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WWE PLANET #629  
by Marco Astori
 


Il tour de force del weekend di WrestleMania è terminato anche quest’anno. Partendo da TakeOver fino ad arrivare a SmackDown, sono stati cinque giorni parecchio positivi, come è ormai consuetudine per ogni fan di questa disciplina. Perché il criticare WrestleMania prima del suo svolgimento mi sembra sia diventato una moda. Vero, il fan assiduo esige sempre il meglio, ma quest’anno mi sento di dire che nessuno può essere rimasto deluso, anzi: l’evento è stato buono, godibile e con dei momenti da ricordare. Tanti hanno già parlato dell’evento e, per no risultare ripetitivi all’infinito, noi rifletteremo sulle critiche poste nei confronti del Grandaddy of’em All, prima, durante e dopo, vedendo poi se e come la WWE le ha affrontate e/o confutate.



RIP (RETIRE IN PEACE). L’occasione fa l’uomo ladro e, cavalcando l’onda del grande evento, i media italiani non si sono risparmiati, citando anche WrestleMania sui loro portali web e non. Il problema, però, della maggior parte di loro è il fatto di aver pescato il fatto sbagliato. Perché se qualcuno ha giustamente tributato in maniera adeguata la carriera di Undertaker, c’è chi ha visto in WrestleMania la proposta di Cena a Nikki Bella come l’highlight della serata; quando bastava semplicemente chiedere ad un qualsiasi fan per strada “Qual è stata la parte migliore dell’evento? Almeno, anche non avendo visto neanche un secondo, posso riportare la parte più importante”, cannando però in pieno. Ma tralasciando questo, sul web ho letto cose davvero agghiaccianti sull’ultimo match di Undertaker in carriera. Come ad esempio: “La scelta più importante della serata, la WWE l’ha sbagliata”. E dove? Per chi non lo sapesse, nel wrestling, quando un atleta si ritira, se abbastanza avanti con l’età, terminerà la carriera quasi sicuramente – se non sicuramente – con una sconfitta. Prendiamo ad esempio Ric Flair e Shawn Michaels, due esempi recenti: entrambi, nel loro match di ritiro a WrestleMania, hanno perso. E così ha fatto Taker. E per chi critica il fatto che la federazione abbia imposto a Taker di perdere contro Reigns, provate a chiedervi: “Ma non è che magari il Phenom era d’accordo, o ancora meglio ha chiesto lui alla federazione di jobbare a Reigns?”. Perché è qui la questione: ormai tutto ciò che coinvolge Roman Reigns è visto dai fan come tutto sbagliato e, qualsiasi decisione lo coinvolga, sarà sempre quella errata. Ma in federazione, con lui, sono sempre stati coerenti: Roman Reigns sarà il prossimo volto della WWE e giustamente gli si fa battere Undertaker a WrestleMania ritirandolo. Reigns è ormai il prototipo di heel moderno: non c’è bisogno che insulti il pubblico o che commetta scorrettezze, come si faceva una volta, per essere cattivo: già la sua faccia, la sua presenza, inducono il pubblico a fischiarlo, ed è proprio quello che la federazione vuole. Che poi non abbia meritato di ritirare un mito del wrestling su questo siamo tutti d’accordo, ma vedendo in lui l’uomo di punta del futuro, la WWE non poteva fare altrimenti. E una vittoria di Undertaker a cosa sarebbe servita? A fargli chiudere la carriera in maniera positiva? E a che pro? La sua carriera è leggenda, non aveva bisogno di un match di ritiro con vittoria per essere coronata. Taker ha scritto pagine di storia di questa disciplina e, come ogni atleta che si rispetti, ha giustamente passato il testimone ad uno più giovane, giusto per spingerlo in alto. Perché la carriera di Taker non sarà ricordata per il match contro Roman Reigns, o per la forma fisica pessima con cui si è presentato nelle ultime apparizioni: ma per i suoi rintocchi, per le sue Tombstone, i suoi Hell in a Cell Match e i suoi titoli. E anche la storia raccontata nell’incontro è stata giusta è coerente. Tutti abbiamo visto in che stato fisico è Undertaker alla bellezza di 52 anni: quando l’ho rivisto alla Rumble mi è venuto un colpo. Il suo problema all’anca gli impedisce di lavorare in palestra quotidianamente e, prima o poi, il fisico comincia a peggiorare. E durante l’incontro, come avrebbe potuto un atleta di una certa età come lui, reggere il passo di Reigns, che lotta ogni singola settimana. Taker faceva fatica ad alzarsi e a restare in piedi: tutti hanno subito attribuito i botch dell’incontro a Reigns, ma Taker non lo ha minimamente aiutato, proprio perché, a causa delle sue condizioni, faceva fatica ad alzarsi e a contribuire alla buona riuscita dell’incontro. Ma, ripeto: non ci si ricorderà di Taker per questo incontro e per l’ultimo periodo, ma per un uomo che ha fatto la storia del wrestling e che, per 27 anni è stato un’icona di questo business.

