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THE OTHER SIDE - BULLET CLUB: ALL IN  
by Lothar Ceccarelli
 


Siamo nel 2017 e una delle storie più interessanti legate al mondo del pro wrestling può nascere dalla domanda che un utente qualunque ha posto a Dave Meltzer, lo storico ideatore della Wrestling Observer Newsletter. Mesi fa, infatti, venne chiesto al giornalista se la Ring of Honor avesse le carte in regola per organizzare uno show con almeno10000 spettatori paganti. Senza pensarci troppo, Meltzer dichiarò che, almeno nel breve termine, un evento del genere non sarebbe realizzabile visto il pubblico di nicchia della compagnia.







Per chi fosse meno familiare con i numeri fatti registrare da compagnie come la Ring of Honor, mettiamo subito le cose in chiaro: il record di spettatori paganti ad un evento della compagnia è stato realizzato lo scorso aprile, durante il WrestleMania weekend, quando uno show incentrato su un ladder match fra gli Young Bucks e gli Hardy Boyz attirò 3500 spettatori paganti. La presenza degli Young Bucks e degli Hardys (oltre che di molti altri) e il miglior weekend dell’anno per organizzare un evento di wrestling (non ci saranno mai tanti fan quanti nel weekend di WrestleMania nella città in cui si tiene il PPV WWE) riuscì, quindi, a totalizzare circa un terzo degli spettatori di cui parlava quell’utente di Twitter. Anche un brand popolare come NXT, per usare un altro esempio, è riuscito ha richiamare “solo” 5700 spettatori paganti all’ultimo TakeOver.



9 maggio 1999. Stenterete a crederci, ma bisogna tornare alla primavera di 18 anni fa per trovare l’ultimo show non promosso dalla WWE negli Stati Uniti ad essere visto da almeno 10 mila fan paganti. Internet stava iniziando a muovere i primi passi, così come i cellulari e, in quella notte di maggio, quasi 14000 fan di St. Louis decisero di pagare per vedere WCW Spring Stampede, dove DDP e Kevin Nash si sfidarono nel main event valevole per il titolo del mondo WCW, Goldberg affrontò Sting e Roddy Piper se la vide con Ric Flair.



La risposta di Meltzer sembrerebbe quindi l’unica possibile.

Cody Rhodes, gli Young Bucks e Kenny Omega non la pensano così. Traendo spunto dal tweet di Meltzer, infatti, il Bullet Club ha deciso di accettare la sfida e, da mesi, il gruppo si è prefissato l’obiettivo di esibirsi di fronte ad almeno 10000 persone negli Stati Uniti.

Per settimane, il proposito del Bullet Club è apparso quasi come una semplice provocazione che nasceva e moriva sui social network. Le cose sono velocemente cambiate pochi giorni fa: Cody & co. hanno deciso di passare ai fatti, dichiarando la volontà di autofinanziandosi un evento del quale, a detta dell’ex campione intercontinentale WWE e dell’attuale campione ROH, sapremo tutti i dettagli fra pochi giorni. Lo show sarà organizzato previo permesso della Ring of Honor dal Bullet Club e vedrà, con tutta probabilità, la partecipazione di alcune stelle della New Japan Pro Wrestling, compreso - non serve dirlo - Kenny Omega. La location verrà probabilmente scelta fra San Francisco, Londra, South California e Chicago, con queste ultime due possibilità come favorite. Lo show dovrebbe chiamarsi “All In” e ancora non sappiamo nulla sulla data, ma non avverrà durante il week end di WrestleMania vista la presenza di un importante evento ROH quel fine settimana.



Può il Bullet Club riuscire nell’impresa? Con le premesse introdotte fino ad adesso, no. Gli ingredienti segreti, però, esistono. Sono realisticamente utilizzabili? Potranno davvero far parte del mix esplosivo che porterà 10000 persone a guardare uno show di wrestling negli USA che non sia targato WWE? Ah sì, i nomi. Lì conoscete: CM Punk o (e) Daniel Bryan.

CM Punk
il nome dell’ex campione WWE risuona ancora nelle arene di tutta America, nonostante il figlio di Chicago non entri su un ring di wrestling da quasi quattro anni. Punk, attualmente sotto contratto con la UFC, ha dichiarato più volte di non essere interessato ad un ritorno al mondo del pro wrestling ma, se per assurdo dovesse succede, sarebbe soltanto per qualcosa che coinvolga il Bullet Club. Quale opzione migliore, quindi, del progetto più ambizioso mai pensato dal gruppo e, magari, proprio nella Chicago che Punk ama così tanto? E riuscirebbe un main event, ad esempio, fra Omega e Punk ad attirare 10000 persone? Sia chiaro, la risposta non è scontata. Ma non sembrerebbe per nulla folle scommettere su un sì.



Daniel Bryan
Bryan nel 2018 lotterà, a meno di nuovi risultati sulle sue commozioni cerebrali che escano nei prossimi mesi. L’ex campione WWE non ha mai accettato il ritiro avvenuto a febbraio 2016 e ha lavorato incessantemente nei centri specializzati sulle commozioni cerebrali di tutta America. A settembre 2018 il contratto di Bryan con la WWE scadrà. Daniel ha già chiarito che la sua prima opzione resta la WWE e che c’è un 20% di possibilità che i medici della federazione di Stamford lo lascino tornare sul ring. Ma se ciò non dovesse avvenire, Bryan è pronto a rinunciare a diversi soldi per poter tornare a combattere. E Bryan può riempire un’arena da 10000 persone.



Una cosa è certa: la popolarità del Bullet Club è davvero impressionante, soprattutto considerando la limitatissima esposizione televisiva del gruppo. Riusciranno Bucks e compagni a scrivere un’altra pagine di storia recente del pro wrestling? Staremo a vedere e, sicuramente, ci divertiremo molto facendolo.

The Other Side termina qui. Io sono Lothar Ceccarelli e, come sempre, vi ringrazio per la vostra passione e per la vostra attenzione. Inoltre, come già accaduto ormai troppe volte in passato, lasciatemi ringraziare Aldo Fiadone e tutto lo staff di tuttowrestling.com per la disponibilità dimostrata nei miei confronti in questo periodo per me particolarmente denso di impegni. L’editoriale tornerà fra due settimane; nel mentre, restate sintonizzati su tuttowrestling.com per tutte le news e tantissimi editoriali dedicati al mondo del wrestling!

Until next time...

GOODBYE AND GOOD NIGHT!







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