TRIPLE H Gli
inizi
Triple H, vero nome Paul Levesque, non ha intrapreso da subito la carriera
di wrestler. Le prime attività da lui praticate sono state infatti il
basket ed il baseball. In seguito ha iniziato ad appassionarsi alle
competizioni di body-building. Sapeva però che la sua strada era un'altra.
Il suo sogno nel cassetto era un contratto da wrestler professionista. A
tale proposito s'iscrive alla scuola di wrestling (situata a Reading, nel
Massachusetts) di una leggendaria stella del ring quale Killer Kowalsky, dal
quale apprende le fondamentali arti di questo sport. Nel 1992 fa il suo
debutto nella IWF sotto il nome di "Terra Ryzing".
Nel Luglio dello stesso anno vince il suo primo titolo, l'IWF Heavyveight
title. Resterà in questa federazione fino al 1994, quando verrà messo
sotto contratto dalla WCW. In un primo momento decide di mantenere il
personaggio di "Terra Ryzing". Non va però oltre l'utilizzo come
lowcarder e l'unica title shot ottenuta, persa peraltro, è per il TV title
contro Larry Zbyszko. A partire dal mese di maggio del 1994 lotta col il
nome di Paul Levesque, e la gimmick dell'aristocratico franco-canadese
arrogante e presuntuoso. Una novità che gli procura una mini-popolarità,
tanto da farlo arrivare al ppv Starrcade '94, dove purtroppo verrà
sconfitto da Alex Wright. Proprio nel momento in cui sembrava che nuovi
scenari gli si potessero parare all'orizzonte, rifiuta di firmare un nuovo
contratto con la WCW per passare alla rivale WWF. Una scelta che si rivelerà
saggia per la sua carriera.
Levesque mette piede alla WWF nella primavera del 1995. Il suo nuovo
personaggio è Hunter Hearst Helmsley. Per i primi cinque mesi verrà
impiegato, come alla WCW, esclusivamente nel ruolo di lowcarder. Il suo
debutto in un ppv WWF avviene a Summerslam '95, dove ha la meglio su Bob
"Sparky Plugg" Holly (l'attuale Hardcore Holly). Ad "In Your
House 4" batte l'ex Headshrinker Fatu (oggi noto come Rikishi).
Funziona quindi il suo personaggio e le prime vittorie ottenute gli spianano
la strada del successo. In particolare ha grande effetto la sua terribile
finishing move, il "Pedigree". Prende parte alla Survivor Series
ed insieme a Jerry "The King" Lawler, DDS Isaac Yankeem (oggi
Kane) e King Mabel forma il team dei "Royals". La loro squadra
verrà però completamente annientata dal team dei "Dark Side"
(Undertaker, Fatu, Henry O.Godwinn, Savio Vega).
Da notare come il team captain dei "Dark Side", Undertaker, riesca
ad eliminare da solo tutti gli avversari dell'altra squadra. Helmsley si rifà
ad "In Your House 5", sconfiggendo Henry O. Godwinn in un
particolare "Arkansas Hog Pen Match" (incontro disputato in parte
nel ring ed in parte nel fango di un porcile ricostruito all'interno
dell'edificio che ospitava l'evento). Special guest referee del match
Hillbilly Jim, wrestler attivo a Stamford negli anni '80. Tale incontro è
probabilmente una delle pagine "crap" della carriera di Helmsley.
Partecipa alla Royal Rumble '96 entrando come n.1. Resiste per più di 50
minuti per poi essere eliminato da Diesel (Kevin Nash). Bisogna comunque
dire che Helmsley ha avuto anche la possibilità di poter entrare come n.30,
diritto che si è giocato in un match contro Duke "The Dumpster"
Droese, vinto da quest'ultimo per DQ. Helmsley si vendicherà di Droese
battendolo ad "In Your House 6". Nel frattempo si forma nel
backstage un forte gruppo denominato "The Clique". Ne fanno parte
Shawn Michaels, Scott Hall (Razor Ramon), Kevin Nash, 1.2.3. Kid (Sean
Waltman, oggi X-Pac), "The Portoguese Menaware" Aldo Montoya (famoso
oggi come Justin Credible) ed appunto Helmsley.
Prende vita lo storico ed a dir poco scomodo gruppo che detta legge nel
backstage ed impone le proprie scelte al Booking Team, cosa che gli attira
le forti antipatie di tutti gli altri colleghi di lavoro vistisi
d'improvviso penalizzati (basti pensare che, per colpa di questo, Shane
Douglas, calato nella ridicola gimmick del "Teacher" Dean Douglas,
lascerà polemicamente la WWF senza farvi più ritorno). Helmsley furbamente
si unisce ai nomi più altisonanti del business WWF nella speranza di dare
una svolta in positivo alla sua carriera. Il suo avversario per il ppv
Wrestlemania 12 (1996) nientedimeno che l'ex WWF Champion Ultimate Warrior,
al suo rientro nella federazione tre anni dopo la sua fuga del '93. Helmsley
verrà però sconfitto in un lasso di tempo di circa tre minuti. Il suo
debutto in un'edizione di Wrestlemania è stato quindi un autentico squash.
Nonostante questo, Helmsley non si arrende, nella speranza di poter avere un
domani la sua grande opportunità.
Opportunità che coglie al volo il 21 ottobre del '96, strappando il titolo
Intercontinentale a "Wildman" Marc Mero (ex Johnny B.Badd alla WCW)
con l'inaspettato aiuto di "Mr.Perfect" Curt Hennig (R.I.P.), che
per un po', smessi i panni di wrestler, gli fa da manager. E' il suo primo
grande successo a Stamford. Intanto Scott Hall, Kevin Nash, Sean Waltman ed
Aldo Montoya lasciano la federazione. I primi tre approdano alla WCW,
Montoya passa invece alla ECW assumendo la gimmick di Justin Credible. La
"Clique" cessa così di esistere.
E proprio l'addio di Hall e Nash alla WWF rischiava seriamente di
compromettere la carriera di Helmsley. Durante infatti uno show al Madison
Square Garden di New York, in cui Helmsley avrebbe dovuto affrontare Hall e
Shawn Michaels avrebbe dovuto lottare contro Nash, i quattro, in vista
dell'imminente passaggio di Hall e Nash alla WCW, arrivano insieme sul ring
mostrando al mondo intero la loro amicizia e rompendo di fatto la "kayfabe",
sacra ed inviolabile per la dirigenza WWF. Tanto da spingere il chairman
Vince McMahon a drastiche decisioni. Non essendo punibili Hall e Nash,
passati alla concorrenza, e non potendo penalizzare HBK, WWF Champion in
carica, Vince pensa bene di prendersela col solo Helmsley, costretto a
pagare per tutti, retrocedendolo per diversi mesi nel midcarding. La
conquista dell'IC belt contro Mero ad Ottobre del '96 per Hunter ha
rappresentato quindi un raggio di sole dopo la tempesta. Avere al suo fianco
l'esperienza di un veterano del ring quale Curt Hennig giova e non poco alla
sua carriera.
Nel momento però in cui anche Hennig prende la strada della WCW tornando
quindi a fare il wrestler a tempo pieno, Helmsley troverà un nuovo alleato
ed un "bodyguard" in Curtis Hughes (già noto in precedenza come
Mr.Hughes). Agli inizi del '97 intraprende un feud con Goldust (Dustin
Rhodes), che riesce a sconfiggere alla Royal Rumble con l'aiuto di Hughes.
Entrambi partecipanti al "Royal Rumble Match", Goldust lava l'onta
della sconfitta subita poco prima eliminando Hunter.
In seguito anche Hughes, così come Hennig, abbandona Helmsley, che non può
più disporre di qualcuno che lo aiuti a vincere i suoi match. Ed il 13
Febbraio del '97 Helmsley deve salutare anche l'IC belt, sconfitto da un
giovanissimo The Rock (all'epoca ancora noto come Rocky Maivia) per colpa
dell'interferenza di Goldust e della sua valletta Marlena (Terri Runnels).
Proprio allo scopo di proteggersi da nuove e prossime intromissioni,
Helmsley assume un nuovo "bodyguard" e stavolta trattasi di una
donna, Chyna (Joanie Laurer), alla quale resterà legato anche nella vita
per ben quattro anni. E Chyna è risultata fondamentale per la sua carriera.
Non lo ha mollato un istante e gli ha fatto vincere fior di incontri, grazie
ai quali Hunter si è creato il personaggio di "Triple H" in
vigore ancora oggi. Si era quindi formato quello che era destinato a
divenire in seno alla federazione uno degli idilli più famosi e duraturi
nella storia del wrestling. Hunter conclude il suo feud con Goldust
sconfiggendolo a Wrestlemania 13. Archiviato un breve e poco interessante
feud con Flash Funk, tranquillamente sconfitto nel ppv "In Your House-A
Cold Day In Hell", si aggiudica il King of the Ring Tournament del '97
battendo in finale Mankind (Mick Foley), col quale dà inizio ad una delle
più grandi rivalità che abbiano mai infiammato la seconda metà degli anni
'90 targati WWF.
Mankind ed Helmsley, che col tempo comincia a farsi chiamare semplicemente
Triple H, si riaffrontano al ppv "In Your House-The Canadian
Stampede", ma il match termina in un no contest. In uno "Steel
Cage Match" a Summerslam '97 è Mankind ad avere partita vinta,
vendicandosi in tal modo del torto subito a King of the Ring, laddove Triple
H, a vittoria ottenuta, aveva continuato a massacrarlo senza pietà
colpendolo persino con la corona di KOTR appena conquistata. Ciò che
succede all'indomani del ppv Summerslam è una delle pagine d'oro della
storia di Stamford, una tappa fondamentale per la carriera di Triple H, una
tappa che ha segnato tutta la sua vita e che soprattutto ha forgiato la sua
ascesa come wrestler: la nascita della DeGeneration X!
Nata in contrapposizione all'NWO, grazie a cui la WCW ha ripetutamente
surclassato la WWF nella gara di ascolti televisivi, la DeGeneration X è
divenuta in poco tempo una potente realtà che ha permesso a Stamford la
possibilità di pareggiare i conti con la rivale federazione di Atlanta.
Stable di degenerati e ribelli nei confronti di ognuno ed ogni cosa, ne
diventa leader HBK Shawn Michaels, che prende con sé Triple H, Chyna ed un
"bodyguard" d'eccezione quale l'ex IC Champion Ravishing Rick Rude
(R.I.P.). "Are you ready to suck it?" il motto che ha
contraddistinto per anni la loro storia.
HBK e HHH rappresentavano in pratica gli ultimi due rappresentanti della
vecchia "Clique", da qui alla creazione di una stable il passo è
stato breve. Il ppv inglese "One Night Only" è per la DX il
battesimo del fuoco. Triple H e Shawn sono impegnati su due fronti. Il primo
riesce a sconfiggere Mick Foley (il quale, smessi i panni di Mankind, si
cala per l'occasione in una delle sue innumerevoli personalità, l'hippy man
Dude Love) vendicando la sconfitta di Summerslam; il secondo, nel main event
del ppv, ha la meglio, grazie all'interferenza proprio della DX, su The
British Bulldog Davey "Boy" Smith (R.I.P.) assicurandosi il WWF
European title per la prima volta in carriera.
Lo sgarbo fatto a Bulldog scatena una lotta senza esclusione di colpi tra la
DX ed un'altra mitica stable WWF dell'epoca, The New Hart Foundation,
capeggiata da Bret Hart, rivale per eccellenza di HBK, e di cui, oltre a
Bulldog, facevano parte anche Owen Hart (R.I.P.), Jim "The Anvil"
Neidhart e Brian Pillman (R.I.P.). Noti a tutti gli attriti tra Bret e Shawn
sul ring e nella vita, le risse nel backstage, i battibecchi, il malanimo,
insomma una vera e propria guerra che, col passare del tempo, ha
inevitabilmente coinvolto anche le loro rispettive stables di cui entrambi
erano anima e guida.
Con la prematura morte di Pillman, avvenuta il 5 ottobre del '97, la New
Hart Foundation resterà priva di un elemento alquanto prezioso del proprio
team, pur non perdendo comunque mai la fiducia nelle proprie possibilità.
La DX, dal canto suo, deve ben presto fare i conti con la fuga di Rick Rude,
che sorprendentemente molla tutto per tornarsene alla WCW dopo solo un mese
e mezzo di permanenza a Stamford. Grottesco il fatto che, contemporaneamente
alla sua ultima apparizione in una puntata di Raw, Rude compaia anche nella
puntata di WCW Monday Nitro che segna il suo ritorno nella federazione di
Atlanta.
Obiettivo comune della DX (e del WWF Chairman Vince McMahon) è distruggere
Bret Hart ed i suoi alleati allo scopo di imporre all'interno della
compagnia un nuovo modello di comportamento oltre le regole e le costrizioni
della società.
Nell'edizione di "In Your House" successiva alla Survivor Series
1997, Triple H sconfigge il WWF Commissioner Sgt.Slaughter in un particolare
"Boot Camp Match"; nella stessa sera Shawn Michaels perde per
squalifica contro Ken Shamrock conservando tuttavia il WWF Championship.
Slaughter non si arrende alla sconfitta patita contro Triple H e per ripicca,
dall'alto del suo incarico di Commissioner, ordina un match per l'European
Championship tra Shawn Michaels e Triple H. E' il 22 dicembre del '97. Ci si
aspetta che i due grandi amici diano vita ad un intenso ed emozionante
match.
