1990


Royal Rumble 1990: Ronny Garvin VS Greg Valentine (Submission Only Match) (16:52)



L’incontro disputato nella Royal Rumble 1990 da Ronny Garvin e Greg Valentine è stato il primo submission only match mai disputato in un PPV della World Wrestling Federation, ed è risultato per entrambi il miglior incontro da singoli combattuto in un PPV di casa Stamford.
Il feud tra Garvin e Valentine iniziò con i fatti occorsi a SummerSlam 1989. In quell’occasione Greg Valentine affrontava Hercules, e special announcer del match era proprio Ronny Garvin. Già durante la presentazione dei due wrestler Garvin si prese gioco di Valentine, ma ciò che diede il via a questa forte rivalità tra i due avvenne nel finale dell’incontro, quando Valentine schienò Hercules con l’aiuto delle corde e Garvin annunciò prima la vittoria di Hercules e poi, nonostante il parere dell’arbitro ufficiale che aveva assegnato la vittoria a Valentine per schienamento, corresse l’annuncio dando la vittoria a Hercules per DQ. Dopo un survivor match tra i due a Survivor Series 89, venne deciso che Valentine e Garvin si sarebbero dovuti affrontare in un submission only match nella Royal Rumble 90, proprio perché entrambi facevano delle prese per cedere la loro arma principale.
L’incontro disputato nella Royal Rumble 90 rappresentò senza dubbio una novità nel panorama della WWF per l’insolita stipulazione. Si trattò di un match dallo stile molto classico ma intenso, non tanto per la velocità (trattandosi di un submission only l’incontro fu abbastanza lento e statico, soprattutto nelle fasi iniziali), quanto per l’agonismo che i due wrestler mostrarono nei quasi diciassette minuti che l’incontro durò. Vedendo l’incontro si aveva realmente l’impressione che i due wrestler si odiassero e che cercassero in ogni modo di infliggere il maggior danno possibile all’avversario. Una fase del match, trattandosi di un match senza squalifiche né count out, venne combattuta anche all’esterno del ring, e nonostante l’unico modo per vincere fosse la sottomissione dell’avversario entrambi tentarono a più riprese di schienarsi a vicenda, quasi dimentichi della stipulazione. Particolarità del match furono poi le cavigliere di protezione che entrambi i wrestler indossavano. Greg Valentine la utilizzava già da tempo con la scusa che doveva proteggere la caviglia per un fantomatico infortunio occorsogli durante un incontro, ma in realtà se ne serviva solo per arrecare più danno all’avversario con la sua temibile Figure Four. Allo stesso modo anche Ronnie Garvin utilizzò una cavigliera simile, e proprio grazie a questa riuscì ad uscire indenne dalla manovra di sottomissione operata dal suo avversario in una fase centrale del match. Durante gli ultimi minuti dell’incontro Jimmy Hart riuscì però a sfilare la cavigliera di Ronny Garvin, permettendo così al suo assistito Valentine di applicare liberamente la Figure 4 sull’avversario. Inizialmente Garvin sembrava sul punto di cedere, ma poi riuscì a liberarsi ed a sfilare a sua volta la cavigliera di Greg Valentine su cui successivamente applicò una sorta di Sharpshooter stile Bret Hart con cui si aggiudicò l’incontro.
Questo incontro segnò per Ronnie Garvin una delle tappe finali della sua carriera, ed infatti di lì a poco abbandonò la World Wrestling Federation (l’ultimo incontro lo combatté a Saturday Night Main Event contro Earthquake, e finì portato via in barella) e più in generale la carriera di wrestler a tempo pieno. Il più grande successo ottenuto dal wrestler canadese nella sua carriera fu senza dubbio la vittoria del titolo NWA ottenuta contro Ric Flair nel 1987, vittoria che scatenò un mare di polemiche in quanto fu giudicato scandaloso che un wrestler da molti ritenuto mediocre come Garvin fosse riuscito a battere un campione come Ric Flair.
Greg Valentine invece continuò a combattere ancora per qualche anno nella WWF, facendo coppia prima con Honky Tonk Man nel team Rythm’n’Blues ed in seguito tentando nuovamente la strada da singolo, questa volta come face, senza però riuscire ad aggiungere più nulla di significativo alla sua carriera.


