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HONKY TONK MAN Roy Wayne
Ferris nasce a Memphis, nel Tennessee (stessa città di Jerry “The King”
Lawler, di cui è il cugino), il 25 gennaio 1953. Il futuro clone di Elvis non
si avvicina prestissimo al ring, tant’è che il debutto avviene solamente
nel 1978, a 25 anni, nei circuiti del Tennessee e della Florida. Il fisico di
Ferris è tutto sommato imponente (1,85 x 126 kg.), e lui lo mette al servizio
del wrestling di coppia, formando subito un tag team con Larry Latham: la
coppia prende il nome di Blonde Bombers. Con l’altro “Blonde Bomber”
Larry Wayne si toglie subito delle belle soddisfazioni, vincendo ben 5 titoli
di coppia, due nell’AWA Southern e tre nella NWA Mid-America, a cavallo tra
il giugno del ’79 ed il settembre del 1980. I Blonde Bombers arrivano vicini
anche alla conquista di un altro titolo di tag, quello della Florida United
States, ma dopo aver battuto nelle qualificazioni coppie come Bill Dromo/Cyclone
Negro ed i Briscos, perdono in finale da Pak Song e Killer Khan. Giunto allo
split con Latham, Ferris si trasferisce per un breve periodo nella WWC, a
Puerto Rico, e sotto il nome di Danny Condrey vince il WWC Caribbean
Heavyweight championship, battendo il 20 dicembre ’80 Jay Strongbow, e
perdendolo poco meno di due mesi dopo contro Maravilla. Dopo l’avventura ai
Caraibi Ferris resta all’estero, in Giappone, e partecipa al torneo
“Champion Carnival” della AJPW, dove però non va molto lontano. Il torneo
sarà vinto da Giant Baba. Tornato
negli Stati Uniti, Ferris si accasa alla NWA, e conquista due titoli, quello
assoluto della NWA Alabama, detenuto per due mesi, e quello di coppia della
NWA Southern con Ron Starr, mantenuto per un singolo mese. Nel 1985 passa alla
Stampede, la federazione canadese della famiglia Hart, e lo fa col suo ultimo
tag team partner Ron Starr. La collaborazione tra i due si dimostra ancora una
volta fruttuosa, e Ferris e Starr conquistano per due volte i titoli
International. Il primo dei due lo vincono al termine di un torneo determinato
per assegnare le cinture lasciate vacanti da Dynamite Kid e Davey Boy Smith,
passati alla WWF; Wayne e Ron battono in finale Kerry Brown e Hubert Gallan il
25 ottobre 1985, e mantengono i titoli fino al 7 febbraio ’86, quando li
perdono in un match lampo contro Leo Burke e Ron Ritchie. Passano appena due
settimane e Ferris e Starr vincono il re-match e tornano campioni. Stavolta il
regno dura solo 10 giorni, ed il duo perde contro il combo formato da Chris
Benoit e Ben Bassarab. Dopo questa
sconfitta Wayne interrompe il suo sodalizio con Starr e si trova un altro
partner, Cuban Assassin, con il quale batte Benoit e Bassarab e conquista le
cinture, perse successivamente contro il futuro Crippler e Keith Hart.
All’indomani della perdita delle cinture Wayne decide di provare la carriera
da singolo, e ci riesce al meglio. Infatti il 20 giugno 1986 Wayne Ferris (nel
frattempo diventato Honky Tonk Wayne) batte Bad News Allen e conquista il
maggior titolo della compagnia canadese: il North American Heavyweight
championship. Wayne da campione funziona bene, talmente bene che la WWF non può
non accorgersi di lui, e gli propone un contratto. Ferris ovviamente accetta,
e dopo quasi tre mesi di regno lascia vacante il titolo della Stampede, e si
trasferisce a Stamford alla corte dei Mc Mahon. La sua prima
parte di carriera alla WWF non è certo esaltante. Honky è un face dallo
scarso successo col pubblico, e soprattutto dalle scarse vittorie,
praticamente è poco più che un buon jobber. All’inizio del 1987 però
Honky Tonk Man cambia la sua attitude: gli viene affiancato come manager
niente meno che Jimmy Hart, e diventa una sorta di perfido clone di Elvis
Presley. Lo stesso Ferris canta la propria entrance theme “I’m a Honky
Tonk Man”. Il nuovo
Honky Tonk Man sembra funzionare di più, al punto da vincere un match
addirittura a Wrestlemania III, contro Jake “The Snake” Roberts, con cui
aveva iniziato un feud. Per qualche tempo Honky Tonk Man combatte alternando
regolarmente vittorie e sconfitte, finchè una sera, il 2 giugno 1987, avviene
l’incredibile. E’ in programma un match valido per il titolo
intercontinentale tra il campione Ricky “The Dragon” Steamboat e “The
Natural” Butch Reed, e la vittoria dovrebbe andare al “biondo” nero, che
diventerebbe campione intercontinentale; per fortuna di Honky Tonk Man però
Butch Reed non si presenta e lui prende il suo posto, e così anche il futuro
che probabilmente gli era destinato. Honky Tonk Man batte Steamboat e diventa
intercontinental champion. Da campione
intercontinentale Honky Tonk Man funziona benissimo, come forse neppure lui si
sarebbe mai aspettato. Si batte, e soprattutto batte, tutti i più grandi
contendenti di quell’epoca, da Jim Duggan a Jake Roberts, da Ricky Steamboat
a Brutus “The Barber” Beefcake, passando addirittura per “Macho Man”
Randy Savage. A proposito di Savage e della
