|
|
|
|
|
|
|
TITO SANTANA Merced
Solis nasce a Tocula, nel Messico il 5 ottobre del 1953, ma cresce
principalmente negli Stati Uniti, e precisamente a Mission, nel Texas. La sua
carriera sportiva inizia nel mondo del football, a partite dalla High School
per poi proseguire nella West State Texas University, fino ad arrivare a
giocare nella NFL con i Kansas City Chiefs e nella Canadian Football League
con i BC Lions, dove tra l'altro gioca insieme a Tully Blunchard, altra futura
superstella del pro wrestling. Terminata l'esperienza del football entra nel
mondo del wrestling nel 1975, lottando in federazioni indipendenti del Texas.
Nel 1977 approda alla AWA, dove, con il nome di Tito Santana, ottiene diverse
opportunità per vincere il titolo assoluto, detenuto da Nick Bockwinkel, ma
non riesce mai a mettersi l’ambita cintura alla vita. Circa
due anni dopo passa alla NWA, dove inizia a lottare con il nome Tito Santana,
dove il 15 febbraio 1979 conquista, in coppia con Ted diBiase, i Western State
Tag Team Titles, sconfiggendo Akio Sato e Mr. Pogo. Nella seconda metà del
1979 viene ingaggiato dalla WWWF di Vince McMahon Senior, dove il 22 ottobre,
al Madison Square Garden, conquista le cinture di campioni di coppia insieme a
Ivan Putski, sconfiggendo Jimmy e Jerry Valiant. I due lavorano molto bene
insieme, tanto da meritare il riconoscimento di tag team dell'anno 1979 dal
magazine Pro Wrestling Illustrated. Il loro regno di campioni termina
nell'aprile del 1980, per mano dei Wild Samoans. Di lì a breve Tito abbandona
la WWWF per rientrare nella AWA. Il
14 luglio 1980, nel corso dello show “Comiskey Park”, lotta e pareggia
contro Paul Christy, e nella stessa serata prende parte ad una Battle Royal
vinta da Jerry Blackwell. Tra il 1981 ed il 1982 lotta anche in Georgia, per
la Georgia Championship Wrestling: nel GCW Omni Thanksgiving Tag-Team
Tournament il suo compagno di squadra è Brad Armstrong e i due riescono a
superare il primo turno sconfiggendo Hiro Matsuda e the Great Yatsu, per poi
però perdere contro i Moondogs, che vinceranno anche il torneo. Nel 1983
lotta nella NWA Mid-South, dove il 21 marzo prende parte al torneo per il
North American Title: dapprima sconfigge Matt Borne e successivamente perde
contro Kendo Nagasaki. Nel
1984 approda alla WWF un rampante Vince McMahon Junior, che è sul punto di
lanciare su scala nazionale il suo prodotto. Questo ovviamente contribuisce in
modo determinante a rendere Tito Santana un nome assai conosciuto nel mondo
del wrestling professionistico. Il suo stile di lotta è un'alternanza di
azioni veloci con buon livello atletico e manovre statiche lente e non
eccessivamente fruttuose. La simpatia che riscuote con il pubblico, invece,
non conosce assolutamente pause, e non a caso Tito riuscirà a restare per
quasi dieci anni nella schiera dei face, con un nutrito numero di tifosi in
tutto il mondo. Non è invece certo un suo ammiratore Jesse “The Body”
Ventura, che nel corso degli shows televisivi storpia il suo nome in “Chico
Santana”, assimilandolo ad una
scimmia; in realtà si tratta solo di un work, in quanto fra i due non manca
il rispetto reciproco. Il
21 gennaio 1984 lotta contro il campione WWF, l'odiato Iron Sheik: l'incontro
termina con una doppia squalifica. Il suo primo titolo WWF arriva circa un
