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SABU Terry Brunk nasce il 12 dicembre 1964 a Bombay,
in India, da una famiglia che ha già nel sangue il pro wrestling ad alti
livelli: Terry è infatti nipote di Edward Farhat, meglio noto come The
Original Sheik, personaggio da annoverare a pieno titolo fra i padri di quello
che è oggi il wrestling per come lo conosciamo. E’ naturalmente grazie allo zio che muove i
primi passi ed apprende le tecniche fondamentali di questo sport, arrivando a
debuttare al suo fianco all’età di vent’anni, nel panorama delle piccole
federazioni indipendenti. Il tema del suo personaggio sul ring, Sabu, è un
non marcatissimo ma in ogni caso presente cenno ai costumi del mondo
mussulmano, sia per quanto riguarda la tenuta (capelli coperti con una
bandana) che per l’atteggiamento, con numerosi gesti rivolti verso l’alto
in segno di preghiera; l’idea è sicuramente positiva, senza peraltro la
necessità di spingersi particolarmente oltre nell’interpretazione. Sabu,
infatti, per riscuotere successo non ha bisogno di estremizzare il suo
“antagonismo”, come invece è accaduto per molti personaggi che hanno
fatto leva su tematiche religiose o politiche, e riesce a far parlare di sè
prima di tutto per lo stile di lotta particolarmente spettacolare ed
innovativo, ovvero merce sicuramente non comune in un periodo decisamente
dominato da lottatori dotati di tutt’altre caratteristiche. Di corporatura
sicuramente non imponente come molti altri colleghi, il giovane Sabu punta
tutto sia sulla velocità che sull’hardcore, concetti da considerare molto
più elitari rispetto all’attuale panorama del wrestling, ed il cui connubio
è sicuramente vincente. La sua non è solo estrema violenza,che gli varrà i
tre aggettivi di suicidal,
genocidal ed homicidal,
ma grande agilità e tecnica nel realizzare numeri classificabili
come “hardcore” ma allo stesso tempo acrobatici e con estrema difficoltà
di esecuzione. Dopo alcuni anni di militanza nelle federazioni
d’oltreoceano, con l’inizio degli anni 90 arriva una chiamata dal
Giappone, e precisamente dalla Frontier Martial Art of Wrestling di Atsushi
Onita. Anche in questo caso è accompagnato dallo zio, con cui lotterà in
coppia nel primo periodo di permanenza nella federazione.In Giappone (7 maggio
1992) riesce a conquistare le cinture del WWA World Martial Art Tag Team,
lottando in coppia con Horace Boulder altro nipote d’arte (di Hulk Hogan).
Il loro titolo dura circa due settimane, prima della sconfitta per mano di
Tarzan Goto e Gregory Varitchev. A partire dalla fine del 1992 riprende a
lottare con The Original Sheik, affrontando e sconfiggendo Doctor Hannibal e
Doctor Looser nel maggio del 1993 e perdendo per mano di Terry Funk ed ancora
Tarzan Goto il 22 agosto dello stesso anno. Il suo ultimo match nella
federazione è nel dicembre 1993 ancora
in coppia con lo zio contro hannibal e looser,
che riescono ad aggiudicarsi la contesa. E’ un ottimo momento per la
sua carriera: seppur mai confermata ufficialmente, si vocifera addirittura un
interessamento e relativo rifiuto di un offerta della WWF di Vince McMahon,
sebbene come in tutte le circostanze in cui Stamford ha incassato un gran
rifiuto non ci sia una dovizia di informazioni al riguardo. Per Sabu è il momento di rientrare negli Stati
Uniti,e precisamente nella federazione che da lì a breve lo avrebbe
consacrato come un’autentica leggenda: si tratta della Eastern (poi Extreme)
Championship Wrestling, ovvero la famosa e ormai defunta ECW, che nella prima
metà degli anni 90 era una federazione del circuito della NWA con sede a
Philadeplphia. Sabu debutta l’1 ottobre a NWA Bloodfest, sconfiggendo The
Tazmaniac, meglio noto come Taz. La sera successiva è già tempo di un grande
trionfo, con la vitttoria a NWA Bloodfest part II contro Shane Douglas, che
gli vale la conquista del titolo del mondo ECW. Poco più di un mese dopo (13
novembre), a November to Remember affronta e sconfigge insieme a Road Warrior
Hawk la coppia formata da Terry Funk e Kink Kong Bundy: per effetto della
stipulazione speciale, è proprio Sabu a conquistare il vacante titolo TV
della ECW. Il suo regno di campione del mondo termina il
26 dicembre del 1993 per mano di Terry Funk, che lo sconfigge in uno
spettacolare match senza squalifiche, match che costituisce un’autentica
rottura con tutto lo standard del periodo imposto dalle più importanti
federazioni americane. Il 5 febbraio del 1994 il titolo del mondo è
in palio a The Night the Line was Crossed in un triangle match fra lui, Funk e
Douglas: mai titolo di uno show fu più azzeccato, poichè il match supera, e
di molto, la linea, per uno spettacolo che si conclude senza vincitori dopo
che scadono i sessanta minuti del limite di tempo. Nel marzo 1993 termina anche il suo regno di
campione televisivo, dopo una sconfitta per mano di Tazmaniac. Il 14 maggio
1994 lotta in coppia con Bobby Eaton a When World Collide, sconfiggendo Terry
Funk ed Arn Anderson. Il 24 giugno combatte a Hostile City Showdown
contro Cactus Jack, ovvero Mick Foley, E’ facilmente intuibile come sarà
proprio Foley l’avversario di alcuni dei suoi migliori incontri, trattandosi
di un lottatore dalla caratteristiche fisiche diverse, ma che fa comunque
dell’hardcore un elemento chiave del suo stile di lotta. Il 16 luglio a Heat Wave lotta in coppia con
Taz, sconfiggendo i Pitbulls. Nella stessa sera ha anche una opportunità per
il titolo del mondo detenuto da Shane Douglas, che però riesce a vincere per
count out. Il 22 luglio sconfigge Al Snow in un ladder
match e conquista l’indipendent NWA Worl Title. Il ladder match è da poco
stato introdotto all’interno del mondo del wrestling, ma mai ai livelli
raggiunti in questo incontro, con una scala alta quasi otto metri. Si tratta
di uno degli ultimi campioni (gli succederà solo Shane Douglas) di un titolo
NWA legati alla ECW, che ben presto si separerà dal circuito per diventare la
Extreme Championship Wrestling. Il 13 agosto ad Hardcore Heaven sconfigge Too
Cool Scorpio. Il 5 novembre a November to Remember è impegnato in un match
contro Chris Benoit, match che segna la carriera di entrambi i lottatori: dopo
poco meno di tre minuti lo stesso Sabu sbaglia clamorosamente la caduta dopo
un back body drop, provocandosi una grave frattura del collo ed alcuni
problemi alle vertebre. Il match viene sospeso, e per questo motivo
l’incolpevole Benoit si guadagnerà il soprannome di Crippler, traducibile
più o meno come colui che rende menomati gli avversarsi. Molti atleti dopo un simile colpo avrebbero
chiuso definitivamente la carriera: Sabu invece non solo riprende a lottare,
ma lo fa anche immediatamente servendosi di un collare protettivo. Dopo soli
tredici giorni torna sul ring, dove in coppia con Taz affronta e sconfigge Joe
e Dean Malenko. Si tratta di una decisione perfettamente in linea con il suo
personaggio, ovvero una follia, sconsigliata da medici, parenti ed amici. La coppia con Taz è particolarmente solida,
tanto da puntare ai titoli di categoria, con un match contro i campioni, The
Public Enemy, combattuto e perso a Holiday Hell il 17 dicembre 1994. La
conquista delle cinture è però solo rimandata, a precisamente al 4 febbraio