Ma più che ad un match vero e proprio si assiste ad un'autentica farsa: HBK
si lascia tranquillamente schienare da HHH regalandogli di fatto il titolo.
Hunter conquista così un secondo importante alloro nella federazione. Ed il
primo sfidante dal cui assalto dovrà difendere la sua nuova cintura sarà
l' ultimo superstite di una New Hart Foundation emigrata totalmente in massa
alla WCW ed assetato come non mai di vendetta: Owen Hart. Il fratello minore
di Bret riappare qualche mese dopo il tragico "Screwjob" e nei
piani nella federazione, in un primo momento, vi era un feud con Shawn
Michaels per il WWF Championship.
Ma forte ancora il riecheggiare del trambusto suscitato dall'incidente di
Montreal, HBK decide di non voler più avere nulla a che fare con qualsiasi
altro membro della famiglia Hart. Owen sfoga quindi la sua ira su Triple H
ed il suo obiettivo diventa quell'European title appartenuto fino a qualche
mese prima al cognato British Bulldog. Ma HHH, nel corso del suo feud con
Owen, subisce un grave infortunio che lo costringe a camminare con le
stampelle. Del tutto insensibile al suo problema, il Commissioner
Sgt.Slaughter gli ordina di difendere comunque il titolo contro Hart nella
puntata di Raw del 25 febbraio del '98.
Triple H per l'occasione si fa sostituire da Tafka Goldust, contro il quale
Owen vince. Ma il fratellino di Bret aveva sconfitto non HHH bensì un suo
"sosia", un Tafka Goldust che si era da lui travestito per
sopperire all'infortunio del campione in carica. Una volta scoperto che lo
scambio era stato ordinato dallo stesso Hunter in persona, il Commissioner
Slaughter dichiara ugualmente Owen Hart nuovo WWF European Champion: la New
Hart Foundation era stata quindi vendicata.
Costretto ad assentarsi per infortunio, HHH incarica Chyna di assicurarsi
che Owen non perda mai la cintura: deve essere lui stesso a strappargliela
al suo ritorno. Rientrato in occasione del ppv "In Your House-No Way
Out", affronta, insieme a Savio Vega (sostituto dell'infortunato Shawn
Michaels) ed ai New Age Outlaws (Billy Gunn & Jesse James), il team
formato da Stone Cold Steve Austin, Owen Hart e The Hardcore Legends (Cactus
Jack Manson & Chainsaw Charlie, alias rispettivamente Mick Foley &
Terry Funk) in un particolare "No DQ Everything Goes Match".
La vittoria va ai face, grazie ad una poderosa "Stone Cold
Stunner" di Steve Austin su Jesse James. Wrestlemania 14 (1998) segna
la resa dei conti finale tra Owen ed Hunter: in palio il titolo di Campione
Europeo. E nonostante Sgt.Slaughter le studi tutte per impedire
l'interferenza nel match di Chyna, quest'ultima riesce a liberarsi del
Commissioner e risulta ancora una volta determinante per la vittoria di
Triple H. Con un Owen Hart distratto, per Hunter è un gioco da ragazzi
metterlo KO col suo "Pedigree" ed aggiudicarsi match e titolo.
Nella puntata di Raw is War appena il giorno dopo Wrestlemania, Triple H
sorprendentemente dichiara l'uscita di scena dalla stable (e dalla WWF)
dello storico leader della DX Shawn Michaels autoproclamandosi nuova guida
del gruppo, forte della sua vittoria ottenuta il giorno prima ai danni di
Owen Hart. Ed in sostituzione proprio di HBK, Hunter menziona ufficialmente
il nome del nuovo membro della stable, dell'uomo destinato a dare nuova
linfa vitale alla DX: "X-Pac" Sean Waltman.
L'ex 1,2,3 Kid faceva quindi il suo ritorno a Stamford circa due anni dopo,
reduce da una breve esperienza alla WCW sotto l'identità di Syxx e come
illustre appartenente all'nWo di Hogan, Hall e Nash. Fino a quando la
federazione di Atlanta non lo licenzia in quanto infortunato. Ora la WWF era
pronta a dargli una nuova possibilità. E Waltman se la gioca entrando nella
stable di vertice nella federazione, nuovamente al fianco di quel Triple H
col quale in passato aveva condiviso gli anni d'oro della
"Clique".
E nella stessa sera la nuova DX contribuisce alla conquista delle cinture di
coppia da parte dei New Age Outlaws (Billy Gunn & The Road Dogg Jesse
James) contro The Hardcore Legends (Cactus Jack Manson & Chainsaw
Charlie): Gunn & James entrano quindi a far parte anch'essi della DX. Ed
il nuovo gruppo è fatto! Il ppv "In Your House-Unforgiven" segna
per la DX un completo trionfo. I New Age Outlaws infatti riescono a
difendere le tag team belts dall'assalto dei Legion of Doom 2000 (Hawk &
Animal); Triple H, grazie all'interferenza della DX, sconfigge Owen Hart
tenendosi l'European title.
Ma il fratello di Bret si prende le sue rivincite nel ppv successivo
"In Your House-Over The Edge", alleandosi alla Nation of
Domination (rappresentata in tal caso da D-Lo Brown & Kama Mustafa), la
famosa stable dedita alla salvaguardia dei diritti delle minoranze etniche e
capeggiata per anni da Faarooq e The Rock. Hart e la NOD hanno la meglio su
Triple H & The New Age Outlaws. Il pin decisivo per il team dei face
arriva proprio grazie ad Owen, che schiena Hunter prendendosi le sue dovute
rivincite.
E si arriva quindi man mano al prestigioso ppv King of the Ring '98. Triple
H prende parte al celebre torneo allo scopo di difendere il successo
conseguito l'anno precedente. Nella sua mente sogna il bis. Ma il match di
qualificazione al torneo stesso gli assegna un avversario piuttosto scomodo:
il socio X-Pac. Vince ovviamente Hunter, ma lo scontro crea per un po' non
pochi dissidi all'interno della DX. Ai quarti di finale Hunter affronta The
Rock, dal quale però verrà eliminato: il suo sogno di diventare KOTR per
la seconda volta consecutiva s'infrange terribilmente.
E nel momento in cui The Rock conquista la finale del torneo (suo avversario
Ken Shamrock) la rabbia di Triple H cresce ancora più a dismisura.
Piuttosto che consegnare la corona conquistata l'anno prima all'uomo che lo
aveva vergognosamente buttato fuori dal torneo, Hunter non esita ad
interferire contro The Rock regalando quindi la vittoria a Shamrock. E'
l'inizio di un grande ed avvincente feud. The Rock e Triple H si beccano per
tutto il mese successivo ed in un match contro D-Lo Brown, disputatosi il 20
Luglio del '98, Rocky costa addirittura ad Hunter il suo caro e prezioso
European title, un "regalo" ma soprattutto un ricordo della sua
vecchia amicizia con Shawn Michaels.
Nel ppv "In Your House-Fully Loaded" The Rock, Campione
Intercontinentale in carica, e Triple H si affrontano per l'IC belt in un
match al meglio dei tre schienamenti. La sfida termina in parità ed il
titolo non passa quindi di mano. Ma a Summerslam, nel corso di uno
straordinario "Ladder Match", Triple H beffa The Rock
accaparrandosi l'IC title per la seconda volta in carriera. Non ha fine la
contesa tra la DX e la NOD, con Triple H che stavolta prende di mira Mark
Henry. Il feud però non ha che una breve durata.
Hunter s'infortuna ed è costretto a star fuori per dei mesi, dovendo per
giunta rendere vacante l'IC title, vinto in seguito in un torneo da Ken
Shamrock. Alla Survivor Series '98 viene indetto un mega-torneo per
l'assegnazione del WWF Championship dichiarato vacante dal Chairman Vince
McMahon. Triple H è annunciato come uno dei partecipanti, suo avversario
The Rock agli ottavi di finale. Ma all'ultimo istante da forfait ed il suo
posto viene così preso da Big Boss Man, di cui Rocky si sbarazza
senz'alcuna difficoltà. Lo stesso Rocky vincerà anche il torneo battendo
in finale Mankind. Il ritorno ufficiale di Triple H sul ring avviene nel
corso del ppv "Capital Carnage", dove per l'occasione sconfigge
Jeff Jarrett. Il giorno dopo, insieme a X-Pac, Chyna, Billy Gunn e Jesse
James, ricostruisce la DX, entrata totalmente nello sbando dopo l'uscita di
scena di Hunter per infortunio.
E dopo la New Hart Foundation e la Nation of Domination, la terza stable
alla quale la DX deve contrapporsi è la McMahon Corporation del WWF
Chairman Vince McMahon. A Dicembre del '98 Hunter ottiene una title shot per
il WWF Championship, detenuto da The Rock, in una puntata di Raw is War. Ma
l'imprevisto ed inaspettato intervento di Test, al suo debutto in uno show
della federazione, gli costa il match e la possibilità di diventare per la
prima volta in carriera Campione Assoluto.
Nel frattempo fa il suo ritorno a Stamford, nel ruolo però di Commissioner,
HBK Shawn Michaels, che sembra però non concedere alcun vantaggio ai suoi
vecchi amici della DX, preferendo invece comportarsi in modo insolitamente
imparziale (non preoccupandosi successivamente di manifestare un suo
riavvicinamento alla stable). Triple H riesce a qualificarsi per la
"Royal Rumble" (1999) dopo aver sconfitto in un match Mankind.
Entra come n.23 e si comporta in maniera piuttosto egregia, eliminando
dapprima Jeff Jarrett e poi Val Venis. Nulla però può contro il ciclone
Stone Cold Steve Austin, che lo elimina grazie alla sua "Stunner".
In una successiva puntata di Raw is War, Hunter ottiene un "I Quit
Match" contro The Rock per il WWF title, ma verrà purtroppo sconfitto.
Ed al danno si aggiunge anche la beffa, nel momento in cui Chyna, dopo anni
di proficua collaborazione, tradisce nella stessa sera Triple H e la DX per
schierarsi dalla parte della McMahon Corporation. Da qui nasce un feud a
quattro che coinvolge da un lato Triple H & X-Pac e dall'altro Chyna (definita
da Hunter, dopo il suo tradimento, "2 dollars whore" e lascio a
voi la traduzione!) ed uno degli elementi più rappresentativi della
Corporation, Kane. Lo scontro ha come scenario il ppv "St.Valentine's
Day Massacre". Vincono Chyna & Kane, grazie a quest'ultimo che
mette KO Hunter con la sua micidiale "Chokeslam".
HHH e Kane si riaffrontano per la resa dei conti a Wrestlemania 15. Ma a
sorpresa Chyna tradisce "The Big Red Machine" colpendolo con una
sedia. Kane vince per DQ e Chyna torna sorprendentemente tra le fila della
DX. Almeno così sembra. Poco dopo infatti, nel corso del match per
l'assegnazione dell'European title tra X-Pac ed il campione in carica Shane
McMahon, Triple H & Chyna appaiono a sorpresa e, quando tutti pensavano
che avrebbero aiutato X-Pac, attaccano incredibilmente quest'ultimo
permettendo la vittoria di Shane-O-Mac. Triple H & Chyna entrano quindi
a far parte della McMahon Corporation! Hunter aveva tradito la DX, aveva
tradito la sua stable dopo ben tre anni di permanenza! E come se non
bastasse, gli stessi Triple H & Chyna, insieme a Test, infieriscono
ancora sul povero X-Pac ed a nulla serve l'intervento in favore dell'ex
1.2.3 Kid dei New Age Outlaws, che hanno purtroppo anche loro la peggio.
Nella puntata di Raw is War del giorno dopo, X-Pac dichiara che la DX
sarebbe esistita ancora grazie a lui ed ai NAO. Waltman forma anche una
forte alleanza con Kane (col quale vincerà anche i titoli di coppia), che
lo aiuta nel suo feud, durato circa un mese, contro gli ex amici Chyna &
Triple H. Quest'ultimo ed X-Pac si sfidano a "Backlash". La
vittoria se l'aggiudica Hunter grazie al suo infallibile
"Pedigree". Nel successivo ppv, "No Mercy", Triple H
ottiene una title shot per il WWF Championship detenuto da Stone Cold Steve
Austin in quello che sarebbe stato il main event dello show.
Ma non si trattava di un single match, bensì di un "Triple Threat
Match" in cui viene coinvolto anche Undertaker. La vittoria va ad
Austin e per Hunter il WWF title resta ancora un sogno ad occhi aperti. Ad
"Over The Edge", ppv successivo, affronta The Rock, col quale
inizia un nuovo feud, venendo sconfitto per DQ. E si apre a questo punto una
delle pagine più tristi di tutta la storia del wrestling: la morte di Owen
Hart. Nel 1999, proprio nel corso di "Over The Edge", Owen Hart,
nuovamente nei panni di Blue Blazer, gimmick da lui interpretata agli inizi
della sua carriera, poco prima di affrontare The Godfather (ex Papa Shango
ed ex Kama Mustafa nella NOD) per l'Intercontinental title (e stando a
quanto programmato dai bookers avrebbe dovuto anche vincere), ha un tragico
incidente sul ring.
Owen era praticamente legato ad un'imbracatura grazie alla quale avrebbe
dovuto effettuare un ingresso tipo quelli realizzati da Sting alla WCW.