mese dopo, l’11 febbraio, quando sconfigge e strappa il titolo
intercontinentale a "Magnificent" Don Muraco, mettendo fine ad un
title reign durato ben 12 mesi. Il 23 luglio difende con successo la sua
cintura ancora all'MSG, contro “Cowboy” Bob Orton, che si rivelerà uno
dei suoi più grandi avversari della sua carriera. Inizia
quindi un lungo e memorabile feud, tra i migliori della sua carriera, con Greg
“The Hammer” Valentie, con in palio la cintura. Il primo round va a
Valentine, che il 24 settembre 1984 si laurea nuovo campione
intercontinentale. Santana ha poi l'onore di aprire la primissima edizione di
Wrestlemania, disputata nel 1985 al Madison Square Garden. Il suo avversario
è "The Executioner" (Buddy
Rose), che viene sconfitto per sottomissione. Il 7 luglio arriva anche la
rivincita contro l'odiato rivale Valentine. In uno Steel Cage Match, Tito
riesce a riprendersi la cintura, ma deve subire lo sleale attacco
dell'avversario al termine dell'incontro, che inoltre danneggia la cintura
simbolica del titolo intercontinentale sbattendola contro la gabbia. Questo
permetterà alla WWF di produrre una nuova cintura, che sarà utilizzata per
ben tredici anni. Il giorno dopo prende parte al torneo King of The Ring, vinto da Don Muraco:
Tito sconfigge prima Terry Funk e poi Jim Brunzell, per poi perdere da Iron
Sheik. Verso la fine del 1985 è coinvolto in un feud conto "Macho
Man" Randy Savage, che riesce a sconfiggere il 31 ottobre durante
Saturday Night Main Event. Il
secondo regno di campione intercontinentale termina l'8 Febbraio 1986, quando
Savage riesce a sconfiggerlo grazie ad uno sleale colpo con un tirapugni.
Nella seconda edizione di Wrestlemania lotta insieme con un altro
popolarissimo atleta, The Junkyard Dog, perdendo per mano di Terry e Hoss (Dory,
jr.) Funk. Il 21 febbraio arriva anche una opportunità per il titolo di
coppia, ma il team composto da lui e Danny Spivey viene sconfitto dai campioni
in carica, la Hart Foundation (Bret Hart e Jim Neidhart). Questo incontro
costituisce l'inizio di una faida che lo vede contrapporsi ai componenti della
Hart Foundation, al loro manager "The mouth of the south" Jimmy Hart
e all'ex-arbitro corrotto "Dangerous" Danny Davis, che debutta come
wrestler proprio all’interno della “scuderia” di Jimmy Hart.
Naturalmente non si tratta certo di avversari annoverabili tra i lottatori
leali, e non a caso le cinture di coppia sono proprio l’ultimo”regalo”
dell’arbitro Danny Davis prima che finalmente la federazione prendesse
provvedimenti. E' Wrestlemania III l'occasione ideale per lui e per i British Bulldogs per presentare all'ex arbitro il conto di tante sconfitte ingiuste: i tre, infatti, lottano in un 3 vs 3 match contro la Hart Foundation e Danny Davis. Di fatto si tratta di un due contro tre, poichè Davis entra solo un paio di volte e per pochi secondi, il tempo di dare due calci a Dynamite Kid e uscire, tra i fischi dei novantatremila fans presenti tra il pubblico. I cattivi però decidono di strafare e sbagliano: Danny resta sul ring un po’ di più ed è per lui un vero massacro. Dynamite Kid riesce a dare il cambio a Tito Santana, che non si fa sfuggire la possibilità di vendicarsi a suon di botte, fino all'interferenza di Neidhart. Tito assorbe rapidamente il colpo sleale subito, e riesce a dare il cambio a Davey Boy Smith, che completa il massacro con un suplex, un piledriver, una clothesline e una powerslam. Lo schienamento finale sarebbe una formalità se non fosse per la nuova interferenza della Hart Foundation, che provoca un parapiglia durante il quale Davis riesce a colpire Davey Boy con il megafono di Jimmy Hart ed ottenere lo schienamento vincente, per una vittoria tanto sorprendente quanto rocambolesca. La
