1992


Royal Rumbe 1992: 30 Man over the top rope (61:59)



L’edizione della rissa reale disputata nel 1992 fu senza dubbio la migliore mai combattuta nella storia della World Wrestling Federation. Nessun’altra rissa reale si è mai avvicinata a simili livelli, ed anche facendo previsioni ottimiste pare difficile credere che in futuro l’edizione 1992 possa essere superata. E’ incredibile leggere la lista dei partecipanti a questa rissa reale: Barbarian, Berzerker, Big Boss Man, Ted DiBiase, Jim Duggan, Haku, Hercules, Hulk Hogan, Sid Justice, Rick Martel, Shawn Michaels, Col Mustafa, Roddy Piper, Repoman, Jake Roberts, Jerry Sags, Tito Santana, Randy Savage, IRS, Skinner, Sgt Slaughter, Davey Smith, Jimmy Snuka, Undertaker, Greg Valentine, Virgil, Nikolai Volkoff, Kerry Von Erich, Warlord. Sting escluso, questa rissa reale includeva praticamente tutto il meglio che in quel momento il wrestling made in USA potesse offrire. Questi 30 wrestler per la prima volta non combattevano solo per gli onori della vittoria, bensì per la cintura di campione del mondo che il presidente Jack Tunney aveva reso vacante in seguito alla controversa vicenda che aveva visto protagonisti Hogan e Undertaker (per i quali fu comunque assicurato un numero d’entrata successivo al numero 15).
Fu una rissa reale assolutamente perfetta, priva di quelle pause che ogni tanto contraddistinguono questo tipo di competizione, e risultò emozionante in ogni frangente anche grazie alla presenza costante di Ric Flair. All’interno della rissa reale si consumarono scontri importanti come quello tra Macho Man e Jake Roberts, Roddy Piper e Ric Flair (Flair aveva combattuto il suo primo incontro in assoluto nella WWF proprio contro Piper), ma l’attenzione almeno inizialmente era catalizzata sullo scontro tra Undertaker e Hogan. Undertaker entrò come numero 20, Hogan come 26, e fu proprio quest’ultimo ad avere la meglio eliminando subito l’Undertaker con una clothesline. Alla fine sul ring rimasero in tre, Ric Flair (ancora sul ring nonostante l’entrata come numero 3), Sid Justice e Hogan, e le fasi finali che videro coinvolti questi tre furono incredibilmente coinvolgenti e sorprendenti. Sid infatti, approfittando della filosofia dell’ognuno per se caratteristica di questa competizione, eliminò improvvisamente Hulk Hogan. The Hulkster non la prese affatto bene, e per vendicarsi di quell’improvviso tradimento afferrò il braccio di Sid nel tentativo di farlo cadere dal ring. Ad approfittare di quella situazione ci pensò allora Ric Flair, il quale fu abile ad eliminare Sid sfruttando l’involontario aiuto di Hogan e diventando così campione del mondo WWF per la prima volta. In quel momento però tutte le attenzioni del pubblico vennero riservate ad Hogan e Sid: i due infatti furono protagonisti di uno scontro al centro del ring, e ci vollero decine di arbitri e dirigenti WWF per placare gli animi dei due giganti un tempo amici. A sorprendere fu anche la reazione del pubblico che di fronte a quella situazione sembrò schierarsi in prevalenza dalla parte di Sid. Tornando invece alla vittoria di Ric Flair, vale la pena ricordare la sua straordinaria prestazione in termini di durata, ancora insuperata dopo 9 anni, in quanto rimase sul ring per quasi 1 ora.
Hogan e Sid finirono così per incontrarsi nel main event di WrestleMania VIII, mentre Ric Flair dovette vedersela con Macho Man in una sorta di secondo main event disputato a metà WrestleMania VIII.