Qualcosa però va storto, l'imbracatura cede ed Owen cade da un'altezza di
oltre 16 metri: per il fratello minore di Bret non c'è più nulla da fare.
Owen è stato tra i migliori wrestlers affrontati da Hunter in tutta la sua
carriera. Ancora memorabili le loro sfide, soprattutto quella di
Wrestlemania 14, per l'European title. E lo stesso Hunter, così come tanti
altri suoi colleghi, ha sofferto molto per la perdita di un suo caro amico
nonchè suo fiero avversario. E per un po' di tempo alla memoria di Owen ha
dedicato tutti i suoi incontri ed i propri successi.
A King of The Ring '99 clamorosamente non partecipa, tentando comunque di
far vincere il torneo a Chyna, che ai quarti di finale deve vedersela con
"Road Dogg" Jesse James. Ma il WWF Commissioner Shawn Michaels lo
"ferma" impedendogli qualsiasi interferenza. E Chyna viene quindi
sconfitta da James. Intanto Triple H, Chyna e "Mr.Ass" Billy Gunn
riformano la DX, scatenando l'ira di X-Pac e Jesse James, i quali dichiarano
di avere loro i diritti all'utilizzo del nome "DeGeneration X". La
contesa viene risolta in un tag team match a "Fully Loaded", in
cui X-Pac & Jesse James hanno la meglio su Mr.Ass & Chyna. Allo
stesso tempo Triple H sconfigge The Rock in un particolare "Strap
Match".
A Summerslam lotta ancora per il WWF Championship nel main event del ppv ed
anche stavolta si tratta di un "Triple Threat Match", con la
variante della presenza di un arbitro d'eccezione quale l'ex wrestler Jesse
"The Body" Ventura: suoi avversari Stone Cold Steve Austin e
Mankind, con quest'ultimo che si aggiudica vittoria e cintura. Ma il suo
sogno di portare in vita il WWF Championship era destinato di lì a poco a
realizzarsi. Il giorno dopo, infatti, nella puntata di Raw is War, ottiene
già una title shot contro il neo campione Mankind assicurandosi persino la
presenza, come special guest referee, di Shane McMahon. Presente a bordoring,
nell'insolito ruolo di telecronista, The Rock, pronto a dare man forte a
Mankind in caso di necessità.
Ma con uno Shane-O-Mac dalla sua parte, per Hunter è praticamente uno
scherzo vincere il match. Accade infatti che il figlio di Vince si distragga
volontariamente, permettendo così ad Hunter di colpire con una sedia
dapprima Mankind e poi The Rock. Dopodiché "Pedigree" su Mankind,
schieramento e vittoria finale! Dopo tanti anni di allenamenti, gavetta e
duri sacrifici, il WWF Championship era finalmente suo! Stavolta Triple H
non era mancato all'appuntamento col titolo tanto sognato di possedere!
Cinque giorni dopo, nella puntata di Smackdown, Triple H è costretto a
difendere immediatamente la sua cintura dall'assalto di un The Rock
infuriato come non mai per l'affronto subito a Raw. Ed anche stavolta
Helmsley ottiene l'ingresso nel match di uno special guest referee di grosso
calibro: il WWF Commissioner Shawn Michaels! L'arbitraggio di HBK, impegnato
soprattutto nell'impedire le interferenze di Chyna e Shane McMahon, si
rivela inizialmente imparziale. Ma quando The Rock sta per applicare sul
campione in carica la sua micidiale "People's Elbow", Shawn decide
di giocare a carte scoperte: "Sweet Chin Music" sul "People's
Champion", "Pedigree" di Triple H e mantenimento del WWF
Championship per un Helmsley portato in trionfo da Chyna, Shane McMahon e
dallo stesso HBK!
Hunter, che nel frattempo inizia a farsi conoscere anche col soprannome di
"The Game", difenderà il titolo altre volte. Suoi avversari gente
corrispondente al nome di The Rock, Stone Cold Steve Austin, Kane, Mankind,
Undertaker, Billy Gunn e Big Show. Tutti incontri dai quali uscirà
vincitore e quasi sempre non senza qualche aiuto (Chyna e Shane McMahon).
Non esita persino ad interferire in altre contese, tipo un "Buried
Alive Match" che opponeva i campioni di coppia in carica The Rock &
Mankind ad Undertaker & Big Show: attacca infatti The Rock da dietro,
colpisce Big Show col suo inseparabile "sledgehammer" e
seppellisce Mankind, consentendo ad Undertaker & Big Show la conquista
delle Tag Team belts.
In seguito è chiamato a difendere nuovamente il suo titolo. Si candida come
first contender Stone Cold Steve Austin, ma a sorpresa The Game concede una
title shot al WWF Chairman Vince McMahon, non prima però di averlo
provocato a suon di epiteti ed insulti rivolti alla moglie Linda. Il match
segna una marea d'interferenze (Gerald Brisco e Pat Patterson in favore di
Vinnie Mac, Chyna e Shane McMahon in favore di Triple H). Ma la parte "umbelievable"
del match avviene nel momento in cui interviene Steve Austin:
"Stunner" del Texas Rattlesnake su Hunter, Vince McMahon
trascinato sul corpo esanime del campione, chiusura del match ed il Chairman
è sorprendentemente nuovo Campione Assoluto!
Non potendo però tenere il titolo per sé, Vince McMahon lo dichiara
vacante ed organizza per il ppv "Unforgiven" un particolare
"Six Men Challenge Match": Mankind vs. The Rock vs. The British
Bulldog vs. The Big Show vs. Kane vs. un avversario da decidere. In palio il
WWF Championship. Triple H vuole fortemente quel posto di sesto contendente,
ma il Chairman gli impone una dura condizione: cinque match in una sola
serata! Qualora avesse vinto almeno tre di questi match, quel posto sarebbe
stato suo! Una sfida ai limiti dell'impossibile che tuttavia The Game, pur
di riprendersi il titolo, accetta. I match in questione erano: un "Chokeslam
Match" con Big Show; un "Inferno Match" con Kane; un
"Handicap Casket Match" con Mideon (ex Henry O.Godwinn) &
Viscera (ex Mabel); un "Boiler Room Match" con Mankind; ed infine
uno "Strap Match" con The Rock arbitrato per l'occasione da un
rientrante British Bulldog.
Hunter riesce ad aggiudicarsi la seconda, la quarta e la quinta sfida
conquistandosi di diritto un posto nel main event di "Unforgiven".
E' il 26 settembre del '99. Il "Six Men Challenge Match" si rivela
come uno degli incontri più duri e più difficili della sua intera carriera,
non uno ma ben cinque avversari da mettere KO, un'impresa che definire ardua
è persino un eufemismo. Nonostante questo Triple H, caricatosi di fiducia
ed armatosi di coraggio, una volta atterrato The Rock col suo
"Pedigree", conquista un'insperata ed ambita vittoria e
soprattutto il suo secondo WWF title a circa 10 giorni dalla sconfitta con
Vince McMahon. Quasi però a ricordagli le difficoltà nelle quali sarebbe
incorso il suo secondo regno da campione, Stone Cold Steve Austin, che aveva
assistito al match in qualità di special guest enforcer, gli applica una
poderosa "Stunner" rubandogli la scena ed interrompendo
bruscamente i suoi festeggiamenti. Le sfide più avvincenti per The Game contro The Rock ("Steel Cage
Match" a Rebellion, ppv inglese) e Stone Cold Steve Austin ("No
Holds Barred Match" a No Mercy): in entrambi i casi esce dal match con
ancora la cintura di campione tra le mani. Ma il WWF Chairman Vince McMahon
aveva in serbo per lui una grossa "sorpresa". Alla Survivor Series
'99 Hunter avrebbe difeso il titolo sia contro The Rock che contro Stone
Cold in un "Triple Threat Match" che riuniva in pratica, in un sol
colpo, i tre wrestlers che, a partire dalla seconda metà degli anni '90,
avevano scritto una nuova pagina della storia della WWF. Beccatisi duramente
per tutto il mese, giunto puntuale l'appuntamento con Survivor Series, i
fans non stavano più nella pelle nel gustarsi quello che aveva tutta l'aria
di divenire un autentico "Dream Match".
Ma proprio alle soglie della mega-sfida, accade qualcosa di veramente
incredibile. Stone Cold viene investito da un auto ed è impossibilitato a
disputare il match. Immediatamente tutti i sospetti ricadono su Triple H e
sulla sua appena riformata DX (X-Pac, Chyna, Billy Gunn, Jesse James). Ma
Hunter e soci, chiamati in causa, si dichiarano totalmente estranei alla
vicenda. Il campione in carica comunque ne approfitta per chiedere che il
"Triple Threat Match" inizialmente in programma sia trasformato in
un "Single Match" tra lui e The Rock. Ma con una vera e propria
mossa a sorpresa, Vince McMahon inserisce nella contesa il gigante Big Show
(ex The Giant alla WCW) al posto di Austin.
Ed è proprio Big Show a portare casa la vittoria ed il suo primo WWF title
in assoluto! Il gigante, già campione alla WCW, entra nella storia come uno
dei pochi "fortunati" ad essere stati campioni in entrambe le
maggiori federazioni di wrestling di tutti gli USA. Figurarsi la rabbia di
Hunter, scippato del titolo da Big Show e truffato da un Vince McMahon
intervenuto persino nella contesa come special guest referee pur di fargli
perdere la cintura. E The Game gioca infatti un brutto scherzo al Chairman.
Nella successiva puntata di Smackdown era in programma il matrimonio tra la
figlia di Vince, Stephanie McMahon, e Test. Ospite per nulla atteso, Triple
H interviene mostrando alcune immagini piuttosto scottanti del giorno
precedente.
Ubriacatasi di brutto nel corso della sua festa al nubilato, Stephanie
veniva ingannevolmente condotta da Hunter in una cappella e sposata senza
nemmeno rendersene conto. E' uno scandalo! Un avvenimento che sconvolge
l'intera federazione! Stephanie è disperata e desidera immensamente che il
matrimonio sia annullato. Hunter acconsente ma ovviamente a delle condizioni.
Ci sarebbe stato ad "Armageddon" un "No Holds Barred
Match" tra lui e Vince McMahon. In caso di vittoria del Chairman, il
matrimonio sarebbe stato annullato.
Ma in caso di vittoria di The Game, a quest'ultimo sarebbe stata garantita
una title shot. Ed ad Armageddon, col clamoroso aiuto di Stephanie McMahon,
Triple H sconfigge Vinnie Mac assicurandosi un match per il WWF title ancora
detenuto da Big Show. E se fino al giorno prima Stephanie avrebbe voluto che
il suo matrimonio con Hunter fosse dichiarato nullo, d'improvviso scopriva
di nutrire per il leader DX un profondo e sincero amore. Nasce quindi un
nuovo rapporto destinato a suscitare clamore ed attenzioni, un idillio che
si consolida anche nella vita, con un Levesque che, conclusa la quadriennale
storia con Chyna, si lega per l'appunto alla figlia di Vince (sposata,
stavolta per davvero, circa qualche mese fa in una sontuosa cerimonia).
The Game tenta di riprendersi la cintura per ben due volte. La prima gli va
male per colpa dell'interferenza di Mankind, che aveva precedentemente perso
un "Pink Slip on a Pole Match" contro The Rock, col perdente che
per contratto sarebbe stato licenziato. La seconda è una ghiotta opportunità
giuntagli nella prima puntata di Raw is War del 2000 (3 gennaio). E grazie
all'interferenza dei membri della DX, riconquista il WWF title per la terza
volta in carriera. Il nuovo anno sembra quindi portargli bene.
Per ben due volte consecutive Triple H difende il titolo contro Cactus Jack
Manson (Mick Foley): in uno "Street Fight Match" alla Royal Rumble
e in un "Hell in a Cell Match" a No Way Out. Conserva ancora il
WWF World Title a Wrestlemania 2000 in un "Fatal Four Way Elimination
Match" che vedeva coinvolti anche The Rock, Mick Foley e The Big Show.
Ognuno tra parentesi entra accompagnato da un membro della famiglia McMahon:
Triple H da Stephanie, The Rock da Vince, Foley da Linda e Big Show da
Shane. Big Show e Foley saranno i primi ad essere eliminati, restano quindi
The Rock e Triple H.
E grazie al clamoroso tradimento di Vince McMahon, che colpisce The Rock con
un paio di sediate, The Game detiene la cintura entrando quindi nella storia
del wrestling come il primo heel ad aver chiuso da trionfatore un'edizione
di Wrestlemania. The Rock si riscatta un mese dopo, nel ppv Backlash,
strappando il WWF title ad Hunter grazie soprattutto all'intervento in suo
favore di uno Stone Cold Steve Austin fresco di rientro. Nel ppv inglese
Insurrextion, The Rock detiene il titolo sconfiggendo in un "Triple
Threat Match" Triple H e Shane McMahon.
Ma appena un mese dopo, nel ppv Judgment Day, in un epico "Iron Man
Match" di 60 minuti arbitrato da HBK Shawn Michaels, Hunter (risultato
finale 6-5) mette KO The Rock riprendendosi l'alloro. Tenta di difenderlo a
"King of the Ring" in un particolare "Six Men Special
Stipulation Tag Team Match": The Rock & Undertaker & Kane vs.