1995, grazie ad un “double tables” match. Il loro regno termina il 25
febbraio a Return of Funkster, per mano di Benoit e Dean Malenko. Si tratta
dell’ultimo feud all’interno della ECW, prima di tentare nuovamente
l’avventura nella terra del sol levante, e precisamente nella New Japan pro
Wrestling e nella IWGP, dove nel maggio 1995 conquista anche il titolo dei
pesi leggeri contro Koji Kanemoto, per poi perderlo dopo circa sei settimane
contro lo stesso Kanemoto, ultimo match di rilievo della sua seconda
permanenza in Giappone. Al rientro negli stati uniti Sabu entra per la
prima ed ultima volta all’interno della feroce rivalità tra WCW e WWF,
accasandosi nella WCW di Ted Turner. Come già ribadito più volte, tuttavia,
il suo stile si concilia assai poco con quello del resto del roster della
federazione, e la conseguenza è un lungo periodo di anonimato: il suo unico
match di rilievo è ad Halloween
Havoc 1995, dove affronta e sconfigge Jerry Lynn. Ben presto viene rilasciato
dalla federazione, unendosi alla lunga lista dei licenziati da Eric Bischoff
che faranno la fortuna delle dirette rivali (insieme ad Austin,Foley e Jericho
tanto per citarne alcuni fra i più clamorosi). Dopo la deludente esperienza nella WCW si
riaprono le porte della ECW, dove rientra il 18 novembre 1995 a November to
Remember, sconfiggendo Hack Myers. Altri avversari prestigiosi sconfitti in
questo periodo sono Cactus Jack (sconfitto il 19 dicembre a Holiday Hell) e
Stevie Richards (il 5 gennaio 1996 ad House Party). Nello stesso periodo c’è
spazio anche per una nuova breve permanenza in Giappone, con la conquista del
titolo dei pesi leggeri UWA con una vittoria contro Gran Hamada, cintura persa
una settimana dopo per mano di The Samurai. Il 17 febbraio prova a conquistare il titolo
televisivo detenuto da Too Cold Skorpio, ma il match termina con un pareggio.
Stesso risultato l’8 maggio, a Big Ass Extreme Bash. A partire dal 20 aprile 1996 inizia una rivalità
con un altra grande stella nascente della federazione, ovvero Rob Van Dam. I
due hanno in comune l’eredità di The Original Sheik, maestro di entrambi, e
la cosa certo non passa inosservata, con incontri altamente spettacolari e
coinvolgenti, che daranno vita probabilmente al miglior feud della carriera di
entrambi. Il primo match se lo aggiudica Sabu, che al termine della contesta
offre sportivamente la mano ad RVD, che però rifiuta ed abbandona il ring
stizzito. L’11 maggio il
risultato è capovolto, ma anche in questo caso RVD rifiuta la stretta di mano
dell’avversario. Il 22 giugno i due si affrontano ancora ad Hardcore Heaven,
e questa volta è Sabu a prevalere. Il match è uno dei migliori dell’intero
feud, e costringe entrambi i lottatori a ricorrere all’aiuto degli
infermieri per abbandonare il ring. Il 13 luglio ad Heat Wave lotta in coppia con
Mickey Whipwreck contro i campioni di coppia, ovvero gli Eliminators (Perry
Saturn e John Kronus), che riescono a vincere il match e conservare le
cinture. Il 3 agosto è ancora guerra aperta con RVD,
con vittoria di Sabu in uno stretcher match. E’ l’ultimo match del loro
feud, prima di una alleanza fra i due, che sfocia in un nuovo ed esaltante tag
team: tutto comincia il 14 settembre, quando RVD si ritrova a dover affrontare
Dan Krofat e Doug Furnas senza il suo compagno di coppia, Johnny Smith; è proprio Sabu a
prendere il suo posto a sorpresa. Il match, terminato con un pareggio, viene
ripetuto il 28 ottobre, e questa volta i due ex rivali riescono a portare a
casa la vittoria. Il 16 novembre a November to Remember i due
affrontano prima gli Eliminators (il match finisce con un pareggio), e
successivamente prendono parte ad un triple threat match con gli stessi
eliminators ed i campioni di coppia, i Gangstas, che riescono a vincere e
mantenere le cinture. Il 7 dicembre ad Holiday Hell, nell’ambito
della rivalità con gli eliminators, riesce a sconfiggere Perry Saturn. Il 22
febbraio le due coppie si affrontano a CyberSlam in un Tables & Ladders
match per le cinture (detenute dagli eliminators), con vittoria di Saturn e
Kronus; nel main event della stessa serata Sabu affronta e sconfigge lo
scomparso Chris Candido. Il 15 marzo 1997 a Hostile City Showdown
sconfigge Spike Dudley. Il 13 aprile a Barely Legal (primo pay per view
della storia della ECW) viene sconfitto per sottomissione da Taz, che però
alla fine del match viene tradito dal suo manager Bill Alfonso (ex arbitro sia
della WCW che della WWF che della stessa ECW), che si allea con Sabu ed RVD in
uno sleale assalto dopo il gong. Il 10 maggio la coppia RVD/Sabu viene sconfitta
dallo stesso Taz e da Chris Candido. Il 6 giugno a Wrestlepalooza in un match
uno contro uno Sabu riesce ad avere la meglio su Taz. Il 19 luglio a Heat Wave il team composto da
RVD, Sabu e Jerry The King Lawler affronta Tommy Dreamer, The SandMan e
Ravishing Rick Rude: il match termina con un no contest. Il 9 agosto 1997 a Born to be Wired viene
scritta una delle pagine più violente della storia del wrestling: Sabu
sconfigge Sandman e si laurea nuovo campione ECW con un barbed wire match,
ovvero un match in un ring dove le corde sono sostituite da filo spinato; è
facile immaginare le conseguenze sui due lottatori, che escono fra gli
applausi ma feriti in più punti per i contatti con il filo spinato. Una settimana dopo ad Harcore Heaven il suo
regno volge già al termine, dopo l’eliminazione, causata
dall’interferenza di Sandman, in un three way match fra lui, Terry Funk e
Shane Douglas. E’ ormai rivalità accesa con Sandman, che
sfocia in due match, rispettivamente il 20 settembre a As Good As It Gets (no
contest) ed il 30 novembre ad Hardcore Heaven in un tables and ladders match
(vittoria di Sabu). Il 6 dicembre a Better than Ever sconfigge
insieme ad RVD la coppia formata da Tommy Dreamer e Taz. Il 10 gennaio 1998 ad House Party lotta
nuovamente un match violento e spettacolare contro Sandman: si tratta di uno
“Stairway to hell match”, ovvero un match durante il quale una matassa di
filo spinato è sospesa sul ring, raggiungibile salendo su di una scala. In
uno spettacolare spot, Sabu termina con la faccia sulle transenne a bordo
ring, provocandosi una frattura della mandibola. Dopo aver lottato con gravi problemi alle
vertebre non è certo la mandibola a fermarlo, ed infatti meno di un mese
dopo, e precisamente il 31 gennaio a Hostile City Showdown, lotta insieme ad
RVD, sconfiggendo Axl Rotten e Balls Mahoney per squalifica; i due nella
stessa serata lottano anche un four way match, sconfiggendo i Dudley Boyz, i
Gangstinators (Kronus e New Jack) e la coppia formata da Sandman e Tommy
Dreamer. Il 21 febbraio sono sconfitti da Bam Bam Bigelow e Shane Douglas. Il primo marzo a Living dangerously lotta
ancora una volta contro Sandman in un “dueling canes match”, ovvero un
match con l’ausilio di bastoni: è ancora una volta Sabu ad avere la meglio. La solida alleanza con RVD mostra qualche
piccola crepa, con la gelosia dell’indiano verso l’amico, nata dalla
conquista del titolo televisivo da parte di Mister Monday Night. Ne nasce un
incontro per la stessa cintura disputato il 3 maggio 1998 a Wrestlepalooza,
che termina in parità per raggiungimento del limite di tempo (trenta minuti).