WrestleMania VIII: Bret Hart VS Roddy Piper (13:41)



17 gennaio 1992: questa è la data che ha preparato la disputa di questo bellissimo incontro con in palio il titolo intercontinentale disputato a WrestleMania VIII. In quella data infatti Bret Hart, l’allora campione intercontinentale, venne sconfitto da Jacques “The Mountie” Rougeau in un incontro durante un house show disputato a Springfield. Alla fine dell’incontro The Mountie attaccò Bret Hart, ma improvvisamente sul ring salì Roddy Piper per difendere l’amico Bret. Fu annunciato allora che Bret Hart e The Mountie avrebbero avuto un rematch durante la Royal Rumble 1992, ma visto che Bret non era ancora in condizione di poter combattere fu Roddy Piper a prendere il suo posto. Durante la Royal Rumble Roddy Piper riuscì a sconfiggere The Mountie ed a conquistare così la sua prima ed unica cintura mai vinta nella World Wrestling Federation, ed in considerazione di ciò che era avvenuto nelle settimane precedenti venne deciso che Piper avrebbe dovuto difendere la cintura intercontinentale proprio contro Bret Hart in un match da disputarsi a WrestleMania VIII.
Essendo grandi amici la vigilia dell’incontro tra Bret Hart e Roddy Piper venne vissuta nel reciproco rispetto, ma quando il match si fece imminente tra i due ci furono i primi attriti.
L’incontro risultò essere sicuramente il più bel match mai disputato da Roddy Piper nella WWF (e probabilmente nella sua intera carriera) ed uno dei migliori combattuti da Bret Hart, e fu un connubio tra fasi tecniche (caratteristiche di Bret Hart) e fasi più brawl (in pieno stile Piper) dove comunque le prime prevalsero sulle seconde. Non ci furono manovre spettacolari, ma il match risultò essere ugualmente emozionante e strutturalmente molto solido, privo di pause noiose e sempre incerto fino al termine del match. Fu una sfida giocata tutta sulla psicologia da parte di entrambi i wrestler, con un Roddy Piper più heel ed un Bret Hart nel ruolo assoluto di babyface, anche se il pubblico dell’Hoosierdome inizialmente si dimostrò incerto su chi tifare. Proprio durante uno di questi mind games si verificò il momento chiave dell’incontro: Roddy Piper prese improvvisamente in mano il gong per colpire in testa un Bret Hart ridotto ad una maschera di sangue, ma vedendo l’amico in quelle condizioni che sembrava quasi chiedere pietà non ebbe il coraggio di colpirlo. Questo gesto di lealtà costò però molto caro a Roddy Piper, ed infatti in una delle fasi immediatamente successive Bret Hart riuscì a rovesciare una presa articolare di Piper tramutandola in uno schienamento con l’aiuto delle corde.
Dopo questo incontro Roddy Piper sparì dalle scene della WWF per farvi poi rientro solo in altre due occasioni, a King of the Ring 1994 contro Jerry Lawler e a WrestleMania 12 in un brutale (anche se più simile ad un film d’azione che ad un incontro) Backlot Brawl Match contro Goldust.
Bret Hart invece riuscì con successo a mantenere la cintura fino a Summerslam 92, PPV in cui si disputò lo straordinario incontro con The British Bulldog.


Wrestlemania VIII: Macho Man VS Ric Flair (17:58)



