, assoldando Triple
H, Chyna e lo scomparso Ric Rude, Shawn Michaels fondò la D-Generation X,
la risposta WWF alla nWo, una risposta che poi, insieme al mito di Austin
3:16, segnò l’inizio dell’era Attitude, che riportò la WWF al
vertice del pro wrestling e mandò al fallimento la WCW di Turner.
D-Generation X segnò la svolta nella WWF: HBK e HHH portarono a Raw un
nuovo concetto di entertainment, e insieme al resto della federazione
iniziarono a proporre di continuo sorprese, angle assolutamente
sorprendenti e soprattutto contenuti rivolti al pubblico adulto. I
programmi della WWF cambiarono completamente, incontrando sì le proteste
e lo scandalo del pubblico più sensibile, ma anche il consenso delle
grandi masse. McMahon era assolutamente in estasi, e pertanto non esitò a
dire a Michaels e al resto della DX di continuare su questa lunghezza
d’onda; l’unico a non essere contento, preoccupato per il suo futuro e
per la piega che stava prendendo la sua posizione, era Bret Hart, il quale
iniziò a far sapere a Vince McMahon che stava valutando la possibilità
di passare alla WCW. Al
di là di questo, il feud tra Shawn Michaels e The Undertaker era
iniziato. Nello stesso momento, il disfacimento della Hart Foundation
sembrava evidente. Sebbene Owen Hart riconquistò la cintura IC a Ground
Zero sconfiggendo Faarooq, per la fazione guidata da Bret Hart sembrava un
momento davvero difficile. Mentre a Ground Zero il primo incontro
spettacolare tra Michaels e Taker terminò in un nulla di fatto a seguito
di numerose interferenze, il 20 Settembre qualcosa di particolare accadde.
Nel corso di un PPV Uk Only, a Birmingham, la WWF cambiò i suoi progetti
all’ultimo secondo. Così, nel main event della serata, un match (che si
rivelò poi l’ultimo di sempre tra i due) tra Shawn Michaels e British
Bulldog valido per il titolo europeo, davanti a migliaia di fans inglesi
in delirio per Davey Boy Smith, HBK riuscì a sconfiggere Bulldog
addirittura per sottomissione, conquistando il titolo europeo. Al di là
del fatto che ciò rappresentò una grossa sorpresa (i titoli WWF non
cambiavano quasi mai fuori dagli USA, e in più Smith era davvero
l’idolo locale), questo evento segnò un record mai raggiunto prima. Con
la conquista del titolo europeo infatti, Shawn Michaels diventò “the
first ever Grand Slam Winner”, dal momento che risultò il primo
wrestler della WWF ad aver vinto tutti i titoli possibili (World,
Intercontinental, European, Tag Team). Tornato negli USA, Shawn iniziò a
prepararsi per sconvolgere ancora una volta il mondo del pro wrestling:
per il PPV In Your House Bad Blood 1997 infatti, la WWF aveva annunciato
come main event un Hell In A Cell tra The Undertaker e Shawn Michaels. In
poche parole, in un qualcosa di mai provato precedentemente, Michaels e
Taker si sarebbero affrontati in una gabbia di acciaio inaccessibile
dall’alto e dunque chiusa completamente e contenente il ring al suo
interno. Fu una soluzione particolare, studiata dalla WWF, sempre per
coinvolgere maggiormente il pubblico attraverso emozioni forti e
inaspettate. La dirigenza della federazione si occupò personalmente della
costruzione della struttura che poi tanto successo riscosse negli anni
futuri, costruzione e progetto al quale si interessarono anche lo stesso
Shawn e Mark Callaway, aka The Undertaker, nel tentativo di scoprire cosa
avrebbero potuto realizzare in un match che sarebbe poi stato destinato ad
entrare nella storia del pro wrestling. Il
primo Hell In A Cell della storia WWF si disputò così nell’Ottobre del
97, nel corso del PPV Bad Blood. Undertaker e Michaels diedero vita ad un
match a dir poco incredibile, nel quale anche l’arbitro e alcuni addetti
ai lavori risultarono inevitabilmente coinvolti. Ad un certo momento
dell’incontro, Shawn e il becchino si ritrovarono a combattere sul tetto
della struttura, tra lo stupore dei fans presenti all’arena.