Lo screzio si ricompone dopo meno di due settimane, quando il 15 maggio ad A
Matter of Respect il match fra Candido e Sabu contro RVD e Lance Storm termina
con un no contest, quando i due campioni di coppia per l’occasione separati,
Candido e Storm, si ritrovano ad essere assaliti dai loro rispettivi compagni
di coppia. Ne nasce una rivalità con in palio le cinture, che i due riescono
a conquistare sconfiggendo Storm e Candido il 27 giugno. I due difendono con successo le cinture il 10
luglio contro Axl Rotten e Balls Mahoney, il 18 luglio ancora contro Storm e
Candido, il 2 agosto contro Hayabusa e Linsei Shinzaki, ed ancora il 7 agosto
contro i Dudley Boyz. La rivalità con questi ultimi prosegue l’8 agosto (no
contest), il 28 e 29 agosto (vittoria di Sabu e RVD). L’1 novembere a
November to Remember i due lottano insieme a Taz e sconfiggono Douglas, Bam
Bam Bigelow e Candido. Il loro regno termina il 23 ottobre per mano dei Dudley,
che però sono nuovamente sconfitti dai due dopo poco più di un mese. Il 19 dicembre sconfigge in un match a tre
Justin Credibile e Taz, laureandosi nuovo FTW (fuck the world) champion: si
tratta di una cintura creata dallo stesso Taz, che si era anche autoproclamato
campione. Ne nasce una ferocissima rivalità fra i due, che sfocia in
repiproci attacchi sleali. In particolare the human suplex machine si
accanisce sulla mandibola di Sabu, obbligandolo ad un periodo (naturalmente
breve) di sosta, durante il quale Taz conquista anche il titolo del mondo ECW.
Oltre alla rivalità con Taz, Sabu parallelamente difende le cinture di coppia
con RVD, e precisamente il 16 gennaio ad House Parti contro Rotten e Mahoney
ed il 13 marzo contro i dudley e la coppia formata da Tommy Dreamer e Shane
Douglas. Lo scontro decisivo con Taz è a Living
Dangerously (21 marzo 1999), con un title vs title match: in palio la cintura
ECW di Tazz e la cintura FTW di Sabu. L’incontro è particolarmente
entusiasmante, con numerosi spot spettacolari tipici dello stile di lotta di
entrambi, e vede la vittoria di Taz grazie alla sua manovra di sottomissione,
che provoca il semisvenimento dell’avversario ed il conseguente arresto da
parte dell’arbitro. Terminato il feud con Taz riprende a lottare
con RVD, con un lungo feud che li vedrà opposti agli Impact Players, ovvero
Justin Credible e Lance Storm. Non c’è uno scontro vero e proprio fra le
due coppie, poichè Credible e Storm rifiutano la battaglia diretta e
ricorrono a bassi stratagemmi, come ad esempio chiedere ed ottenere il ritiro
temporaneo della licenza per combattere dello stesso Sabu, invocando la
presunta incapacità del wrestler a lottare in condizioni di sicurezza non
avendo smaltito i precedenti infortuni. Per lui non è certo un grosso
impedimento, sebbene il suo apporto si possa limitare solo in interferenze ed
attacchi a sorpresa, e non in veri e propri incontri. Il 26 giugno a Hostile City Showdown gli impact
players sconfiggono la coppia formata da Sabu e Jerry Lynn in un Xtreme Death
Match. Il 19 settembre ad Anarchy Rulz Credible lo sconfigge in un mtach
singolo. Il 23 ottobre a Re-enter the Sandman si riapre
nuovamente la frattura fra lui ed RVD: è ancora le gelosia per il titolo
degli Stati Uniti il motivo del contenendere, ma il match fra i due termina
con un pareggio. Il 7 novembere 1999 a November to Remember
sconfigge Chris Candido per sottomissione. Il 9 gennaio 2000 a Guilty as
Charged è ancora RVD il suo avversario, ma questa volta con una posta in
palio decisamente più alta, poichè in caso di sconfitta Sabu sarebbe stato
costretto a lasciare la ECW, cosa che infatti avviene. C’è spazio per un
breve rientro dopo poco più di un mese e mezzo, in cui è ancora la rivalità
con RVD il tema dominante, ma ben presto Sabu abbandona definitivamente la ECW,
che di lì a poco sarà costretta a chiudere. Dopo la ECW, gira per quasi due anni fra il
Giappone e le federazioni indipendenti, riuscendo a conquistare una lunga
serie di titoli: Il 7 aprile lotta nella JAPW sconfiggendo Low
Ki e Billy Reil in un three way match. Sempre nella JAPW il 18 novembre nello
show per il terzo anniversario sconfigge Axl Rotten. Il 29 aprile del 2000 conquista il titolo della
XPW; federazione indipendente del sud-ovest degli Stati Uniti, sconfiggendo in
un torneo Kronus, Damien Steel e The Messiah. Il suo regno durerà più di sei
mesi, ovvero fino al 7 luglio 2001, per mano di Messiah in un triple threat
che coinvolge anche Vampiro. Il 18 novembre 2000 conquista il titolo della
NWA contro Mike Rapada, per poi perderlo nel match di rivincita. Il 16 dicembere lotta per la IWA e sconfigge
Dino Bambino. L’11 agosto 2001 partecipa al primo show
della MECW, laureandosi campione sconfiggendo Sandman in un ladder match; si
tratta dell’unico show della federazione, e pertanto non avrà mai la
possibilità di difendere il titolo conquistato. Dopo una ulteriore esperienza in giappone con
la FMW, il 28 dicembre 2001 si laurea nuovo campione IWF (Insane Wrestling
Federation) sconfiggendo in uno steel cage match Corporal Robinson. Il 7 aprile 2002 lotta nella WWA (World
Wrestling All stars) e sconfigge Devon Storm; analogo match, ma nella gabbia,