Il main event di WrestleMania VIII sarebbe dovuto essere un match storico: Hulk Hogan VS Ric Flair. Le due icone del wrestling mondiale che hanno monopolizzato la scena per anni ed anni si sarebbero dovute affrontare in un incontro atteso da moltissimo tempo, e per costruire al meglio la sfida la WWF decise che sarebbe stato Ric Flair ad arrivare all’incontro con la cintura di campione del mondo per poi cederla ad Hogan durante lo storico evento. The Hulkster però proprio in quel periodo aveva deciso di prendersi una pausa dal mondo del wrestling, e così la WWF fu costretta all’ultimo istante a cambiare i piani: Hogan venne dirottato in un feud contro Sid Justice per i fatti occorsi durante la Royal Rumble 92, mentre Ric Flair dovette vedersela con Randy Savage (che a sua volta nei piani iniziali della WWF avrebbe dovuto affrontare Jake Roberts a WrestleMania VIII nel capito finale del loro incredibile feud). Per accendere la rivalità tra Flair e Savage, The Nature Boy mostrò continuamente durante gli spettacoli televisivi della WWF alcune foto che ritraevano lui e Miss Elizabeth insieme: secondo Flair quella era la dimostrazione che ad aver avuto per primo una love story con Miss Elizabeth era stato lui e non Randy Savage (ovviamente si trattava solo di un fotomontaggio). Se l’importanza del match ha risentito senza dubbio della “sostituzione” di Hogan con Randy Savage, non si può certo dire la stessa cosa per quel che riguarda la bellezza dell’incontro. Flair e Savage furono infatti protagonisti di uno dei migliori incontri dell’anno nella WWF, un match straordinario che rappresenta senza dubbio il miglior match (lasciando da parte la Royal Rumble) disputato da Ric Flair nella sua breve parentesi nella WWF, pari merito con lo splendido incontro in cui perse il titolo contro Bret Hart in Canada (si parla anche di straordinari marathon match disputati tra Flair e Bret Hart durante alcuni house show, ma sfortunatamente non ci sono filmati di questi incontri). Per certi versi questo incontro ha ricordato a tratti il match di WrestleMania III tra Savage e Steamboat (anche se non fu altrettanto veloce e spettacolare) e questo dice molto della qualità della contesa. Fu un match incredibilmente emozionante e coinvolgente, soprattutto nella seconda parte in cui il ritmo e la velocità dell’azione aumentarono e gli schienamenti si fecero continui ed improvvisi da entrambe le parti. Spettacolari alcuni spot che videro coinvolto Macho Man, come ad esempio l’impressionante volo oltre la terza corda nella prima parte del match. La presenza di Mr Perfect a bordo ring si fece sentire per tutto l’arco dell’incontro, ma nonostante questo la vittoria finale andò a Macho Man che con un roll up improvviso schienò un sanguinante Ric Flair. Descrivere la reazione del pubblico di fronte a questa vittoria è compito arduo…
Questo fu l’ultima cintura detenuta da Macho Man nella WWF, mentre Flair ebbe modo di diventare per la seconda volta campione del mondo sconfiggendo proprio Macho Man in un house show disputato ad Harshey il primo settembre, tre giorni dopo SummerSlam 1992. Per problemi con la dirigenza, Ric Flair abbandonò presto la federazione di Stamford combattendo il suo ultimo incontro il 25 gennaio del 93, pochi giorni dopo la Royal Rumble, in un Loser Leave WWF proprio contro il suo ex-manager Mr Perfect.


SummerSlam 1992: Macho Man VS Ultimate Warrior (26:15)