Incredibilmente, Shawn Michaels fu scaraventato dall’alto della gabbia
contro il tavolo dei commentatori, compiendo un volo di circa 16 piedi, e
terminando il match intriso da una maschera di sangue. A sorpresa poi, HBK
uscì addirittura vincitore, dal momento che in seguito a una interferenza
inattesa del debuttante Kane, Michaels riuscì a schienare per il PIN
vincente un Undertaker messo KO dal suo “fratello” malefico. Questa
vittoria consentì a HBK di conquistare una shot al titolo mondiale, e
preparò dunque la scena per quello che sarebbe stato l’ultimo incontro
di Bret Hart nella WWF e il match più discusso di sempre nella storia del
pro wrestling: Bret Hart vs Shawn Michaels, Survivor Series 1997, a
Montreal, Canada. Si
arrivò così a uno degli incontri più famosi della storia del wrestling,
per l’appunto quello tra Bret Hart e Shawn Michaels. Nelle settimane
antecedenti l’evento, la rete internet e gli informatori più a contatto
con la federazione di Stamford sono in fermento: Bret Hart sembra
vicinissimo ad un accordo con la WCW, accordo che si rivelerà fatale per
lui e per la federazione di Atlanta, probabilmente decisivo invece per
tutto ciò che riguarda l’attività di Vince McMahon. Per avere un
racconto dettagliato di quanto accaduto a Montreal nei giorni precedenti e
immediatamente successivi, vi rimando al seguente URL:
http://www.tuttowrestling.com/thescrewjob.html
(e se non siete al corrente di quel che è successo, vi raccomando
fortemente di dare un’occhiata per scoprire tutto e anche di più).
Fatto sta che a Survivor Series, Shawn Michaels sconfigge Bret Hart per
sottomissione diventando per la terza volta campione mondiale. In poche
parole, HBK si ritrova nuovamente al top della federazione: Vince McMahon
ha scaricato Bret Hart, sicuramente il peggior nemico di Shawn nel
business, decidendo di puntare sul talento di San Antonio. Il giorno dopo
Survivor Series, nel quale tra l’altro si verifica un leggero
ammutinamento del roster che protesta contro il “licenziamento” di
Bret Hart, Shawn Michaels è il padrone assoluto dello show e anzi ne
approfitta per prendere in giro il suo rivale, Bret, che tra l’altro si
lamenterà moltissimo di questo fatto nei mesi e negli anni a venire. Tra
novembre, dicembre e gennaio del 1997, la D-Generation X di Shawn Michaels,
Triple H e Chyna ha il controllo totale di qualsiasi trasmissione
televisiva della WWF. E gli ascolti danno ragione al trio, con Raw che si
dimostra in netto rialzo e in continua ripresa nei confronti di WCW Monday
Nitro. Shawn Michaels, protagonista assoluto, è anche in grado di
scrivere da solo i suoi segmenti, e spesso e volentieri regala angle e
storyline d’autore che, seppure un po’ spinte, attraggono sempre di più
gli spettatori al teleschermo. La Hart Foundation è ormai andata
distrutta, e anche Jim Neidhart – unico reduce insieme a un Owen Hart
che poi ritroveremo in seguito – viene licenziato dalla WWE dopo essere
stato pesantemente umiliato dalla DX. Per HBK e il suo titolo mondiale
arriva però un nuovo avversario, l’ex campione della UFC Ken Shamrock.
La stable capitanata da HBK è così forte e impressionante, che si decide
di denominare addirittura un PPV con questo nome; ed ecco così che a In
Your House – D-Generation X si affrontano per il titolo mondiale proprio
Shawn Michaels e Ken Shamrock, mentre nell’undercard Triple H metteva
fine alla faida tra la DX e il commissioner della federazione,
sconfiggendo Sgt Slaughter in un Boot Camp Match. Nel main event dello
show, Shawn riesce a mantenere il titolo contro Shamrock, anche se in
realtà l’incontro finisce per squalifica in seguito ad un intervento di
Owen Hart, che dallo stage si proietta a bordo ring per attaccare il
campione mondiale. Owen, ancora sotto contratto con la WWE, era stato
infatti richiamato da Vince McMahon per proseguire normalmente il suo
lavoro nonostante la clamorosa dipartita del fratello. Ne viene fuori un
angle che porterà poi a una sfida a Wrestlemania tra Triple H e Owen Hart
per il titolo europeo. Titolo europeo che, sorprendentemente ma non
troppo, passa nelle mani di HHH. Infatti, in un incontro farsa a Raw,
nella puntata di Natale, Shawn Michaels e HHH si affrontano in un match
nel quale HBK si fa schienare appositamente e concede a HHH il titolo
europeo. La settimana seguente, Shawn difende con successo il suo titolo
mondiale dagli attacchi di Owen Hart, per poi avvicinarsi alla Royal
Rumble e trovarsi di fronte per l’ultima volta uno dei suoi più grandi
avversari di sempre: The Undertaker. Alla Royal Rumble del 1998 intanto,
Stone Cold Steve Austin conquista per la seconda volta consecutiva la
vittoria nella rissa, e così facendo prenota un posto per il main event