rivincita per Tito non arriva nemmeno il 7 settembre nell'edizione 1987 del
King of The Ring (vinta da Randy Savage),quando viene sconfitto in modo sporco
al primo turno da Danny Davis. Nella seconda metà dell'87 arriva per lui un
nuovo compagno di coppia, ovvero Rick Martel, da poco abbandonato da Tom Zenk,
con cui formava la Can-Am Connection: i due formano la coppia Strike Force,
tra le più forti di tutta la federazione. Non è un caso, quindi, se il 27
ottobre i due riescono a conquistare le cinture di coppia, sconfiggendo la
Hart Foundation, difendendo più volte il titolo con successo. Alle Survivor
Series gli Strike Force lottano insieme ai
Rougeau Brothers, agli Young
Stallions, ai British
Bulldogs ed alle Killer Bees contro la Hart Foundation, The Islanders,
Demolition, The Bolshevics e Dino Bravo & Greg Valentine. Le coppie
sopravvissute sono gli Young Stallions e le Killer Bees, mentre Strike Force
viene eliminata quando Jim Neidhart riesce a mettere proprio Santana al
tappeto. Alla
Royal Rumble 1988 entra con il numero uno e subito ritrova come numero due uno
dei suoi più accesi nemici, ovvero Bret Hart della Hart Foundation. Tito
resiste poco più di dieci minuti, poi viene eliminato dalla Hart Foundation.
Il 27 marzo termina il suo regno da campione di coppia: ad Atlantic City,
durante Wrestlemania IV, la Strike Force è sconfitta dai Demolition: un colpo
sleale di Ax su Santana permette ai due clienti di Mr Fuji di trovarsi diversi
minuti in totale controllo del match. Quando finalmente Tito riesce a dare il
cambio a Rick Martel questi riesce ad applicare la sua mossa finale, il Boston
Crab, su Smash, ma è decisivo l’intervento di Mr Fuji, che distrae sia Tito
che l’arbitro, permettendo ad Ax di effettuare indisturbato un micidiale (e
naturalmente illegale) colpo con il bastone che vale vittoria e titolo. Le due
coppie si sfidano sul ring per oltre venti volte nel corso della primavera e
dell’estate, ma in nessuna occasione si assiste ad un cambio di mano delle
cinture: Demolition vince (quasi sempre in modo sporco) o perde per
squalifica. Il team si scioglie poco dopo. Tra luglio e agosto Tito lotta da
solo, contro avversarsi come King Haku, Red Rooster, Big Bossman e Dino Bravo. Alle
Survivor Series è in squadra con Jim Duggan, Ken Patera, Jake Roberts e
Scott Casey, che perdono contro Andre The Giant, Dino Bravo, Mr Perfect,
Harley Race e Rick Rude: Tito riesce ad eliminare Race, ma deve ancora una
volta soccombere ad Andre The Giant, che lo schiena dopo un devastante sit
down splash. Dopo una serie di incontri con Greg “The Hammer” Valentine,
spesso conclusi con un pareggio per raggiunto limite di tempo, Tito affronta e
batte l’8 dicembre the Red Rooster, che per effetto della sconfitta viene
licenziato seduta stante da Bobby The Brain Heenan. Nella
Royal Rumble 1989 pesca il numero 12, e riesce a resistere sul ring circa
dieci minuti, per poi essere eliminato da Randy Savage ed Arn Anderson.