Triple H & Vince McMahon & Shane McMahon. The Game avrebbe potuto
perdere il titolo nel caso che un membro del team face avesse schienato un
uomo della sua squadra; viceversa avrebbe tenuto la cintura se qualcuno del
suo team avesse schienato anche uno solo dell'altra squadra.
E la sorte vuole che sia The Rock, dopo una micidiale combinazione
"People's Elbow/Rock Bottom" su Vince McMahon, a prendersi il
titolo in un match alquanto "strano" sanzionato per volontà del
CEO Linda McMahon. Intanto sembrano spegnersi definitivamente le luci della
ribalta per la DX, che a poco a poco perderà lo smalto dei bei vecchi tempi
fino a scomparire del tutto. La storica stable WWF ha segnato un importante
trampolino di lancio per Triple H, che al gruppo dei ribelli per nulla ligi
alle regole deve senz'altro il successo del suo personaggio e la scalata ai
vertici della federazione. Ormai però il suo tempo sembrava passato e per
gli anni a venire, a parte qualche raro caso, purtroppo della mitica DX non
se ne sentirà più parlare in giro.
Privato del titolo, Triple H si dedica, almeno inizialmente, ad altri
avversari. A Fully Loaded sconfigge Chris Jericho in un "Last Man
Standing Match". Intanto qualcuno fa delle pesanti "advances"
a sua moglie Stephanie. Lo spasimante non è nient'altri che Kurt Angle,
medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atlanta del '96 e da un po' nel roster
della federazione, pronto ad una brillante carriera anche nel pro-wrestling.
La loro rivalità si fa talmente accesa che entrambi vengono scelti come
avversari di The Rock in un "Triple Threat Match" per il WWF
Championship nel ppv Summerslam. The Rock connette su Angle con la sua
"People's Elbow" tenendosi il titolo: Hunter aveva perso una
grossa opportunità.
Non ha fine però il feud con Angle, ancora desideroso di far breccia nel
cuore di Stephanie. Ciò li porta alla resa dei conti finale che vede come
scenario il ppv Unforgiven, special guest referee il nuovo WWF Commissioner
Mick Foley. The Game vince grazie all'interferenza di sua moglie Stephanie,
rimastagli fedele. In seguito inizia un feud con Chris Benoit che si protrae
per tutto il mese successivo. Ha però allo stesso tempo ancora dei problemi
con Angle. The Game reclama una title shot, ma il Commissioner Foley gli
impone un match proprio con Angle: la posta in palio il ruolo di first
contender al WWF World Title. Ed a grande sorpresa, aiutato anche da Benoit,
è Angle a vincere. Hunter si vendica del "Canadian Crippler"
battendolo a No Mercy.
E nella stessa sera costa clamorosamente a The Rock il WWF World title nel
suo match contro Kurt Angle. Frattanto un rientrante Stone Cold Steve Austin
cercava assiduamente il mandante dell'aggressione subita circa un anno prima
dopo aver già individuato l'esecutore materiale (Rikishi). Ed il mandante
si rivela proprio The Game. E' lui l'uomo che ha tentato di uccidere il
Texas Rattlesnake. L'uomo che aveva orchestrato l'intero piano ai suoi danni.
Scoperto questo, il Commissioner Foley sancisce per il ppv Survivor Series
un "No DQ Match" tra Stone Cold Steve Austin e Triple H. E la
sfida è talmente violenta, talmente priva di ogni regola che si è
costretti ad interromperla decretando un no contest.
Hunter prenderà poi parte, insieme a The Rock, Undertaker, Stone Cold Steve
Austin, Kurt Angle (campione in carica) e Rikishi, al "Six Way Hell in
a Cell Match" per il WWF World title sanzionato per il ppv Armageddon
da Mick Foley. Contro ogni pronostico è Angle (pin su The Rock) a
conquistare la vittoria detenendo quindi la cintura. Tuttavia l'ex leader DX
non si arrende e sfida "l'eroe olimpico" ad un match per il titolo
alla Royal Rumble 2001.
Ed avrebbe sicuramente vinto se non fosse arrivato Steve Austin a rompergli
le uova nel paniere, colpendolo dapprima con la cintura di Campione Assoluto
e poi con la sua "Stunner". Riesce comunque a vendicarsi
sconfiggendo Austin a No Way Out in un "Two Out of Three Falls
Match". Da inizio ad un feud con l'Undertaker che li porta a scontrarsi
a Wrestlemania 17, dov'è l'American Bad Ass ad avere la meglio. Ed è dopo
tale sconfitta che viene formato, per ordine del WWF Chairman Vince McMahon,
una potentissima coppia, destinata a rivoltare l'intera federazione, a
scrivere una nuova pagina a Stamford: "The Two Men Power Trip"
Stone Cold Steve Austin & Triple H.
Messi da parte i loro rispettivi rancori, Austin e The Game uniscono le loro
forze creando uno dei più forti tag team di tutti i tempi, un tag team di
fronte al quale tutti iniziano a tremare ed a defilarsi. Il perché di
quest'unione è presto detto. Austin aveva appena conquistato il WWF title
contro The Rock a W17 grazie all'aiuto di Vince McMahon e questo aveva
decretato una forte alleanza tra il Texas Rattlesnake ed il proprietario
della federazione. Hunter cercava invece nuovi stimoli dopo la sua sconfitta
contro Undertaker. Tag Team da sogno così non li si vedeva dai tempi dei
Mega-Powers (Hulk Hogan & "Macho-Man" Randy Savage).
E visto che Austin era Campione Assoluto, non poteva non possedere un titolo
anche il suo socio Hunter. La scelta cade sull'IC belt, strappata a Chris
Jericho proprio con l'aiuto di Austin in un match tenutosi il 5 aprile. Ma
il 16 aprile Jeff Hardy glie lo strappa grazie all'aiuto del fratello Matt.
Tuttavia The Game se lo riprende circa quattro giorni dopo. E con la loro
vittoria sui Brothers of Destruction (Undertaker & Kane) a Backlash,
nelle mani dei "Power Trip" finiscono anche le WWF Tag Team belts.
L'American Bad Ass insegue la vendetta e sfida entrambi in un "Handicap
Match" ad Insurrextion che riesce anche a vincere, pur rimanendo il WWF
World title saldamente nelle mani di Austin.
A Judgment Day Helmsley è costretto a salutare ancora una volta
l'Intercontinental title, sconfitto da Kane in un "Chain Match" e
nonostante la presenza a bordoring della moglie Stephanie. Il 21 maggio
2001, a Raw, presso San Josè, in California, si tiene un tag team match con
in palio le cinture di campioni di coppia WWF: Stone Cold Steve Austin &
Triple H vs. Chris Benoit & Chris Jericho. Un giorno ed un incontro che
The Game probabilmente non dimenticherà mai.
Durante infatti una fase del match, l'ex leader DX s'infortuna gravemente al
quadricipite. Nonostante questo, continua imperterritamente a lottare dando
prova di carattere e di grande professionalità, subendo persino una
"Walls of Jericho" da Y2J sul tavolo dei commentatori ed
aggravando ulteriormente l'infortunio. Il suo coraggio viene purtroppo
vanificato da una manovra errata. Colpisce infatti accidentalmente Steve
Austin col suo "sledgehammer" consegnando quindi la vittoria ai
canadesi Benoit & Jericho, con quest'ultimo che ottiene il pin
connettendo su Austin con la "Lionsault". E' una sconfitta che
segna la fine dei "Power Trip". Ma soprattutto l'uscita di scena
di un Triple H costretto ad assentarsi per otto lunghi mesi.
7 gennaio 2002. Madison Square Garden di New York. Puntata di Raw. Triple H
fa il suo rientro accolto da una grandiosa standing ovation. Un trionfale
ritorno nei panni di "fan favorite", anziché nei soliti di
"rule breaker", otto mesi dopo il suo infortunio ed il lungo
calvario trascorso per il recupero. The Game annuncia la sua partecipazione
alla "Royal Rumble" e dichiara apertamente di puntare al titolo di
Campione Assoluto. Interviene, nel ruolo di guastafeste, un suo vecchio
rivale, Kurt Angle: Hunter, se vorrà vincere la "rissa reale",
dovrà passare prima su di lui! Non si fa attendere la risposta di The Game,
che lo mette KO col suo "Pedigree".
Il 20 gennaio si tiene la "Royal Rumble" ed è Triple H a
vincerla, eliminando per ultimo proprio Kurt Angle. Ma l'olympic hero non si
rassegna alla sconfitta e pretende un rematch che gli viene concesso a No
Way Out: in palio il match per il titolo a Wrestlemania. Frattanto sorgono
gravi problemi tra l'ex leader DX e la moglie Stephanie McMahon. Tutto ha
inizio nella puntata di Raw del 4 febbraio. Stephanie annuncia di essere
incinta e di voler rinnovare con Triple H le promesse che si sono scambiati
il giorno del loro matrimonio. Ma una settimana dopo, Hunter viene a sapere
da Linda McMahon, madre di Stephanie, che quest'ultima non era affatto
incinta e che lo aveva ingannato.
Roso dalla rabbia, accorre sul ring e non solo si rifiuta di rinnovare a
Stephanie la promessa di matrimonio, ma dichiara finito il loro rapporto e
le getta in faccia l'anello che finora li aveva tenuti legati. Invano Vince
McMahon, che aveva accompagnato sua figlia all'altare, tenta di ristabilire
la situazione. Anzi, The Game lo atterra col suo "Pedigree".
Alcuni giorni dopo, Stephanie annuncia che sarebbe stata lo special guest
referee del match tra Triple H e Kurt Angle in programma a No Way Out. Ed il
suo arbitraggio totalmente di parte favorisce la vittoria di Angle.
Tuttavia, nella puntata di Raw del giorno dopo, il WWF co-owner Ric Flair
sancisce un rematch con un arbitro stavolta del tutto imparziale.
Ed è Hunter ad assicurarsi la vittoria ed il diritto a combattere per
l'Undisputed Championship a Wrestlemania 18. E per uno strano scherzo del
destino campione in carica era quel Chris Jericho contro il quale The Game
si era gravemente infortunato diversi mesi prima. Per non dare all'ex marito
la soddisfazione di prendersi il titolo, Stephanie decide di allearsi
proprio con Jericho nella speranza di godersi una nuova vendetta. Il 17
marzo si tiene Wrestlemania allo Skydome di Toronto (Canada). Main event
ovviamente il match per l'Undisputed Championship tra Triple H e Chris
Jericho.
E nonostante le continue azioni di disturbo di Stephanie,
"zittita" alla fine con un tremendo "Pedigree", Triple H
non si lascia sfuggire l'occasione. "Pedigree" su Jericho,
chiusura e The Game è il nuovo WWF Undisputed Champion! Una vittoria giunta
dopo l'incubo dell'infortunio ed il timore di un suo ritiro dal ring. Il
feud tra Triple H e la sua ex moglie si conclude nella puntata di Raw del 25
marzo. In programma un "Three Way Dance" per l'Undisputed
Championship: Triple H vs. Chris Jericho vs. Stephanie McMahon! E se la
figlia di Vince fosse stata sconfitta, avrebbe dovuto lasciare la
federazione! Il pin vincente lo ottiene Hunter, che connette con una spear
su Stephanie. Quest'ultima è costretta quindi ad abbandonare
definitivamente Stamford, mentre Triple H resta campione in carica.
Il 21 aprile si tiene il ppv post-Wrestlemania Backlash. Triple H è
chiamato a difendere per la prima volta in ppv il suo titolo contro una
leggenda vivente del calibro di "Hollywood" Hulk Hogan. Non si
erano mai affrontati in tanti anni di carriera ed ora si sarebbero ritrovati
l'uno di fronte all'altro in un match voluto dallo Smackdown's owner Vince
McMahon. Due figure leggendarie, due icone di questo sport, soprattutto i
leader di due famosissime stable, la DeGeneration X e l'nWo, che hanno
segnato il successo delle loro rispettive federazioni (WWF/E e WCW). Un
"Dream Match" sognato ed atteso da tanto tempo, un match che si
sperava potesse eguagliare la straordinaria riuscita della sfida tra The
Rock ed Hulk Hogan a Wrestlemania, definita non a torto "il match del
secolo".
Anche se non magari all'altezza del match tra Hulkster e The Rock, viene
comunque fuori un buon match segnato però da diverse interferenze, tipo
quella di Chris Jericho in favore di Triple H e quella di Undertaker in
favore di Hogan. Alla fine è proprio l'intervento dell'American Bad Ass a
decidere le sorti dell'incontro. Undertaker mette infatti Triple H KO con
una sediata in testa, facendo sdraiare poi Hogan sul suo corpo. Ma Hulkster,
forte della sua dignità, non accetta questo tipo di aiuto e spazza via dal
ring Undertaker. Dopodiché, approfittando del fatto che Triple H fosse
ancora KO, lo finisce con la sua "legdrop of doom" e lo schiena
per conto di tre. E' un attimo: al tre il pubblico entra in delirio. Hulk
Hogan era il nuovo WWE Undisputed Champion battendo Triple H!
Un Triple H sanguinante, deluso, arrabbiato, privato del titolo neanche un
mese dopo la sua vittoria a Wrestlemania, ma che in ogni caso accetta la
sconfitta con sportività stringendo la mano ad Hogan. Si prende comunque
una magra consolazione battendo Undertaker ad Insurrextion. A Judgment Day
ha la meglio su Chris Jericho in un durissimo e strabiliante "Hell in a
Cell Match". Degna di nota la chiusura del match, con un Triple H che
ottiene il pin connettendo su Y2J col "Pedigree" sul tetto della
gabbia d'acciaio. Una vittoria che lo proietta ad una nuova possibilità per
l'Undisputed title.