di Wrestlemania XIV. Il tutto, sotto gli occhi di Iron Mike Tyson, il
famosissimo pugile appena acquistato da Vince McMahon con un contratto a
gettone per promuovere la sua presenza a Wrestlemania nel ruolo di special
enforcer del match titolato. Avversario di Steve Austin? Ovviamente, HBK
Shawn Michaels, che alla Royal Rumble 1998 sconfigge ancora una volta The
Undertaker, sempre grazie a un aiuto da parte di Kane, ma questa volta in
un Casket Match. Purtroppo
però, in quest’incontro, il destino di HBK viene segnato in maniera
piuttosto pesante; infatti, Shawn subisce alcuni colpi devastanti alla
schiena – soprattutto andando a sbattere contro la bara – che i medici
valuteranno come gravissimi. Subito Shawn e Vince contattano i migliori
specialisti del settore, che però non hanno risposte positive: Shawn
Michaels deve operarsi assolutamente, e deve sottoporsi a un intervento
per nulla facile, che richiede la fusione di due vertebre e uno stop
assoluto di nove mesi, con il consiglio da parte dei dottori di chiudere
immediatamente con il mondo del wrestling onde evitare di rischiare di
rimanere paralizzato negli anni a venire per lo schiacciamento di
ulteriori ossa e vertebre nella colonna vertebrale. A
questo punto, la notizia si diffonde a macchia d’olio e tutto il mondo
del wrestling è in ansia per il suo campione più scintillante degli
ultimi anni: la carriera di HBK è fortemente a rischio. E, oltre a
questo, anche il main event di Wrestlemania è fortemente a rischio.
Subito Vince McMahon e Shawn Michaels entrano in fitto contatto, con
Vinnie Mac che teme fortemente per il suo main event. Main event che,
senza dubbio, è uno dei più importanti degli ultimi anni: la WWF è in
netto recupero sulla WCW, c’è uno Stone Cold Steve Austin che deve
essere necessariamente lanciato in maniera definitiva verso l’olimpo del
wrestling, e in più si è fatto un investimento non indifferente con il
contratto firmato da Mike Tyson, che avrebbe presenziato non solo a
Wrestlemania ma anche in parecchie puntate di Raw. Subito però, al
contrario di quanto voci e illazioni tentavano di alimentare, arriva la
notizia che Shawn Michaels avrebbe regolarmente difeso il suo titolo al
PPV più importante dell’anno. Shawn e Vince si erano immediatamente
incontrati, e senza che Vinnie Mac lo pregasse più di tanto, HBK lo aveva
tranquillizzato dicendo che avrebbe comunque fatto di tutto per lottare a
Wrestlemania. Dopotutto, quell’evento per Vince era davvero importante,
e certo Shawn – dopo che McMahon aveva lasciato andar via Hart per
puntare su di lui – non poteva deludere né Vince, né Steve Austin e né
se stesso. Dunque, contro il parere dei medici e contro le attese di tutto
il mondo del wrestling HBK annunciò che avrebbe tranquillamente preso
parte al main event di Wrestlemania, e che solo successivamente si sarebbe
fermato per un lungo stop. Furono ovviamente in molti ad apprezzare questo
gesto da parte di Michaels, che dopo essere stato conosciuto negli scorsi
anni per non voler lasciare in maniera pulita e sul ring le cinture,
questa volta aveva deciso (considerando poi che questo poteva anche essere
l’ultimo incontro della sua carriera) di fare il possibile per aiutare
la federazione. Così,
a Raw, Mike Tyson si scontrò immediatamente con Stone Cold Steve Austin,
che sembrava non gradire il suo comportamento, e decise invece di entrare
nella D-Generation X insieme a Shawn, HHH e Chyna, in uno degli angle più
sconvolgenti degli ultimi anni. Le immagini di Tyson conteso tra Austin e
Michaels, come previsto, fecero il giro del mondo, arrivando tra l’altro
anche sui telegiornali italiani (e ricevendo anche un importante copertura
sulle pagine della Gazzetta Dello Sport). Era quello che McMahon cercava:
trovare nuovi fans anche lontano dagli USA, e attrarre invece
l’attenzione di quelli che continuavano a vedere la WCW. Tra Febbraio e
Marzo, tutta l’attenzione era rivolta a Stamford: Shawn Michaels, Steve
Austin, Mike Tyson. Un triangolo che stava veramente appassionando tutti i
fans di wrestling. Nel mezzo, un PPV di Febbraio, No Way Out of Texas, nel
quale Shawn Michaels decise di non lottare, in maniera da preservarsi al
meglio per quello che – bene o male – avrebbe potuto essere l’ultimo
incontro della sua carriera. Si
arriva così a Wrestlemania XIV, il 29 Marzo del 1998. Shawn Michaels vs
Steve Austin, per il titolo mondiale. L’attesa è in parte per Austin,
predestinato ad entrare nell’Olimpo delle stelle del wrestling, in parte
per Tyson, alla sua prima vera e propria apparizione in PPV, ma anche e
soprattutto per HBK, che non combatte dalla Rumble di Gennaio e che tiene
in ansia il mondo del wrestling con le sue condizioni fisiche.