viene disputato una settimana dopo, ed è ancora Sabu a vincere. Il 28 aprile
a No Holds Barred ECW Reunion, sconfigge Shane Douglas e Jerry Lynn in un
three way match e vince una replica della cintura della defunta ECW. Il 5 maggio nella MCW (Michigan Championship
Wrestling) Sandman vince un match a quattro che coinvolge Sabu,Chris Candido e
Balls Mahoney. Il 14 luglio 2002 nella Epic Pro Wrestling sconfigge
Christopher Daniels. Dopo tre giorni, il 17 luglio, debutta nella
neonata NWA-TNA, dobve sconfigge Malice in un ladder match. Una settimana dopo
un ladder match fra lui e Ken Shamrock termina con un no contest. Il 18 agosto ancora nella Epic sconfigge Super
Dragon, e nella stessa federazione il 29 settembere sconfigge Elix Skipper e
Nosawa in un match a tre. Il 26 settembre a MLW Reload sconfigge Taiyo
Kea e si laurea nuovo number one contender. Sempre nella MLW, il 20 dicembre
sconfigge The original La Parka, Nei mesi di novembere e dicembre si unisce al
tour europeo della WWA, sconfiggendo in una serie di triple threat match Simon
Diamond e Perry Saturn. Il 18 ottobre 2002 si laurea campione della
3PW, sconfiggendo Gary Wolfe, che si riprenderà la cintura il 28 dicembre
dello stesso anno. Il 22 novembre conquista il titolo USPW (USa
Pro Wrestling) sconfiggendo Sandman: il suo regno dura fino al 17 gennaio
2003, dove viene sconfitto da Balls Mahoney. Fra il 2002 ed il 2003 lotta anche in portorico
per la WWC, detenendo il titolo hardcore, difeso con successo il 3 gennaio
2003 contro Dominican Boy. Nel mese di febbraio lotta nella Golden State
Championship Wrestling, sconfiggendo, Messiah, e nuovamente nella 3PW,
perdendo da Terry Funk. Il 7 marzo per la Maximum Pro Wrestling lotta insieme
a Gangrel, sconfiggendo Monty Brown ed Ahmed Johnson. Il 2 maggio 2003 prende parte allo show per
celebrare i 50 anni della Canadian Stampede, nonchè il compleanno del
patriarca Stu Hart, affrontando l’ultimo rampollo della famiglia, Teddy Hart. Il 7 maggio riappare nella NWA-TNA,
sconfiggendo in un three way dance New Jack e Sandman. Sempre nel mese di Maggio lotta più volte per
la WWA, affrontando Joe E. Legend (vittoria il 21 maggio), Shane Douglas
(sconfitta il 23 maggio), ed ancora Joe Legend in pay per view il 25 maggio,
subendo lo sleale assalto di Douglas al termine del match. In estate combatte per la MLW, affrontanto più
volte Mikey Whipwreck e Christopher Daniels. Il 19 settembre a MLW War Games lotta insieme a
Terry Funk, Sandman e Doctor Death, sconfiggendo Steve Corino, Simon Diamond,
CW Anderson e Justin Credible. Il 16 settembre 2003 per la USA Pro Wrestling
viene sconfitto da Al Snow. Nel mese di ottobre prende parte alla Michinoku
Pro Tag Team League in coppia con Mikami. Il 22 novembre per la 3PW lotta un match a tre
con Raven (neocommissario della federazione) e Sandman, match che viene vinto
da Raven. Per la stessa federazione affronta e sconfigge il 27 dicembre Jerry
Lynn. Il 9 gennaio 2004 nella MLW viene sconfitto
insieme a Steve Corino da Raven e Vampiro in un “lethal lottery tag
match”. Ancora nella 3PW, il 24 gennaio sconfigge Al
Snow, in un match per festeggiare i dieci anni dal primo match fra i due. Il 13 febbraio lotta nella IWA Mid South
Wrestling, sconfiggendo in un triple threat J.C.Bailey e Nate Webb. La sera
successiva lotta per la USA Pro Wrestling insieme ad una leggenda del calibro
di “Superfly” Jimmy Snuka, sconfiggendo Halloween e Damien 666. Il 21 febbraio nella 3PW viene sconfitto da
Joey Mathhews. A partire dal mese di febbraio riappare, e
questa volta in modo continuativo, nella NWA-TNA, che nel frattempo è
cresciuta fino a proporsi come federazione di livello nazionale, l’unica
insieme alla WWE, sebbene con volumi di affari sicuramente non paragonabili. Il suo coinvolgimento nelle storyline è
inizialmente al fianco di Raven, con cui combatte il 25 febbraio 2004 contro i
Gathering (Julio Dinero e CM Punk). Successivamente viene coinvolto in un feud
contro una stella nascente della federazione, ovvero “The Alpha Male”
Monty Brown, che fisicamente lo sovrasta letteralmente. Il primo incontro fra
i due si disputa il 31 marzo e termina con un no contest. I due si
reincontrano il 14 aprile in un fall count anywhere match, ed è Brown ad
avere la meglio. Nel frattempo Sabu prende parte anche ad eventi
della 3PW ed anche della Combat Zone Wrestling (CZW), lottando anche in italia,
e precisamente a Parma il 27 marzo, quando insieme a Messiah ed Adam Flash
sconfigge il team composto da Ian Knoxx, John Zandig e The Wifebeater. Il 21 aprile, ritornando alla TNA, è previsto
un match di coppia con Abyss e Monty Brown opposti a Sabu e Raven, ma
quest’ultimo non si presenta ed abbandona l’amico, che naturalmente viene
sconfitto. Il 28 aprile è impegnato contro Abyss, match
vinto per squalifica dopo l’interferenza dei Goldylocks. Il 14 maggio lotta nella Usa Pro Wrestling
contro Homicide: il match termina con un no contest. Il 9 giugno, dopo il già citato tradimento,
arriva la resa dei conti con Raven, che lo sfida ad un match uno contro uno;
Sabu, tuttavia, rifiuta, invocando una misteriosa “promessa” da mantenere.