Nella puntata di Smackdown del 6 giugno vince, ex aequo con Hulk Hogan, una
"Battle Royal"che assegna il posto di first contender
all'Undisputed Championship detenuto da The Undertaker (che aveva spodestato
Hogan a Judgment Day). Il Chairman Vince McMahon risolve la questione
decretando un match per quella stessa sera: Triple H vs.
"Hollywood" Hulk Hogan col vincente che avrebbe affrontato per il
titolo Undertaker a King of the Ring. The Game connette su Hogan col
"Pedigree", garantendosi il match per il titolo e vendicandosi
della beffa subita a Backlash. Ma a King of the Ring Triple H non riesce,
nonostante l'intervento in suo favore di The Rock, rientrato dopo una lunga
assenza, a cogliere al volo il momento risultato a lui favorevole,
lasciandosi schienare con un roll up e mandando letteralmente in frantumi il
suo sogno di ritornare Campione.
Siamo nel bel mezzo del ppv Vengeance e nel frattempo tante cose erano
cambiate nella WWE. Ric Flair non era più il Raw's owner. Non era più il
comproprietario WWE al 50%. Vince McMahon (aiutato da Brock Lesnar!) lo
aveva sconfitto nella puntata di Raw del 10 giugno accaparrandosi nuovamente
il 100% delle azioni WWE. Accantonato così Flair, che firmerà in seguito
un contratto come semplice wrestler, il Chairman, impadronitosi nuovamente
della sua "creatura", per non correre altri rischi ed anche per
tirarsi un po' da parte, l'affida a due GM di propria fiducia: l'ex
proprietario della WCW Eric Bischoff (nominato per Raw) e la figlia
Stephanie McMahon (nominata per Smackdown).
E subito i due nuovi GM entrano in rotta di collisione sfidandosi a suon di
"colpi gobbi": numerosi gli atleti che lasciano Smackdown per Raw
e viceversa. Tale lotta per il potere coinvolge anche Triple H, in bilico
tra due scelte: restare a Smackdown, roster gestito dalla ex moglie
Stephanie (ex moglie solo nella storyline e sua attuale novella sposa)
oppure andare a Raw, nelle mani di Eric Bischoff, ex Chairman WCW,
federazione in cui Triple H vanta una breve e non brillante parentesi. Tra i
due litiganti però il terzo gode. HBK Shawn Michaels, ospite non atteso, fa
capolino a Vengeance e propone ad Hunter di unirsi a lui in coppia per
riformare la DX! Lì per lì, The Game accetta, riunendosi di fatto al suo
amico e partner in tantissime battaglie.
La DX risorge a nuova vita pronta a far tremare una volta ancora l'intera
federazione come ai vecchi tempi. Ma nella puntata di Raw appena successiva
a Vengeance, Triple H manifesta le sue reali intenzioni. Dopo aver fatto
credere sia ad HBK che ai fans il ritorno in grande stile della DX, Triple H
aggredisce improvvisamente HBK e lo mette KO con il suo
"Pedigree"! Praticamente la DX dura un giorno! E' la fine di una
grande e lunga amicizia. HHH motiverà la sua scelta spiegando che Michaels
si rifiutava di farsi da parte, di accettare di fargli semplicemente da
manager e di riconoscere il fatto di come sia lui ormai lo
"Showstopper", la nuova icona, il top, il n.1 di questo sport. HBK
se la lega al dito e nella successiva puntata di Raw cerca HHH per tutto il
backstage per chiarire il perché del suo comportamento. Appena qualche ora
dopo Shawn viene ritrovato nel parcheggio steso in una pozza di sangue:
qualcuno lo aveva scagliato violentemente contro il finestrino della sua
auto.
Shawn viene trasportato d'urgenza in ospedale ed intanto Bischoff apre una
specie d'inchiesta interna per capire chi fosse l'autore di un gesto così
folle. Ed è lo stesso HBK, rimessosi nel frattempo dall'incidente, a
svelare il mistero grazie alle riprese effettuate nel parcheggio da una
telecamera nascosta: era stato proprio il suo vecchio amico HHH l'artefice
della brutale aggressione. Ma Michaels non si ferma qui e sfida The Game ad
un "Unsanctioned Match" per il ppv Summerslam, che sancisce di
fatto il ritorno di HBK sul ring. I due ex grandi amici l'uno contro l'altro
in un match senza regole. Un match tra le sfide più belle non solo del 2002
ma dell'intera storia della federazione ed è un grande HBK ad
aggiudicarselo.
Ma a fine match HHH, non gradendo per niente la sconfitta, lo colpisce alla
schiena col suo "sledgehammer" costringendolo ad una sedia a
rotelle. All'indomani di Summerslam, Triple H reclama un match per
l'Undisputed Championship contro il campione in carica Brock Lesnar, che
appena il giorno prima aveva tolto il titolo a The Rock. Ma anche Undertaker
pretende di diritto un match per il titolo e la contesa viene risolta da
Bischoff organizzando tra i due un match a Raw per il posto di first
contender alla cintura. L'interferenza di Lesnar, che colpisce in pieno viso
l'American Bad Ass con la sua cintura, regala a HHH una vittoria rivelatasi
però inutile: per volere del GM di Smackdown Stephanie McMahon, Lesnar
avrebbe lottato soltanto a Smackdown.
Una decisione che gela il GM di Raw Eric Bischoff e naturalmente HHH. Rigida
nelle sue scelte ed ai ferri corti con Bischoff, la figlia di Vince
costringe la federazione a rivedere le proprie scelte ed i propri
regolamenti. Si decide quindi di dividere l'Undisputed title in due parti. A
Smackdown il titolo detenuto da Lesnar avrebbe preso il nome di WWE
Championship. A Raw invece sarebbe stato rispolverato il World Heavyveight
Championship, in pratica il caro vecchio WCW Championship, un jolly che
Bischoff pesca dal suo mazzo di carte allo scopo di risollevare i ratings
del programma.
Ed è proprio HHH, seguendo come motivazione il fatto di essere stato
l'ultimo a possederlo, il prescelto per l'assegnazione di questo titolo
(vinto peraltro senza disputare alcun torneo!). Sfruttando l'hype di cui
godeva il suo personaggio, i dirigenti della federazione decidono anche di
affiancargli una squadra e di creare in tal modo una stable sullo stile dei
vecchi e mitici "Four Horsemen" di Ric Flair nella NWA/WCW. Ed è
lo stesso Flair ad inaugurare la nascita della stable nel corso del ppv
Unforgiven, laddove interviene nel corso del main event del ppv, il match
valido per il World Heavyveight Championship tra il campione in carica
Triple H e Rob Van Dam (vincitore di una "4 Man Battle Royal" a
Raw contro Chris Jericho, Big Show e Jeff Hardy).
Ric Flair, che fino a quel momento aveva parteggiato fortemente per RVD,
sorprende tutti quando, una volta impadronitosi dello
"sledgehammer", anziché colpire Triple H, si scaglia
improvvisamente su RVD, causandogli la sconfitta. A Triple H e Flair si
aggiungono in seguito due giovani leve di Stamford: Batista e Randy Orton.
Entrambi si erano fatti le ossa nelle federazioni satelliti della WWE e
vantavano già diverse apparizioni a Smackdown. La nuova stable, per volontà
di Triple H, assume il nome di "Evolution", l'evoluzione che parte
dal passato (Ric Flair), attraversa il presente (Triple H) e viaggia
inesorabilmente verso il futuro (Batista ed Orton). A No Mercy HHH difende
il titolo contro Kane in un "Winner Takes All Match", unificando
quindi alla sua cintura l'IC belt detenuta da "The Big Red
Machine".
Fino a quando non gli si para davanti una nuova minaccia, un incubo che
credeva fino a qualche mese prima concluso. HBK Shawn Michaels, che per mesi
non aveva dato più notizie di sé, in prossimità del ppv Survivor Series
ed avendo smaltito in pieno il colpo alla schiena inflittogli a Summerslam
da HHH, decide di rialzarsi dalla sedia a rotelle a cui The Game lo aveva
costretto per sfidarlo una volta ancora e stavolta in un match con in palio
il World Heavyveight Championship, in quello che sarebbe stato il primo
"Six Men Chambers Elimination Match" nella storia della WWE. Nella
contesa vengono coinvolti anche Kane, Chris Jericho, Booker T e Rob Van Dam.
Vince Shawn, che elimina per ultimo Triple H tornando così a conquistare
una cintura circa cinque anni dopo il suo ultimo successo (nel famigerato
"Screwjob in Montreal" di Survivor Series '97 ai danni di Bret
Hart). La gloria non dura che un mese. Nel ppv successivo, Armageddon,
Triple H riconquista il titolo in un "2 Out of 3 Falls Match",
particolare sfida divisa in tre parti: Street Fight Match, Steel Cage Match,
Ladder Match. HBK vince la seconda sfida, HHH si aggiudica invece la prima e
la terza ritornando campione. Per circa nove mesi regna incontrastato
sconfiggendo fior di avversari. Alla Royal Rumble difende il titolo contro
"Big Poppa Pump" Scott Steiner, perdendo per DQ ma tenendosi la
cintura. A No Way Out batte ancora Scott Steiner, stavolta schienandolo per
conto di 3 dopo aver connesso col "Pedigree".
A Wrestlemania 19 sconfigge il "5 Time WCW Champion" Booker T. A
Backlash, in un "Six Men Tag Team Match", sconfigge Kevin Nash,
Shawn Michaels e Booker T insieme a Chris Jericho e Ric Flair. A Judgment
Day affronta per il titolo Kevin Nash in un match che termina però in un no
contest. A Bad Blood mette KO Nash in un "Hell in a Cell Match"
arbitrato da un rientrante Mick Foley. A Summerslam è coinvolto nuovamente
in un "Six Men Chambers Elimination Match" per il World
Heavyveight Championship uscendone stavolta da vincitore. Suoi avversari
Goldberg, Shawn Michaels, Randy Orton, Kevin Nash e Chris Jericho. The Game
ottiene per l'occasione il pin eliminando come ultimo avversario Goldberg
dopo averlo colpito precedentemente col suo "sledgehammer".
A fine match, "Da Man" viene totalmente massacrato da HHH e da
tutta Evolution. Innumerevoli le difese del titolo anche a Raw, due match in
particolare da ricordare: contro Kane (il match che segna lo storico
smascheramento di "The Big Red Machine") e contro il suo manager
Ric Flair, al quale The Game aveva generosamente concesso una title shot
prima del ppv Bad Blood. Davvero ricca di emozioni la sfida tra l'allievo
HHH ed il maestro Flair, con un HHH che prima del match ordina al suo
manager di lasciarsi schienare senza opporgli resistenza ed un Flair che,
forte della sua dignità e memore del suo glorioso passato di 16 volte
Campione WCW, opta invece per un "one-o-one match" senza riservare
al suo cliente alcun trattamento di favore.
Ma il suo lungo regno da campione era comunque destinato a concludersi. Vi
pone fine Bill Goldberg, che lo sconfigge ad Unforgiven in un match a
stipulazione speciale (Hunter puòa perdere il titolo anche per squalifica o
per count out). Pur senza più il suo titolo ed impossibilitato a combattere
per un infortunio all'inguine, continua a far parlare di sé ed a
primeggiare nel roster fissando una forte taglia su Goldberg: chiunque lo
avesse "accoppato" si sarebbe messo in tasca circa $ 100.000.
Immediatamente si scatena la fila. Persino un top face come HBK Shawn
Michaels, mettendo da parte i suoi recenti dissapori con Triple H, non si
lascia sfuggire la ghiotta occasione, arrivando a sfidare "Da Man"
per il titolo. La forte cifra se l'assicura comunque Batista, socio di
Triple H nell'Evolution e reduce da un lungo infortunio.
L'ex Leviathan della OVW massacra Goldberg durante una puntata di Raw,
interferendo nel suo match con Shawn Michaels ed infortunandolo seriamente
ad una gamba. "Da Man" si vendica di tutto questo battendo Triple
H (che aveva smaltito il suo infortunio) alla Survivor Series e mettendo KO
l'intera Evolution accorsa a sostegno del proprio leader. Ma la riconquista
del titolo da parte di The Game era semplicemente rinviata. Ad Armageddon
infatti sconfigge in un "Triple Threat Match" Goldberg e Kane,
ritornando quindi prepotentemente a possedere il World Heavyveight
Championship circa alcuni mesi dopo la sconfitta patita ad Unforgiven.
Due
settimane dopo Armageddon, durante un incontro durato 40 minuti, Triple H
sconfigge Shawn Michaels dopo una decisione controversa di Eric Bischoff
(entrambi si erano vicendevolmente schienati, ma il GM decide di lasciare
il titolo al campione). La faida fra Triple H e Michaels continua fino
alla Royal Rumble dove, durante un Last Man Standing conclusosi con un
pareggio, HHH riesce a mantenere il titolo. Ma a quel punto è Chris
Benoit che irrompe nella contesa fra i due e fa una promessa: uscire da
Wrestlemania XX vincitore. Il Canadian Crippler mantiene la promessa,
perché Triple H esce sconfitto durante Wrestlemania XX al termine di uno
stupendo Triple Threat Match che vede come protagonista anche Shawn
Michaels.
