|
|
|
|
|
|
|
JUNKYARD DOG Sylvester Ritter nasce a Charlotte, North
Carolina, il 13 novembre del 1953. Sia nella high school che a livello
universitario pratica con successo il football americano, conciliando
brillantemente lo studio con la carriera sportiva: a soli 22 anni, infatti, si
laurea in scienze politiche, e contemporaneamente si aggrega ai giovani della
squadra della NFL dei Green Bay Packers per un periodo di prova. La sua
carriera nel football viene però bruscamente interrotta da un grave
infortunio alla schiena ed al ginocchio, infortunio che lo obbliga a lasciare
definitivamente questo sport, spingendolo altresì ad entrare nel mondo del
wrestling. Il suo debutto da professionista è a 24 anni,
lottando per circa un anno e mezzo nel Tennessee per conto del promoter Jerry
Jarrett con il nome di Leroy Rochester. Dopo questa esperienza ed una breve
parentesi europea (dove lotta principalmente in Germania) approda alla
Canadian Stampede Wrestling, del leggendario Stu Hart, dove prende il nome di
Big Daddy Ritter. Non è un mistero il numero di campioni sfornati da questa
federazione, e fra questi è doveroso annoverare anche Ritter, che nella sua
esperienza canadese ha occasione di migliorare il suo stile di lotta e la sua
personalità, riuscendo anche a conquistare, il 1 dicembre 1978, il North
America Heavywight Championship, ovvero il titolo più importante dell’area.
Il suo regno dura circa sei mesi, prima di essere sconfitto per mano di un
altro grandissimo wrestler del futuro, ovvero Jake “The Snake” Roberts.
Dopo quattro mesi di regno di Roberts, riesce a prendersi la rivincita ed a
conquistare nuovamente la cintura, per poi perderla nuovamente dopo poche
settimane per mano di Larry Lane. Con l’inizio degli anni 80 termina la sua
esperienza canadese: Ritter si trasferisce nuovamente in america, passando a
lottare nel circuito NWA, zona Mid-South. E’ proprio qui che un promoter
dell’Oklahoma, Cowboy Bill Watts, conia quello che sarà il suo personaggio
fino al termine della carriera, ovvero the Junkyard Dog, il cagnaccio da
strada. Il personaggio è particolarmente riuscito, e si adatta bene anche al
suo stile di lotta, ovvero tecnicamente non eccelso e decisamente più
orientato verso le mosse di potenza e verso la rissa. All’interno del circuito del Mid-South
Wrestling intraprende diversi feud con grandissimi nomi di questo sport, quali
ad esempio Jim Duggan, Butch Reed, Tully Blunchard e The One Man Gang,
diventando uno dei lottatori più acclamati dal pubblico. JYD è anche uno dei
primi atleti ad utilizzare una theme song, ovvero “Another one bites the
dust” dei Queen, canzone che indubbiamente contribuisce anche ad aumentare
l’hype sul suo personaggio. Il 14 marzo 1980 a Shreveport conquista il
Louisiana Heavyweight title sconfiggendo Ernie Ladd, ovvero uno che con il
soprannome “The big cat” non può che essere un suo grande rivale. IL suo
regno dura poco meno di due mesi, e precisamente fino a 2 maggio, quando viene
sconfitto da Terry “Bam Bam” Gordy. Ne nasce un lungo ed entusiasmante
feud che lo vede contrapporsi ai Fabulous Freebirds, feud che contribuirà a
consacrare definitivamente il suo personaggio. Il regno di Gordy dura poche settimane, poichè
JYD riesce a prendersi la rivincita e riconquistare la cintura, dopo aver
conquistato, sempre nello stesso mese, anche il Mississipi Heavyweight
Championship, sconfiggendo Bull Ramos. Come partner nella sua battaglia contro
i freebirds, si avvale dell’aiuto prima di Buck Robely e poi di Terry
Orndorff, disputanto numerosi incontri per tutto il 1980. La guerra contro i freebirds non è senza
conseguenze per JYD, che infatti subisce uno sleale assalto dai suoi due
avversari, che gli lanciano contro una sostanza abrasiva che gli comporta una
temporanea perdita della vista. L’angle della grave menomazione prosegue per
diversi mesi, e dà vita ad una serie di blind dog collar match,
particolarmente apprezzati dal pubblico, che spesso affolla le arene con oltre
20 mila presenze. L’idea ha dunque decisamente successo, e non a caso sarà
ripresa anche nel futuro, come ad esempio nella rivalità fra Jake “The
Snake” Roberts e The Model Rick Martel agli inizi degli anni 90. Fino alla metà degli anni 80 continua a