Tale promessa si rivelerà l’impegno con l’ormai scomparso The Original
Sheik a non affrontare mai lo stesso Raven; quest’ultimo cerca di fare
davvero tutto il possibile per costringere l’indiano a rompere la promessa,
dapprima irridendo proprio The Original Sheik, e successivamente assalendo più
volte il pupillo dello stesso Sabu, il giovane wrestler indiamo Sonjay Dutt, o
addirittura arrivando direttamente ad interferire nei suoi incontri, come in
pay per view contro Abyss il 21 luglio. E’ davvero troppo anche per la più
solida delle promesse, ed infatti il primo contatto scatta due giorni dopo al
termine di una match fra Raven e Kid Romeo, per poi arrivare il 4 agosto ad un
match “one time only, no hold barred”, vinto da raven. La rivincità è
fissata per il 18 agosto, ma il match viene annullato per un infortunio alla
schiena subito dallo stesso Sabu nel cordo di un three way dance disputato
quattro giorni prima fra lui, AJ Styles e Teddy Hart. L’infortunio è
particolarmente grave, e lo costringe non solo ad abbandonare per lungo tempo
le scene, ma anche a fronteggiare nuovamente la possibilità di un ritiro
forzato, ipotesi che naturalmente sarà scartata, in pieno stile Sabu. Il 13 dicembre 2004 viene organizzato uno show
in suo onore (utile anche per risollevare la sua precaria situazione
finanziaria), denominato “night of appreciation for Sabu”. Non potendo
naturalmente prendere parte attiva, appare in ogni caso nel main event, un
match fra Shane Douglas e Raven, con Mick Foley arbitro speciale; le sue
condizioni sono a dir poco precarie, ma nonostante questo interviene contro
Raven applicando la mandible claw di Foley, provocando anche la sconfitta
dell’odiato rivale. Il ritorno sul ring come lottatore avviene il
21 maggio 2005 nella All World Wrestling League, dove sconfigge N8 Mattson. Il
10 giugno ad Hardore Homecoming affronta e sconfigge in un three way no ropes
barbed wire match Terry Funk eShane Douglas: se c’era una remota possibilità
che il suo stile potesse risentire anche solo psicologicamente del nuovo
infortunio questo incontro è sicuramente la prova esatta del contrario, con
una prova al limite della pazzia, finendo vittima più volte del filo spinato
e riportandone conseguenze su tutto il corpo. La vittoria arriva quando, dopo
il coinvolgimento di Bill Alfonso che manda Shane Douglas contro il filo
spinato prima di essere attaccato da Francine, le luci si spengono ed appare
Cactus Jack, vestito da arbitro ed in compagnia di uno speciale Mister Socko
cinto di filo spinato, con cui attacca Douglas permettendo a Funk di eliminare
Douglas, prima di finire vittima dell’arabian facebuster su una sedia che
vale lo schienamento decisivo. Il 12 giugno a ECW One Night Stand, show
organizzato dalla WWE per ricordare la defunta federazione di Heyman, un promo
di RVD contro i crusaders venuti dalla WWE per assistere allo show viene
interrotto da Rhyno, che assale Mister Monday Night, che è impossibilitato a
combattere per via di un precedente infortunio; le luci si spengono
improvvisamente e quando vengono riaccese c’è proprio Sabu al centro del
ring pronto a difendere l’amico/rivale contro l’uomo bestia. Lo scontro
diventa un match vero e proprio, e Sabu riesce a portare a casa la vittoria
contro l’ultimo campione della ECW. Il 18 giugno per la IWA Mid South
affronta e sconfigge Ian Rotten. Il 16 luglio lotta nuovamente per la WWC,
affrontando una leggenda del calibro di Abdullah The Butcher. Nel main event
della stessa serata vince un thirty man two ring Bruiser Brody Memorial Cup
Battle Royal. Nel luglio 2005 arriva anche il suo ritorno
nella NWA-TNA, e come nella prima occasione si schiera al fianco di Raven, che
questa volta è impegnato in una sanguinosa battaglia contro Jeff Jarrett ed
il suo fido scagnozzo Rhino. Il 5 agosto ad Impact , proprio insieme a Raven,
affronta e sconfigge Simon Diamond e David Young. Il 13 agosto a Ballparker Brawl viene sconfitto
da Sandman in un Cane, Tables and Chairs match. La sera successiva a TNA Sacrifice viene
sconfitto insieme a Raven (The hardcore dream team) da Jarrett e Rhino. Il 9 settembre
ad Impact i due riescono a sconfiggere Rhino e Abyss. E’ proprio il
gigantesco e spaventoso mostro mascherato il suo nuovo rivale principale, ed i
due si affrontano in un match singolo due giorni dopo ad Unbreakable, un match
estremamente violento che vede Sabu uscire sconfitto. Il 16 novembre 2005 ad hardcore Homecoming
prende parte ad un 3 way match insieme a Shane Douglas e Jerry Lynn; il match
viene vinto da Douglas. La sera successiva dello stesso show sconfigge Sandman
in uno stairway to heaven match. La rivalità con Abyss prosegue senza sosta, ed
il 25 ottobre a Bound For Glory i due sono coinvolti insieme a Rhino e Jeff
Hardy in un Monster’s ball match, vinto da Rhino. Nella stessa serata
partecipa anche ad una gauntlet battle royal con il palio il titolo di primo
sfidante per la cintura, ma anche qui è Rhino a conquistare la vittoria. La
sfida con Abyss si rinnova il 13 novembre a Genesis, in un match senza
squalifiche: l’ormai non più giovanissimo Sabu, che esce sconfitto dal
match, dimostra sicuramente di aver perso parte dell’agilità ed esplosività
che hanno reso unico il suo stile di lotta, ma la pazzia e l’istinto
hardcore sono invece più vivi che mai, rendendo la contesa in ogni caso molto
più che godibile: basti pensare che nello stesso match arriva a subire due
chokeslam, la prima su centinaia di puntine, al seconda su di una sedia
avvolta nel filo spinato. Nonostante il violentissimo match la rivalità prosegue ancora, con Sabu che appare più volte ad Impact in compagnia della suddetta sedia, obbligando il suo avversario ad un duro allenamento psicologico per non aver paura di un oggetto così demoniaco. La violenza di questo feud sembra non avere limite, ed infattia Turning Point (11 dicembre 2005) è la volta di un six sides of barbed wire match; naturalmente il filo spinato non resta solo una decorazione a contorno, ma viene coinvolto nell’azione in numerose e sadicissime circostanze, fino alla vittoria finale di Sabu, salutata con un’autentica ovazione da parte del pubblico presente. Il
2006 per Sabu si apre nel peggiore dei modi, con due sconfitte consecutive
negli show della 1PW No Turning Back 1 e 2, rispettivamente il 6 e il 7
gennaio: nel primo caso viene battuto da Abyss, abile a schiantarlo con la sua
Black Hole Slam su un mare di puntine ed a schierarlo, mentre nel secondo è
sempre il Monster a batterlo, stavolta in tag team con Sterling James Keenan (Sabu
fa coppia con Ulf Hermann). La serie nera di Sabu continua anche nella UWF (13
gennaio), sempre contro Abyss, in un incontro che vede Al Snow nelle vesti di
special guest referee, ma si interrompe finalmente un paio di settimane dopo,
il 28 gennaio contro Mana, in uno show della PW Elite. Il
3 febbraio Sabu combatte in un evento della UXW, promotion di Frank Goodman,
contro l’ex campione ECW Rhino, ed esce sconfitto, ma l’amarezza di questa
sconfitta va via appena una settimana dopo, 10 febbraio, nella UWF: Sabu
riesce finalmente a vincere contro Abyss, battendolo in un superbo Coffin
Match. Sulle ali di questo importante successo il pazzo lottatore indiano
ottiene finalmente una striscia vincente fatta di ben quattro affermazioni in
appena un mese: con Sonjay Dutt batte i Briscoe Brothers in uno show della
Jersey All Pro Wrestling (18 febbraio); l’11 marzo nella Professional
Championship Wrestling batte Adrian Sensation nella sua specialità,
l’Hardcore Match; il 17 marzo Sabu è partecipe di una data storica,
lottando nel primo house show nella storia della TNA, e nell’occasione batte
ancora Abyss in un No DQ Street Fight Match; la quarta vittoria arriva nella
UXW contro Crowbar (24 marzo). Purtroppo per lui però marzo si conclude con
due sconfitte, la prima nella JAPW in coppia con Sonjay Dutt contro Homicide e
Low Ki (dopo aver però subito un attacco violento da Abyss) il 25 marzo, la
seconda la notte successiva in uno show della NWA Cyberspace contro Rhino.