Royal Rumble 1990: 30 Man over the top rope (58:38)



Insieme all’edizione del 1992, la Royal Rumble 90 fu una delle migliori risse reali disputate nella World Wrestling Federation. Nonostante il regolamento non prevedesse ancora nessuna title shot al vincitore della rissa(questa stipulazione venne infatti applicata solo a partire dall’edizione 1993), la vittoria di questa competizione rappresentava qualcosa di molto importante, e per questo si creava sempre una grandissima attesa intorno a questo evento (qui alla seconda edizione trasmessa in PPV). La rissa reale 1990 poteva contare su di un roster molto prestigioso (anche se forse non ai livelli stratosferici dell’edizione 1992) composto da Akeem, Andre the Giant, Barbarian, Dino Bravo, Bad News Brown, Ax & Smash dei Demolition, Ted DiBiase, Earthquake, Haku, Bret Hart, Jim Neidhart, Mr. Perfect, Hercules, Honky Tonk Man, Marty Jannetty, Rick Martel, Shawn Michaels, Roddy Piper, Red Rooster, Dusty Rhodes, Jake Roberts, Rick Rude, Tito Santana, Randy Savage, Jimmy Snuka, Ultimate Warrior, Koko B. Ware,Warlord ed ovviamente Hulk Hogan. Forse mai come in quest’edizione la rissa reale venne utilizzata al meglio per riprendere, creare o portare avanti le maggiori storyline in vista di WrestleMania VI, ed infatti in ogni fase dell’incontro c’erano sempre due o più wrestler sul ring che in quel momento erano impegnati o sarebbero stati impegnati in un feud l’uno contro l’altro, cosa che rese l’incontro sempre interessante. Era come se all’interno di un grande match ci fossero tanti singoli match, e senza dubbio tra questi a catalizzare l’attenzione dei fans fu lo scontro tra Hulk Hogan e Ultimate Warrior. I due si infatti si trovarono nelle ultime fasi del match soli l’uno contro l’altro sul ring, e questo portò al loro primo storico contatto che poi (considerando anche l’eliminazione, apparentemente involontaria, di Warrior ad opera di Hogan) li portò direttamente al main event di WrestleMania VI. Descrivere la reazione dei fans di fronte a quello storico momento è impresa ardua, se non dicendo che all’improvviso tutte le persone presenti nell’arena si alzarono in piedi in preda all’entusiasmo. Oltre ad Hogan e Warrior l’altro grande protagonista della rissa reale fu Ted Di Biase, capace di rimanere sul ring per quasi 50 minuti: Di Biase infatti non riuscì a ripetere lo stratagemma dell’anno precedente quando “acquistò” dal manager Slick l’entrata numero 30, e così in questa edizione fu costretto ad entrare come numero uno. La sua prestazione fu assolutamente straordinaria, ai livelli di wrestlers come Rick Martel nel 91, Ric Flair nel 92 e Shawn Michaels nel 95, e tra i tanti wrestler che eliminò ci fu anche quel Jake “The Snake” Roberts con cui si scontrò a WrestleMania VI.
Alla fine, dopo quasi un’ora dall’inizio della rissa, la vittoria andò ad Hulk Hogan che eliminò Mr Perfect entrato con il numero 30, ma c’è da raccontare un aneddoto riguardo a questa vittoria: colui che da diversi mesi era stato designato come vincitore della rissa era Mr Perfect e non Hogan, in quanto secondo i booker la vittoria avrebbe fatto più comodo ad Hennig (Hogan infatti aveva già la cintura di campione del mondo). A poche settimane dalla rissa però questa scelta venne contrastata da Hogan che pretese, ed ottenne, la vittoria della royal rumble al posto di Mr Perfect. Come consolazione Mr Perfect venne designato come ultimo uomo eliminato dalla rissa reale e, successivamente, fu anche incoronato campione intercontinentale dopo la vittoria contro Tito Santana nella finale del torneo per l’assegnazione del titolo IC reso vacante da Ultimate Warrior.


