|
|
|
|
|
|
|
DYNAMITE KID Tom
Billington nasce a Golborne, in Inghilterra, il 5 dicembre 1958. La sua
carriera nel mondo del wrestling inizia nelle federazioni indipendenti
inglesi, quando a poco meno di vent’anni riesce già a crearsi un nome sia
in terra inglese che più in generale nell’intero panorama europeo.
Proprio la sua giovane età unita all’ampio repertorio di mosse
veloci e spettacolari gli valgono il soprannome di Dynamite Kid, soprannome
che lo accompagnerà nel corso di tutta la sua carriera. Nel
1977 si laurea British
Lightweight Champion, titolo cui fa seguito l’anno successivo la cintura del
British Welterweight. E’ proprio in terra britannica che viene notato da
Bruce Hart, in tour con la Stampede Wrestling, che lo convince a lasciare
l’Europa e trasferirsi in Canada nella suddetta federazione, dove sotto la
guida del patriarca Stu Hart perfeziona ulteriormente il suo già
impressionante bagaglio tecnico. All’interno
della federazione canadese riesce a conquistare per due volte nel 1978 il
British Commonwealth Mid-Heavyweight title, mentre nell’anno successivo si
laurea World Mid-Heavyweight Champion. Proprio durante questo regno
inizia anche il suo feud contro la famiglia Hart, a cominciare da un allora
giovanissimo e semidebuttante Bret
Hart. Nel
1980 la rivalità con la famiglia Hart si sposta verso la competizione in
coppia, dove insieme a Luke McMasters prima e Kasavudu poi riesce a
sconfiggere Keith e Bret Hart per lo Stampede International Tag Team title.
Tom si dimostra anche un ottimo componente di tag team, tanto da vincere lo
stesso titolo per altre tre volte, una con
Duke Myers nel 1982 sconfiggendo Bret Hart e Leo Burke, e due con un
suo vecchio amico, cugino e compatriota, ovvero Davey Boy Smith, altro
lottatore inglese “scovato” da Bruce Hart, probabilmente proprio su
esplicita segnalazione dell’amico Dinamite Kid. Nel
1984 combatte anche all’interno dei pesi massimi, categoria sicuramente non
adattissima alla sua mole non certo mastodontica: ciò nonostante riesce a
conquistare il North American HeavyWeight title, sconfiggendo Killer Khan.
Grazie, inoltre, al rapporto stretto fra la Canadian Stampede e la WWF di
Vince McMahon, il suo nome è fra i cinque proposti da Stu Hart per il
passaggio a Stamford, insieme a quelli di Bret Hart, Jim Neidhart, Davey Boy
Smith e Bad News Brown (che però approderà solo successivamente alla WWF). La
carriera di Dinamite Kid si sviluppa contemporaneamente anche in Giappone, con
risultati altrettanto eccellenti. In particolare, nei primi mesi del 1982, è
coinvolto in un feud con Satoru Sayama, ovvero l’originale Tiger Mask. I due
lottatori hanno entrambi uno stile di lotta altamente spettacolare, cosa
sicuramente abituale per la scuola giapponese e messicana ma assai meno per
quella nordamericana da cui lui proviene, e questo produce una serie di
incontri eccezionali, giudicati da molti come immancabili in una buona
videoteca dedicata al wrestling: Dinamite Kid, però, non riesce mai a battere
l’avversario. Il
primo gennaio del 1982 i due lottano a Tokyo per il vacante titolo Junior
Heavyweight della WWF, ed è Tiger Mask a vincere. Analogo risultato il 5 ed
il 30 agosto, rispettivamente a Tokyo ed al Madison Square Garden di New York;
si tratta di incontri nati dalla collaborazione, particolarmente fruttuosa,
fra la WWF e la NJPW. Oltre a Tiger Mask affronta altri grandi lottatori come
ad esempio il 5 febbraio a Nagoya, quando lotta e perde contro il campione
Heavyweight Junior della WWF, ovvero Tatsumi Fujinami, o quando il 16 aprile
1981 sconfigge George Takano. Il
1984 è l’anno in cui riesce la già iniziata scalata verso il World
Junior Heavyweight title della WWF, una sorta di precursore di quello che
saranno le cinture Lightweight prima e Cruiserwieght dopo.