Dopo lo splendido Career VS Career Match disputato a WrestleMania VII, Randy Savage e Ultimate Warrior furono protagonisti di un altro bellissimo incontro a SummerSlam 1992, questa volta con in palio la cintura di campione del mondo conquistata da Savage a WrestleMania VIII ai danni di Ric Flair. Warrior dopo il suo rientro a WrestleMania VIII era stato nominato number one contender al titolo di “Macho Man” Randy Savage, e se all’inizio tra i due non c’era nessun forte attrito (essendo entrambi face) ci pensò Ric Flair con l’aiuto di Mr Perfect a gettare benzina sul fuoco. Flair infatti nelle settimane che precedettero l’incontro cercò in tutti i modi di far credere a Savage di essere in combutta con Warrior e a Warrior di avere un piano segreto con Savage. Questo portò i due all’appuntamento di SummerSlam con una certa diffidenza reciproca.
Non si trattò di una contesa molto tecnica, ed anche dal punto di vista della spettacolarità le uniche concessioni furono ad opera di Macho Man che si esibì in un paio di manovre da high flyer caratteristiche del suo repertorio, ma ciò che esaltò dell’incontro fu senza dubbio la straordinaria intensità e le continue emozioni che la contesa suscitò. Da questo punto di vista il match risultò eccellente, e per tutti gli oltre 25 minuti di durata il ritmo fu serratissimo, mentre impressionante fu il numero di conteggi di due che l’arbitro effettuò. Ogni volta che uno dei due wrestler sembrava dovesse soccombere allo schienamento riusciva a riprendersi all’ultimo istante, e questo rese l’incontro assolutamente imprevedibile. Prevedibile invece fu il finale controverso allorché Ric Flair fece il suo ingresso all’interno dello stadio insieme a Mr Perfect, ed infatti i due tentarono in tutti i modi di rovinare lo spettacolo colpendo prima Warrior e poi Macho Man. Proprio quest’ultimo finì vittima di un infortunio al ginocchio durante le fasi finali del match: nel tentativo di colpire Flair lanciandosi dalla terza corda, Savage venne colpito da una sediata al ginocchio da parte dello stesso Nature Boy. Savage non riuscì più a rientrare nel ring per via di quell’infortunio, e così la vittoria venne assegnata a Warrior per countout (unica nota stonata dell’ottimo incontro).
Se Macho Man riuscì a mantenere il titolo in quell’occasione non riuscì però a ripetersi alcuni giorni dopo nel match per il titolo contro Ric Flair: oltre all’infortunio al ginocchio rimediato a Summerslam infatti Macho Man si trovò a dover fare i conti con le continue interferenze di Razor Ramon, appena giunto nella World Wrestling Federation, che gli costarono il match ed il titolo del mondo. Ric Flair divenne quindi campione del mondo per la seconda volta a distanza di nemmeno un anno dal suo primo regno, ma questa volta si trattò di un regno molto breve poiché dopo alcune settimane fu costretto a cedere il titolo del mondo a Bret Hart.
C’è comunque una voce che circola sull’incontro di Summerslam tra Warrior e Savage: pare infatti che inizialmente fosse previsto il turning heel di Ultimate Warrior e la sua conquista della cintura di campione grazie all’aiuto di Ric Flair e Mr Perfect, ma a quanto pare all’ultimo istante Warrior si oppose a questa decisione.


SummerSlam 1992: Bret Hart VS British Bulldog (25:12)



A SummerSlam 1992, evento disputato a Londa nell’arena di Wembley di fronte a circa 82.000 persone, la WWF decise di far disputare il main event del PPV al beniamino di casa, “The British Bulldog” Davey Boy Smith. Il wrestler di origine inglese affrontò nell’ultimo incontro della card l’allora campione intercontinentale Bret Hart in una sfida molto particolare: Davey Boy Smith infatti era il cognato di Bret Hart, e ad assistere al match a bordo ring c’era anche Diana Hart, sorella di Bret e moglie di Davey Boy Smith, combattuta emotivamente tra il tifare per suo marito o per suo fratello. Essendo sia Bret Hart che British Bulldog face, il ruolo di beniamino del pubblico spettò ovviamente all’inglese, mentre in un certo senso il ruolo dell’heel fu di Bret Hart che, in un paio di occasioni, si comportò in maniera poco leale attirandosi così i fischi degli spettatori.
Fu un match straordinario, da molti considerato il miglior match dell’anno ed in assoluto il miglior incontro disputato in carriera da Davey Boy Smith. Com’era prevedibile tra due atleti provenienti dalla scuola di Stu Hart, si trattò di una contesa veramente molto tecnica sostanzialmente suddivisa in due parti: dopo una primissima fase molto veloce di studio il controllo del match passò decisamente dalla parte di Bret Hart, il quale alternava prese a terra a delle improvvise accelerazioni che generalmente si concludevano con un tentativo di schienamento. Successivamente il match divenne più equilibrato, e l’azione si fece molto più veloce ed imprevedibile, con un gran numero di conteggi di due. L’improvviso schienamento fu ad opera di British Bulldog, che riuscì a bloccare a terra Bret Hart dopo essere uscito a sorpresa dalla sharpshooter dell’avversario. L’incontro durò circa 25 minuti, tutti intensissimi anche se privi di high spot particolari (gli unici due furono una plancha di Bret Hart ed un suplex di British Bulldog su Bret Hart dalla terza corda). Il pubblico tributò un’autentica ovazione ai due wrestler raggiunti sul ring successivamente anche da Diana Hart, e l’immagine finale dei 3 che si abbracciano sul ring londinese è uno dei grandi momenti della storia della WWF. Nelle interviste Bret Hart ha sempre dichiarato che secondo lui questo contro Davey Boy Smith non solo fu il suo migliore incontro disputato nella WWF, ma addirittura il migliore incontro mai combattuto nella storia del wrestling professionistico.
Nei mesi a seguire The British Bulldog perse il titolo intercontinentale ai danni di Shawn Michaels in un altro splendido incontro, mentre Bret Hart divenne campione del mondo per la prima volta sconfiggendo Ric Flair poco prima di Survivor Series 92 in un match che avrebbe meritato platee da PPV e non da normale show settimanale.


