1997
Prima Parte


IYH 13 - Final Four: Bret Hart VS Steve Austin VS Undertaker VS Vader (24:03)



Dopo il job di Bret Hart nei confronti di Shawn Michaels a WrestleMania XII la WWE decise che a WrestleMania XIII Shawn Michaels avrebbe dovuto restituire il "favore" nei confronti di Bret, concedendo questa volta lui il job nell'incontro principale del più importante PPV di casa Stamford. Shawn Michaels però non aveva alcuna intenzione di farsi schienare da Bret Hart, e così (forte del suo grande potere all'interno del backstage della WWE) inventò una scusa per perdere la cintura senza perdere un incontro (con la connivenza della WWE stessa): Shawn in una tanto toccante quanto patetica (non a caso furono in molti a fischiarlo nel corso del segmento) intervista a Raw is War annunciò di essere infortunato e di non avere più le giuste motivazioni per continuare a combattere (il celebre "I lost my smile") per cui era sua intenzione ritirarsi a tempo indeterminato dal wrestling professionistico. Il presidente della WWE Gorilla Moonson si ritrovò così costretto a dover dichiarare il titolo vacante e a rimetterlo in palio nel main event del PPV IYH13 Final Four che inizialmente avrebbe dovuto decretare soltanto il number one contender per il main event di WrestleMania 13. I partecipanti a questo incontro furono gli ultimi 4 wrestlers rimasti nella Royal Rumble, vale a dire Undertaker, Bret Hart, Austin e Vader (anche se in realtà quest'ultimo prese il posto del terz'ultimo eliminato, Fake Diesel, in quanto la WWE aveva deciso di sbarazzarsi del wrestler diventato poi l'attuale Kane). La particolare stipulazione di questo incontro venne utilizzata dalla WWE solo in questa occasione: in pratica la sfida sarebbe iniziata con tutti e 4 i wrestler contemporaneamente sul ring, e scopo del match (per il quale non era prevista la squalifica) era eliminare gli avversari fino a rimanere l'ultimo superstite sul ring. L'eliminazione poteva essere effettuata tramite pin, sottomissione o facendo cadere l'avversario fuori dal ring oltre la terza corda (in pratica si trattava di una via di mezzo tra un Fatal 4-Way Match No DQ e una Royal Rumble). Sebbene non vi siano stati momenti particolarmente spettacolari il match fu eccellente per emozioni ed intensità: il coinvolgimento contemporaneo dei 4 wrestler garantì un ritmo costante molto alto unito ad una discreta velocità, ed anche una certa varietà d'azione con i wrestler che si spostavano continuamente fuori e dentro il ring. Le emozioni poi furono il fiore all'occhiello dell'incontro: l'eliminazione di uno dei 4 poteva avvenire in qualsiasi momento ed in qualsiasi modo, ed il fatto che fossero coinvolte 4 stelle di prim'ordine della WWE lasciava un'assoluta incertezza sul nome del possibile vincitore. Numerosi furono i tentativi di pin e di eliminazione tramite uscita dalla terza corda, soprattutto nel finale dell'incontro, e la prima eliminazione di Steve Austin sorprese un po' tutti quanti (Steve Austin infatti era il wrestler designato alla vittoria, ma un suo infortunio al ginocchio nel corso dell'incontro costrinse i booker a cambiare in corsa il finale del match concedendo la vittoria a Bret Hart). Successivamente venne eliminato anche Vader (ridotto ad una maschera di sangue per un sopracciglio spaccato) per mano dell'Undertaker, ed in un finale emozionantissimo venne eliminato per ultimo lo stesso Undertaker per mano di Bret Hart (con la complicità involontaria di Austin che continuava a stazionare a bordo ring per infastidire Bret). Bret divenne così campione del mondo per la quarta volta, anche se poi il suo regno durò soltanto un giorno visto che la sera dopo venne sconfitto dal primo sfidante al titolo del mondo Sid (con l'aiuto di Steve Austin), più volte inquadrato nel backstage durante il match di Final Four. Bret ottenne anche un rematch contro Sid, e questa volta i due combatterono in uno Steel Cage Match a Raw is War: la vittoria andò ancora una volta a Sid, e questa volta per l'interferenza dell'Undertaker che voleva combattere il match contro Sid a WrestleMania 13 con in palio il titolo del mondo (Gorilla Moonson infatti aveva stabilito che Undertaker avrebbe affrontato comunque Sid a WM13, con o senza il titolo mondiale in palio).


