1988


Royal Rumble 1988: Ricky Steambot VS Rick Rude (17:40)



Da poco approdato nella World Wrestling Federation proveniente dalla NWA, Rick Rude disputò il suo primo importante match nella federazione di Stamford contro un altro grande wrestler che in passato si era imposto nella NWA, Ricky Steambot. Steambot dopo aver conquistato il titolo intercontinentale durante WrestleMania III non aveva avuto più grosse chance in seguito a dei dissidi con Vince McMahon, e questo suo incontro svoltosi durante la prima edizione della Royal Rumble fu uno degli ultimi disputati a Stamford prima di passare nuovamente alla NWA/WCW da poco acquistata da Ted Turner. Rick Rude invece negli anni precedenti si era imposto all’attenzione del pubblico e dei promoters grazie alla sua grandissima abilità sul ring ed al microfono, riuscendo a conquistare diverse cinture nell’NWA anche nella categoria Tag Team in coppia con wrestlers come King Kong Bundy e Manny Fernandez. Nella WWF gli venne data la gimmick del “narcisista” (in seguito ripresa tra gli altri da Lex Luger) ed affibbiato il soprannome di “Ravishing”, meraviglioso, entrando così ben presto a far parte della scuderia di Bobby “The Brain” Hennan con cui raggiunse i suoi più grandi traguardi nel feud contro Ultimate Warrior. L’incontro tra Steambot e Rude si disputò durante la Royal Rumble 88, la prima edizione di questo particolare evento che però non venne trasmesso con la formula del pay per view: Vince McMahon infatti per contrastare l’NWA col suo PPV Bunkhouse Stampede decise di trasmettere gratuitamente lo spettacolo su USA Network, e si trattò un grandissimo successo di pubblico. Senza dubbio l’incontro tra Rude e Steambot risultò essere il migliore della serata, raggiungendo livelli qualitativi che raramente si vedevano in quel periodo nei match one on one. L’incontro durò quasi venti minuti, ed ebbe due fasi distinte: la prima fase fu molto tecnica e caratterizzata quasi esclusivamente da prese articolari, cosa che rese questo primo frangente poco dinamico e coinvolgente, mentre la seconda parte fu bellissima e, seppure con le debite proporzioni, ricordò per alcuni tratti quanto visto nel famoso match tra Steambot e Macho Man durante WrestleMania III. In questa seconda parte il ritmo dell’azione salì vertiginosamente, ed il numero di tentativi di schienamento fu molto elevato, con continui capovolgimenti di fronte da una parte e dall’altra. Steambot e Rude diedero sfoggio di buona parte del loro repertorio fino alla concitata conclusione dell’incontro: Rude sembrava avesse vinto per sottomissione, mentre in realtà l’arbitro (finito in precedenza KO) lo aveva squalificato per condotta sleale dando così la vittoria a Steambot.
Come Steambot tornò alla WCW, così anche Rude fece la stessa cosa sul finire del 1991. I due disputarono diversi altri incontri l’uno contro l’altro nella federazione di Turner, alcuni anche di coppia, e senza dubbio il migliore fu il famoso Iron Man Challenge (della durata di trenta minuti) disputato a Beach Blast 92 in cui Steambot conquistò una rocambolesca vittoria per 4 schienamenti a 3.



WrestleMania IV: Macho Man VS Ted Di Biase (9:17)