WrestleMania VI: The Ultimate Warrior VS Hulk Hogan (22:51)



Probabilmente l’incontro che gli appassionati italiani di wrestling di vecchia data ricordano maggiormente. Come Hulk Hogan VS Andrè the Giant anche questo può essere considerato a suo modo il main event di WrestleMania per antonomasia, ma se il match di WrestleMania III fu la classica sfida tra un face ed un heel, questo tra Ultimate Warrior e Hulk Hogan fu il primo main event nella storia della WWF ad essere disputato da due wrestler face.
I primi dissidi tra i due nacquero durante la Royal Rumble 1990 quando Hulk Hogan eliminò involontariamente (o quasi) Ultimate Warrior in una fase molto confusa della rissa. Nonostante questo i due tornarono a far coppia durante un’edizione di Saturday Night Main Event contro il team formato da Mr Perfect e The Genius, ma anche in quest’occasione si verificò un episodio particolare allorché Hogan colpì accidentalmente Warrior durante l’incontro. Dopo questi fatti cominciò a crescere tra i due una certa rivalità (vissuta comunque nel reciproco rispetto), e questo portò Ultimate Warrior a rifiutare per una questione d’orgoglio l’aiuto di Hogan durante un match contro Dino Bravo disputato a Saturday Night Main Event. A sua volta Hogan rifiutò successivamente l’aiuto di Ultimate Warrior accorso per porre fine ad un attacco di Earthquake durante Wrestling Challenge. Questa rivalità tra Warrior e Hogan fece nascere anche una rivalità tra le rispettive tifoserie dei due wrestler, e nelle interviste di rito sia Hogan che Warrior affermarono l’intenzione di voler strappare più tifosi possibili all’opposta fazione.
I due wrestler arrivarono così alla sfida di WrestleMania VI entrambi con una cintura in vita, Hogan campione del mondo e Ultimate Warrior campione IC: title VS title (evento unico nella storia di WrestleMania), entrambi i titoli messi in palio. L’incontro fu praticamente perfetto per come fu curato e preparato nei minimi dettagli, ed alla fine risultò incredibilmente emozionante. Storico in termini di emozioni la prima fase del match (di cui si era avuto un antipasto durante la Royal Rumble 90) in cui i due alternarono le stesse mosse fino ad arrivare alla prova di forza che vide prevalere prima l’uno e poi l’altro. L’incontro in se non fu straordinario dal punto di vista tecnico (caratteristiche per le quali non brillavano né Hogan né Warrior) e non fu nemmeno molto veloce, ma fu splendido per l’intensità e per la grande cura riservata alla psicologia della sfida (si dice che Warrior e Hogan abbiano provato l’incontro per settimane e settimane prima di arrivare a WM VI). Alla fine l’attesa creata intorno all’incontro, il carisma dei personaggi, i numerosi schienamenti, i colpi di scena, lo splendido finale e l’incredibile atmosfera che si respirava nell’arena grazie ad un tifo incredibile dei fans (mai visto un simile incitamento dei tifosi dall’inizio alla fine, divisi oltretutto in maniera equilibratissima tra tifosi di Warrior e tifosi di Hogan) riuscì a sopperire a certe mancanze rendendo la sfida incredibilmente epica. La vittoria finale andò ad Ultimate Warrior, e ciò che avvenne a conclusione della sfida è diventato uno dei più grandi episodi nella storia della WWF: Hogan prese la cinture di campione del mondo e la porse ad Ultimate Warrior il quale, visibilmente sorpreso, abbracciò l’avversario al centro del ring ricostituendo così quell’amicizia che si era incrinata durante questo feud. Spiegare a parole la reazione del pubblico di fronte a quella situazione e la carica emotiva sprigionata da quei minuti conclusivi è praticamente impossibile. Un aneddoto significativo riguardo a questo incontro è stato raccontato da Pat Patterson: terminato il match Patterson si recò da Jim Hellwig (vero nome di Warrior) per complimentarsi dell’ottima prestazione, ma quando entrò all’interno dello spogliatoio trovò Hellwing seduto su una panca in lacrime tanta era la gioia per la cintura appena conquistata. Questa vittoria di Ultimate Warrior doveva rappresentare un ideale passaggio di consegne tra Hogan e il “guerriero” della WWF (oltretutto evidenziato dall’unica sconfitta pulita patita nella WWF da Hogan), ma è curioso notare come mentre Warrior negli anni seguenti sia più o meno sparito dalle scene (presenza discontinua dal 91 al 92, per poi effettuare una nuova brevissima apparizione nella WWF nel 1996 e nella WCW nel 1998), Hogan abbia continuato prima a dominare nella WWF e poi, una volta passato alla WCW, a collezionare altri successi soprattutto nel grandissimo angle dell’NWO.
Da notare come la WCW abbia provato a ricostruire questo feud nel 1998 facendo affrontare Hogan e Warrior ad Halloween Havoc in uno dei match più brutti ed involontariamente comici degli ultimi anni, riscotendo scarso interesse anche nei fans a testimonianza di come i tempi nel mondo del wrestling siano notevolmente cambiati rispetto all’inizio degli anni 90.