Wrestlemania V, nuovamente ad Atlantic City, è una occasione speciale per
lui, in quanto costituisce il ritorno agli incontri di coppia dopo oltre dieci
mesi, con il suo vecchio amico Rick Martel. Purtroppo le cose vanno in modo
assai diverso da quanto previsto, poiché dopo un malinteso tra i due Martel
viene colpito in modo accidentale e arrabbiatissimo lascia il ring,
permettendo alla già formidabile coppia avversaria (Arn Anderson e Tully
Blanchard) di beneficiare di un vantaggio troppo grande per non vincere
facilmente. Sono scioccanti le parole di Martel nell’intervista rilasciata
dopo il match: secondo lui Santana era sempre stato l’anello debole, il
perdente, ed era riuscito ad avere successo solo grazie a lui. Questo sancisce
l’inizio della rivalità fra i due, ed il passaggio del canadese tra le fila
dei cattivi. Il
feud fra i due non conosce davvero soste: decine di incontri in vari show non
televisivi e in puntate di Wrestling Challenge, interferenze reciproche nei
combattimenti che vedono coinvolti l’altro, e perfino un attacco di Santana
a Martel ed al suo nuovo manager Slick durante una puntata dello show di
Brother Love. Lottano a Summerslam in un match tre contro tre: Santana è in
squadra con i Rockers, Martel con i fratelli Rougeau. La vittoria va al team
heel in modo sporco, con lo schienamento decisivo messo a segno proprio da
Martel su Marty Jannetty. Il 14 ottobre vince l’edizione 1989 del torneo
King of the Ring, sconfiggendo nell’ordine Bad News Brown, the Warlord,
Akeem ed infine Rick Martel in finale. Alle
Survivor Series è in squadra con “The American Dream” Dusty Rhodes,
Brutus The Barber Beefcake e Red Rooster contro Big Boss Man, Akeem,
Rick Martel e Honkytonk Man; tuttavia, a causa di un infortunio Akeem non è
in grado di lottare, e viene sostituito da Bad News Brown, il cui apporto però
sarà praticamente nullo, in quando dopo un colpo rifilatogli per errore da
Big Boss Man decide di farsi contare fuori e andarsene. Anche l’apporto di
Santana è decisamente modesto, in quanto Tito è il primo eliminato per la
sua squadra, per mano del suo odiato rivale Rick Martel, che peraltro mette a
segno lo schienamento aggrappandosi illegalmente al costume dell’avversario,
senza che però il giovane arbitro Mike Chioda se ne avveda. Nella
Royal Rumble del 1990 Tito è decisamente più fortunato rispetto alle passate
edizioni; pesca un buon numero, il 23, ma riesce a restare sul quadrato solo
per circa cinque minuti: ad un passo dal riuscire ad eliminare Rick Martel
(entrato con il 22), alle sue spalle Ultimate Warrior lo solleva per le gambe
e lo elimina, mentre lo stesso Martel si salva restando sull’apron ring. Quest’ultimo
episodio sancisce di fatto la fine del feud con Martel (sebbene i due
lotteranno altre volte in alcuni house shows), che probabilmente è anche
l’ultimo feud di rilievo della sua carriera nella WWF. Tito, infatti,
continua a lottare nel low-carding, affrontando (e spesso perdendo) di volta
in volta heel emergenti o che hanno bisogno di vittorie per rilanciarsi. Tra
questi ci sono Bad News Brown, Dino Bravo e addirittura The Genius, sebbene
grazie all’aiuto di Mr Perfect. A
Wrestlemania VI viene sconfitto da Barbarian in poco più di quattro minuti.
