1996
Prima Parte


In Your House 6: Shawn Michaels VS Owen Hart



Prima della storica rivalità con Bret Hart, Shawn Michaels aveva già avuto a che fare con un altro membro della famiglia Hart, Owen Hart. Tutto cominciò quando durante un incontro disputato a Monday Night Raw nel novembre del 95, HBK collassò al centro del ring dopo essere stato colpito alla testa da un enziguri di Owen Hart. Subito dopo l’infortunio Shawn venne soccorso dai medici, e dalle visite in seguito effettuate risultò che il colpo ricevuto alla testa gli aveva provocato un forte trauma cranico che ne metteva in forte dubbio la partecipazione alla Royal Rumble. Fortunatamente però Shawn Michaels riuscì a ristabilirsi in tempo, ottenendo addirittura una clamorosa ed inaspettata vittoria nell’annuale Rissa Reale (seconda vittoria consecutiva) in cui riuscì ad eliminare anche lo stesso Owen Hart. Nell’edizione seguente di Monday Night Raw però Owen Hart, accompagnato da Jim Cornette, sfidò Shawn Michaels in un match che si sarebbe tenuto nel PPV In Your House 6, chiedendo che venisse messa in palio anche la title shot appena conquistata da Shawn grazie alla vittoria nella Royal Rumble. HBK accettò la sfida, e così Gorilla Moonson annunciò il match in cui sarebbe stata messa in palio nuovamente la title shot per il titolo del mondo a Wrestlemania XII.
Come da copione, i due furono protagonisti di un bellissimo incontro caratterizzato dalla grande tecnica di questi due atleti, ed a conti fatti è un vero peccato che Owen e Shawn si siano affrontati in carriera una sola volta nei PPV WWE visti i risultati ottenuti con questo incontro (c’è da dire che Shawn rifiutò tra la fine del 97 e l’inizio del 98 un feud con Owen Hart). Owen, ben più spettacolare stilisticamente rispetto a suo fratello Bret, si adattò alla perfezione allo stile di lotta di Shawn, il quale ad inizio incontro fu protagonista di alcune eccellenti manovre aeree. L’incontro proseguì poi su altissimi livelli sia per quel che riguarda la velocità che per l’intensità, ed il match fu impeccabile anche dal punto di vista della psicologia visto che Owen insistette nel concentrare le sue mosse proprio sulla testa di Shawn per quasi tutta la durata della contesa. Alla fine Shawn, dopo aver subito ancora un enziguri alla testa che sembrava averlo messo definitivamente KO, riuscì a riprendersi e ad aggiudicarsi l’incontro in un velocissimo spot dove eseguì due sweet chin music, una andata a vuoto e l’altra andata a segno per il conteggio finale.
Come noto, Shawn Michaels vinse poi a WrestleMania XII il suo primo titolo mondiale contro Bret Hart in uno splendido Iron Man Match, mentre Owen Hart venne dirottato in un breve e poco interessante feud in coppia con The British Bulldog contro Ahmed Johnson ed il redivivo Jake “The Snake” Roberts.


WrestleMania 12: Bret Hart VS Shawn Michaels (Iron Man Match)
(61:56)