CRITICS. Penso che tutti i detrattori di Goldberg vs Lesnar come main event di WrestleMania, preferendo Owens vs Jericho, debbano riflettere sul da farsi. Lasciando fare il fatto che ve l’avevo detto, è stato dimostrato il perché Kevin Owens vs Chris Jericho non può costituire un main event di WrestleMania: è stato un incontro normalissimo, da classico pay-per-view autunnale, nulla più. Goldberg vs Lesnar è stato invece, dopo il ritiro di Taker, l’highlight dell’edizione. Perché se a novembre il loro incontro fu un match di 2K17 con mosse finali infinite da parte di Goldberg, questo è stato un vero e proprio “Fantasy warfare”. Dire che non si è rimasti gasati da un incontro del genere sarebbe mentire sapendo di mentire: è stato, seppur breve, avvincente e coinvolgente in maniera incredibile. Come tutti i match di Lesnar, d’altronde: sì, saranno ripetitivi, ma quando le dà a destra e a sinistra gasa non poco. Io ho capito che il problema generale è quello del concetto del campione part-timer e qui ci troviamo d’accordo. Ma da qui a dire che, siccome ci sono due part-timer in questo incontro, allora non merita il main event: eccovi accontentati, hanno messo Reigns. Però lì del fatto che ci fosse un part-timer, nessuno si è lamentato, tanto meno del terzo main event di fila di Reigns. Perché Taker è Taker ed è intoccabile, mentre Goldberg e Lesnar fanno schifo. Eppure questi due hanno messo in scena un buonissimo incontro. A me sembra ormai che cavalcare l’onda del pensiero del wrestling web sia ormai l’abitudine della gente, giusto per avere consensi, purtroppo anche quando di senso ce n’è poco, magari per paura di essere una voce fuori dal coro. Ma io voglio esserlo e, ancora una volta, voglio chiarire un concetto che per molti forse è estraneo: WrestleMania non è uno show di wrestling puro come può essere Wrestle Kingdom o TakeOver. E’ invece un evento di un livello mediatico stratosferico: tutti ne parlano e di vedere Owens vs Jericho nel main event importa a pochi. Sì, al fan consueto, ma WrestleMania è l’unico evento all’anno che esula da questo, da sempre e per sempre: il bello di WrestleMania sono i momenti e le emozioni che si vivono, non la bellezza di un incontro o la sua ottima fattura. Tutti ricordiamo WrestleMania XXX per la fine della Streak, non per quanto fosse brutto Taker vs Lesnar, ad esempio. E’ un discorso parecchio complesso, che spero chi legga tra queste righe possa capire: la critica ci sta ed è alla base di questo business, ma solo se coerente e coesa. Penso però che ragionare con la propria testa sia il miglior modo per parlare di questa disciplina e, magari, aprire anche dei dibattiti parecchio interessanti: ormai dire “Reigns fa schifo” è chiaro che permette di avere consensi, ma spiegare il perché e motivando il proprio pensiero non sarebbe affatto negativo. Così come, per una volta, nel periodo di WrestleMania, aspettiamo a puntare il dito: tutti vorremmo uno show pazzesco, ma è possibile averlo fino ad un certo punto e dobbiamo capirlo. Cena vs Taker sarebbe stato un vero e proprio dream match, sì, ma avrebbe oscurato tutta la card restante e non era questa la volontà della federazione. E in caso di show orrendo, lì sì che possiamo sbizzarrirci in fatto di critiche: ma, anche per quest’anno, è andata male.