WrestleMania XIII: Bret Hart VS Steve Austin
(Submission Only Match) (22:07)



Dopo l'incontro di Survivor Series 96, il grande feud tra Steve Austin e Bret Hart proseguì ancora nei mesi successivi imponendosi all'attenzione di tutti come il feud più importante all'interno della WWE. Nel PPV Royal Rumble 97 Steve Austin si aggiudicò la rissa reale eliminando Bret Hart come ultimo uomo nonostante in precedenza fosse già stato eliminato dallo stesso Bret Hart (senza però che gli arbitri si accorgessero della sua eliminazione). Proprio per questa vittoria sporca, il giorno dopo a Raw is War Steve Austin venne privato della title shot che garantiva la possibilità di affrontare il campione del mondo nel main event di WrestleMania, com'era di diritto per il vincitore della Royal Rumble. Nel frattempo però il campione del mondo Shawn Michaels aveva abbandonato il titolo per problemi di varia natura (leggasi "non voleva jobbare a Bret Hart a WM13"), e così il titolo di campione del mondo della WWE fu reso vacante. Venne allora deciso che a In Your House 13 Final Four, PPV precedente a WrestleMania 13, si sarebbero incontrati nel main event gli ultimi 4 wrestler partecipanti alla rissa reale, vale a dire Vader, Undertaker, Bret Hart e Steve Austin, in un match in cui il vincitore sarebbe diventato campione del mondo. Vinse Bret Hart, ma il suo regno durò poco poiché venne sconfitto la sera dopo a Raw da Sid per l'interferenza di Steve Austin. Gorilla Moonson nel frattempo annunciò che a Wrestlemania Undertaker avrebbe affrontato Sid, mentre Bret Hart avrebbe affrontato Steve Austin, ed aggiunse anche che Bret Hart avrebbe avuto ancora un rematch contro Sid prima di Wrestlemania, stavolta in uno Steel Cage Match. Se Bret Hart avesse vinto la cintura di campione allora il match contro Steve Austin di Wrestlemania 13 sarebbe stato per il titolo del mondo. Ad una settimana da Wrestlemania Bret però non riuscì a sconfiggere Sid: Steve Austin tentò di intervenire in favore del suo prossimo avversario (proprio per garantirsi la possibilità di affrontare Bret per il titolo), ma Bret perse l'incontro questa volta per l'interferenza dell'Undertaker, il quale voleva mantenere l'opportunità di affrontare Sid con in palio il titolo del mondo.
A Bret Hart dunque non toccava altro che affrontare Steve Austin, questa volta in un Submission Only Match con Ken Shamrock (alla prima apparizione nella WWE) come arbitro speciale.
Quanto visto nell'incontro di Wrestlemania è oramai diventato storia, e si può tranquillamente affermare che si tratta del miglior Submission Only Match mai disputato nella federazione di Stamford. Nonostante la presenza di un wrestler tecnico come Bret Hart fu un incontro dallo stile per gran parte brawl: i due si scambiarono colpi pesanti sul ring, a bordo ring e addirittura in mezzo al pubblico nelle prime fasi dell'incontro. C'era veramente una tensione incredibile intorno al match, e l'odio tra i due traspariva in ogni mossa eseguita. L'intensità dell'incontro fu qualcosa di raramente riscontrato in altre contese, e le emozioni che il match offrì furono moltissime. L'immagine dell'incontro passata alla storia (come una delle più importanti degli ultimi anni) è senza dubbio il primo piano di Austin sottomesso alla sharpshooter col sangue che scorreva copioso dalla fronte fino alla bocca. Il match alla fine fu un autentico bagno di sangue per Steve Austin che uscì sconfitto senza però cedere alla mossa finale di Bret Hart (Stone Cold infatti perse i sensi). L'importanza del match va ricercata anche nell'heel turn di Bret Hart (fischiatissimo a fine incontro, ma già fischiato quando nel precedente episodio di Raw si dichiarò vittima di una congiura da parte della federazione e da parte dei tifosi) e nel face turn di Steve Austin, in un feud che in seguito proseguì con lo storico angle USA VS Canada, uno dei primi passi che aiutarono in seguito la WWE a riprendersi lo scettro della federazione numero uno degli Stati Uniti.