A Survivor Series 95 Bret Hart aveva strappato a Diesel la cintura di campione del mondo dopo un regno durato circa un anno. In quel momento la WWE aveva bisogno di main eventer importanti, e soprattutto aveva bisogno di un nuovo campione del mondo che portasse aria nuova nella lotta al titolo mondiale che con Diesel non aveva riscosso i risultati attesi. Si pensò allora a Shawn Michaels, probabilmente il miglior wrestler in quel periodo nella WWE, che con Bret Hart avrebbe potuto dar vita ad un grandissimo main event a WrestleMania 12. Shawn si aggiudicò la Royal Rumble, e così conquistò il suo secondo title shot a WrestleMania (che però rimise in palio ad In Your House 6) dopo essere stato sconfitto l’anno prima a WrestleMania XI da Diesel. Si prospettava quindi un nuovo main event a WrestleMania tra due face, dopo Ultimate Warrior VS Hulk Hogan disputato nel 1990 a WM6.
Per rendere il tutto ancora più spettacolare ed epico, venne scelto per la prima volta in un PPV della WWE l’Iron Man Match, incontro sulla distanza di un’ora in cui avrebbe vinto chi sarebbe riuscito ad ottenere più pin. Proprio per questa stipulazione però la prima parte del match non fu molto esaltate, in quanto l’azione fu lenta e dominata dalle prese a terra per far passare il tempo, ma superata la mezzora il match entrò nel vivo e mostrò quanto di meglio i due wrestler sapessero offrire. Questa seconda parte dell’incontro fu incredibilmente emozionante, con moltissimi tentativi di pin interrotti al conto di due, e spettacolare grazie ad alcune esaltanti manovre aeree di Shawn Michaels (splendida una flying clothesline dalla terza corda su Bret Hart che si trovava a bordo ring). E’ difficile spiegare a parole l’atmosfera che regnava in quei minuti sul ring di Anaheim, con i due wrestler impegnati in azioni tecniche e spettacolari ed un pubblico straordinario nell’inneggiare Bret e Shawn durante le fasi più concitate del match. Negli ultimi secondi dell’incontro, quando ancora il risultato era di 0 a 0, Bret Hart mise Shawn Michaels nella sua sharpshooter senza tuttavia riuscire a far cedere l’avversario. L’incontro terminò così 0 a 0, l'arbitro decretò il pareggio e consegnò la cintura a Bret Hart che si indirizzò verso gli spogliatoi. Intervenne però l'allora presidente WWF Gorilla Monsoon il quale fece annunciare allo speaker Howard Finkl che il match sarebbe continuato in un over time (tempo supplementare) stile Sudden Death (fino alla morte) fino a che uno dei due atleti avesse schienato l'avversario in una sorta di golden gol calcistico. Ad aggiudicarsi l’incontro, dopo pochi minuti, fu a sorpresa Shawn Michaels con una devastante Sweet Chin Music ai danni di Bret, cosa che gli permise di conquistare per la prima volta la cintura di campione del mondo WWE. Per tutta risposta Bret Hart dopo questo incontro se ne andò polemicamente dalla WWE perché si considerava vittima di uno screwjob (ironia della sorte, considerando ciò che accadde a Survivor Series 97), facendo ritorno a Stamford solo a Survivor Series 96 in un incontro che lo vide opposto a Steve Austin. In realtà però in quel periodo Bret Hart era in forte polemica con Vince McMahon, sia per ragione contrattuali sia per la scelta di Vince di concedere la cintura di campione a Shawn Michael, scelta che secondo Bret si sarebbe rivelata senza dubbio un fallimento.


In Your House 7: Shawn Michaels VS Diesel (No Holds Barred)
(17:56)