Per
Triple H sembrano aprirsi allora le porte per Smackdown!: nel corso di una
“draft Lottery”, infatti, viene "sorteggiato" per cambiare
roster, ma alla fine il General Manager di quello show lo rispedisce al
mittente. Triple H torna quindi a Raw (senza praticamente essersene mai
andato) e subisce due clamorose sconfitte contro il nuovo arrivato Shelton
Benjamin, che lo batte prima via pin e poi via count-out. Ma a Triple H
interessa solo una cosa : il World Heavyweight Championship, ma è
nuovamente sconfitto da Chris Benoit a Backlash. A quel punto per Triple H
inizia ancora una piccola faida con Shawn Michaels, che si conclude dopo
un Hell in a Cell Match molto violento a Bad Blood.
Al PPV
successivo, Vengeance, Triple H tenta ancora l'attacco al titolo del
mondo. Anche questa volta fallisce nel tentativo, grazie all'intervento
decisivo di Eugene, coinvolto in una storyline con protagonista l'intera
Evolution e William Regal. Nei mesi successivi Eugene interferirà più
volte negli incontri di Triple H in particolare durante il 60 minutes Iron
Man Match che vede HHH soccombere 4 a 3 contro il campione Chris Benoit.
La contesa fra i due (Eugene e Triple H) si chiude cosi a Summerslam,
quando proprio Triple H esce vincitore grazie all'aiuto decisivo di Ric
Flair.
A
Summerslam il titolo passa di mano, a vincerlo è Randy Orton, della
Evolution. Nella puntata di Raw successiva all’evento scatta la festa,
ma qualcosa non va: Triple H massacra il malcapitato Randy con l'aiuto di
Batista e Ric Flair. Ma Orton non ci sta e sfida apertamente Triple H,
sputandogli in faccia. Triple H raccoglie la sfida e riesce a
riconquistare il "suo" titolo ad Unforgiven, ponendo fine al
breve regno (neanche un mese) di Randy Orton. Inizia cosi un periodo
difficile per il neo-campione, perché il suo titolo è ambito da molti.
Sia Edge che Chris Benoit che Shawn Michaels infatti sono interessati a un
match contro Triple H, da svolgersi a Taboo Tuesday, ma uno solo avrà
questa possibilità: si tratta di Shawn Michaels il quale, infortunato,
non riesce a strappare il titolo dalle mani di Triple H. Eliminato così
un avversario, Triple H si concentra su Randy Orton:questi perde un match
contro Ric Flair, con una stipulazione speciale: Randy Orton si vede
preclusa ogni possibilità di avere una title shot, almeno finché la
cintura sarà alla vita di Triple H.
Nelle
settimane successive si iniziano ad intravedere delle grosse fratture
all'interno del roster: l'Evolution infatti è malvista da tutti,
soprattutto dai face, i quali organizzano una sorta di stable da
contrapporle. In queste settimane Triple H inizia a perdere quel fascino
del leader all'interno dell'Evolution stessa e in particolare Batista
inizia a mostrarsi irrequieto. Alle Survivor Series 2004, nel classico 4
contro 4 che vede da una parte Maven, Chris Benoit, Chris Jericho e Randy
Orton, dall'altra Triple H, Batista, Edge e Gene Snitsky (Ric Flair è
stato accantonato causa problemi fisici), l'incontro ha una speciale
stipulazione: il team vincitore avrà il potere di controllare Raw per le
4 settimane successive, una per ognuno dei componenti del team. E ad
uscirne vincitore è il team Orton, con il giovane Randy che riesce ad
eliminare proprio HHH per ottenere la vittoria.
Durante
la prima settimana da general manager di Raw dei quattro vincitori delle
Survivor Series Triple H affronta Maven, sconfiggendolo abbastanza
facilmente durante il main event. La settimana successiva però, HHH deve
vedersela con Chris Benoit.. o almeno dovrebbe. L'Evolution, infatti,
inscena una finta rissa fra Batista e HHH, che non permette a HHH di
scendere sul ring e gli consente di mantenere il titolo senza nemmeno
combattere. Ma durante la "settimana di Randy Orton" Triple H
deve faticare, e parecchio: Chris Benoit e Edge vincono in contemporanea
una battle royal con in palio una title shot al World Heavyweight Champion
e il GM Randy Orton si vede costretto a proclamare un Triple Threat Match,
con in palio il titolo! L'incontro non ha una vera e propria fine però,
perché sia Chris Benoit che Edge risultano vincitori: Benoit fa cedere
Edge proprio mentre questo lo schiena al tappeto. Nè Randy Orton la sera
stessa nè Chris Jericho la settimana successiva possono proclamare un
vincitore e il titolo del mondo, per decisione di Vince McMahon in
persona, risulta cosi vacante.
Le
modalità per la riassegnazione della cintura sono affidate ad Eric Bischoff,
che, al suo ritorno dopo il mese di vacanza, sancisce un elimination chamber
match per New Year’s Revolution 2005. Al
match partecipano Randy Orton, Batista, Triple H, Chris Jericho, Chris
Benoit ed Edge. Nella fase decisive restano in tre, ovvero i membri
della Evolution e Batista più Randy Orton. E’ lo stesso Legend Killer ad
eliminare Batista, il quale successivamente colpisce Orton e consente a
Triple H di portare a casa la vittoria e la cintura. Nelle edizioni di Raw
successive al match viene fatto notare che Triple H avrebbe potuto evitare
lo schienamento di Batista da parte di Randy Orton e Batista si infuria, per
poi essere gradualmente rassicurato e tranquillizzato dai suoi alleati
dell’Evolution. E’ un ulteriore passo avanti verso la rottura fra
Batista e Triple H, con il pubblico che inizia ad incitare Batista, benché
ancora heel.
Alla
Royal Rumble 2005, The Game riesce a mantenere il titolo sconfiggendo in
maniera pulita Randy Orton, mentre Batista vince la Royal Rumble,
guadagnandosi il diritto di affrontare il WWE Champion o il World
Champion a sua scelta a Wrestlemania 21. E’ una scelta che comporta
scenari completamente diversi: restare a Raw e affrontare l’amico e leader
Triple H o passare a Smackdown! per andare contro JBL, dando all’Evolution
il comando di entrambe le cinture più importanti della federazione.
La
seconda scelta viene caldamente caldeggiata da Triple H, e lo stesso JBL
compare più volte improvvisamente sugli schermi di Raw a minacciare
Batista, provocando la reazione stizzita dell’intera Evolution. Solo più
avanti si scopre che i promo di JBL sono un’idea di Triple H, che confessa
a Ric Flair di aver organizzato tutto per “aiutare” Batista a fare la
scelta giusta. Proprio Batista, tuttavia, si trova ad origliare la
confessione di Helmsley a Flair, e viene a conoscendo di tutto; la reazione
è alla sua maniera, ovvero fracassando Triple H contro un tavolo e firmando
il contratto per affrontarlo a Wrestlemania.
Il match è il main
event dello show e si tramuta in una disfatta per Triple H, che oltre ad
essere sconfitto e detronizzato, termina la serata in una maschera di
sangue. La rivalità tuttavia non termina, anzi è proprio Triple H a
rilanciare la sfida, invocando come arma decisiva per la vittoria la sua
mossa decisiva, ovvero il Pedigree. A Backlash c’ è un rematch, però il
risultato non cambia: Batista riesce ad aggiudicarsi la contesa e
confermarsi campione. E’ l’ultima opportunità per The Game come primo
sfidante, e per ritentare la scalata al vertice c’è ora bisogno di
partecipare al Gold Rush Tournament, un torneo ad eliminazione indetto da
Eric Bischoff per determinare il nuovo sfidante per la cintura.
Incredibilmente,
Triple H viene eliminato al primo turno da Chris Benoit, e decide
addirittura di abbandonare Raw, convinto che senza di lui lo show non possa
andare avanti. La sua assenza dura però poco, poiché The Game si
ripresenta a Raw armato dello sledgehammer, e grazie anche alla complicità
di Ric Flair (fintosi riconoscente verso Batista per l’aiuto ricevuto una
settimana prima contro Christian e Tyson Tomko) colpisce più volte il World
Champion fino a lasciarlo in una maschera di sangue, per poi lanciare la sua
sfida: per la terza volta Triple H vs Batista per il titolo a Vengeance, ma
questa volta con la stipulazione dell’Hell in a Cell, una tipologia di
match in cui non ha mai perso, nemmeno contro campioni del calibro di Mick
Foley, Kevin Nash e Chris Jericho.
Batista
dimostra di non aver certo paura né della stipulazione né
dell’avversario, e lo lascia intendere fin troppo chiaramente nel corso
della firma del contratto per l’incontro a Raw, durante la quale i due
avversari si fronteggiano faccia a faccia. Nella marcia di avvicinamento a
Backlash, Triple H riesce anche a schienare Batista: nella puntata di Raw
del 20 giugno 2005, in coppia con Kurt Angle sconfigge Shawn Michaels e lo
stesso Batista, schienando quest’ultimo.
Ma
a Vengeance The Game va incontro alla terza sconfitta consecutiva contro
The Animal. Al termine di un violentissimo Hell in a Cell è proprio
Batista a prevalere, intaccando il record di HHH che era imbattuto in
questo tipo di match (se si considerano solo gli incontri uno contro uno).
Dopo
questa terza bruciante sconfitta, Triple H decide di prendersi un periodo
di riposo, e sta lontano dai ring e dai teleschermi per più di tre mesi,
durante i quali prende confidenza con le mansioni dirigenziali alla Titan
Tower di Stamford, quartier generale della WWE, dove ha intenzione di
impiegare il proprio tempo una volta terminata la carriera di wrestler.
Il suo
ritorno viene annunciato per il 3 ottobre, giorno di Homecoming, speciale
puntata di Raw che sancisce il ritorno dello show rosso su USA Network. A
far sapere a tutti del suo rientro è il fraterno amico Ric Flair, che nel
lasso di tempo in cui The Game sta fuori dalle scene si guadagna di nuovo
i favori del pubblico, vincendo il titolo intercontinentale ai danni di
Carlito. A Raw Homecoming dunque Triple H torna sul ring, in coppia con
Ric Flair contro Carlito e Chris Masters, ricevendo al risuonare di “The
Game” dei Motorhead, sua theme song, un face-pop impressionante,
nonostante il suo status heel.
Il match
viene vinto dal combo di Ric e Triple H, con il Nature Boy che più di una
volta salva il suo compagno dal capitolare sotto gli attacchi dei due
giovani prospetti. A match terminato i due si abbracciano, ed il loro
antico sodalizio appare più intatto che mai, finchè però Triple H non
attacca vigliaccamente alle spalle il campione intercontinentale. Il
massacro di The Game ai danni di Flair dura per diversi minuti, con il
Nature Boy che viene trascinato grondante sangue per tutto il backstage,
fino a quando Triple H lo butta dentro una limousine, ritenendosi
finalmente soddisfatto di quanto compiuto.
La
settimana dopo Triple H sul ring spiega i motivi del suo assalto a Flair,
e dice che lo ha fatto perché ha capito in questi mesi quanto il Nature
Boy si sia rammollito, e non ha niente più a che vedere con l’uomo
vincente e imbattibile che lui conobbe e con cui decise di accompagnarsi,
fino a formare la stable dell’Evolution con Batista e Randy Orton.
Per
Triple H la risposta di Ric Flair non si fa tuttavia attendere, dal
momento che il 17 ottobre il Nature Boy torna a Raw, e dopo un promo in
cui addirittura si riapre la ferita alla testa provocatagli dall’ex
amico per dimostrare di non temerlo, si arma di una mazza da baseball e
prende a rincorrerlo per l’intero backstage. A quel punto tra i due
manca solo la resa dei conti in PPV, che viene stabilita per Taboo Tuesday
(1 novembre); come da consuetudine del PPV interattivo, spetta ai fans
scegliere la stipulazione, tra Steel Cage Match, Submission Match, o un
normale Single Match.
Altre
due puntate di Raw separano a quel punto Triple H da Taboo Tuesday: il 24
sta per lottare contro Viscera, ma viene attaccato prima dell’inizio del
match da Flair, che poi incita i fans a scegliere lo Steel Cage Match per
il PPV, mentre il 31 l’incontro con Viscera per The Game si svolge
regolarmente, ed il 10 volte campione del mondo impiega appena 25” per
spazzare via Big Vis con il Pedigree.
Il
giorno dopo, primo novembre, si svolge Taboo Tuesday; il pubblico sceglie
di seguire i consigli di Ric Flair, ed infatti il match della gabbia vince
la concorrenza con l’83% delle preferenze. L’incontro segue al massimo
le previsioni della vigilia ed è un bagno di sangue per entrambi i
contendenti, ed alla fine, un po’ a sorpresa, Triple H non riesce ad
uscire dalla gabbia prima del Nature Boy, che invece riesce nel suo
intento e vince un match davvero spettacolare.
Triple H
ha perso in questo modo solo una battaglia, perché la guerra, il feud tra
lui e Flair, è ben lungi dal terminare. Nel Raw post-PPV il Cerebral
Assassin, furioso per la sconfitta patita nello show interattivo, non
combatte, ma prende parte alla puntata attaccando con estrema violenza
Flair, appena uscito vincitore da un in contro valido per l’IC Title
contro Rob Conway.