Il 4 aprile, dopo la vittoria di Ultimate Warrior a Wrestlemania, il titolo
intercontinentale viene riassegnato in un torneo. Tito batte al primo turno
Akeem per count-out tra le proteste del manager Slick, e grazie al doppio
count out tra Brutus Beefcake e Dino Bravo approda direttamente alla finale,
che disputa e perde il 23 Aprile contro Mr Perfect, a causa della decisiva
interferenza di Bobby The Brain Heenan, che Perfect annuncerà come suo nuovo
manager subito dopo la fine dell’incontro e la conquista della cintura. Nel frattempo, il 13 aprile, lotta anche in uno show congiunto WWF /All Japan Wrestling insieme a Jimmy Snuka, sconfiggendo Masa Fuchi & Kenta Kobashi. Per tutta l’estate lotta più volte sia contro Hennig, senza però mai andare oltre la vittoria per squalifica, che contro Warlord, che lo sconfigge anche a Summerslam in poco più di cinque minuti. Verso la fine del 1990 Tito è una delle principali vittime di una nuova odiatissima superstella della federazione, ovvero il mercenario iracheno Sgt. Slaughter. Addirittura in una occasione Slaughter lo imprigiona addirittura nelle corde, colpendolo più volte con l’asta di una bandiera, e gli chiede più volte di salutare davanti a tutti la bandiera dell’Iraq. La risposta di Tito è tutta in un eloquente sputo sulla bandiera, e questo ovviamente gli costa una nuova serie di colpi, fino all’arrivo di Hacksaw Jim Duggan in suo soccorso. Il
22 novembre alle Survivor Series la squadra di Nikolai Volkoff, Tito Santana
ed i Bushwhackers riesce a sconfiggere Sgt. Slaughter, Boris Zhukov e gli
Orient Express in poco meno di undici minuti: le cose si mettono subito
benissimo per il team dei buoni, che riesce a portarsi sul 4-1. Tuttavia
Slaughter, rimasto da solo, riesce a rimontare fino a trovarsi uno contro uno
con Tito. Un colpo fortuito che mette temporaneamente ko l’arbitro Danny
Davis permette a General Adnan di interferire e colpire Santana con la
bandiera, consentendo a Slaughter di applicare la camel clutch. Sembrerebbe
una vittoria ormai raggiunta, ma, benché stordito, Davis decreta la
squalifica e la conseguente sconfitta del mercenario iracheno. Tito,
dunque, si qualifica insieme ad Hulk Hogan e Ultimate Warrior (soli
sopravvissuti nei loro match disputati precedentemente) per il Survivor match
finale, dove saranno proprio Hogan e Warrior gli unici sopravvissuti: anche in
questo caso la sua prestazione è ottima, riuscendo ad eliminare Warlord dopo
appena 28 secondi, per poi però essere schienato due minuti dopo da Ted
DiBiase. Nella Royal Rumble 1991 pesca il numero 11, ma questa volta resiste
per ben trenta minuti, prima di essere eliminato da Earthquake, che resterà
per ultimo a contendere la vittoria ad Hulk Hogan. Purtroppo però non basta
questa ottima prestazione per uscire da una sempre più frequente collocazione
nel lowcard. A Wrestlemania VII è sconfitto da The Mountie in appena 90
secondi, grazie al colpo sleale del canadese con lo shockstick, con
l’arbitro Joey Morella distratto a parlare con il manager Jimmy Hart. Il
5 Agosto lotta in un evento WWF / SWS a Takasaki (Giappone), sconfiggendo
insieme a Kitahara il team
composto da . Naoki Sano e Fuyuki. Quattro giorni dopo a Yokohama lotta invece
con Great Kabuki contro George e Shinji Takano. Verso la fine del mese di
agosto le federazione di Stamford decide che il personaggio Tito Santana così
com’è non è più sufficiente: il semplice “Arriba!” alla fine delle
interviste non basta più, e c’è bisogno di una gimmick. Dunque, secondo la
storyline, Tito trascorre un periodo nel “suo” Messico ad imparare
l’attività di torero, per tornare a combattere con il nome di “El
Matador”. Si tratta di una precisa linea dell’intera federazione, che in
questo particolare periodo tende ad assegnare una gimmick ad ogni atleta,
anche se questa non appare ai più indispensabile. E’ il caso di Tito
Santana, fino ad allora estraneo a qualunque personaggio particolare, che
viene trasformato in meno di due mesi in un grande esperto di corride. Il
debutto del “Matador” avviene il 30 settembre a Wrestling Superstars,
contro Bob Bradley. Tito non ha più il classico costume bianco, bensì è
vestito proprio come un torero, con pantaloni verdi o neri con
vistose decorazioni dorate, stivali rosa e addirittura copricapo per
salutare il pubblico e mantello. Sempre per completare la gimmick, prima
dell’incontro l’avversario viene invitato ad assumere il ruolo del toro,
con le classiche movenze con il mantello tipiche dei mattatori delle corride.