Il 27 gennaio a Nagoya, durante un torneo per l’assegnazione del
suddetto titolo, è sconfitto da The Cobra. Per lo stesso torneo lotta anche
il 30 gennaio, sconfiggendo Bret Hart. Il 28 dello stesso mese lotta con Davey
Boy Smith contro The Cobra e
Nobuhiko Takada, con vittoria ottenuta proprio da Dinamite Kid con
schienamento su Takada. Il 3 febbraio a Sapporo sconfigge per count out
il suo amico Davey Boy, ottenendo per effetto della stipulazione un
match contro The Cobra valevole per il già citato (e vacante) titolo Junior
Heavyweight. Il match si disputa il 7 febbraio a Tokyo, ed è Dinamite Kid a
vincere e laurearsi campione, grazie ad un super gut-wrench suplex
direttamente dalla terza corda. Il 20 luglio difende con successo la cintura
sempre contro Davey Boy. Il
suo regno terminerà senza essere sconfitto, in quanto il passaggio alla AJPW
(diretta rivale della NJPW) lo obbliga a lasciare la cintura. Arriva il
momento anche del debutto televisivo nella WWF, debutto che avviene il 29
agosto insieme a Bret Hart (anche lui debuttante): i due sconfiggono Iron Mike
Sharpe e Troy Alexander. Dynamite arriva anche ad essere ospitato, l’11
settembre, all’interno del Piper’s pit, l’angolo interviste di
“Rowdy” Roddy Piper, sebbene da comprimario all’interno del feud fra lo
stesso Piper e Jimmy Snuka. Il
21 ottobre arriva anche il debutto nella WWF insieme a Davey Boy Smith, contro
Bobby Bass e Goldie Rogers. I British Bulldogs debuttano in televisione il 26
marzo 1985, sconfiggendo AJ Petruzzi e Matt Borne. Il team dei British
Bulldogs dimostra subito tutto il proprio valore, conquistando rapidamente sia
il pubblico che la dirigenza, tanto da portare in breve tempo ad un importante
feud contro la Hart Foundation: il loro primo match si disputa il 27 aprile, e
termina in un pareggio allo scadere del limite di tempo di venti minuti. Il
2 maggio arriva anche la prima title shot, ma sono i campioni in carica Iron
Sheik e Nokolai Volkoff ad avere la meglio. Il feud con la Hart Foundation ed
il loro manager Jimmy Hart prosegue il 10 luglio, il 12 luglio, il 13 luglio a
All American Wrestling ed ancora il 19 luglio a Chicago. Nel torneo
organizzato all’interno del pay per view Wrestling Classic lotta da singolo
ed arriva fino alle semifinali, dove viene sconfitto da “Macho Man” Randy
Savage: nel suo cammino affronta e sconfigge Nikolai Volkoff (in soli 6
secondi) e Adrian Adonis. Il
10 settembre arriva una nuova opportunità per le cinture di coppia, contro
The Dream Team, ovvero Brutus Beefcake e Greg The Hammer Valentine. Dynamite
è sul punto di mettere al segno il diving headbutt probabilmente decisivo, ma
viene spinto già dal manager dei campioni Johnny V, provocando la squalifica,
che permette ai Bulldogs di vincere senza però conquistare le cinture. Il 13
settembre i British Bulldogs sono i co-winners di una battle royal con 50 mila
dollari di premio. Nella
seconda parte dell’85 proseguono le rivalità con la Hart Foundation, the
Dream Team e Nikolai Volkoff & Iron Sheik, con una buona serie di vittorie
in particolare contro questi ultimi. I due si avvalgono anche dell’aiuto di
Captain Lou Albano come manager. A ulteriore dimostrazione di come la sua
carriera si sviluppi contemporaneamente in diverse parti del mondo, nel 1985
in Giappone approda alla AJPW, rivale storica della NJPW da lui abbandonata
l’anno prima; all’interno dell’AJPW
conquista anche l’NWA International Junior Heavyweight title,
battendo Mighty Inoue. I
primi mesi del 1996 vedono i British Bulldogs fronteggiare più volte i
campioni di coppia del Dream Team, riuscendo spesso anche a vincere, sebbene
solo per squalifica o in match non titolati.