L’incontro, però, è senza ombra di dubbio degno del main event di
Wrestlemania: Shawn Michaels stringe i denti, Jim Ross al commento
sottolinea più volte il suo stato di incredibile sofferenza, ma HBK
riesce comunque a sfoderare il suo repertorio migliore. La vittoria, nel
finale, va comunque a Steve Austin, con il conteggio del pin finale
eseguito però da Mike Tyson e non dall’arbitro titolare, rimasto
contuso nel corso del match. Shawn se la prende dunque proprio con Iron
Mike, che ne approfitta per sfoderare ai danni di Shawn un destro dei
suoi. Steve Austin festeggia la conquista del suo primo titolo mondiale,
mentre Triple H e Chyna aiutano HBK ad abbandonare l’arena. Per molto
tempo, quello del 29 Marzo del 1998 rimarrà l’ultimo ricordo di HBK sul
ring per i fans della WWF. Il
giorno dopo, a Raw, Triple H annuncia che Shawn Michaels è infortunato e
che quindi lui è il nuovo leader della DX. Trovandosi da solo, HHH ha
pensato di chiedere aiuto ai suoi amici, e di chiedere aiuto… alla Kliq.
Così, alla WWF approda dopo due anni di “esilio” Sean “X-Pac”
Waltman, precedentemente conosciuto come 123 Kid alla WWF e come Syxx
(1+2+3=6, bello eh??) alla WCW. Nella stessa serata, entrano a far parte
della stable anche Road Dogg (Jesse James) e Billy Gunn. Nel frattempo,
Shawn Michaels ha già fatto ritorno a casa sua, in Texas, e ha iniziato a
prepararsi per la difficoltosa operazione che si trova costretto ad
affrontare. Alcuni parlano di un suo ritorno alla federazione di Stamford
entro 9 mesi, ma i più vicini a Shawn dicono che la carriera di HBK
sarebbe stata da considerarsi praticamente finita: avrebbero, fino a un
certo momento, avuto ragione i secondi. Nel frattempo, un po’ per
contratto un po’ per riconoscenza, un po’ anche per evitare che la WCW
potesse creare problemi, Shawn rimane sotto contratto a tutti gli effetti
con la WWF di Vince McMahon. Nel mese di Aprile, HBK si cura alla schiena
e al ginocchio, attrezzando la sua casa di San Antonio con diverse
apparecchiature a scopo fisoterapeutico nella speranza di non andare sotto
i ferri; in seguito, su di lui si inseguono numerosissime voci a riguardo
delle sue condizioni fisiche. Nel frattempo, grazie al suo lavoro svolto,
alla DX e soprattutto all’angle tra Austin e McMahon, la WWF strapazza
la WCW nella guerra degli ascolti televisivi. Il
13 luglio del 1998, una grande sorpresa viene riservata agli spettatori di
Monday Night Raw,quando la musica di HBK risuona nell’arena. E,
tra l’entusiasmo della folla, è proprio Shawn Michaels ad apparire
sullo stage, per sedersi al tavolo dei commentatori e deliziare il
pubblico e gli ascoltatori con la sua voce al microfono. Non potendo
combattere, almeno Shawn poteva farsi vedere agli show e rimanere a
contatto con i fans… Un’ulteriore
sorpresa fu l’apparizione di Shawn Michaels – sempre a Raw – il 24
Agosto di quella stessa estate. In questa occasione, HBK intervenne nel
bel mezzo di un angle tra la Nation Of Domination e la D-Generation X,
salvando Chyna dalle angherie di Mark Henry! Questo intervento di HBK,
oltre che a deliziare i fans, servì alla WWF per far scatenare una nuova
ridda di voci sulle eventuali condizioni fisiche di Shawn e a proposito di
un suo possibile ritorno attivo sul ring. La WWF capì che HBK era
comunque un personaggio di altissimo successo anche senza lottare, e perciò
Vince McMahon continuò a contattarlo per proporgli nuovi ruoli sulla
scena. A Survivor Series 1998, Vince lasciò appositamente un posto vuoto
nel tabellone del torneo Deadly Game (poi vinto da The Rock che conquisto
così il suo primo WWF Title), per far credere al pubblico che forse
proprio al PPV di Novembre HBK sarebbe rientrato sul ring. Dopotutto, da
marzo a novembre erano passati proprio nove mesi… cocente fu però la