lottare nei circuiti della NWA, passando per la Dallas World Class Wrestling,
la Georgia Championship Wrestling e arrivando anche a lottare in Florida,
prima della chiamata da parte della World Wrestling Federation di Vince
McMahon Junior, compagnia in fortissima espansione e pronta a imporsi come
riferimento nazionale. Nella WWF JYD consolida (e naturalmente
estremizza, in puro stile McMahon) il suo personaggio, diventando uno dei face
più acclamati dal pubblico. Il suo successo con i fan non corrisponde,
tuttavia, ad una scalata verso i titoli della federazione, che JYD non riuscirà
mai a conquistare, probabilmente a causa della presenza di un face assai
“ingombrante” quale Hulk Hogan. Il suo debutto a Stamford avviene il 10 agosto
1984, sconfiggendo Max Blue. I suoi primi avversari di rilievo sono George
Steele, Iron Mike Scarpe,The Iron Sheik, Bob Orton Junior,Adrian Adonis, Jerry
Valiant e Mister Fuji, tutti affrontati nella seconda metà del 1984.. Il 28
dicembre debutta anche al Madison Square Garden, sconfiggendo Paul Kelly Il 31 marzo 1985 nel corso della primissima
edizione di Wrestlemania affronta il campione intercontinentale Greg “The
Hammer” Valentine, impegnato in un feud con lui sin dall’inizio
dell’anno, ottenendo una vittoria per count out, che quindi non gli vale la
conquista della cintura. Valentina era anche riuscito ad ottenere lo
schieramento, ma aiutandosi illegalmente con le corde, particolare che viene
fatto notare all’arbitro da Tito Santana. La sua alleanza con Santana
prosegue, ed i due spesso affrontano il tag team formato da Valentine e Brutus
Beefcake. Altri suoi avversari nel 1985 sono la hart
foundation, ancora Bob Orton Junior, Jesse Ventura (7 giugno), Don Muraco
(affrontato l’8 luglio nel primo turno di King of the ring 1985), Bruno
Sammartino, Big John Studd, anche se indubbiamente il suo rivale principale
resta Greg Valentine, con oltre venti match fra i due nel corso dell’anno.
JYD lotta più volte anche in coppia con George The Animal Steele, e la coppia
è indubbiamente alquanto caratteristica.. Il 14 settembre 1985 vince una battle royal con
21 partecipandi, intascando un premio di 50 mila dollari. Sempre a partire da
settembre lotta più volte contro Terry Funk. Il 7 novembre dello stesso anno
partecipa e vince il torneo Wrestling Classic, sconfiggendo Randy “Macho
Man” Savage in finale per count out. Da notare come nel primo turno siano
stati sufficienti 27 secondi per sbarazzarsi dell’avversario, ovvero Moondog
Spot. Il 4 gennaio 1986 lotta in coppia con Ricky The Dragon Steamboat,
sconfiggendo a Saturday Night Main Event la coppia formata da Mister Fuji e
Don Muraco. Sempre a Saturday Night Main Event, il 15 febbraio sconfigge
un’altra grande leggenda di questo sport, ovvero Adrian Adonis. In ogni caso
anche con l’inizio del 1986 il suo avversario principale resta Terry Funk,
affrontato più volte a cavallo fra la fine del 1985 e l’inizio dell’86. A Wrestlemania II (2 aprile 1986) lotta insieme
a Tito Santana, ed i due sono sconfitti da Dory Funk Junior e Terry Funk,
grazie ad uno sleale colpo di Terry su JYD con il megafono di Jimmy Hart. La
sfida con i fratelli Funk si ripete il 3 Maggio a Saturday Night Main Event,
ma questa volta il suo compagno di coppia è nientemeno che Hulk Hogan, e non
a caso il risultato del match vede i due face uscire vincitori. Nei mesi di maggio e giugno 1986 affronta più
volte Kig Kong Bundy, mentre prosegue anche il suo tag team con George Steele,
con numerose vittorie, peraltro spesso contro semplici jobber o poco più.
Nell’estate disputa un feud con Randy Savage, disputando anche dei dog
collar matches, senza però mai riuscire a strappare a Macho Man la cintura di
campione intercontinentale. Il 12 luglio al Madison Square Garden partecipa
ad una battle royal, vinta addirittura da Jimmy Hart dopo la reciproca
eliminazione fra JYD e Greg Valentine. Altri avversari nella seconda metà del
1986 sono Jake Roberts, Hercules, Don Muraco, Adrian Adonis, Bob Orton Junior,
ed ancora Randy Savage. Tra la fine del 1986 e l’inizio del 1987 inizia un
feud con un leggendario wrestler in chiusura di carriera, ovvero “The King”
Harley Race. La contrapposizione fra lo spocchioso Race ed il rude JYD è
evidente, ed è facilissimo intuire da che parte possa schierarsi il pubblico.