SummerSlam 1990: The Hart Foundation VS Demolition (Best of 3 Falls) (15:47)



In una sorta di rematch dell’incontro disputato a SummerSlam 1988, due tra i migliori tag team nella storia della WWF si incontrarono ancora una volta a SummerSlam 90. A WrestleMania VI i Demolition erano riusciti a riconquistare le cinture di coppia strappandole al tag team formato da Haku & Andrè The Giant in un incontro dallo strano andamento, mentre nello stesso PPV l’Hart Foundation sconfiggeva in una manciata di secondi il team dei Bolshevicks. Questa vittoria lampo non bastò però a rendere l’Hart Foundation number one contender per le cinture di coppia, ed infatti durante un’edizione di Saturday Night Main Event il duo formato da Bret Hart e Jim Neidhart dovette affrontare i Rockers con in palio la title shot alle cinture detenute dai Demolition. Il match si concluse però in un No Contest dopo che i Demolition, giunti a bordo ring per studiare i loro futuri avversari, interferirono nell’incontro. Venne allora deciso che ad affrontare i Demolition sarebbero stati prima i Rockers nell’edizione di Saturday Nigh Main Event precedente a Summerslam, mentre poi a Summerslam sarebbe stata l’Hart Foundation a sfidare il duo che in quel momento deteneva il titolo tag team. Intanto nelle settimane successive a quell’incontro Ax dei Demolition cominciò ad accusare problemi cardiaci che gli impedivano di combattere a tempo pieno, così la WWF pur di non privare i Demolition delle cinture di coppia fu costretta ad aggiungere un nuovo membro al team: venne così presentato Crush, wrestler interpretato da Brian Adams, che rimpiazzò Ax sul ring e fece girare i Demolition al ruolo di heel. Nell’edizione di Saturday Night Main Event precedente a SummerSlam Smash e Crush si ritrovarono così a difendere le cinture contro i Rockers, e a vincere furono proprio i Demolition grazie ad uno stratagemma: Ax infatti, a bordo ring per tutto il tempo, colpì Shawn Michaels e lo schienò prendendo il posto di Smash senza che l’arbitro si rendesse conto di nulla. A fine incontro giunsero anche l’Hart Foundation e i Legion of Doom per spiegare all’arbitro cosa fosse successo, ma questo non servì a cambiare il verdetto del match. A SummerSlam allora sarebbe stata l’Hart Foundation a sfidare i Demolition, e come stipulazione della sfida venne scelto il Best of 3 Falls Match. Fu un match intensissimo (anche se non molto veloce in alcune fasi), emozionante ed a tratti anche tecnico, soprattutto grazie all’apporto dell’Hart Foundation. Fu un match abbastanza classico nella struttura generale, con gli heel che commettono scorrettezze e i face che non riescono a dare il cambio al proprio partner, ma comunque bellissimo in tutta la sua durata tanto da essere ricordato come uno dei migliori incontri di coppia nella storia della WWF. Oltre a questo l’incontro viene ricordato anche per un altro motivo: in considerazione di quanto avvenuto nel precedente match contro i Rockers ai Demolition fu vietato di arrivare a bordo ring in 3, ma nonostante questo Ax nelle ultime fasi del match giunse ugualmente a dar manforte a Smash e Crush nascondendosi prima sotto il ring e poi dando dei cambi illegali ai suoi due compagni senza che l’arbitro si accorgesse dell’irregolarità. Ci pensarono però i Legion of Doom a smascherare il trio e a permette all’Hart Foundation di conquistare le ambite cinture (le ultime conquistate dalla coppia formata da Hart e Neidhart) per 2 schienamenti a 1.
Questo incontro rappresentò la fine della gloriosa carriera dei Demolition: dopo Survivor Series 90 (altra sconfitta), Ax uscì dalle scene e venne sostituito definitivamente da Brian Adams, ma la nuova coppia combatté solo un altro incontro in un PPV, WrestleMania VII, dove subì un’umiliante sconfitta contro la coppia giapponese formata da Tenryu & Kitao. I Demolition si divisero: Smash divenne prima Repo Man, una delle peggiori gimmick nella storia della WWF, per poi passare alla WCW in un secondo tempo, mentre Crush continuò la carriera da singolo nella WWF utilizzando lo stesso nome, anche se con diverse gimmick, tra alti e bassi prima di passare anche lui alla WCW.