Come già detto è un periodo in cui la federazione sforna diverse gimmick, e
questa purtroppo non solo è una delle più inguardabili, ma non produce
nemmeno l’effetto di risollevare la carriera del wrestler se non per un
brevissimo periodo, prima del rientro sempre più evidente nei match di
secondo piano. El
Matador, infatti, riesce a mettere a segno qualche buona vittoria, contro ad
esempio Hercules, Kato,The Barbarian, Skinner, Colonel Mustafa e The Berzerker,
e addirittura il 5 ottobre a Barcellona, in Spagna, riesce a schienare un
avversario del calibro di Undertaker, colpendolo con l’urna delle ceneri
rubata da Paul Bearer. L’11 novembre interviene a salvare Virgil dal duo Ted
DiBiase -Repo Man: ne nasce un sodalizio tra i due, con conseguente rivalità
fra le due coppie. Alle Survivor Series la squadra composta da Jim Duggan, Sgt
Slaughter, Tito Santana e Kerry Von Erich riesce a sconfiggere con un secco
cappotto il team di Skinner, Col Mustafa, The Berzerker ed Hercules; Tito
riesce a mettere a segno l’eliminazione di Hercules con la sua nuova mossa
finale, una sorta di variante del suo precedente avambraccio volante, A
Tuesday in Texas Santana e Virgil affrontano Ted DiBiase e Repo Man, che
riescono a vincere grazie allo schienamento di DiBiase su Virgil ottenuto dopo
un colpo sleale messo a segno da Repo Man. La rivalità prosegue anche nei
primi mesi del 1992, ed in particolare Tito affronta diverse volte Ted diBiase
in vari house shows. Nella Royal Rumble 1992 vinta da Ric Flair, Tito pesca il
numero 7 e resiste sul ring per circa quindici minuti, quando lui e Shawn
Michaels si eliminano a vicenda. Il 5 aprile si disputa all’Hoosier Dome
l’ottava edizione di Wrestlemania: il match di apertura vede opposti Tito
Santana ed un emergente Shawn Michaels, che riesce a sbarazzarsi del
“matador” dopo circa dieci minuti. Completamente scemato il breve effetto positivo della nuova gimmick, El Matador lotta in match di contorno senza mai essere coinvolto in un vero e proprio feud. Fa eccezione una buona vittoria ottenuta il 19 maggio in una puntata di Wrestling Superstars, dove vince una battle royal con ben quaranta partecipanti. Subito dopo, però, è ancora anonimato: qualche vittoria principalmente contro Kato, ma nulla che possa mutare il suo ruolo di jobber di lusso nelle occasioni che contano. A
Summerslam (29 agosto) davanti al pubblico di Wembley, a Londra, Tito perde il
match di apertura contro Papa Shango in appena sei minuti. Va molto meglio la
sua contemporanea presenza nella Eastern Championship Wrestling, dove l’8
agosto conquista il titolo dei pesi massimi sconfiggendo Don Muraco. Il suo
regno dura un mese, in quanto il 9 settembre Tito non difende il titolo contro
Shane Douglas, che quindi viene dichiarato campione. Il
24 settembre in Germania arriva una opportunità per il titolo del mondo, ma
è il campione Ric Flair ad avere la meglio. Nell’ultimo periodo del 1992
affronta più volte The Mountie (finendo spesso sconfitto), Damien Demento,
Repo Man e anche Rick Martel, tornando anche a lottare in coppia con Virgil,
spesso affrontando Money Inc. Alla Royal Rumble 1993 pesca un ottimo numero di
ingresso, il 26, ma dopo dieci minuti circa è eliminato dal mastodontico
Yokozuna, che vincerà anche il match. Dopo una serie di incontri con Damien