Nell’occasione per Sabu oltre al danno c’è la beffa: la sua manager one
night only Tammy Sytch subisce una violenta Gore dal Man Beast a contesa
conclusa. In
quei giorni Sabu sigla un accordo importante con la TNA per lottare nel PPV di
aprile della compagnia di Orlando, Lockdown. Il 15 aprile però, ad appena
otto giorni da Lockdown, Sabu si rompe un braccio lottando un match in Messico
(per dovere di cronaca, perso per squalifica assieme a Hijo del Perro Aguayo e
Damien 666 contro il trio L.A. Park/Silver King/Pierroth), mettendo così a
rischio la sua partecipazione al PPV. La sua tenacia e resistenza però lo
inducono a lottare ugualmente, ed il 23 aprile Sabu lotta regolarmente a
Lockdown contro Samoa Joe in un match che mette in palio l’X-Division Title;
il wrestler ex-ECW stringe i denti e lotta un match epico e all’arrembaggio,
come da suo stile, ma alla fine il dolore e la giovane età del suo avversario
hanno la meglio, così The Samoan Submission Machine si porta a casa
l’incontro. Dopo
questa grande prova la TNA fa di tutto per tenere con sé il tenace wrestler
di Bombay, ma nulla può contro il grande progetto della rivale WWE, ovvero
far rinascere la storica Extreme Championship Wrestling, amatissima
federazione hardcore fallita anni addietro e inglobata dalla WWE stessa e di
cui Sabu è stato campione mondiale. Appena 24 ore dopo Lockdown arriva
l’annuncio ufficiale: Sabu ha firmato un contratto di tre anni con la WWE, e
sarà uno dei capisaldi della nuova ECW. Prima
di addentrarsi però nella nuova ECW e di conseguenza nel mondo WWE, Sabu ha
ancora degli impegni nelle federazioni indipendenti da rispettare, e lo fa
come sempre con grande impegno e personalità. Sono ottimi i risultati di Sabu
nei suoi ultimi giorni nel circuito indy, visto che ottiene ben 6 vittorie, 2
no contest, ed appena una sconfitta: il 29 aprile nella TNT Pro Wrestling, in
un match dal sapore old-ECW, in coppia con Raven batte Tommy Dreamer e The
Sandman; il 5 maggio batte Necro Butcher in uno show della Insane Wrestling
Federation; la notte successiva si tiene lo show Revolucha 3 della IWR, e
prima Sabu lotta fino al no contest contro Conrad Kennedy III, poi nel main
event assieme al leggendario luchador Mil Mascaras batte lo stesso Kennedy III,
quest’ultimo in tag con N8 Mattson; il 13 maggio nella PCW si ripete il
copione visto nella IWR, ovvero prima Sabu termina in no contest un Hardcore
Match contro Shadow (il Lance Hoyt della TNA), poi nel main event in tag team
con lo stesso Shadow e con Mace Malone batte Apocalypse, Tim Storm, e Damien;
il 18 maggio nella IWA Mid South, una delle indies più violente, batte Mad
Man Pondo, mentre il 28 maggio nella BANG, federazione di Dory Funk, subisce
la sua unica sconfitta di questo lotto di impegni, proprio contro Dory Funk,
ma solo per squalifica. Il
3 giugno in uno show della International Wrestling Sindacate Sabu lotta il suo
ultimo impegno nelle indipendenti prima di approdare nella WWE/ECW, e lo fa
ovviamente con successo: in tag team con Pierre Carl Ouellet batte la coppia
formata da The Green Phantom e Dru Onyx. Il 5 giugno, due giorni dopo lo show
della IWS, Sabu approda in WWE, a Raw, dove attacca il campione John Cena e lo
abbatte con un legdrop suicida attraverso un tavolo e con l’ausilio di una
sedia. Due giorni più tardi si svolge lo special WWE vs. ECW, e Sabu lotta
proprio contro John Cena: il match termina con la vittoria del rapper
bostoniano per squalifica, dopo l’interferenza di Big Show ed alla fine
dell’intero roster della WWE e della ECW. Sabu
diventa a questo punto il simbolo della nuova invasione della ECW, ed il 9
giugno sbarca anche a Smackdown!, dove attacca il campione mondiale Rey
Mysterio nel main event contro Fit Finlay (che grazie al suo intervento vince
la contesa). L’attacco di Sabu ai danni di Mr. 619 nasce come punizione per
il rifiuto del world champion di entrare nel roster della ECW ed occupare un
posto di rilievo offerto dal General Manager del brand hardcore Paul Heyman.
Questi accadimenti portano ad un match tra i due all’edizione 2006 di One
Night Stand, che si svolge a soli due giorni dalla rinascita ufficiale della
ECW sull’emittente tv Sci-Fi; la contesa, date le caratteristiche dei due
lottatori, è altamente spettacolare, ma termina purtroppo in No Contest
quando, dopo uno spot malriuscito su un tavolo sospeso tra le corde e le
transenne che lascia storditi sia Sabu che Mysterio, il Dr. Rios entra in
scena e ordina di non farla proseguire. Fortunatamente
l’incidente di One Night Stand non lascia postumi a Sabu, che così il 13
giugno può prendere tranquillamente parte alla prima puntata settimanale
della rinata ECW, ed ovviamente non può che farlo alla grande, vincendo cioè
una Extreme Weapons Battle Royal (con uso di oggetti contundenti dunque)
eliminando per ultimo Big Show. La settimana dopo Sabu prosegue il feud con
John Cena iniziato pochi giorni addietro, ed ancora una volta va a Raw a
sferrare un attacco a John Cena, che subisce nuovamente uno springboard
legdrop attraverso il tavolo dei commentatori. Finalmente, dopo aver vinto in
ECW (20 giugno) contro Tony Mamaluke, il 25 giugno Sabu arriva alla resa dei
conti con Cena, al PPV Vengeance: i due si affrontano in un Extreme Lumberjack
Match vinto alla fine da Cena, bravo a sottomettere il wrestler indiano alla
sua STFU. Due
giorni dopo Sabu in ECW lotta contro Roadkill e lo batte senza difficoltà
alcuna grazie alla Camel Clutch. Tutto sembra filare liscio per Sabu, contento
del suo ruolo primario nella nuova ECW, ma un errore rischia di rovinare
tutto: il 2 luglio, dopo aver lottato e vinto in un house show contro
Christopher W. Anderson, Sabu monta in macchina con Rob Van Dam, ma i due
vengono fermati su una autostrada nell’Ohio dalla polizia e trovati in
possesso di marijuana, painkiller, e pillole varie non meglio specificate.
