1985


WrestleMania I: Nikolai Volkoff & The Iron Sheik VS Mike Rotundo & Barry Windham (5:02)



Spesso la WWF per creare le proprie gimmick si è ispirata a fatti reali che in passato hanno coinvolto gli Stati Uniti, ed in questo contesto vanno quindi inseriti personaggi come Nikolai Volkoff, wrestler russo in piena fase di guerra fredda tra USA e URSS, e The Iron Sheik, l’odiato sceicco irakeno da sempre nemico degli Stati Uniti. Tra i due wrestlers comunque il più famoso fu senza dubbio The Iron Sheik, colui che mise fine all’interminabile regno di campione del mondo di Bob Backlund durato oltre 4 anni, anche se in realtà si trattò solo di un regno “traghettatore” in quanto detenne il titolo del mondo per un solo mese per poi cedere ad Hulk Hogan la cintura di campione del mondo WWF nella storica notte del 23 gennaio 1984 al Madison Square Garden.
Terminato il feud con Hulk Hogan, Iron Sheik (nulla a che fare con The Sheik, il folle zio dell’altrettanto folle Sabu) necessitava di un nuovo feud, e così la WWF pensò di metterlo in coppia con Nikolai Volkoff in modo da formare una grande coppia di heel “stranieri” di sicuro impatto sul pubblico. The Iron Sheik e Volkoff divennero subito i primi sfidanti al titolo di tag team champions in quel momento nelle mani di Barry Windham e Mike Rotundo (colui che in seguito divenne Irwin R. Shister, IRS), e furono protagonisti proprio a WrestleMania I di un discreto incontro di coppia, tenendo sempre in considerazione gli standard dell’epoca. Windham e Rotundo mostrarono ovviamente le cose migliori rendendosi protagonisti all’inizio del match di interessanti azioni combinate, mentre Volkoff e The Iron Sheik furono assolutamente perfetti nel ruolo degli heel che giocano sporco. L’incontro non fu molto lungo, ma risultò abbastanza solido (seppur molto classico e schematico nello svolgimento) e tutto sommato piacevole, con diverse emozioni nel finale in cui Volkoff e The Sheik si aggiudicarono il match in maniera sleale facendo andare su tutte le furie il pubblico del Madison Square Garden (per la cronaca questo è il primo cambio di titolo nella storia di WrestleMania).
Il regno di campioni di coppia di Volkoff e The Iron Sheik fu però tutto sommato breve, infatti persero il titolo dopo quasi 3 mesi dalla conquista delle cinture nel rematch contro Windham e Rotundo. Questa sconfitta però non segnò la fine di questo tag team, ed infatti Volkoff e Iron Sheik riuscirono ad ottenere una nuova title shot nel 1986 quando affrontarono i British Bulldogs in un Best of 3 Falls disputato nel mese di maggio in una puntata di Saturday Night Main Event (uno dei loro migliori incontri terminati però con una sconfitta), mentre l’ultimo incontro di una certa rilevanza disputato da questo tag team nella WWF fu quello di WrestleMania III contro i Killer Bees, incontro vinto per squalifica dovuta all’interferenza di Jim Duggan. Dopo il loro split Volkoff lottò inizialmente insieme a Boris Zuckoff in un nuovo tag team chiamato The Bolsheviks, ma dopo gli scarsissimi risultati ottenuti (da ricordare un’umiliante sconfitta subita dall’Hart Foundation a WrestleMania VI in circa 10 secondi) cercò di girare face diventando simpatizzate degli USA grazie a Jim Duggan, senza tuttavia riuscire minimamente nell’impresa (patetica la cerimonia con cui Volkoff passò dalla parte degli Stati Uniti).
The Iron Sheik invece se ne andò dalla WWF per passare alla WCW/NWA dove combatté alcuni incontri per poi tornare nella WWF solo in sporadiche occasioni, la più importante delle quali fu il ritorno nel ruolo di manager di Sgt. Slaughter nel 1991 culminato poi col suo ritorno su di un ring WWF a SummerSlam 91 in un handicap match insieme a Col. Mustafa e Sgt. Slaughter (il cui compagno di coppia inizialmente doveva essere The Undertaker) contro Ultimate Warrior e Hulk Hogan.



WrestleMania I: Hulk Hogan & Mr T VS Roddy Piper & Paul Orndorff (13:27)