Demento e una battle Royal vinta il primo marzo a Raw da Razor Ramon, Tito
lotta in un dark match a Wrestlemania 9, vincendo contro Papa Shango. Nell’edizione
93 di King of The Ring è sconfitto al primo turno da Razor Ramon con uno
schienamento irregolare (classico “grab the tights”, ovvero trattenere
l’avversario per il costume). Il 25 aprile, ad Assago, Tito apre la serata
con un match contro Doink The Clown: dopo una fase in cui Doink sembra avere
il controllo completo della contesa Tito riesce a reagire ed a sfiorare la
vittoria, quando il clown è costretto a salvarsi dallo schienamento mettendo
in extremis un piede sulle corde. Pochi istanti dopo, però, Doink spruzza del
liquido negli occhi di Tito, schierandolo subito dopo. L’ultimo impegno
nella federazione di Stamford per Tito è il 13 agosto in un house show, dove
sconfigge Damien Demento. Termina qui la sua avventura a Stamford. Lasciata
la compagnia di Vince McMahon, Tito lotta in varie federazioni indipendenti,
tra cui la Extreme Canadian Championship Wrestling, la Renegade Wrestling
Alliance e la United States
Wrestling Federation, fino ad aprire nel 1996 una propria federazione,
l’American Wrestling Federation (AWF), per la quale lotteranno diversi
atleti che hanno militato sia nella WWF che nella WCW. All’interno
della AWF disputa un feud con Bob Orton, valevole anche per il titolo dei pesi
massimo. Bob riesce a sconfiggerlo e a strappargli la cintura, ma Tito se ne
rimpossessa vincendo il rematch. Nel 1997 rientra nella WWF, in veste di
commentatore per i Paesi di lingua spagnola. Tito assiste fin troppo da vicino
a violenti bump che spesso (per non dire praticamente ad ogni pay- per- view)
distruggono il suo tavolo di lavoro. Il 10 gennaio del 2000 Tito compie, a 46
anni, una apparizione "one night only" alla WCW, durante Monday
Nitro: Santana combatte e un incontro contro Jeff Jarrett, grazie all'aiuto di
Terry Funk, che distrae Jarrett, e "Mr. Wonderful" Paul
Orndorff, che ne approfitta per entrare sul ring ed eseguire un
piledriver. Semiritirato,
nel 2003 Tito non resiste al
fascino di combattere nuovamente per un'altra volta, e l'8 Novembre, a
cinquant'anni, lotta nella Virginia Championship Wrestling contro Wallace
Stillhammer, riuscendo anche a vincere l'incontro. L'anno dopo nel 2004, la
WWE lo inserisce meritatamente nella Hall of Fame, insieme al suo vecchio
rivale Greg The Hammer Valentine, ad altri suoi grandi avversarsi del passato
come Nikolai Volkoff e a Jesse “The Body” Ventura, telecronista di molti
suoi incontri. Tito, quindi, prende parte sia alla cerimonia allestita per
l'occasione, sia alla presentazione della classe 2004 della Hall of Fame che
avviene al Madison Square Garden durante la ventesima edizione di Wrestlemania,
proprio lui che ha avuto l'onore di aprire la prima storica edizione. Il
pubblico gli rivolge il giusto tributo, e lui saluta i tifosi con il suo
vecchio "Arriba!". Attualmente Tito è proprietario di un salone da parrucchiere a Roxbury, nel New Jersey, svolge l’attività di insegnante di spagnolo ed educazione fisica, ma l'amore per il wrestling non lo ha abbandonato visto che dal 2005 ha ripreso a lottare sporadicamente in alcune federazioni indipendenti. Realizzazione
a cura di Giovanni Pantalone |
|
|