straordinaria popolarità ormai raggiunta da Honky Tonk Man, è
necessario raccontare un aneddoto: il 27 marzo 1988, a Wrestlemania IV, Ferris
avrebbe dovuto perdere match e dunque titolo proprio contro Randy Savage;
tuttavia il campione intercontinentale si impunta, e minaccia addirittura di
passare alla NWA con la cintura. Di fronte a una tale minaccia Vince McMahon
preferisce accontentarlo e a WM Honky Tonk Man perde, ma solo per squalifica,
con Brutus Beefcake, ma mantiene ugualmente il suo titolo. Macho Man quella
sera combatte nel torneo per determinare il nuovo campione del mondo, e lo
vince, anche a titolo di risarcimento. Il regno di
Honky Tonk Man si conclude dopo 454 giorni (il più lungo regno
intercontinentale della storia, record tutt’ora imbattuto) a Summerslam
’88, quando una brutta litigata con Vince Mc Mahon gli costa la cintura in
un match contro Ultimate Warrior. Tra l’altro Vince, per far pagare a Ferris
questa sfuriata e quella dell’altra volta, ridicolizza Honky Tonk, che perde
dopo nemmeno 30 secondi di match. E così, rapidamente ed improvvisamente come
era salito sul trono intercontinentale, Wayne Ferris scende, e non riuscirà
più a risalirvi. Dopo questa
bruciante sconfitta Honky Tonk Man non riesce più a tornare a quei livelli, e
pian piano torna nel midcarding, dove era sempre stato prima che la dea
bendata si accorgesse di lui quel 2 giugno 1987. Per cercare di ottenere nuova
gloria in WWF, Honky Tonk Man si mette in cerca di un compagno con cui formare
un tag team, e lo trova in un altro ex campione intercontinentale, Greg “The
Hammer” Valentine: nascono i Rhythm & Blues. La coppia regge per più di
due anni, senza tuttavia ottenere assolutamente nulla. Insieme collezionano
solo sconfitte, contro chiunque: ben tre in tre Survivor Series consecutive
(’88,’89, ’90, con Honky Tonk Man eliminato due volte da Beefcake ed una
da Jim Neidhart), a Wrestlemania V (contro la Hart Foundation), a SNME (contro
il tag improvvisato da Hulk Hogan e Tugboat). Nelle
apparizioni da singolo Ferris non ottiene assolutamente nulla di più. Nella
Royal Rumble del 1989 vinta da Big John Studd viene eliminato senza che riesca
a lasciare traccia, e lo stesso accade in quella del ’90 vinta da Hulk Hogan.
A Summerslam ’89 perde da Dusty Rhodes, mentre a WWF London Arena viene
sconfitto da Jim Duggan. Tra l’altro, sulle ali del più lungo regno
intercontinentale della storia, Honky Tonk Man ottiene anche una title shot
alla sua vecchia cintura contro Ultimate Warrior (perde nel Sunday Night Main
Event del 7 dicembre 1988), ed addirittura una al titolo mondiale di Hulk
Hogan, a cui lancia l’assalto, ma senza successo, nel Sunday Night Main
Event del 18 luglio 1989. Insomma,
Honky Tonk Man non riesce più a vincere , e alla fine del ’90 lascia la
WWF. Per tre anni Ferris non combatte da nessuna parte, finchè nel 1994
risponde affermativamente alla chiamata della WCW. Nella
World Championship Wrestling Honky Tonk Man ingaggia un feud con Johnny B.
Badd, campione TV della WCW. Ferris ha due possibilità di catturare il
TV championship, una ad Halloween Havoc (23 ottobre ’94), ed una a Clash Of
The Champions XXIX (16 novembre ’94): la prima volta pareggia, la seconda
perde per squalifica. Dura poco la permanenza di Ferris in WCW, difatti dopo
la sconfitta subita da Johnny B. Badd lascia la federazione. Nel 1997
Honky Tonk Man torna alla WWF per un brevissimo stint, durante il quale si
propone a Jesse James come manager. Incassato il rifiuto di James, Honky Tonk
Man decide di mettere i suoi servizi a disposizione di “Rockabilly” Billy
Gunn, che viene guidato dal suo manager ad una vittoria nel ppv Cold Day In
Hell (IYH 15) proprio contro “The Real Double J” Jesse James. Partecipa
anche alla Rumble del ’98 vinta da Steve Austin. Uscito nuovamente dalla
WWF, Honky Tonk si tuffa ancora una volta nei circuiti indipendenti, da dove
era partito 20 anni prima. Vince anche diversi titoli, quello assoluto MEWF e
quello Universal della APW, quello assoluto BCW e quello mondiale UCW,
passando per il titolo Bay Area della BTW. Nel 2001 HTM torna una ultima volta nella WWF, durante la Royal Rumble: un’apparizione davvero ridicola e tragica, che grazie a Kane termina abbastanza rapidamente. Negli ultimi anni Ferris continua a combattere nelle indies; le sue ultime apparizioni sono nella IWF (batte Fred Sampson il 10 agosto 2004) e nella Oaktown Wrestling (batte Le Empereur il 2 ottobre 2004). Honky Tonk Man è poi contattato sia dalla NWA TNA che dalla WWE, dove gli viene proposto di jobbare al campione intercontinentale “Legend Killer” Randy Orton, ma Ferris rifiuta tutte le offerte perché vuole mantenere intatta la sua aura di gloria e non vuole diventare una macchietta. Nonostante l'età per lui "ritiro" è una parola che non esiste: nei mesi successivi, infatti, continua a lottare regolamente in diverse federazioni indipendenti negli Usa. Realizzazione
a cura di Niccolò Bagnoli |
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