SummerSlam 1990: The Ultimate Warrior VS Rick Rude (Steel Cage Match) (10:05)



Dopo aver conquistato la cintura di campione del mondo a WrestleMania VI, Ultimate Warrior dovette affrontare nella prima difesa del titolo effettuata in un PPV nientemeno che Rick Rude. Questo contro Rick Rude fu l’ennesimo match di una lunga rivalità tra i due che si protrasse per molto tempo e che vide prevalere prima Rick Rude a WrestleMania V dove conquistò il titolo IC, e poi Ultimate Warrior a SummerSlam 89 dove riconquistò la cintura di campione intercontinentale (da ricordare anche un ridicolo match-esibizione culturistica durante la Royal Rumble 89 culminato con un attacco di Rick Rude armato di estensore). A rinverdire la rivalità tra i due ci fu anche l’attacco di Rick Rude ai danni di Ultimate Warrior durante la Royal Rumble 1990, ed anche questo contribuì dopo WrestleMania VI alla scelta della WWF di nominare Rick Rude come number one contender al titolo del mondo detenuto da Warrior. Prima di arrivare al match di Summerslam Ultimate Warrior dovette comunque affrontare alcuni wrestlers che facevano parte della scuderia di Bobby Hennan, manager anche di Rick Rude, per poi combattere una sorta di “preview” di quello che sarebbe stato il main event di Summerslam 90 nell’edizione di Saturday Night Main Event del 28 luglio. In questa occasione fu Ultimate Warrior ad aggiudicarsi il match per count out di Rick Rude dopo un’interferenza di Hennan, e questo non fece altro che motivare ulteriormente la disputa dell’incontro all’interno della Steel Cage. Sarebbe stato comunque uno Steel Cage Match atipico in quanto la vittoria poteva arrivare sia scalando la gabbia sia attraverso lo schienamento. L’incontro di Summerslam 1990 non fu di per se molto lungo, ma fu comunque molto emozionante e combattuto come generalmente tutti gli incontri disputati all’interno di una gabbia. Il livello qualitativo del match disputato dai due a Summerslam 89 fu comunque superiore a questo, soprattutto perché più vario, ma quello che rese questo steel cage speciale furono i due impressionanti (considerando il periodo) voli dalla cima della gabbia di Rick Rude durante l’emozionante conclusione dell’incontro. Il match alla fine se lo aggiudicò Ultimate Warrior: Rick Rude invece di uscire dalla gabbia e conquistare la cintura di campione preferì continuare ad infliggere più danno possibile su Warrior, e nel secondo dei suoi voli dalla cima della gabbia venne colpito in pieno stomaco da Warrior con un braccio teso che lo mise KO. Ultimate Warrior scendendo dalla gabbia si esibì in un’irridente parodia di Rude, non prima però d’essersi preso “cura” di Bobby Hennan a cui fece pagare tutte le occasioni in cui lo aveva danneggiato in passato.
Per la cronaca questo fu l’ultimo incontro combattuto in un PPV della WWF da Rick Rude, sfortunatamente utilizzato in maniera considerevole dalla WWF solo in questo feud (lo si ricorda anche in feud minori come quello con Jake Roberts nell’88). Il deludente regno di Ultimate Warrior (in termini di riscontro con il pubblico) proseguì invece con un interessante ma breve feud con Ted DiBiase per poi terminare con una sconfitta ad opera di Sgt Slaughter (con la collaborazione di Macho Man) rimediata durante la Royal Rumble 91.


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