delusione del pubblico, quando si scoprì che il wrestler misterioso si
rivelò essere Dwane Gill, un jobber che perse il suo match contro Mick
Foley in pochi istanti. Prima del suo ingresso, tutta l’arena aveva
intonato un coro per Shawn Michaels, un “HBK HBK HBK” che aveva fatto
sperare tutta l’arena e gran parte del pubblico a casa in un rientro del
Sexy Boy. Rientro che, seppur non sul ring, avvenne nuovamente in TV il 23
Novembre 1998, quando Shawn Michaels fu nominato ufficialmente nuovo
Commissioner della WWF. HBK sanzionò da subito un match per il titolo tra
The Rock e X-Pac, lasciando così capire di essere ancora affiliato in
qualche modo alla DX. Nel corso dello show però, HBK tradisce X-Pac,
colpendolo con una sedia e permettendo a The Rock di conquistare la
vittoria: Shawn entra così a far parte anche lui della nuovissima, e
potentissima, stable di Vince McMahon, ossia The Corporation. Nelle
settimane successive, Shawn continuò a prendere parte alle edizioni di
Raw, cercando di aiutare la Corporation nella lotta contro la D-Generation
X. Bloccò la conquista dell’IC Title da parte di Billy Gunn, che aveva
sconfitto Ken Shamrock, e influenzò moltissimi match aiutando sempre
Vince McMahon. In una edizione di Raw del 14 dicembre però, gli ego di
Shawn e di Vince McMahon arrivarono a scontrarsi (sulla scena): Vince
infatti incolpò HBK di non aver aiutato in nessun modo Shane McMahon, suo
figlio, quando si era ritrovato in difficoltà e senza aiuto contro Mick
Foley (Mankind) la settimana precedente. Vince, sul ring con HBK davanti a
15000 persone, disse a Shawn che non lo avrebbe licenziato solamente per
il grande rispetto che aveva per la sua carriera. Shawn così fece per
andarsene, ma improvvisamente tornò indietro e colpì Vince McMahon con
la sua Sweet Chin Music, mandando la folla in delirio! Nelle puntate
successive, HBK si riunì alla DX, e affrontò McMahon e il resto della
Corporation annunciando che – a causa di una clausola nel suo contratto
– non poteva essere sostituito dal ruolo di Commissioner e dunque non
poteva nemmeno essere licenziato. Detto questo, HBK ordinò a Vince
McMahon di entrare nella Royal Rumble come numero 2, ben sapendo che il
numero 1 era stato riservato per Stone Cold Steve Austin. Dopo di che, nel
corso della puntata di Raw, Shawn Michaels fu mostrato sanguinante fuori
dell’arena, vittima di un pestaggio. Gli indizi del mandante portavano a
Triple H, che aveva chiuso Shawn fuori dalla porta di ingresso
dell’arena, ma sfortunatamente questa storyline non fu più ripresa
dalla federazione. In realtà, infatti, la WWF doveva semplicemente
giustificare l’assenza di HBK dai teleschermi per i prossimi mesi, perché
nel frattempo dal Texas erano giunte notizie poco rassicuranti e assai
certe: Shawn Michaels doveva operarsi alla schiena onde evitare rischi di
paralisi. Shawn fu operato il 12 Gennaio del 1999 e, una settimana prima,
disse al San Antonio Express News: “It’s time to say, that’s a wrap!”,
a significare l’effettiva conclusione della sua carriera ed il suo
conseguente addio al wrestling. In continuo contatto con Vince McMahon,
Shawn era ritenuto talmente importante dalla federazione di Stamford che
continuò ad esercitare il ruolo di commissioner ed a prendere decisioni
sugli incontri anche… da casa sua in Texas! Il 25 Gennaio infatti, Shawn
si collegò con Raw per annunciare che Vince McMahon (vincitore della
Rumble nel ’99) era stato spogliato dalla carica di Number One
Contender, e che questa era stata assegnata automaticamente al penultimo
eliminato dalla Royal Rumble, cioè Stone Cold Steve Austin, che avrebbe
così affrontato The Rock a Wrestlemania XV! Clicca QUI per la terza parte Realizzazione
a cura di Carlo Di Bella
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