Sembra la fine dell’esperienza in WWE per Sabu (e anche per RVD ovviamente),
in un periodo in cui la drug policy della federazione, nata dopo
l’improvvisa morte di Eddie Guerrero, miete vittime su vittime, ma
fortunatamente non è così. La peggio va a RVD, che prima perde in sequenza
il titolo WWE e quello ECW e poi viene sospeso per 30 giorni, mentre la WWE
risparmia la sospensione a Sabu e si limita a multarlo. Circa due mesi dopo
(31 agosto) Sabu viene condannato dal tribunale di Ironton a dieci giorni di
carcere, scongiurati dal wrestler col pagamento di 500$ di multa più le spese
legali. Dunque
Sabu evita la sospensione, e può così continuare a lottare a partire dai
giorni immediatamente successivi al suo arresto. L’11 luglio perde per
squalifica da Justin Credible dopo averlo schiantato attraverso un tavolo,
mentre il 15 prende parte anche a Saturday Night’s Main Event, battendo
Stevie Richards in un match a regole estreme; i due poi si affrontano anche in
ECW tre giorni dopo, e la vittoria va di nuovo a Sabu, che sottomette l’ex
membro del bWo con la Camel Clutch. Sbarazzatosi definitivamente di Stenie
Richards, Sabu punta il suo mirino niente meno che contro il campione mondiale
ECW Big Show. Il
gigante annusa il pericolo, tant’è che chiede e ottiene da Paul Heyman
nella puntata del 25 luglio l’esclusione di Sabu dallo show; alla fine Sabu
si presenta comunque nell’arena e attacca Big Show, cosa che tra l’altro
si ripete con lo stesso identico copione la settimana dopo. A questo punto
Sabi entra nella schiera degli aspiranti al titolo, e l’8 agosto se la vede
con Kurt Angle in un #1 Contender Match che però termina in No Contest, a
causa dell’interferenza di Rob Van Dam. A questo punto è proprio RVD a
contendersi con Sabu la possibilità di sfidare il campione a Summerslam, ed
allora il 15 agosto i due si affrontano in un Ladder Match: chi vince va
contro Big Show nel principale PPV estivo della WWE. Ne esce fuori una contesa
spettacolare, nella quale entra di prepotenza anche Big Show; il gigante
infatti interferisce contro entrambi, ma mentre riesce a mettere fuori gioco
Van Dam, cercando di fare lo stesso favorisce Sabu che, sollevato per una
powerbomb da Big Show, prima di venire schiantato al tappeto riesce a prendere
la valigetta con dentro il contratto per Summerslam, e riesce così a vincere
il match. Il
20 agosto arriva finalmente il momento di Summerslam, e Sabu ha la possibilità
di togliere la cintura di campione mondiale ECW dalle grinfie di Big Show; il
campione del brand estremo però si rivela un ostacolo davvero insormontabile
per il coraggioso ma più piccolo Sabu, che alla fine si deve arrendere alla
superiorità di Big Show. Due giorni dopo in ECW Sabu sfrutta la clausola di
rivincita, ma neanche stavolta riesce nel suo intento, visto che perde per
squalifica (l’incontro non si svolge con le Extreme Rules). Il 29 agosto,
sempre nell’ambito del feud con Big Show, Sabu lotta contro Paul Heyman, e
nonostante il Mad Genius della ECW non sia un lottatore riesce a vincere
uguale, grazie agli aiuti della sua Security, di Big Show, e di Hardcore Holly.
In favore di Sabu interviene il solo Rob Van Dam, che da solo però non riesce
a fermare il massacro e a salvare il compagno di tante battaglie. Sabu torna
poi a far coppia proprio con RVD nello show successivo, riuscendo a battere il
tag team formato da Test e Mike Knox. Il
12 settembre Sabu ha la terza opportunità in poco più di 20 giorni di
vincere il titolo mondiale ECW, ma anche stavolta Big Show riesce a batterlo,
spalleggiato da Paul Heyman e la sua Security. A Sabu tuttavia bastano sette
giorni per tornare al successo, quando con Tommy Dreamer e The Sandman batte
per squalifica Mike Knox, Test, e Matt Striker. Il 3 ottobre Sabu fa coppia
con The Sandman, ma viene sconfitto da Big Show e Matt Striker, mentre sette
giorni dopo alle coppie si uniscono rispettivamente Rob Van Dam e Test, e
stavolta il successo va al trio face. Una
nuova vittoria per il lottatore indiano arriva il 17, quando batte “The
Reject” Shannon Moore, ma è l’affermazione di due settimane dopo (31
ottobre) quella più importante da quando è in ECW: batte Kevin Thorn in un
match di qualificazione all’Elimination Chamber valido per il titolo
mondiale ECW che si terrà, come annunciato da Paul Heyman, a December To
Dismember, primo PPV della rinata compagnia hardcore (data di svolgimento 3
dicembre). La
settimana successiva di Sabu in ECW non c’è traccia, ma torna il 14
novembre intervenendo nel main event tra Bobby Lashley e Hardcore Holly,
assieme a tutti gli altri partecipanti all’Elimination Chamber (oltre a lui
e Lashley ci sono Rob Van Dam, Test, CM Punk, e Big Show). Il 20 novembre
invece Sabu, nell’ambito dei feud di Survivor Series (farà parte del team
capitanato da John Cena assieme a Kane, Lashley, e Rob Van Dam, e che al Big
Four se la vedrà col team di Big Show, Umaga, MVP, Test, e Finlay) approda a
Raw, dove subisce però una batosta impressionante da Umaga, che lo squasha in
pochi secondi finendolo col Samoan Spike. Il
26 novembre al Wachovia Center di Philadelphia, in Pennsylvania, si svolge la
ventesima edizione di Survivor Series, e Sabu come detto sopra combatte in un
classico Elimination Match con John Cena (capitano), Rob Van Dam, Kane, e
Bobby Lashley, contro il Team Big Show (Big Show capitano, poi Umaga, MVP,
Test, e Finlay): il lottatore indiano è fondamentale nelle prime fasi quando
in seguito ad una DDT volante schiena ed elimina Test, ma poi pochissimi
secondi dopo viene sorpreso da una Showstopper di Big Show che lo schiena
immediatamente, eliminandolo a sua volta. Il 28, due giorni dopo dunque, in attesa dell’Elimination Chamber di December To Dismember (previsto per la domenica successiva), Sabu viene opposto a Rob Van Dam, ed esce sconfitto, schienato dopo la Five Star Frog Splash del Whole F’n’ Show. Il
3 dicembre arriva e Sabu è chiamato a partecipare a December To Dismember,
all’Elimination Chamber valido per il titolo ECW; il lottatore indiano però
non arriva al main event, dato che viene trovato a metà PPV senza sensi
dietro le quinte. Il General Manager Paul Heyman lo sostituisce a quel punto
con Hardcore Holly, e per Sabu i sogni di gloria finiscono prima ancora di
cominciare. Il ritorno in ECW avviene nella puntata del 19 dicembre, sua
ultimo incontro del 2006, dove con Rob Van Dam esce sconfitto da un Triple
Threat Match vinto da Test. Il
2 gennaio Sabu inizia il 2007 in
ECW come aveva finito il ’06, ovvero con una sconfitta per mano di Test.