IYH 14 - Revenge of the Taker: The Undertaker VS Mankind (17:26)



Dopo aver conquistato il suo secondo titolo mondiale nel main event di WrestleMania XIII contro Sid (match tecnicamente mediocre ma molto emozionante), The Undertaker difese per la prima volta la sua cintura in un PPV proprio contro Mankind, il suo acerrimo rivale con cui aveva combattuto per quasi tutto il 1996. Questa difesa del titolo non era stata casuale, infatti la rivalità tra i due si era nuovamente riaccesa durante una puntata di Raw is War in cui Mankind sfigurò il viso dell'Undertaker (che per settimane combatté con parte del volto ricoperto da delle bende) lanciandogli in faccia una palla di fuoco. Mankind tentò nelle settimane seguenti di ripetere l'impresa utilizzando questa volta una fiamma ossidrica, ma fortunatamente Undertaker riuscì sempre a sventare gli attacchi del suo bizzarro avversario.
L'incontro per il titolo di Revenge of the Taker stranamente non fu il main event del PPV (main event dello show fu uno Steve Austin VS Bret Hart sottotono), ma risultò senza dubbio il miglior incontro della serata. Ancora una volta Undertaker e Mankind disputarono un incontro brutale, con dei colpi impressionanti subiti da entrambi i wrestler, come le testate che Mankind diede alle transenne di metallo a bordo ring o come il colpo che l'Undertaker subì quando Mankind gli fracassò in testa una brocca di vetro. Oltre a questi impressionanti colpi l'incontro presentò anche degli spot spettacolari (con l'Undertaker che durante la sua top rope walk molla la presa da Mankind ed esegue una flying clothesline lanciandosi da metà corda, oppure Mankind che finisce dopo un volo spettacolare con la testa incastrata nel tavolo dei commentatori), in un alternarsi di situazioni e di emozioni che non lasciò annoiare il pubblico nemmeno per un istante.
Alla fine dell'incontro, vinto dall'Undertaker, avvenne un fatto molto importante, probabilmente il primo piccolo passo verso la grande storyline che riportò alla luce Kane: dopo aver messo fuori causa Mankind, l'Undertaker mise all'angolo Paul Bearer e lo ripagò con la stessa moneta bruciandolo in volto con una fiammata improvvisa. A quel punto l'Undertaker cominciò a guardarsi le mani in una sorta di flashback, come se avesse rivissuto in quell'attimo il momento in cui incendiò la casa dei suoi genitori molti anni prima uccidendoli. Dopo questo episodio Paul Bearer sparì per alcune settimane, per poi tornare con un nuovo look (senza baffi e con i capelli biondi) cominciando così ad introdurre la storyline di Kane.


King of the Ring 1997: Shawn Michaels VS Steve Austin (23:00)