Dopo aver conquistato il titolo del mondo contro Bret “The Hitman” Hart a WrestleMania XII, Shawn Michaels dovette affrontare nella sua prima difesa della cintura di campione nientemeno che Diesel. L’amicizia tra i due era degenerata più volte negli ultimi anni, ricomponendosi comunque ogni volta (i due nel 95 divennero anche campioni del mondo di coppia per la seconda volta), ma ora sembrava che tra i due fossero tornati a esistere i dissidi di un tempo, soprattutto dopo quanto avvenuto nella Royal Rumble 96 dove Shawn Michaels vinse la rissa reale eliminando come ultimo avversario proprio Diesel. Durante un episodio di Monday Night Raw successivo a Wrestlemania Diesel attaccò più volte Shawn Michaels pretendendo una title shot, ed il campione in carica per nulla intimidito accettò la sfida. Non si sarebbe trattato però di un match normale, bensì di un No Holds Barred Match. E’ facile dire che questo sia stato probabilmente il miglior incontro disputato da Kevin “Diesel” Nash nella WWE (e forse nella sua intera carriera, insieme al match di Survivor Series 95 contro Bret Hart), e bisogna aggiungere che in questo match Nash interpretò in maniera straordinaria, come probabilmente in pochi sono riusciti a fare nella WWE, il ruolo dell’heel. Parlando dell’incontro, non si trattò di una sfida molto veloce (ad eccezione di qualche accelerazione di Michaels) e la maggior parte dell’azione fu statica, ma nonostante questo il match fu ugualmente molto bello. I due wrestler si scambiarono dei colpi molto violenti, e fu soprattutto Diesel come da copione ad infliggere a Shawn Michaels i colpi più duri, come la micidiale powerbomb sul tavolo dei commentatori o come il tentativo di strangolare Shawn Michael tenendolo appeso tramite la cintura dei pantaloni strappata all’arbitro Dave Hebner. L’azione comunque, grazie all’utilizzo di sedie, estintori ed oggetti vari, fu abbastanza varia e molte furono le emozioni che l’incontro regalò, soprattutto durante i tentativi di schienamento che ogni volta sembravano dovessero portare alla conclusione del match. Contrariamente a quanto avviene generalmente nei match di Shawn Michaels qui le azioni aeree non abbondarono, ma HBK riuscì comunque a mostrare alcuni numeri interessanti del suo repertorio, soprattutto ad inizio incontro. Da sottolineare invece il finale come uno degli episodi di maggior cattivo gusto che mai si siano visti nella WWF: Diesel scendendo a bordo ring strappò la gamba artificiale a Mad Dog Vachon (ex wrestler e padre di Luna Vachon) che era seduto in prima fila, e tentò di utilizzarla per colpire Shawn Michaels, il quale però schivò il colpo ed utilizzando proprio la gamba artificiale sferrò una prima Sweet Chin Music, per poi chiudere il match con un’altra Sweet Chin Music, questa volta autentica. Questo incontro fu comunque un ottimo modo per Kevin Nash per congedarsi dal suo pubblico, essendo stata questa la sua ultima apparizione in un PPV della WWE. Stessa sorte toccò a Razor Ramon che nel PPV venne anche lui sconfitto da Vader, in maniera oltretutto pulita. Entrambi passarono dopo poche settimane alla WCW, convinti da un ingaggio molto più alto e dalla possibilità di poter lavorare meno date al mese rispetto a quanto non facessero nella WWE.


In Your House 8: Steve Austin VS Savio Vega (Caribbean Strap Match) (21:23)



L’esordio di Steve Austin all’interno della World Wrestling Entertainment risale alla Royal Rumble 1996. Austin inizialmente era conosciuto come The RingMaster, ed era accompagnato dal manager Ted DiBiase che aveva trovato in Austin il wrestler a cui affidare la sua Million Dollar Belt. Il primo feud che vide protagonista Steve Austin nella WWE fu quello con Savio Vega: i due si affrontarono per la prima volta a WrestleMania XII, incontro vinto da Steve Austin con l’aiuto di DiBiase. La rivincita tra i due avvenne nel PPV In Your House 8 Beware of the Dog (PPV molto particolare disputato durante due serate poiché durante la sera prevista per lo svolgimento dell’evento la luce andò via ed alcuni incontri vennero ripetuti due giorni dopo) in un particolare Caribbean Strap Match: entrambi i wrestler erano legati al polso sinistro da una cinghia di cuoio lunga dieci piedi, e l’unico modo per vincere era toccare in rapida successione i 4 angoli del ring.
Oltre a questo venne aggiunta un’altra stipulazione all’incontro:se Savio Vega avesse perso sarebbe diventato l’autista personale di Ted DiBiase, mentre se Steve Austin avesse perso Ted DiBiase sarebbe dovuto andarsene dalla World Wrestling Entertainment.
Il match risultò veramente molto bello ed emozionante, probabilmente il migliore strap match combattuto nella federazione di Stamford. L’intensità dell’incontro fu elevatissima, ed i due wrestler si scambiarono colpi violentissimi utilizzando la cinghia in vari modi. Steve Austin fu protagonista di un’ottima prova (si lanciò addirittura dalla terza corda finendo contro le transenne in una delle fasi finali dell’incontro), molto solida sotto tutti i punti di vista. I momenti più emozionanti dell’incontro si verificarono allorché i due wrestler tentarono più volte di toccare in rapida successione i 4 angoli del ring per aggiudicarsi il match, proponendo ogni volta qualche spot diverso. Senza dubbio risultò inatteso il finale del match in cui Austin trascinò con la cinghia Savio Vega nel tentativo di toccare i 4 angoli, senza rendersi però conto che anche Savio Vega dietro di lui stesse facendo la stessa cosa. Arrivarono a toccare consecutivamente tre angoli a testa, ma alla fine Austin lanciò involontariamente (o quasi…) Savio Vega contro il quarto angolo dandogli la vittoria dopo oltre venti minuti di incontro. Savio Vega a fine incontro intonò dal centro del ring una canzone irridente nei confronti di Ted DiBiase oramai fuori dalla WWE (anche lui attratto dalle sirene della WCW). Per Austin comunque questa sconfitta si rivelò un toccasana, perché riuscì a liberarsi della gimmick di Ringmaster e del suo manager, imboccando la strada che l’avrebbe reso il personaggio più importante della WWE di quegli anni.