Il main event della prima edizione di WrestleMania, seppure non sia valso per il titolo del mondo, fu senza dubbio quanto di meglio la WWF potesse organizzare a quel tempo in considerazione soprattutto dei nomi coinvolti nell’incontro. Roddy Piper era in quel periodo l’heel numero uno nella World Wrestling Federation, un personaggio caratterizzato da un’attitude perfida e aggressiva come raramente riscontrata in altri wrestler, ed era accompagnato da un altro personaggio odiatissimo dai fans come Paul Ondorff. Dall’altra parte invece c’era colui che non era ancora divenuto la leggenda che noi tutti conosciamo ma che si apprestava a diventarlo proprio in quel periodo, Hulk Hogan, da pochi mesi divenuto campione del mondo. Suo compagno di coppia fu un personaggio che all’epoca era un’autentica stella della televisione, Mr T, protagonista della celeberrima serie di A-Team. Ad accompagnare le due coppie c’erano rispettivamente Cowboy Bob Orton, altro grande heel, e “Superfly” Jimmy Snuka, già allora famoso per i suoi incredibili voli (memorabili i suoi Steel Cage Match contro Bob Backlund). Arbitro dell’incontro era Pat Patterson, mentre special enforcer a bordo ring era il mitico Mohamed Alì. Nonostante Hogan fosse campione del mondo, la sua cintura non venne messa in palio in questo main event (unica WrestleMania a non avere nella card un incontro per il titolo del mondo).
Per gli standard dell’epoca il match rappresentò veramente un qualcosa di notevole: si trattò infatti di una contesa di grande intensità e, sebbene non abbia mostrato nulla di particolarmente spettacolare, risultò veramente un incontro molto piacevole da vedere e mai noioso. Il match regalò anche grandissime emozioni, e molto lo si deve allo straordinario lavoro da heel di Paul Orndorff e Roddy Piper: con i loro continui giochi sporchi ed i loro atteggiamenti indisponenti (dopo pochi minuti dall’inizio del match stavano addirittura per abbandonare il ring) riuscirono a coinvolgere gli spettatori presenti nell’arena in maniera incredibile, tanto che durante tutto l’arco dell’incontro non ci fu un solo momento in cui il pubblico sia rimasto in silenzio, cosa alquanto incredibile se si pensa a certi match combattuti ai giorni nostri in cui il pubblico fa mancare completamente il proprio apporto. Tra i quattro Paul Ondorff fu il wrestler che si contraddistinse maggiormente grazie anche a diverse azioni portate dalla terza corda, mentre Mr T, nonostante non fosse un wrestler professionista, non sfigurò di fronte agli altri 3 lottatori. Il match alla fine se lo aggiudicarono come da tradizione di WrestleMania Hulk Hogan e Mr T, dopo che Bob Orton (che aveva un braccio ingessato) colpì accidentalmente Paul Orndorff con un axehandle dalla terza corda mettendo KO il suo assistito e permettendo ad Hogan lo schienamento. A fine incontro Hogan e Mr T tentarono di stringere la mano a Paul Orndorff (rimasto ancora sul ring dopo il colpo ricevuto da Orton), il quale però rifiutò quel gesto di grande sportività senza tuttavia nascondere una certa titubanza. Orndorff infatti girò a face poco tempo dopo passando dalla parte di Hogan, tant’è che durante il PPV Wrestling Classic giunse addirittura in soccorso dell’Hulkster nel match che lo vedeva impegnato contro Roddy Piper. Questo turning face però non durò a lungo, ed infatti nel 1986 Paul Orndorff passò nuovamente dalla parte degli heel in un nuovo feud contro Hulk Hogan, facendosi accompagnare questa volta da Bobby “The Brain” Heenan



Wresting Classics: “Macho Man” Randy Savage VS Dynamite Kid (4:52)



Contrariamente a chi crede WrestleMania I il primo PPV in assoluto disputato dalla World Wrestling Federation, questo Wrestling Classics fu in realtà il primo evento della WWF ad essere trasmesso in questa modalità (WrestleMania I fu trasmesso infatti in CCTV, ovvero la trasmissione televisiva a circuito chiuso, una sorta di “antenato” della PPV). Questo particolare show venne disputato alla fine del 1985, e per distinguerlo dalla formula classica di WrestleMania la WWF decise di organizzare un particolare torneo, una sorta di King of the Ring con la differenza che il tabellone era formato da 16 wrestler e che quindi si partiva dagli ottavi di finale. Questo fece si che molti degli incontri del torneo per rientrare nei tempi televisivi durassero pochissimi minuti, alcuni addirittura una manciata di secondi come nel caso dei match Nikolai Volkoff VS Dynamite Kid o Terry Funk VS Moondog Spot. Il match più interessante della card risultò però essere senza dubbio la semifinale del torneo (posta nella parte alta del tabellone) tra “Macho Man” Randy Savage e Dynamite Kid. Per arrivare in semifinale Savage sconfisse nell’ordine Ivan Putski e Ricky Steambot, mentre Dynamite Kid sconfisse prima Nikolai Volkoff (nel già citato incontro durato 9 secondi) e poi Adrian Adonis in un discreto incontro. Savage e Dynamite Kid furono protagonisti di un match non molto lungo (circa 5 minuti), ma discretamente spettacolare e abbastanza veloce, con alcune ottimi spunti tecnici come nel caso dell’improvviso pin da parte di Savage che ribaltò a suo favore un suplex dalla terza corda da parte di Dynamite Kid. Proprio quello spettacolare suplex rappresentò senza dubbio l’highlight dell’incontro, un qualcosa di assolutamente insolito e spettacolare per gli standard WWF dell’epoca.
Savage passò dunque il turno andando ad affrontare nella finale del torneo Junkyard Dog nel match più lungo del torneo che però regalò ben poco, a parte due spettacolari double axehandle dalla terza corda di Randy Savage. La vittoria finale andò a Junkyard Dog, amatissimo all’epoca dai tifosi della WWF.
Questo Wrestlinc Classics rappresentò l’esordio all’interno di un PPV della WWF sia per Randy Savage che per Dynamite Kid (insolitamente tendente al biondo in questa occasione). Anche il compagno di coppia di Dynamite Kid, Davey Boy Smith, prese parte al torneo, uscendo però al primo turno contro Ricky Steambot in seguito ad un infortunio dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro.



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