WrestleMania IV fu probabilmente l’edizione più particolare del più importante PPV di casa Stamford, e senza dubbio si trattò del PPV più lungo nella storia della WWF (circa 4 ore). Questa particolarità venne dal fatto che il titolo mondiale era stato reso vacante poco tempo prima, per cui per assegnare la cintura più importante della federazione fu necessario organizzare un torneo ad eliminazione diretta. La storyline che portò alla decisione di rendere il titolo mondiale vacante fu molto elaborata ed interessante: nonostante la sconfitta a WrestleMania III Andrè the Giant rimaneva il nemico numero uno di Hulk Hogan, ma in quel periodo si stava affacciando un nuovo heel che ambiva alla cintura di Hogan: “The Million Dollar Man” Ted DiBiase. DiBiase pur di diventare campione del mondo tentò di “acquistare” nel vero senso della parola la cintura di campione nelle mani di Hogan, ma Hulk rifiutò fermamente la sua proposta. DiBiase allora tentò di arrivare al titolo in un altro modo, ovvero acquistando il contratto di Andrè The Giant posseduto da Bobby Hennan per un milione di dollari. Tra Ted DiBiase e Andrè The Giant quindi nacque subito una solida alleanza, e fu così che durante un incontro tra Hulk Hogan ed il gigante d’origine francese disputato nel febbraio dell’88 nello show “The Main Event”, Ted DiBiase riuscì a far vincere la cintura di campione ad Andrè grazie soprattutto allo “scandalo” del doppio arbitro: prima del match infatti Ted Di Biase riuscì a sostituire l’arbitro designato per quell’incontro, Dave Hebner, con il suo gemello Earl Hebner che aveva precedentemente pagato per favorire The Giant. Terminato questo incontro Ted DiBiase acquistò il titolo del mondo da Andrè The Giant, rivelando così il motivo per cui aveva voluto acquistare il contratto del gigante francese. Di fronte a questi fatti la WWF indignata si vide costretta a rendere il titolo del mondo vacante e a rimetterlo in palio in un torneo da disputarsi a WrestleMania IV: il torneo partiva dagli ottavi di finale, ma Andrè the Giant e Hulk Hogan, essendo stati protagonisti della controversa vicenda, ricevettero un “bye” e vennero fatti partire direttamente dal secondo turno in cui si affrontarono in un incontro terminato per cont out. Anche questo si scoprì esser parte di un diabolico piano di Ted DiBiase, che così raggiunse direttamente la finale essendo proprio lui colui che avrebbe dovuto affrontare in semifinale il vincitore del match tra The Giant e Hogan. Ted Di Biase comunque eliminò nell’ordine Hacksaw Jim Duggan e “The Rock” Don Muraco, mentre l’altro finalista Randy Savage nella parte bassa del tabellone affrontò “The Natural” Butch Reed, Greg “The Hammer” Valentine e One Man Gang.
La finale di questo torneo tra Savage e Di Biase durò poco più di 10 minuti, una discreta durata considerando che in fondo Randy Savage aveva già combattuto tre incontri e Ted DiBiase due. Come per ogni main event di WrestleMania che si rispetti, fu un match molto emozionante. Si trattò di una contesa abbastanza classica nello stile e contraddistinta da due frangenti principali: l’inizio fu molto veloce ed intenso, poi nella parte finale il ritmo calò un po’ anche perché l’arrivò di Hulk Hogan a bordo ring e gli interventi di Andrè The Giant rallentarono l’azione. Il match si concluse dopo il solito flying elbow di Macho Man su un tramortito (per una sediata di Hogan) Ted DiBiase, ed anche questa volta quindi Hogan non mancò di mettere la propria firma su questo main event di WrestleMania (basti pensare che da WrestleMania I a WrestleMania IX Hogan è stato sempre coinvolto in ogni main event). Savage conquistò così il suo primo titolo mondiale festeggiando sul ring in compagnia di Hulk Hogan e Miss Elizabeth, la quale successivamente fu causa di grosse liti (a quanto pare anche nella vita reale) tra Hogan e Savage.



SummerSlam 1988: Hulk Hogan & Randy Savage VS Ted Di Biase & Andrè The Giant (14:49)