King of the Ring 1996: Steve Austin VS Marc Mero (16:48)



Nell’edizione del 1996 di King of the Ring venne introdotta la formula del torneo con le sole semifinali e finale, eliminando i quarti di finale e permettendo quindi ai wrestler impegnati nel torneo di risparmiarsi maggiormente ed offrire prestazioni migliori. Vedendo l’incontro disputato nella prima semifinale del torneo tra Steve Austin e Marc Mero non si può che essere d’accordo con questa scelta, tanto che si può tranquillamente affermare che questo è stato il miglior incontro mai disputato in uno dei tornei di King of the Ring dopo Bret Hart VS Mr Perfect di King of the Ring 93.
Steve Austin e Marc Mero si erano già affrontati in carriera durante i loro trascorsi nella WCW (quando il secondo interpretava ancora il personaggio di Johnny B. Godd), e questa era quindi la ripresa del vecchio feud che li aveva visti coinvolti negli anni passati e che li aveva visti protagonisti di ottimi incontri con in palio l’US Title. Austin arrivò in semifinale del torneo battendo prima Bob Holly (ancora con la vecchia gimmick di “Spurk Plug”) e poi Savio Vega (già suo avversario nell’ultimo feud quando era ancora “The Ringmaster”), mentre Marc Mero sconfisse prima Skip (Chris Candido) e poi Owen Hart che per via di un infortunio al braccio faceva da color commentator a questo PPV.
Questo incontro di semifinale è uno di quei match che vanno visti per rendersi conto di quanto potesse essere bravo Steve Austin prima dell’infortunio di SummerSlam 1997. Fu un match splendido, veloce e molto tecnico, completamente differente dallo stile brawl caratteristico degli attuali match di Steve Austin. Il ritmo fu frenetico, non ci fu un secondo di pausa né una fase di stallo del match, ed oltre alla solidità della contesa dal punto di vista tecnico il match offrì grossi spunti anche per quel che riguarda la spettacolarità: Marc Mero fu protagonista di alcune splendide manovre aeree, tra cui una bellissima plancha in corsa con cui colpì Steve Austin fuori dal ring e una velocissima hurricanrana ad inizio incontro. Insieme a Steve Austin poi fu protagonista di alcuni ottimi spot soprattutto per quel che riguarda i tentativi di schienamento che in alcuni frangenti si alternarono velocissimamente da una parte e dall’altra. La vittoria alla fine andò a Steve Austin dopo la sua caratteristica Stunner, quando ancora questa mossa risolutiva non era per lui un tormentone da eseguire continuamente come al giorno d’oggi.
Austin incontrò in finale un redivivo Jake “The Snake” Roberts che sconfisse in pochi secondi, anche per via delle pessime condizioni fisiche in cui si trovava Roberts dopo l’attacco subito in semifinale da Vader. La serata di King of the Ring 96 passerà comunque alla storia per aver dato vita al mito di Steve Austin 3:16 ed alle sue catchphrase caratteristiche coniate durante la sua premiazione.
Per la cronaca, nel match tra Mero ed Austin, Marc Mero spaccò il labbro di Steve Austin in seguito ad una spettacolare manovra aerea. Austin proseguì il match sanguinando vistosamente dalla bocca, e proprio per questo incidente i due si affrontarono nuovamente nel PPV successivo, In Your House 9 International Incident.


SECONDA PARTE


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