Due settimane prima di King of the Ring 1997, Shawn Michaels e Steve Austin (entrambi impegnati a fronteggiare l'Hart Foundation) conquistano durante una puntata di Raw is War le cinture di tag team champions sconfiggendo la coppia formata da Owen Hart e British Bulldog. Si tratta di un incontro splendido, uno dei migliori mai disputati nella storia di Raw, ma oltre alla bellezza dell'incontro il match assume una grande importanza per ciò che avviene al termine della contesa: mentre l'Hart Foundation si accanisce su Shawn Michaels, il neo tag team champion Steve Austin si disinteressa del trattamento che i canadesi stanno riservano al suo compagno di coppia e si allontana dal ring, mettendo così in luce lo scarso affiatamento esistente tra i due. Da questo episodio nacquero mille incomprensioni tra Shawn Michaels e Steve Austin, e così i neo campioni di coppia finirono per affrontarsi a King of the Ring 97 con ancora le cinture di tag team champions alla vita. Fu un incontro molto interessante, uno dei migliori combattuti da Steve Austin prima dell'infortunio subito a SummerSlam 1997 che ne ridusse notevolmente le capacità sul ring. Sin dalle prime battute assistemmo a delle azioni dominate da un grandissimo equilibrio e da un ritmo sostenuto, intervallato di tanto in tanto solo da qualche azione al tappeto per tirare il fiato. Non fu un incontro molto spettacolare, caratteristica che generalmente contraddistingue i match di Shawn Michaels, ma fu veramente intensissimo ed emozionante dall'inizio alla fine. Peccato solo per la mancanza di una conclusione pulita visto che entrambi i wrestler vennero squalificati dopo aver ripetutamente colpito a turno gli arbitri accorsi sul ring.
Per la cronaca, a pochi minuti dall'inizio del match un ragazzo portatore d'handicap tentò di salire sul ring per colpire Steve Austin, ma fu lo stesso Shawn Michaels a fermare l'incontro per calmare le acque ed accompagnare il ragazzo nel backstage.
Alcune settimane dopo questo incontro, Shawn Michaels fu costretto ad abbandonare il titolo per un infortunio riportato in seguito ad un'aggressione di Bret Hart e soci (in realtà la WWE decise di sospendere Shawn Michaels per una vera scazzottata nel backstage con Bret Hart, in una delle rare occasioni in cui la WWE non prese le parti di Shawn). Il suo posto venne preso da Dude Love, personaggio interpretato da Mick Foley, dopo che Mick già in precedenza sotto le vesti di Mankind aveva tentato senza fortuna di convincere Steve Austin a diventare suo compagno di coppia.


IYH 16 - Canadian Stampede: Mankind VS Triple H (13:14)



Dopo essere stato sconfitto in maniera del tutto irregolare nella finale di King of the Ring 97, Mankind chiese immediatamente un rematch a Triple H per vendicarsi del trattamento riservatogli nel loro ultimo incontro. Triple H accettò, ma durante una puntata di Raw is War riuscì ancora una volta ad attaccare Mankind colpendolo ripetutamente con la corona conquistata nel torneo di King of the Ring. I due continuarono nelle settimane successive ad interferire reciprocamente nel match dell'avversario durante Raw, fino ad arrivare al loro atteso incontro disputato in terra canadese. L'incontro che i due combatterono a Canadian Stampede è considerato un piccolo classico del genere brawl-hardcore nella WWE, seppure non si sia trattato di un Hardcore Match o di un No Holds Barred Match. L'incontro fu caratterizzato da colpi molto violenti con Mankind protagonista di high spot impressionanti (da vedere la bodyslam eseguita al volo da Chyna che lo lanciò sulle scalette d'acciaio), ma anche Triple H lavorò molto duro per tutto l'incontro tra voli fuori dal ring, piledriver e suplex subiti sulla pedana di metallo che conduceva sul quadrato. Non mancarono nemmeno i colpi proibiti come le molte sediate rimediate da Mankind, e questo grazie anche alle ripetute interferenze di Chyna mai rilevate dall'arbitro. Il ritmo fu sempre molto elevato, così come il livello di spettacolarità, ed alla fine l'unico difetto di questo incontro può essere considerato il double count out finale che però portò degli strascichi spettacolari per questa sfida durante l'intera serata. Il match infatti proseguì, seppure in maniera non ufficiale, anche durante gli altri incontri, e così prima degli altri match si videro segmenti del brutale combattimento tra Mankind e Triple H che proseguiva ora tra il pubblico ed ora all'esterno dell'arena, prima che un gruppo d'arbitri riuscissero a dividere i due wrestler (Triple H oltretutto era anche sanguinante). Ovviamente la mancanza di una conclusione definitiva portò i due a scontrarsi anche durante SummerSlam 97, ed in questa occasione per evitare quanto accaduto a Canadian Stampede i due si affrontarono in uno Steel Cage Match


SECONDA PARTE


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