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5 STAR FROG SPLASH - HELLUVAKICK! XIV - FADE TO BLACK  
by Lorenzo Pierleoni
 


Nell’ultimo anno NXT è cambiato. Il brand giallo della WWE è andato incontro a trasformazioni radicali che ne hanno mutato drasticamente non solo il roster, con le numerose promozioni nel main roster e gli altrettanti arrivi in quel di Orlando, ma soprattutto le caratteristiche dello show e la sua gestione. Tutto ciò non può che essere evidente quando ci si concentra sull’involuzione degli NXT Takeover, un tempo eventi imperdibili e spesso candidati a eventi dell’anno mentre ora sono eventi come tanti altri, certamente ancora belli e interessanti ma ben lontani dai livelli di un tempo. Ne abbiamo già parlato tante volte, i fasti di NXT Takeover: [R]Evolution, uno dei Takeover più belli di sempre se non il più bello, ad oggi sembrano irraggiungibili. Certo, oggi NXT non ha più il lusso e il privilegio di contare tra le sue file elementi come gli NXT Five (ad eccezione dell’eterno infortunato Hideo Itami) e le Four Horsewomen, ma non è certamente solo questo a rendere l’NXT attuale insipido e senza più alcun pathos. Il motivo principale è che un tempo a NXT dominavano le storie. Neville vs Sami Zayn per l’NXT Championship è stato un feud eccezionale perché alle spalle aveva una storia ben precisa. Poco dopo Neville fu promosso nel main roster e arrivò lì a vivacchiare, senza essere incluso in alcun feud serio e cadendo così nell’anonimato e nella noncuranza dei fan. Quando è tornato ad essere rilevante? Ora, nella Cruiserweight Division, con una storia ben precisa alle spalle. Un caso? Non direi. Lo stesso discorso potrebbe valere pari pari per Charlotte vs Sasha Banks o Sasha Banks vs Bayley, ma mi dilungherei inutilmente.



Il punto è che NXT Takeover: Orlando non è stato uno show in grado di distinguersi, un evento che vale la pena di ricordare. Anzi, a quasi due settimane dal suo svolgimento direi che molto di ciò che è successo inizia a diventare sempre più recondito negli angoli della mia memoria. Certo, ha esordito Aleister Black. SAnitY continua nell’annichilimento costante di chiunque le graviti intorno, tra cui un Kassius Ohno che da quando è tornato sta prendendo solo schiaffi (e di Tye Dillinger preferisco francamente non parlarne). I titoli sono rimasti tutti stretti alle vite dei rispettivi campioni: i #DIY e The Revival sono stati bravissimi nel loro compito di “make Authors of Pain look strong!”, Ember Moon ha aperto un piccolo spiraglio nella corazza impenetrabile di Asuka, Shinsuke Nakamura si è esibito nel suo canto del cigno dando a Bobby Roode una seconda vittoria importante. Tutto molto bello. Solo che io, in tutto questo, di storie ne vedo solo mezza, monca e a malapena abbozzata, tra le due donne, mentre negli altri incontri vedo solo gente che si malmena senza un perché. E tutto questo è figlio della nuova concezione di NXT, un NXT che da qualche tempo mira solo a mettere sotto contratto quanti più talenti possibile - un po’ per fanservice, che è a tutti gli effetti il motore di NXT, un po’ per toglierli alla concorrenza - e a lanciarli l’uno contro l’altro a ripetizione, credendo di potersi basare solo sul mero starpower dei nomi tirati in ballo per creare dei Takeover degni di questo nome.

Tutto ciò accade soprattutto nel main event, dove ormai è uso e costume che un “nuovo arrivato” (virgolettato perché in alcuni casi parliamo di vecchi volti noti, come nel caso del già menzionato Kassius Ohno e del nome di cui parleremo tra poco) arrivi e possa lanciare la sua sfida al campione di turno di NXT in tempi che stanno diventando sempre più rapidi. I vari Neville, Sami Zayn, Finn Bálor (Kevin Owens è la classica eccezione che conferma la regola) ci hanno messo molti mesi se non addirittura anni per fregiarsi del loro primo NXT Title. Shinsuke Nakamura ci ha messo quattro mesi e mezzo per diventare NXT Champion. Bobby Roode è diventato campione in appena cinque mesi di permanenza nel roster giallo. E la sua prima difesa titolata dopo aver sottratto il titolo a Nakamura è stata contro il rientrante Kassius Ohno, che nel suo primo stint non è mai andato nemmeno vicino a entrare nel giro titolato. Ora il prossimo pare essere Drew McIntyre, fresco di ritorno in WWE e proiettato immediatamente nel giro titolato. Probabilmente per essere sconfitto come Ohno, visto che dalle premesse pare proprio che sarà Aleister Black il prossimo NXT Champion. Ma mi dilungo, come al solito. Fatto sta che ora i match per l’NXT Championship non seguono una narrazione, sono solo una serie infinita di Big Name vs Big Name che non portano a nulla. Sì, ogni tanto vediamo qualche bel match, ma finisce lì. Non esistono (o comunque esistono in un concetto decisamente molto largo e poco netto) un lowcarding, un midcarding, un uppercarding. Non c’è un percorso che porti un performer al titolo. E ciò a lungo andare sta facendo soffrire NXT e lo spettacolo che offre. Basti pensare che l’unico che in questi mesi ha avuto “successo” partendo dal basso sia stato Tye Dillinger, che però rimane un jobber a tutti gli effetti e che si è trasferito nel main roster solo grazie al supporto del pubblico. Della serie “Il ragazzo è over, diamogli un po’ di notorietà nel main roster prima di rispedirlo a fare quello che gli compete”. Il jobber, appunto.