Finalmente a Wrestlemania
2, il 7 aprile, i due riescono a battere i loro rivali per schienamento in un
match valevole per le cinture, laureandosi quindi
come nuovi campioni di coppia della WWF. E’ una vittoria che ha anche
un prezzo considerevole per Dynamite Kid, che proprio durante questo incontro
patisce un infortunio al ginocchio che lo obbligherà a lavorare a ranghi
decisamente ridotti per più di un mese, lasciando a Davey Boy il compito di
portare avanti quasi da solo gli incontri. Hanno
successo anche le successive difese, sia contro gli ex campioni che contro
altri temibili avversari, come ad esempio il team composto da King Kong Bundy
e Big John Studd o la coppia Sheik – Volkoff, sconfitta il primo maggio in
un 2 out of 3 falls match durante Saturday Night Main Event, o ancora il duo
Terry-Dory Funk, sconfitti nel giugno 1986 nell’ultimo match combattuto
nella WWF da Terry Funk fino al suo ritorno, che avverrà ben undici anni
dopo. Il
29 ottobre lottano (e vincono) insieme al manager Lou Albano contro il Dream
team e Johnny V, nel match di ritiro di Lou Albano. Il 13 dicembre 1986 nella
ad Hamilton, nell’Ontario, i British Bulldogs sconfiggono Bob Orton Junior e
Don Muraco: è un evento importante per la carriera di Dynamite Kid, poiché
Don Muraco con una ginocchiata alla schiena e dei colpi con una sedia provoca
un infortunio alla schiena di Dynamite Kid, infortunio che, oltre ad obbligare
Davey Boy a proseguire l’incontro praticamente da solo, condizionerà
irrimediabilmente tutto il resto della sua carriera: oltre ai dieci anni di
high-fly wrestling, sicuramente spettacolare ma anche molto logorante, questo
infortunio alla schiena impedirà praticamente per sempre ai tifosi di
Dynamite di Kid di rivederlo in azione agli stessi livelli dei primi anni
ottanta, sia per le conseguenze dirette che per quelle, forse addirittura più
micidiali, indirette, ovvero l’abuso di droghe e painkillers per continuare
a combattere nonostante il dolore. In
aggiunta all’infortunio arriva intorno alla fine dell’86 anche la
discutibile scelta di “estremizzare” la gimmick dei British Bulldogs; non
è un mistero, infatti, quanta importanza attribuisca la WWF alla gimmick,
con conseguenze perfino oscene su ottimi lottatori, spesso bruciati con
personaggi a dir poco discutibili. In questo caso di British Bulldogs sono
obbligati a portare con loro sul ring un cane, chiamato Matilda, scelta non
apprezzata particolarmente da Dynamite Kid, molto più propenso al wrestling
puro e semplice che a simili fronzoli. Ad ogni modo Matilda diventerà
protagonista anche di qualche storyline molto discutibile, come il suo
rapimento e la successiva iniziativa “Get well Matilda”, ovvero l’invio
di messaggi di speranza per il suo ritrovamento; da ricordare anche il suo
“rapporto” con Bobby The Brain Heenan, il cui posteriore sarà uno dei
bersagli preferiti dei suoi denti. Il
26 gennaio 1987 termina il loro regno di campioni di coppia, contro la Hart
Foundation: Dynamite Kid non è ancora in grado di lottare dopo
l’infortunio, e quindi nella storyline viene colpito con il megafono di
Jimmy Hart subito prima del gong, e resta fuori dal ring per tutta la durata
dell’incontro. Mentre il corrotto arbitro Danny Davis resta fuori del ring
ad accertarsi delle sue condizioni, Bret Hart e Jim Neidhart affrontano in un
illegale due contro uno Davey Boy, ottenendo una facile ma sporca vittoria. L’occasione
per farla pagare sia alla Hart
Foundation che a Danny Davis arriva a Wrestlemania 3 il 29 marzo, ma
l’incontro fra i bulldogs e Tito Santana contro la hart Foundation e Danny
Davis termina in favore del team heel, con un colpo sleale dello stesso Davis
su Davey Boy con il megafono ad arbitro distratto: per i British Bulldogs c’è
solo la soddisfazione di aver inflitto una lunga serie di mosse all’ex
arbitro durante la fase finale dell’incontro. Nel
corso del 1987 i due si affrontano più volte con la Hart Foundation, spesso
in match all’interno della gabbia di acciaio, venendo però quasi sempre
sconfitti. Inizia anche una rivalità con i Demolition, altro grandissimo tag
team dei tempi. Si tratta comunque di mesi di declino per la carriera della
coppia inglese, con Dynamite Kid sempre più fuori forma. Trascinando
avanti feud di scarsa importanza, si arriva alle Survivor Series (26 novembre
1987), dove la squadra composta da Tito Santana e Rick Martel, i British