Seguito diretto dei fatti che caratterizzarono l’inizio dell’88 con WrestleMania IV, il main event di SummerSlam 88 fu un tag team match tra due strane coppie, Hogan e Savage contro DiBiase e Andrè The Giant. Tra i fatti occorsi a WrestleMania IV e il main event di SummerSlam 88 ci furono comunque altri episodi che portarono a questo incontro. Durante una puntata di Superstars of Wrestling disputata il 9 giugno 1988, Randy Savage e Andrè The Giant ebbero un’accesa discussione che aveva per oggetto la cintura di campione del mondo detenuta in quel momento dallo stesso Macho Man. All’improvviso però Ted DiBiase sbucò alle spalle di Savage attaccandolo e scaraventandolo dalla pedana su cui si teneva l’intervista. Macho Man volle allora vendicarsi dell’aggressione subita sfidando Ted DiBiase e Andrè The Giant in un incontro di coppia a SummerSlam 1988, senza tuttavia rivelare quale sarebbe stato il suo compagno. Il “Million Dollar Team” accettò la sfida, senza però sapere che il compagno di Macho Man sarebbe stato niente meno che “The Immortal” Hulk Hogan. L’incontro era dunque deciso, e per l’importanza della contesa venne scelto un arbitro d’eccezione: Jesse “The Body” Ventura. Durante un segmento di Superstar of Wrestling in cui Brother Love stava intervistando Ventura giunse però Ted DiBiase in compagnia di Andrè The Giant e Bobby “The Brain” Hennan: il diabolico trio tentò di corrompere Jesse Ventura e riuscì apparentemente nell’impresa, cosa che gettò sul main event di SummerSlam una nuova incognita rappresentata dall’arbitro
L’incontro vero e proprio si tenne al Madison Square Garden, e fu un match più che discreto. Seppure dal punto di vista tecnico non offrì molto (soprattutto quando non erano coinvolti sul ring DiBiase e Savage), l’incontro fu veramente molto emozionante ed intenso, soprattutto nella parte iniziale e in quella finale del match che durò circa un quarto d’ora. Le uniche concessioni allo spettacolo le fornì Macho Man con le sue manovre aeree, mentre per il resto le azioni furono molto classiche e caratterizzate principalmente da pugni e prese a terra. Andrè The Giant, per il quale si affacciavano i primi problemi fisici, lasciò quasi sempre Ted DiBiase nel ring, mentre Savage ed Hogan si alternarono spesso attraverso cambi sofferti che scaldarono notevolmente il pubblico di New York. A scaldare l’arena ci pensò anche Miss Elizabeth che in un momento di difficoltà di Savage ed Hogan si tolse la gonna distraendo così i due avversari. I “Mega Power” (per l’occasione vestiti alla stessa maniera) approfittarono dell’occasione, e con il flying elbow di Macho Man e la solita leg drop di Hogan riuscirono a schienare Ted DiBiase nonostante l’arbitro Jesse Ventura avesse esitato nell’effettuare il conteggio.
L’idillio tra Hogan e Savage di quel momento sarebbe però durato non per molto tempo in quanto poco dopo la Royal Rumble 89 i Mega Powers entrarono in “collisione” per diversi motivi, primo fra tutti Miss Elizabeth.


SummerSlam 1988: Rougeau Brothers VS The British Bulldogs (19:04)



Due tra i migliori tag team nella storia della WWF, in particolar modo The British Bulldogs, si affrontarono a SummerSlam 1988 in quello che può essere considerato senza ombra di dubbio il più bel tag team match disputato in un PPV WWF negli anni 80. Nessuna storyline particolare portò alla disputa di questo incontro, e la rivalità della sfida riguardò più che altro l’appartenenza dei due team a due paesi differenti, visto che i Rougeau Brothers rappresentavano il Canada e The British Bulldogs l’Inghilterra. L’incontro fu veramente molto bello ed intenso, anche se nessuno dei due tag team si esibì in manovre aeree particolarmente spettacolari. Fu una contesa più che altro molto tecnica in cui molti furono i tentativi di pin da entrambe le parti, e l’equilibrio dominò fino al termine dell’incontro, tanto che la sfida terminò in un pareggio. Il match infatti raggiunse il tempo limite di 20 minuti (anche se il tempo effettivo risultò essere poco più di 19 minuti) proprio mentre Dynamite Kid stava per schienare Jacques Rougeau, cosicché il conteggio non venne effettuato e l’incontro terminò con un draw. Il pubblico però non mostrò particolare disappunto, ed anzi alla fine applaudì a scena aperta i quattro wrestler per la grande prova offerta. A mio avviso comunque entrambi i tag team ricevettero nella WWF meno di quel che meritavano: The British Bulldogs infatti vinsero per una sola volta, seppure con un regno di circa 8 mesi, le cinture di campioni di coppia, mentre i fratelli Jacques e Raimond Rougeau non ebbero mai modo di conquistare insieme nessuna cintura di tag team champions (da solo vi riuscì in seguito solo Jacques in coppia con Pierre Oulette con la gimmick dei Quebecers per ben 3 volte).
Un aneddoto legò comunque i due tag team nelle persone di Raimond Rougeau e Dynamite Kid in una “disputa” al di fuori del ring: si dice infatti che, per colpa di uno scherzo di Curt Hennig, Dynamite Kid ricevette a tradimento un pugno devastante da parte di Raimond Rougeau (con tanto di “tirapugni” d’acciaio) mentre i due si trovavano nel backstage. Le conseguenze furono che Dynamite Kid si ritrovò con i denti davanti fracassati e che Raimond Rougeau fu costretto da Vince McMahon in persona a pagare le spese del dentista.