Forse l’unica divisione che è migliorata, seppur non di molto, rispetto ai mesi scorsi è quella femminile. Come ho detto prima il match femminile tra Asuka ed Ember Moon, che è stato di gran lunga il più incerto ed entusiasmante di Takeover: Orlando, ha mostrato una Asuka che mai prima di Takeover si era mostrata così poco dominante e soprattutto mai aveva dovuto ricorrere a mezzi scorretti pur di mantenere il titolo. In quel momento non sono stato troppo d’accordo nel non far vincere il titolo alla sfidante, tuttavia il modo in cui hanno mostrato Ember Moon a NXT di mercoledì scorso mi ha convinto che forse sia stata la scelta giusta non farla vincere subito: nonostante sia stata lanciata nella stratosfera fin da subito e non fosse mai stata sconfitta prima di Takeover, la giovane allieva di Booker T prima che con Asuka aveva avuto modo di confrontarsi solo con quelle che sono le “seconde linee” della divisione femminile del roster giallo, ovvero le varie Liv Morgan, Aliyah, Peyton Royce, Billie Kay. Il mostrarla così delusa per la mancata vittoria, il sottolineare come Asuka sia stata costretta a imbrogliare per tenere il titolo e non capitolare dopo l’inevitabile Eclipse possono essere propedeutici a un lungo feud tra le due che consacri Ember Moon come “Next Big Thing” della divisione femminile. Fatto sta che nel frattempo urge colmare il gap che c’è tra le seconde linee. E in questo magari Nikki Cross e la quasi neodebuttante Ruby Riot possono dare una mano.

Manca la divisione tag team, che francamente io inizio a trovare in uno stato sempre più pietoso. In questi mesi avevo sorvolato sul fatto che quei due cosi inutili degli Authors of Pain fossero diventati campioni, fondamentalmente perché fin dal loro debutto sembrava già una cosa inevitabile. Ma un conto è apparire inarrestabili con i TM61 o gli Ealy Brothers, un conto è assistere al ridicolo del match di Takeover, dove due team come i #DIY e The Revival, che per mesi sono stati l’eccellenza della tag team division, seppur schierati insieme sono stati fatti passare come senza speranze contro i pericolosissimi cosi di Paul Ellering. Fatto sta che ora The Revival si trova in lande molto più floride di queste, mentre rimaniamo in attesa di capire che fine faranno i #DIY. Intanto, nella divisione sono rimasti praticamente solo i campioni. E gli Heavy Machinery, che dopo due match sembrano aver già fatto vedere molto di più di quello che hanno dimostrato gli Authors of Pain in dieci mesi che sono a NXT (e sono già un mark di Otis Dozovic). Direi che lo scontro appare inevitabile.

Cosa ci attende dunque nei prossimi mesi a NXT? Come detto qui sopra, i rivali per i rispettivi campioni sembrano già designati: Drew McIntyre, Ember Moon, gli Heavy Machinery. Aleister Black continuerà la sua marcia di distruzione verso l’NXT Title, anche se forse fino ad allora farebbero bene a dirci qualcosa in più su di lui. Sarà interessante vedere chi si opporrà ora a SAnitY dopo l’addio verso il main roster di Tye Dillinger. Forse il magico trio composto da Ohno, No Way Jose e Roderick Strong? Fatto sta che non sono convinto che sia stata la mossa giusta far vincere ancora loro in quel di Takeover dato che non vedo chi possa opporsi loro adesso. La mia speranza è una sola: che in quello che solitamente è il periodo migliore dell’anno nel main roster (auspicando di non portare sfiga) anche NXT possa riprendersi un po’ e far tornare a incuriosire i fan su ciò che accadrà nel roster giallo e quali storie vedremo piuttosto che chiedersi quale sarà il prossimo big name a essere messo sotto contratto.




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