Bulldogs, i fratelli Rougeau (Jacques e Raymond), Jim Powers e Paul Roma, e le
Killer Bees (B. Brian Blair & Jim Brunzell)
riesce a sconfiggere Bret
Hart e Jim Neidhart, gli Islanders, Nikolai Volkoff e Boris Zhukov, i
Demolition e Dino Bravo &
Greg Valentine: i Bulldosg sono eliminati quando Haku riesce a schierare
Dynamite Kid. Con
l’inizio del 1988 iniziano un feud che li vede opposti agli Islanders che
culmina con una sconfitta subita a Wrestlemania IV (27 marzo) insieme a Koko
B. Ware contro gli Islanders ed il loro manager Bobby Heenan. A Summerslam (29
agosto al Madison Square Garden) lottano contro i Rougeau brothers,
pareggiando al raggiungimento del limite di tempo di venti minuti. lle
Survivor Series (24 novembre) lottano insieme ai Powers of Pain, la Hart
Foundation, gli Young Stallions ed i Rockers, sconfiggendo i Demolition, i
Conquistadors, i Brain Busters, i fratelli Rougeau e Boris Zuckov &
Nikolai Volkoff. I Bulldogs sono eliminati per mano dei Demolition, con Smash
che approfitta di un diving headbutt sbagliato di Dynamite Kid per mettere a
segno una clothesline ed il successivo schienamento. Si
tratta dell’ultimo impegno dei due a Stamford, che dopo pochi giorni, il
tempo di un paio di house shows, abbandonano definitivamente la federazione di
Stamford, in seguito a problemi personali tra Dinamite Kid e Vince McMahon. Il
duo approda immediatamente alla NWA Central States, dove disputa un memorabile
feud contro i Rock’n Roll Express, e nuovamente alla Canadian Stampede. Nel dicembre 1988 conquistano lo Stampede International Tag Team
title,sconfiggendo i Cuban Commandos. Il loro regno dura meno di un mese, a
causa della sconfitta per mano di Makhan Singh e Vokkan Singh, sconfitta
dovuto al tradimento di Davey Boy verso i tifosi e verso il suo compagno,
tradimento che darà vita ad un feud fra i due. Il
feud, che molto probabilmente rispecchia le reali rivalità createsi in quel
periodo fra i due, si sviluppa solo parzialmente, coinvolgendo anche Johnny
Smith, cugino di Davey introdotto da Dynamite Kid nel feud come suo alleato:
dopo poco tempo, infatti, un incidente automobilistico obbliga Davey Boy ad un
temporaneo stop ed alla forzata interruzione del feud, che in ogni caso segna
la fine definitiva dello storico tag team dei British Bulldogs, che lotteranno
insieme solo un’ultima volta nel settembre del 90 sconfiggendo a Tokyo Dean
e Joe Malenko. Di
lì le carriere dei due (così come la loro amicizia), si divideranno
definitivamente, con Davey Boy che si accorderà all’insaputa del suo ex
partner con Vince McMahon per rientrare nella WWF e tentare (con buoni
risultati) la carriera da singolo, mentre Dynamite Kid torna a lavorare in
giappone per la AJPW ed in Canada, dove forma il tag team dei New British
Bulldogs (conosciuti come British Bruisers in terra canadese) insieme a Johnny
Smith, team che riesce anche a vincere nel 1991 l' All Japan All Asian Tag
Team title, ultimo successo di una carriera ormai al termine, a causa di
continui problemi fisici. Il suo ultimo match nella AJPW avviene nel dicembre
1991, quando, in coppia con Johnny Smith sconfigge Johnny Ace e Sunny Beach. Negli
anni successivi, il destino, purtroppo sicuramente aiutato da numerose scelte
sbagliate di una vita sregolata, riserva una fine assai triste a Dinamite Kid:
Tom torna a vivere in Inghilterra, dove vive in condizioni economiche poco più
che modeste ed è obbligato a servirsi di una sedia a rotelle per muoversi, a
causa degli infortuni subiti e della conseguente dipendenza dai painkillers,
dall’alcol e dalla droga. Un documento importante sulla sua carriera è
costituito dal libro “Pure
Dynamite”, una biografia scritta da lui stesso che racconta i suoi 15 anni
di carriera, compresi i retroscena ed i problemi che lo hanno portato alla sua
condizione di vita attuale. Se la sua piena salute è
sicuramente perduta per sempre, non è lo è assolutamente la sua influenza
nel mondo del wrestling: da Bret Hart e Chris Jericho, passando per Chris
Benoit e tanti altri ancora, sono innumerevoli i campioni dell’immediato
passato e del presente che hanno più volte dichiarato di essersi ispirati
allo stile di lotta di Dynamite Kid per allenarsi e raggiungere i loro
obiettivi, tanto da aver addirittura influenzato, secondo alcuni, gran parte
dell’attuale categoria dei pesi leggeri delle varie federazioni. Realizzazione
a cura di Giovanni Pantalone |
|
|