Il 14
novembre le storylines si fermano per far posto al giusto tributo ad Eddie
Guerrero, scomparso la notte precedente, e nel supershow di Minneapolis,
nel Minnesota, Triple H anziché a Raw lotta a Smackdown! (puntata
registrata che andrà in onda il 18) contro Chris Benoit, da cui viene
sconfitto al termine di un bellissimo incontro. Il 21 novembre Raw
riprende regolarmente il suo cammino, e Triple H è opposto a Val Venis;
Big Valbowski parte davvero determinato, ma The Game alla fine lo colpisce
a freddo con una sediata, perdendo il match via DQ. Al Cerebral Assassin
tuttavia sembra importare poco della sconfitta, dato che in realtà in
questo modo intende dimostrare a Ric Flair cosa è pronto a fare per
sbarazzarsi di lui.
La resa
dei conti definitiva tra i due ex amici è fissata per la domenica
seguente ad uno dei Big Four della WWE, Survivor Series, in un Last Man
Standing Match che promette scintille. L’incontro è davvero palpitante,
Flair si riduce ad un lago di sangue, mentre Triple H manda in frantumi il
tavolo dei commentatori; alla fine Triple H, innervosito da Flair che
riesce a rialzarsi tre volte dopo altrettanti Pedigree, per chiudere i
conti fa affidamento al suoi martellone da fabbro, lo Sledghammer, che
mette definitivamente k.o. il Nature Boy fino al conto di 10 valido per
portarsi a casa la vittoria.
Terminato
in parità il feud con Flair, anche se Ric più volte è uscito messo
peggio dai faccia a faccia con The Game, per Triple H c’è un nuovo
avversario dietro l’angolo, non uno dei più semplici: il due volte
campione del mondo Big Show, che interrompe a Raw, il giorno dopo Survivor
Series, un promo di The Game in cui lo stesso 10 volte campione del mondo
si bullava di quanto compiuto a Flair. La settimana seguente Triple H
lotta contro Tapiri, ed ottiene una vittoria facile facile.
Il 12
dicembre The Game attacca Shawn Michaels nel suo match di qualificazione
all’Elimination Chamber con Big Show, ovviamente per far squalificare il
gigante ed estrometterlo automaticamente dal main event di New Year’s
Revolution, mentre sette giorni dopo nella puntata di Raw che va in onda
dall’Afghanistan perde un Boot Camp Match (un incontro senza regole)
contro lo stesso HBK. Il 26 dicembre a Raw si conclude il 2005 di Triple
H, un’annata insolitamente negativa e costellata di brucianti sconfitte
per un wrestler abituato a stare in cima alla montagna della federazione;
l’anno si conclude non con un match, ma con la firma del contratto per
un incontro con Big Show a New Year’s Revolution: in quel momento The
Game non si lascia scappare l’occasione per prendersi un vantaggio, e
rompe la mano del gigante con il martellone.
Nella
prima puntata di Raw del 2006, Triple H scopre che rompendo la mano di Big
Show ha fornito al gigante un’arma molto pericolosa, dal momento che Big
Show, durante un confronto sul ring, spezza in due lo Sledgehammer con il
gesso dell’arto infortunato. La domenica successiva, 8 gennaio, va in
scena New Year’s Revolution, ed in questa occasione The Game riesce a
battere Big Show grazie ad un colpo infertogli col martellone. La notte
seguente Triple H non lotta, ma partecipa ugualmente a Raw, dove viene
intervistato da Todd Grisham, a cui dice che parteciperà alla Royal
Rumble, per tornare sul trono della WWE come il “King Of Kings”.
Anche
nei due Raw pre-Royal Rumble The Game non lotta, ma si fa vedere allo
show, intervenendo il 16 gennaio nel match tra Shelton Benjamin e Big Show
a sfavore di quest’ultimo, ed effettuando un promo il 23, in cui
ribadisce il fatto che vincerà la Rissa Reale, impresa già riuscitagli
nel 2002.
Il 29
gennaio da Miami, in Florida, va in onda la Royal Rumble, per tradizione
ormai passe-partout al main event di Wrestlemania per il vincitore. Triple
H è estremamente sfortunato nel conteggio, dato che pesca il #1; The Game
inizia dunque la contesa, e lo fa assieme a Rey Mysterio. Il Cerebral
Assassin elimina quattro lottatori, Ric Flair, Big Show, Kane, e Chavo
Guerrero, ed entra nel terzetto finale, con Randy Orton e Rey Mysterio,
che si gioca la vittoria; purtroppo per lui però, Rey Mysterio lo chiude
in una head scissors e lo butta fuori ring. The Game ovviamente accetta
malissimo l’eliminazione, e cerca parziale vendetta trascinando giù dal
ring (non dalla terza corda però, infatti poi Rey vincerà la rissa
eliminando Randy Orton) Mr. 619 e scagliandolo contro i gradoni
d’acciaio.
La notte
successiva a Raw Triple H combatte contro Chavo Guerrero, e vince, anche
se con qualche affanno, grazie al solito Pedigree. Il lunedì dopo, a Raw,
Triple H è designato a partecipare assieme ad altri sette lottatori (Van
Dam, Carlito, Masters, Michaels, poi rimpiazzato da Benjamin, Kane, Big
Show, e Ric Flair) al Road To Wrestlemania Tournament, che dovrà
decretare lo sfidante per il WWE Title di John Cena alla ventiduesima
edizione del “Grand Daddy Of ‘em All”; il suo primo avversario, lo
stesso 6 febbraio, ironia del destino è proprio il Nature Boy, Ric Flair.
The Game lo batte dopo un’aspra battaglia ed avanza nel torneo.
Il 13
febbraio vanno in scena le semifinali del torneo, e guarda caso per Triple
H c’è ancora un avversario già freso di feud con lui: Big Show. I due
danno vita ad un altro buon incontro, che però finisce tra il pubblico
con un doppio conteggio fuori. The Game, così come il gigante, sembra
spacciato e fuori dal torneo, ma alla fine vengono ammessi entrambi alla
finale del tournament, con RVD, la puntata seguente, finale che diventa
così un Triple Threat Match. Il 20 dunque c’è la finale, chi vince,
Rob Van Dam, Big Show, o Triple H, va a Wrestlemania XXII contro John
Cena; l’incontro è un piccolo classico, e il Cerebral Assassin vuole la
vittoria a tutti i costi, e la ottiene, grazie ad un Pedigree su Mr.
Monday Night, RVD. A fine match sullo stage si presenta John Cena, e tra i
due gli sguardi dimostrano che la guerra che culminerà al pay-per-view più
atteso dell’anno è appena iniziata.
Il main
event di Wrestlemania è ovviamente tutto per loro, con un entrata di The
Game degna da premio Oscar: musica tutta nuova (“Bown down to the King”
suonata live sempre dai Motorhead), trono e costume da Conan il barbaro,
ma il campione WWE non è da meno, con un’auto d’epoca ed un vestito
da gangster con tanto di mitragliatrice.
A
dispetto dei ruoli previsti dalla keyfabe il pubblico è in gran parte con
Triple H, che tuttavia dopo oltre venti minuti di azione è costretto a
cedere alla STFU.
La
rivalità tuttavia prosegue,e lo stesso The Game ammette di aver sottovalutato
l’avversario, promettendo altresì di non ripetere l’errore e
invocando una rivincita. Tra i due però si intromette anche Edge, che
reclama anche lui un match per il titolo dopo aver sconfitto Mick Foley
sempre a Wrestlemania. Ne nasce dunque una rivalità a tre, dove
praticamente subito si capisce che di alleanze non ce ne sono, ed ognuno
è pronto a passare sopra entrambi gli avversari pur di portare a casa la
cintura. La dimostrazione evidente sono una serie di handicap match
incrociati sanciti prima del triple threat decisivo, disputati nelle
puntate di Raw e quasi sempre conclusi nel peggiore dei modi.
Il match
decisivo è fissato per Backlash (30 aprile), ed anche stavolta la
vittoria va a John Cena, che rovescia un tentativo di Pedigree in un roll
over ed ottiene lo schienamento vincente. Triple H accetta a modo suo il
verdetto del ring, ovvero recupera il suo sledgehammer e dopo il gong fa
piazza pulita degli avversari e dell’arbitro. Non manca qualche gesto in
puro stile DX, preludio di un possibile turn face potenzialmente
imminente.
La sera
successiva a Raw invoca un altro rematch per il titolo, ma Vince McMahon
fa notare al suo pupillo come le sue occasioni siano arrivate e sfumate, e
per il momento non c’è possibilità di averne un’altra. Vince cerca
di coinvolgerlo nei suoi sporchi piani, ed in particolare nella guerra che
lo vede opposto a Shawn Michaels, e The Game si dimostra subito titubante,
eseguendo gli ordini ma non senza un certo menefreghismo. La prova non
tarda ad arrivare nel main event della stessa puntata, dove The Game è
chiamato ad arbitrare un match per il titolo fra John Cena e Kenny della
Spirit Squad: Helmsley è a dir poco svogliato, e quando quelli della
Spirit Squad si lamentano a brutto muso non si fa problemi ad attaccarli
per poi abbandonare il ring.
La
settimana successiva The Game trova finalmente un accordo con Cena per un
match titolato, ma Vince McMahon annulla tutto e gli dà la serata libera,
sancendo come main event un 5 vs 2 handicap match fra la Spirt Squad e la
coppia Cena-Michaels, al termine del quale lo stesso Triple H ignora gli
ordini ricevuti e torna nel ring mettendo a segno un pedigree su Cena.
Sempre a
Raw il 15 maggio in un match speciale sono in palio i titoli di Rob Van
Dam (intercontinentale) e di Cena, e proprio un secondo prima che The Game
possa schienare Cena e vincere il titolo WWE il suo compagno Shelton
Benjamin schiena RVD conquistandone la relativa cintura. La reazione di
The Game è furiosa, ed a farne le spese è il malcapitato arbitro Mike
Chioda.
Ma il
fattaccio arriva più avanti nella stessa puntata, quando viene
“spedito” da Vince McMahon all’angolo di Kenny, impegnato in un
match contro Shawn Michaels, con Shane McMahon arbitro speciale: Triple H
colpisce inavvertitamente proprio Shane con il suo martellone, e pochi
istanti dopo un furioso Vince arriva sul ring a soccorrere il figlio.
A poco
possono valere le scuse di The Game (peraltro in style simil-dx, con la
frase “Vince, I’ve two words for you… ma concludendola con “I’m
sorry” invece del classico “Suck it”) pronunciate la settimana
successiva a Raw. Vince accetta le scuse a patto che lo stesso The Game
finisca definitivamente Michaels nel corso del main event, un handicap
match contro tutta la Spirit Squad. Nel momento decisivo, però, The Game
si dimostra titubante, ed allora Kenny gli scippa il martellone e va per
usarlo, provocando la sua furiosa reazione che manda a mal partito tutta
la Spirit Squad.
Dunque
in ogni puntata si intravedono spiragli non solo del turn a face, ma anche
della possibilità di riformare la stable della DX, un clamoroso ritorno
alle origini dopo oltre dieci anni.
La
scintilla definitiva arriva il 5 giugno a Raw, quando Vince McMahon ordina
a Triple H di unirsi al Kiss My Ass Club, ovvero gli ordina di baciargli
il sedere. The Game potrebbe evitarlo sconfiggendo the Big Show, ma la
Spirit Squad interferisce volontariamente a suo favore per farlo
squalificare, e dunque la sola alternativa alla radiazione è il bacio. Il
tutto ovviamente culmina con il definitivo assalto ai McMahon da parte sua
e di Shawn Michaels, e la rinascita della DX tra il delirio dei tifosi.
Tutti i
dubbi che potevano nascere sulla possibilità che la stable potesse
funzionare dopo dieci anni svaniscono in poco tempo: indubbiamente il
tempo è passato per entrambi, ma le scenette al microfono sono rimaste le
stesse, e la DX riscuote assordanti consensi praticamente ovunque. I due
sembrano davvero tornati più giovani di dieci anni, anche se le scene
moralmente più discutibili sono sempre eseguite dal solo HHH, con
Michaels allontanato con varie scuse, al fine di rispettare la sua fede
religiosa decisamente più forte sviluppata nell’arco di questo periodo.
Naturalmente
è proprio Vince il bersaglio preferito dai due, deriso con esilaranti
imitazioni e con lo slogan “Vince love cocks” che spopola praticamente
ovunque. La reazione del chairman della WWE è tutta nel suo braccio
armato, ovvero la Spirit Squad, che viene mandata contro di loro in un
handicap match a Vengeance (25 giugno). Il risultato è impietoso, ovvero
una vittoria della DX. E non è decisamente l’unica, poiché lo scontro
fra i due team si rivela quasi a senso unico, con un’altra imbarazzante
sconfitta a Saturday Night Main Event il 15 luglio, stavolta in un match
ad eliminazione, chiuso con un disarmante 5-0. Per i McMahon non c’è
altra alternativa che mettersi in gioco personalmente, e sfidare
direttamente la DX.