Survivor Series 1988: Powers of Pain, The Rockers, The Young Stallions, The Hart Foundation, The British Bulldogs VS Demolition, The Rougeau Brothers, The Conquistadors, The Bolsheviks, The Brainbusters (42:18)



Nella seconda edizione delle Survivor Series, la WWF ebbe l’ottima idea di organizzare (come già avvenuto nell’edizione 87 di Survivor Series) un survivor series tag team match formando due team da 5 coppie ciascuno, per un totale di 20 uomini. Le regole erano le stesse del classico survivor match, ma in questa occasione non sarebbe stato eliminato solo l’uomo schienato, bensì l’intera coppia. Le due squadre, una face e l’altra heel, erano formate dai migliori tag team del momento, ed erano capitanate dalle due coppie che andavano per la maggiore all’epoca, i Demolition e i Power of Pain. C’erano delle rivalità tra questi tag team, dissidi che si trascinavano da SummerSlam 88, come nel caso dei British Bulldogs e dei Rougeau Brothers o come i Demolition con The Hart Foundation, mentre i Rockers erano alla loro prima apparizione in un PPV della WWF. Parlando dell’incontro vero e proprio comunque non si può che applaudire al risultato finale: la contesa durò oltre 40 minuti, e lo spettacolo offerto fu per gli standard dell’epoca (ed anche oggi non sfigurerebbe di certo) assolutamente straordinario. Sul ring si vide di tutto, dalla tecnica dei British Bulldogs alla potenza devastante dei Demoliton e dei Power of Pain, per passare attraverso le acrobazie dei Rockers e di uno stile più classico come quello dei Brainbusters o dei Rougeau Brothers. L’intensità dell’incontro fu incredibilmente elevata, ed i tag team effettuarono dei cambi continuamente in modo da far rimanere sul ring sempre gente fresca pronta a dare il meglio. Numerosissimi furono i tentativi di pin da entrambe le parti, ed alla fine l’ordine d’eliminazione risultò essere Rougeau Brothers, The Young Stallions, The Bolsheviks, The Hart Foundation, The Rockers e The Brainbusters per doppia squalifica simultanea, Demolition e The Conquistadores (la gimmick ripresa successivamente in chiave ironica da Edge & Christian durante No Mercy 2000, ma qui interpretata da Jose Luis Rivera e Jose Estrada). I Power of Pain vinsero l’incontro, ma furono molti gli episodi controversi: il primo riguardò Bret Hart che schienò con un german suplex Tully Blanchard, ma l’arbitro in realtà vide con le spalle a terra Bret Hart che quindi venne eliminato, poi i Rockers e i Brainbusters subirono una doppia squalifica per una rissa scoppiata tra i quattro wrestler al centro del ring. L’episodio però più importante e controverso fu senza dubbio quello che vide protagonisti i Power of Pain e i Demolition: durante le fasi finali del match, Mr Fuji fece cadere accidentalmente (ma fino ad un certo punto) il suo assistito Smash dei Demolition fuori dal ring, cosa che decretò l’eliminazione dei Demolition per cont out. Ax e Smash chiesero spiegazioni a Mr Fuji che però rispose senza chiedere scusa “I’m the boss! I’m the boss!” cercando di colpirli con il suo bastone. A quel punto i Demolition si vendicarono con una bodyslam sull’apron ring ai danni di Mr Fuji, e se ne andarono. I Power of Pain si recarono immediatamente in soccorso di Mr Fuji aiutandolo ad alzarsi e quindi ingraziandosi i suoi favori. Mr Fuji divenne così il nuovo manager dei Power of Pain, mentre i Demolition rimasero da soli. Tutto questo significava niente meno il passaggio a face dei Demolition e quello ad heel dei Power of Pain, anche se sul momento il pubblico non sembrò interpretare al meglio i fatti, e fischiò sonoramente i Demolition. Questi due tag team si affrontarono allora a WrestleMania V in un match in cui tra le fila dei Power of Pain c’era anche Mr Fuji. Inutile dire che la vittoria finale andò ai Demolition che si aggiudicarono il match schienando proprio il loro ex-manager.


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