Il 3 gennaio 1987 a Saturday Night main Event JYD riesce a prevalere per
squalifica sul suo avversario, ma il match clou del feud si disputa nel corso
della storica terza edizione di Wrestlemania (27 marzo), fra l’altro con una
stipulazione speciale: in segno di rispetto verso l’avversario, lo sconfitto
avrebbe dovuto inchinarsi di fronte al vincitore. La vittoria va ad Harley
Race, e come da accordi JYD dimostra tutto il suo rispetto verso
l’avversario; naturalmente lo fa a modo suo, ovvero dapprima
inginocchiandosi davanti a Race, e successivamente colpendolo con una sedia. Dopo
un feud con Nikolai Volkoff, il 5 luglio a Chicago vince una battle royal da
venti partecipanti, intascando anche questa volta 50 mila dollari. Nella
seconda metà del 1987 combatte spesso in coppia con Rick Martel, spesso
affrontando gli Islanders, e con Hillbilly Jim. Altri suoi avversari sono Ron
Bass, The One Man Gang (poi Akeem), Dino Bravo, Killer Khan, Kamala, Ted di
Biase, Hercules, King Kong Bundy ed ancora Harley Race più volte. Alla
Royal Rumble 1988 pesca un ottimo numero, il venti (ovvero l’ultimo, poiché
il match non era ancora a trenta
partecipanti), venendo però eliminato dopo poco più di due minuti da Ron
Bass. Ne
nasce un feud fra i due, che si protrae per i primi mesi del 1988, e dove JYD
esce spesso sconfitto. C’è spazio anche per alcuni match contro Rick Rude e
contro Bad News Brown, e per la coppia con George STeele, che affronta più
volte gli Islanders, Boris Zuckov e Nikolai Volkoff, ed i Demolition. A
Wrestlemania IV (27 marzo 1988) partecipa ad una battle royal con in palio un
gigantesco e prestigioso trofeo; JYD è il penultimo eliminato, vittima
dell’alleanza fra Bad News Brown e Bret Hart, alleanza che l’atleta di
colore romperà subito dopo la suddetta eliminazione, colpendo da dietro Bret
Hart e successivamente eliminandolo e conquistando la vittoria. Il
feud con Ron Bass prosegue nei mesi di aprile e maggio, ma questa volta è JYD
a portarsi a casa la maggior parte degli incontri disputati, fra cui quello
dell’8 agosto a Prime Time Wrestling. Fra luglio ed agosto è invece King
Haku il suo avversario principale, ed
è spesso l’atleta isolano a vincere. Nell’edizione di Summerslam del 1988
affronta e Ravishing Rick Rude, perdendo per squalifica in seguito
all’interferenza di Jake The Snake Roberts. Si tratta di uno dei suoi ultimi
impegni importanti nella WWF, prima di abbandonare la federazione per motivi
personali: dopo due brevi feud contro Bad News Brown e King Haku, JYD disputa
il suo ultimo match il 7 ottobre a Parigi, perdendo per mano di Andre the
Giant, che per l’occasione pretenderà di essere chiamato “Andrè le Gèant”. JYD
riappare poco tempo dopo nella National Wrestling Alliance, dove ha subito un
feud con il campione Ric Flair, riuscendo a sconfiggere diverse volte il
Nature Boy, ma mai in incontri con la cintura in palio. Il 13 giugno 1990 a
“Coastal Crunch” Clash of Champions ha la sua opportunità per il titolo,
ma riesce ad ottenere solo una vittoria per squalifica. Poco dopo viene
licenziato dalla federazione per aver saltato un’apparizione per i fans e
non essersi presentato ad un successivo pay per view. Nel
1992 ritorna nuovamente alla NWA, che nel frattempo è stata rilevata da Bill
Watts ed ha cambiato nome, diventando la WCW. Watts, amico di Ritter di
vecchia data, non esita a riportarlo nella sua federazione, dove JYD riprende
esattamente da dove aveva interrotto, ovvero dalla battaglia con Ric Flair.
Uniti a lui nella rivalità contro il Nature Boy ci sono anche personaggi del
calibro di Sting, Lex Luger e Paul Orndorff, che insieme formano il gruppo
chiamato “Dudes with Attitudes”. Sempre
nella WCW disputa un feud con un suo vecchio nemico, ovvero “freebird”
Michaels Hayes, feud che si conclude con una inaspettata alleanza fra i due,
che arrivano a formare un tag team dal discreto successo. Il suo stint nella
WCW, in ogni caso, segna l’inizio, dopo 15 anni, della parabola discendente
della sua carriera: JYD si allontana poco a poco dalle storyline importanti
della federazione, fino a ritornare esattamente dove aveva iniziato, ovvero a
lottare per le indipendenti. Nel
maggio 1998 appare allo show Wrestlepalooza della Extreme Championship
Wrestling, dove insieme a Bon armstrong, Dick Slater e The Masked Superstar,
viene consacrato come “hardcore legend”. Oltre al riconoscimento, per
Ritter c’è anche una meritata standing ovation del pubblico presente
nell’arena. Pochi giorni, dopo il 2 giugno 1998, Sylvester Ritter perde
tragicamente la vita a soli 45 anni, a causa di un incidente stradale sulla
Interstate 20 nei pressi di Forest (Mississipi), rientrando a casa dopo aver
assistito alla cerimonia della consegna del diploma alla figlia. Il 14 marzo 2004 viene introdotto nella Hall of
Fame della WWE, ed è proprio la figlia, Latoya Ritter, a prendere parte alla
cerimonia a New York City, in occasione della ventesima edizione di
Wrestlemania. Realizzazione
a cura di Giovanni Pantalone |
|
|