THE REST. A parte tutte queste parole in aria, diciamo qualcosa dell’evento, nonostante ormai tutti ne abbiano parlato in settimana. Che dire, nel complesso la qualità degli incontri è stata nella media, né incontri incredibili, né abomini. Chiaro che il Mixed Tag Team Match sia stato solo una marchetta per la dichiarazione di matrimonio di Cena – con una Nikki Bella che, a causa delle doti recitative sotto i piedi, non riusciva a mostrare alcun senso di sorpresa: si capiva lontano un miglio che sapesse già cosa stava succedendo. Per il resto, ho adorato, come tutto il globo, il ritorno degli Hardy Boyz: il match è stato screditato da molti per la sua troppo breve durata, ma onestamente non mi sento di criticarlo. Vuoi per l’adrenalina, vuoi per l’entusiasmo, io mi sono divertito per tutta la durata dell’incontro. Molto bello AJ Styles vs Shane McMahon, come pronosticabile, con quest’ultimo che dovrebbe però cominciare a preoccuparsi della sua salute, perché a quasi 50 anni di età fare certe cose non è che sia proprio il massimo (tranne per il nostro divertimento). Una parentesi va aperta anche per il match femminile di Raw. A parte l’essere troppo corto e frettoloso, e l’avere una vincitrice che non condivido, ma è un problema mio, ha sottolineato sempre di più quanto Charlotte sia un fenomeno sul ring e quanto sia lei in tutto e per tutto la divisione femminile in WWE: le acrobazie e le cose che ha fatto in quel ring sono oro colato e merita di gran lunga quella cintura. Ora si vocifera che possa essere trasferita a SmackDown: e lì dominerebbe tranquillamente la divisione, non avendo, diciamocelo chiaramente, avversarie del suo livello, se non Becky Lynch, che però le è qualche gradino sotto. Per quanto riguarda invece il binomio Wyatt vs Orton e Triple H vs Rollins c’è da fare un discorso ben preciso. Per il primo, è chiaro che la costruzione dell’intera faida avrebbe portato alla vittoria, in un modo o nell’altro, di Orton, ma c’è chi giudica che WrestleMania fosse il palcoscenico sbagliato per la sconfitta di Wyatt: si può essere d’accordo, ma vedendo cosa è successo ad AJ Styles dopo la sconfitta a WrestleMania l’anno scorso, aspetterei a giudicare. Rimane certo un brutto incontro, con effetti speciali trash, ma personalmente ero già pronto ad un incontro di basso livello, dati i nomi. Rollins vs Triple H è stata invece lo smontamento della cosiddetta “teoria della pala” attribuita a The Game: perché con questa sconfitta, Triple H ha raggiunto quota 12 KO in quel di WrestleMania e, negli scorsi anni ha jobbato solo a talenti emergenti, giusto per lanciarli. Per la qualità del match si può discutere: c’è chi lo reputa un bell’incontro e chi no. Personalmente non mi ha annoiato, ma pensavo molto meglio. Ultima menzione, le puntate settimanali, che, come al solito, sono state ricche di sorprese da NXT: in primis il debutto dei Revival, presto prossimi avversari degli Hardys. Il ritorno di Finn Bàlor, attesissimo e molto positivo. E per SmackDown il debutto di Shinsuke Nakamura: il giapponese non ha né parlato né lottato, eppure è bastata la sua presenza per gasare ulteriormente il WWE Universe. Le premesse per un buon lavoro ci sono, ora è tutto in mano alla WWE: Superstar Shake-Up permettendo.




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