Survivor Series 1992: Randy Savage & Mr Perfect VS Ric Flair & Razor Ramon (16:29)



A SummerSlam 92 Mr Perfect e Ric Flair interferirono nell’incontro con in palio il titolo del mondo tra Ultimate Warrior e Randy Savage, infortunando gravemente quest’ultimo fuori dal ring e costringendo così l’arbitro ad assegnare la vittoria a Warrior per Count Out. Pochi giorni dopo Ric Flair affrontò Randy Savage in un incontro valido per il titolo mondiale, e con un avversario ancora vittima dell’infortunio al ginocchio riuscì a conquistare per la seconda volta la cintura di campione del mondo, grazie anche all’aiuto di Razor Ramon da poco arrivato nella WWF. Per ragioni di salute (problemi all’udito che gli causavano mancanza d’equilibrio e vertigini) Ric Flair fu costretto a cedere il titolo a Bret Hart, ma la storyline con Savage e Warrior doveva proseguire. Per Survivor Series 92 venne annunciato che il main event (seppure disputato a metà card) sarebbe stato Ric Flair e Razor Ramon contro Randy Savage e Ultimate Warrior, ma anche in questo caso i piani della federazione vennero scombinati: Ultimate Warrior ebbe nuovi dissidi di natura economica con la dirigenza della WWF, e questo lo portò a stracciare il contratto con la federazione di Vince McMahon appena due settimane prima di Survivor Series. Randy Savage aveva bisogno allora di un nuovo partner, e così durante un episodio di Prime Time Wrestling propose a Mr Perfect di diventare suo compagno di coppia a Survivor Series 92. Mr Perfect, che non combatteva da SummerSlam 91 per un infortunio alla schiena, accettò immediatamente la proposta perché secondo lui Ric Flair e Razor Ramon lo stavano allontanando mettendo sempre più nell’ombra.
Si arrivò così alla sfida di Survivor Series 92, un match che senza proporre un wrestling molto spettacolare può essere considerato uno dei grandi classici di inizio anni 90 grazie alle mille emozioni che regalo nell’arco dell’intero incontro. Fu un match molto classico nello svolgimento ma anche molto solido, con i due heel impegnati a commettere scorrettezze e con Macho Man per gran parte dell’incontro in balia degli avversari, incapace di dare il cambio al proprio partner (e quando questo si verifica in gergo si dice che il wrestler face che subisce sta facendo il “Ricky Morton” della situazione, in ricordo del tag team dei Rock’n’Roll Express in cui era sempre Morton a subire per quasi tutto l’incontro prima di riuscire a dare il cambio). La sfida fu avvincente ed incerta fino all’ultimo, e ad aggiungere incertezza all’incontro ci pensò anche Mr Perfect, più volte ambiguo nei comportamenti tanto da sembrare sul punto di tradire Randy Savage. La parte conclusiva dell’incontro fu particolarmente piacevole e coinvolgente: venne rotto lo schema classico del tag team match ed il ritmo della contesa salì notevolmente, ma questo portò anche al confuso e deludente finale in cui Ric Flair e Razor Ramon vennero squalificati in seguito ad un reiterato attacco ai danni di Mr Perfect, perpetuato nonostante gli ammonimenti degli arbitri (infatti a dar manforte all’arbitro Dave Hebner, KO per un colpo ricevuto nelle fasi conclusive, era accorso anche Joe Marella).
Dopo questo incontro la storyline principale venne abbandonata, e gli unici residui di questo feud riguardarono Ric Flair e Mr Perfect. I due infatti finirono per affrontarsi in un “Loser Must Leave WWF” durante una puntata di Monday Night Raw nel gennaio 93, ed a prevalere fu Mr Perfect. Ric Flair infatti aveva deciso di abbandonare la WWF per dei dissidi contrattuali con la dirigenza, finendo così per tornare alla WCW alcuni mesi dopo nel PPV SuperBrawl III.