Il 24
luglio grazie a Stephanie McMahon diventa per la prima volta padre, tanto
da obbligare i booker a riscrivere tutta la puntata di Raw per permettere
a lui e Vince di presenziare al parto. La nascita di Aurora Rose
Levesque-McMahon sarà utilizzata in chiave ironica anche nella keyfabe,
con Michaels che si chiederà ironicamente chi possa essere mai il padre
della bimba di Stephanie, ed il suo compare a rispondere di ignorarlo, ma
di essere sicuro che debba trattarsi davvero di uno stallone.
Dopo una
serie di ulteriori scontri a Raw, la DX ed i McMahon si affrontano a
Summerslam (20 agosto), ed è nuovamente la DX a vincere, nonostante
l’interferenza di Finlay, William Regal, Mr. Kennedy e Big Show prima
del gong, nonché quella di Umaga a match in corso, peraltro rintuzzata
dall’arrivo di Kane.
L’11
Settembre a Raw arriva per Vince una piccola rivincita, con una vittoria
in un no holds barned match proprio contro Triple H, vittoria naturalmente
sporca ed ottenuta grazie a varie interferenze.
Ad
Unforgiven (17 settembre), tuttavia, è ancora la DX a trionfare, stavolta
in un hell in the cell contro i McMahon e Big Show, grazie allo
schienamento di The Game su Vince. Le conseguenze per i McMahon sono
tremende, ed entrambi sono costretti a lasciare il ring soccorsi dai
medici.
E’
dunque Jonathan Coachman ad assumere il controllo temporaneo di Raw, ma
anche lui diventa presto una delle vittime preferite della DX, che viene
anche coinvolta in una breve rivalità con Lance Cade e Trevor Murdoch.
Tuttavia,
durante uno steel cage match fra Edge e John Cena per il titolo, la DX
rintuzza un’interferenza proprio di Cade e Murdoch e causa la sconfitta
di Edge, che frustrato di non aver riconquistato il titolo giura loro
vendetta, chiedendo ed ottendendo l’appoggio di Randy Orton. Nasce il
team Rated RKO (unione del soprannome Rated R Superstar di Edge e della
RKO, mossa finale di Orton), e sono dunque loro i nuovi rivali della DX;
sulla carta sicuramente ben più ostici della Spirit Squad.
Non a
caso il 5 novemebre a Cyber Sunday sono proprio loro ad avere la meglio
sulla DX; grazie anche all’aiuto dell’arbitro speciale Eric Bischoff,
votato dal pubblico in una rosa che comprendeva anche Jonathan Coachman e
Vince McMahon.
La
rivalità è in ogni caso tutt’altro che chiusa, con i Rated RKO che
riescono anche a conquistare le cinture di coppia dalle mani di Ric Flair
e Ronny Piper; lo stesso Nature boy verrà più volte aggredito dai due
nel corso del feud per inviare un messaggio ai rivali della DX.
La
rivincita di Cyber Sunday arriva in modo assai più che prepotente alle
Survivor Series (26 novembre), dove la DX è insieme a CM Punk, Matt e
Jeff Hardy, mentre i Rated RKo sono in squadra con Mike Knox, Gregory
Helms e Johnny Nitro. A sorpresa finisce addirittura con un pesantissimo
5-0, che letteralmente umilia
in pochi minuti il team heel.
Il 27
novembre a Raw la DX causa di fatto la fine della Spirit Squad,
affrontando insieme a Ric Flair Kenny, Mikey, Nicky, Johnny e
Mitch. Al termine del match tutta la stable viene rinchiusa in
baule e spedita via, con Shawn Michaels che firma la bolla di spedizione
spacciandosi per Vince Mcmahon. La Spirit Squad sparisce dunque dagli
schermi, e l’unico a “salvarsi” è Kenny, che cerca più volte di
unirsi ai Rated RKO, interferendo anche a loro favore pur di ottenere
attenzione.
Il 4
dicembre a Raw è infatti proprio Kenny a causare la sconfitta della DX
insieme agli Hardy contro i Rated RKO e gli MNM, venendo poi
“premiato” con un superkick ed un pedigree dagli sconfitti. E’
l’ennesimo preludio ad un ulteriore scontro fra i due team rivali,
fissato per il 7 gennaio a New Year’s Revolution.
Prima
del PPV tuttavia restano ancora ben tre puntate di Raw, dove la faida tra
la D-Generation X ed i Rated RKO va avanti coinvolgendo anche altri
lottatori. L’11 infatti Triple H batte Edge ma solo per squalifica, in
un match caotico nel quale uno dopo l’altro interferiscono Randy Orton,
Shawn Michaels, Kenny Dykstra e Ric Flair; la cosa porta ad un successivo
6 Man Tag Team Match, nel quale The Game con HBK ed il Nature Boy
sconfigge Edge, Orton e Dykstra. La settimana seguente nell’ultimo Raw
del 2006 Triple H è coinvolto con l’intero roster in una Battle Royal
per decretare il #1 Contender del campione WWE John Cena per la serata;
dopo continue eliminazioni si arriva a soli sei lottatori sul quadrato,
ovvero Edge, Randy Orton, Johnny Nitro, il sorprendente Lance Cade, Shawn
Michaels ed ovviamente Triple H. The Game rappresenta un problema grosso
per il gruppo degli heel, che messo fuori gioco momentaneamente HBK si
coalizzano per eliminare il dieci volte campione del mondo, riuscendo
nell’impresa.
La
puntata però non termina qui, perché prima la DX interviene nel match
tra Cena ed Edge (vincitore poi della Battle Royal) per bloccare
l’interferenza di Orton in favore della Rated R Superstar, e poi il
combo di Triple H e Michaels assieme allo stesso Cena chiude in no contest
un incontro con gli stessi Rated RKO e Umaga. Questo match però costa
caro a The Game e HBK, che alla fine restano vittime di una serie
impressionante di Con-chair-to da parte di Edge e Orton, restando
massacrati al tappeto in un lago di sangue.
Due
settimane però bastano e avanzano alla DX per riprendersi dai colpi
subiti, ed il primo gennaio 2007 al Raw che apre la stagione il duo
beniamino delle folle effettua un promo più cattivo che mai contro i
Rated RKO in vista del PPV che li vedrà opposti di li a pochi giorni. New
Year’s Revolution infatti si tiene il 7 al Savvis Center di Kansas City,
nel Missouri, e rappresenta lo scenario della definitiva resa dei conti
tra la D-Generation X ed i Rated RKO. La contesa, un No DQ Match, si
rivelerà come una delle più caotiche di sempre, e purtroppo non solo
questo per Triple H; nell’eseguire una spinebuster sul Legend Killer
infatti The Game si procura la rottura del tendine del quadricipite
destro, infortunio simile a quello già occorsogli nel 2001. Stringendo i
denti Triple H conclude l’incontro, che termina in no contest (peraltro
infliggendo il Pedigree a Edge sul tavolo), ma purtroppo constatata subito
dopo nel backstage dai medici la gravità dell’infortunio alla coscia
per lui si prospetta un lungo stop.
Recatosi
infatti il giorno dopo a Birmingham, in Alabama, dal Dr. James Andrews,
Triple H si sente confermare la rottura del tendine, che comporta
l’intervento chirurgico ed un conseguente stop dai sei agli otto mesi.
La D-Generation X dunque è costretta ad interrompere la sua reunion, e di
The Game non si sente parlare per mesi, finchè in estate non iniziano a
circolare dei promo che annunciano il ritorno del King Of Kings per
Summerslam.
La
dicitura “King Of Kings” affibbiata a Triple H fa infuriare King
Booker, che considerando se stesso l’unico vero Re della WWE inizia a
schernire a Raw Triple H, prendendo di mira anche l’altro “Re” della
compagnia, Jerry “The King” Lawler. Il 13 agosto è lo stesso Lawler
ad annunciare a King Booker che Triple H tornerà a Summerslam e che sarà
proprio lui il suo avversario nell’occasione. La settimana seguente
Booker cerca di dimostrare di non aver paura del ritorno di Triple H,
inscenando addirittura una sua incoronazione a vero King Of Kings della
WWE da parte di un falso The Game (nell’angle rientra anche Jim Ross,
costretto da Sharmell a baciare i piedi di suo marito).
Il 26
agosto a Summerslam si assiste al ritorno in WWE di Triple H a quasi nove
mesi dall’infortunio, ed il suo ingresso nella Continental Airlines
Arena manda in visibilio il pubblico di East Rutherford, nel New Jersey,
sede del Big Four PPV. Nel match The Game, che appare più tonico e meno
pompato rispetto al passato, inizialmente paga la ruggine dei mesi passati
in riabilitazione ma poi prende in mano le redini della contesa e batte
King Booker grazie al Pedigree, dopo che l’ex campione del mondo WCW era
riuscito ad evitarne un primo tentativo.
La notte
successiva il Cerebral Assassin torna anche a Raw, protagonista del
Carlito’s Cabana insieme a Vince McMahon; nell’occasione The Game
prende in giro pesantemente il patron della WWE e Carlito finisce per
sputargli la mela in faccia, episodio che porta Triple H ad attaccare il
ragazzo caraibico ed a stenderlo con il Pedigree. Il 3 settembre Vinnie
Mac per punirlo degli avvenimenti della settimana passata lo mette in un
Handicap Match contro Carlito ed Umaga, cosa che però non sortisce gli
effetti sperati dal Chairman: Triple H infatti non solo si aggiudica il
match per squalifica, ma massacra persino il Samoan Bulldozer con una
sediata e due colpi di Sledgehammer. Ad Unforgiven, PPV del 16 settembre,
dopo che nel Raw del 10 ha battuto Shelton Benjamin, The Game lotta contro
Carlito in un No DQ For Carlito Only Match. In svantaggio dunque per l’impossibiltà
rispetto al wrestler portoricano di poter giocare sporco, The Game attende
il momento buono per colpire Carlito con un low blow non visto
dall’arbitro, e poi lo schiena dopo aver messo a segno il Pedigree.
La notte
post-PPV a Raw il Cerebral Assassin batte i campioni di coppia Lance Cade
e Trevor Murdoch in un Handicap Match mentre la settimana successiva (24
settembre) perde uno Steel Cage Handicap Match contro Vince McMahon e
Carlito semplicemente perché il Chairman riesce ad uscire dalla gabbia
mentre lui si sta prendendo cura di Carlito, che dunque a fine incontro
continua a subire il massacro da parte di Triple H. Il primo ottobre però
Triple H subisce la seconda sconfitta consecutiva: opposto a Vince McMahon
in un match che vede Carlito come Special Guest Referee, Triple H prima
deve fronteggiare gli assalti di Umaga e poi viene squalificato da Carlito
non appena lo colpisce perché questi prova a sua volta ad aiutare il
Chairman. Tutto ciò porta a sancire per la domenica successiva in PPV a
No Mercy un incontro tra Triple H e Umaga, che però assume un significato
speciale, così come l’intero show.
Infatti
il campione WWE John Cena a pochi giorni da No Mercy si infortuna
gravemente al pettorale e si vede costretto a rendere vacante il titolo,
che viene rimesso in palio nel PPV. Ad inizio show Vince McMahon assegna
di diritto la cintura di campione a Randy Orton, da tempo primo sfidante
di John Cena, ma durante le celebrazioni del Legend Killer per il suo
primo titolo WWE Triple H interviene, sfidando immediatamente il nuovo
campione. Dopo un po’ di tentennamenti Vinnie Mac sancisce il match che
diventa l’opener del PPV, ed è The Game a schienare il Legend Killer
laureandosi così campione per la undicesima volta.
Nel
backstage però immediatamente dopo il match un risentito Vince McMahon
raggiunge il neo-campione e conferma la sua contesa prevista con Umaga,
dichiarandola valida per il titolo. Triple H dunque pochi minuti dopo
essere tornato campione si vede costretto a mettere in palio il titolo WWE
contro il Samoan Bulldozer: per il Cerebral Assassin è una prova
veramente dura, ma alla fine è di nuovo lui ad effettuare il pin decisivo
ed a confermare il suo regno. Purtroppo per lui però No Mercy non termina
qui, perché Vince McMahon comunica all’esausto campione di dover
combattere nel main event del PPV in un Last Man Standing Match contro
Randy Orton (che prima dell’infortunio di Cena avrebbe dovuto lottare
contro il campione proprio con questa stipulazione); Triple H ce la mette
tutta, combatte a denti stretti e se la gioca fino alla fine. La
freschezza di Orton però ha infine la meglio, e dopo un RKO The Game è
costretto ad alzare bandiera bianca perdendo così il titolo conquistato e
poi difeso appena due ore prima.
La notte
seguente (8 ottobre) a Raw continua l’accanimento di Vince McMahon
contro Triple H, costretto ad un Handicap Match contro Randy Orton ed
Umaga. L’incontro termina in no contest, e per The Game l’epilogo è
peggiore visto che subisce un incredibile pestaggio da parte del Samoan
Bulldozer, che lo massacra al punto da costringerlo a casa la settimana
successiva, quando a Raw viene sancito per Cyber Sunday un re-match di No
Mercy tra Umaga e Triple H, con in fan che dovranno scegliere tra Street
Fight, First Blood e Steel Cage Match. Il ritorno di Triple H nello show
del lunedì sera avviene sette giorni dopo ad Omaha, nel Nebraska, quando
attacca Umaga prima del match del Samoan Bulldozer contro Hornswoggle.
A Cyber
Sunday Triple H sconfigge Umaga in un violento "Street Fight".
Realizzazione
a cura di Alberto Ferrero, Andrea Perlini, Giovanni Pantalone e Niccolò
Bagnoli
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