Dopo la suddetta batosta Sabu resta lontano dalle scene per tre settimane, e
rientra nella puntata del 23 in una Over Top Rope Challenge Battle Royal:
oltre a lui partecipano Rob Van Dam, Sandman, Tommy Dreamer e Kevin Thorn, e
la vittoria va a RVD. Cinque giorni dopo all’AT & T Center di San
Antonio, in Texas, va in scena il PPV Royal Rumble, e Sabu vi partecipa nella
Rissa Reale, entrando col numero 7. La prima Royal Rumble di Sabu non è da
ricordare, dal momento che esce per quarto, eliminato da Kane neanche sei
minuti dopo il suo ingresso. Due
settimane dopo Sabu torna a combattere nella ECW senza però interrompere la
striscia negativa che lo perseguita dalla fine di ottobre, dal momento che in
tag team col suo vecchio partner Rob Van Dam viene battuto dal nuovo che
avanza, Elijah Burke e Matt Striker. Il 27 febbraio Sabu ha l’occasione
della vita per ottenere una title shot ad una cintura mondiale WWE, visto che
in ECW lotta contro Mr. Kennedy con in palio uno spot per il Money In The Bank
Match di Wrestlemania 23. Sabu vs. Mr. Kennedy apre dunque lo show ECW, e dopo
un match tirato la vittoria arride a Kennedy, con Sabu che ancora una volta si
lascia sfuggire l’opportunità di fare il grande salto a Stamford. Abbandonate
le ambizioni di un futuro da campione del mondo, Sabu si tuffa a capofitto
nella faida tra i suoi Originals (oltre a lui ci sono Rob Van Dam, Tommy
Dreamer e Sandman) ed il New Breed, stable di giovanotti senza scrupoli
formata da Elijah Burke, Matt Striker, Marcus Cor Von e Kevin Thorn, che da
qualche settimana sta infiammando i fan della ECW. Il 13 marzo a Trenton, nel
New Jersey, nella puntata settimanale della ECW le due stable si affrontano in
una Estreme Battle Royal, e Sabu anche se viene eliminato può gioire
ugualmente visto che sole survivor della contesa resta Tommy Dreamer, abile a
far fuori per ultimo Elijah Burke, capitano indiscusso del New Breed. Sette
giorni dopo però Sabu incappa in una nuova sconfitta, perdendo assieme a RVD
contro il combo New Breed di Cor Von e di Kevin Thorn. A
seguito della cruda rivalità tra le stable la WWE decide di metterle contro
in un match per Wrestlemania 23, cosicché anche Sabu ha l’occasione di
partecipare per la prima volta nel corso della sua lunga carriera allo
Showcase Of The Immortals. Nell’occasione Sabu ha l’onore anche di
partecipare da protagonista alla cerimonia dei nuovi introdotti nella Hall Of
Fame WWE (si tiene il 31 marzo al Fox Theatre di Detroit, nel Michigan),
introducendo assieme a Van Dam suo zio The Sheik, padre del wrestling proprio
nella zona di Detroit. La notte seguente poi va in scena Wrestlemania 23, dal
Ford Field di Detroit, dinanzi a 80103 persone in estasi; gli Originals della
ECW affrontano dunque il New Breed, con la vittoria che alla fine di un match
veloce e confuso, grazie al pin di RVD su Matt Striker in seguito alla Five
Stars Frog Splash, va a Sabu e compagnia. Due
notti dopo in ECW va in scena la rivincita in modalità Estreme Rules, nella
quale gli Originals non riescono a ripetere il miracolo di Wrestlemania: il
New Breed fa valere la sua maggior freschezza atletica e vince la contesa, tra
l’altro schienando proprio Sabu attraverso un tavolo col suo capitano Elijah
Burke. A causa del bump subito in questo match Sabu non può partecipare sul
ring alla puntata successiva, ma compare lo stesso vestendo un collare
protettivo, accompagnando al ring Van Dam nel suo incontro perso contro
l’”Alpha Male” Marcus Cor Von. Per rivedere Sabu attivo sul quadrato
occorre attendere altre due settimane (ECW del 24 aprile), quando Originals e
New Breed si battono in un Elimination Match: Sabu viene presto eliminato da
Cor Von, ma gli Originals riescono ugualmente a vincere grazie a RVD che resta
solo sul ring dopo aver eliminato Burke grazie anche al prezioso aiuto di CM
Punk. Nel
frattempo il patron della WWE è riuscito a laurearsi campione mondiale ECW, e
nel Raw del 30 aprile Sabu e gli altri Originals sono chiamati sul ring dal
Chairman per dire la loro sulla cosa. Ovviamente tutti sono delusi e scontenti
di vedere Vinnie Mac con il loro titolo attorno alla vita, e Sabu manifesta la
sua rabbia restando zitto di fronte al neo-campione. Per tutta risposta Vince
McMahon la notte seguente in ECW mette uno contro l’altro i quattro membri
del New Breed in un Fatal 4 Way Extreme Rules Match per decretare il suo primo
sfidante: controvoglia RVD, Dreamer, Sandman e ovviamente anche Sabu
obbediscono agli ordini del Chairman, ed alla fine è Van Dam ad uscire
vittorioso dall’incontro. Questo
per Sabu sarà, senza ancora saperlo, il suo ultimo incontro nella WWE dal
momento che pochissimi giorni dopo la compagnia di Stamford lo licenzia in
tronco. Si conclude così dopo appena undici mesi lo stint di Sabu in WWE, uno
stint iniziato sotto le migliori prospettive, scemate poco a poco fino a far
diventare il quarantatreenne wrestler indiano poco più che un jobber. Senza demoralizzarsi Sabu torna comunque sulla piazza delle federazioni indipendenti, e il 9 giugno nello show combinato MCW/UWF lotta assieme al Team 3D contro il trio Steve Corino/Rick Steiner/Ricky Landell, vincendo. Occorre poi che passi un’intera estate prima di rivedere sul ring Sabu, che torna a lottare il 14 settembre nello show Black September della portoricana World Wrestling Council, che si tiene sull’isola a Pounce: nell’occasione l’ex ECW sconfigge Eddie Colon, riassaporando così la vittoria in un match singolo dopo ben dieci mesi e mezzo (ultima vittoria ottenuta in ECW contro Kevin Thorn il 31 ottobre ’06). Realizzazione
a cura di Giovanni Pantalone e Niccolò Bagnoli |
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