Survivor Series 1992: Bret Hart VS Shawn Michaels (26:39)



Alcuni giorni dopo SummerSlam 92, la WWF annunciò per la successiva edizione di Survivor Series un match tra Bret Hart, appena spogliato del titolo di campione IC da British Bulldog, e Shawn Michaels, suo principale nemico all’epoca. D’improvviso però la federazione di Stamford si trovò a dover far fronte ad alcuni imprevisti: il campione mondiale Ric Flair (che aveva sconfitto Randy Savage pochi giorni dopo SummerSlam 92) soffriva di un infortunio all’orecchio che ogni tanto gli provocava perdite d’equilibrio, mentre invece il campione intercontinentale British Bulldog era prossimo all’abbandonare la WWF per passare alla WCW (anche per lo scandalo degli steroidi che in quel periodo stava colpendo numerosi wrestler nella federazione di Stamford). La WWF si ritrovò così costretta a trovare in fretta e furia due successori a cui assegnare le cinture, e fu così che per questi ruoli pensò immediatamente ai due astri nascenti della federazione: Bret Hart e Shawn Michaels. Il 12 ottobre del 1992 Bret Hart sconfisse a sorpresa Ric Flair a Saskatoon, Canada, in uno splendido incontro disputato di fronte al suo pubblico. Allo stesso modo Shawn Michaels sconfisse British Bulldog pochi giorni dopo in un altro eccellente incontro disputato nell’ultima edizione di Saturday Night Main Event, diventando così campione intercontinentale per la prima volta. Quello che doveva essere quindi un normale incontro di metà card si trasformò improvvisamente in un match tra due campioni, anche se non fu annunciato come main event nonostante sarebbe stato disputato alla fine del PPV. In palio venne messo soltanto il titolo mondiale di Bret Hart, e per questo Shawn Michaels insistette molto sul fatto che solo lui a fine serata sarebbe potuto essere possessore di entrambe le cinture, senza contare che da quell’incontro Michaels aveva tutto da guadagnare e nulla da perdere. Come da pronostico fu un incontro bellissimo in cui sia Shawn Michaels che Bret Hart mostrarono al pubblico cosa fosse in grado di fare la new generation della WWF. La prima parte della sfida fu caratterizzata da uno stile molto tecnico in cui a dominare furono soprattutto le prese a terra, con particolare attenzione alla psicologia dell’incontro. Nella seconda fase invece il match si fece molto più rapido e dinamico, con un grandissimo numero di conteggi di due per entrambi i wrestler ed alcuni buoni spot. Il match divenne molto più emozionante in questa fase, e la tensione emotiva dell’incontro rimase costante fino alla conclusione in cui Bret Hart riuscì all’improvviso a rovesciare un drop kick di Shawn Michaels dalla terza corda nella sua letale Sharpshooter, con cui si aggiudicò l’incontro dopo oltre 26 minuti dall’inizio delle ostilità.
Per la cronaca questa contro Shawn Michaels fu la quinta difesa del titolo consecutiva realizzata da Bret Hart in pochissimi giorni (The Mountie, The Berzeker, Rick Martel e Virgil le altre). Bret Hart infatti evidenziò spesso nelle sue interviste il fatto che avrebbe offerto a qualunque avversario una title shot al titolo del mondo, e questo perché non voleva comportarsi come quei campioni che si rifiutavano di concedergli una title shot quando lui era ancora giovane.

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