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WWE PLANET #720  
by Aldo Fiadone
 


Ben ritrovati cari lettori di Tuttowrestling.com con un nuovo numero del WWE Planet.


Per questa edizione il sottoscritto, Aldo Fiadone, sarà in sostituzione di Marco Astori, che ringrazio particolarmente per il rinnovato coinvolgimento all’interno di questo storico editoriale.


TIME BREAK
Una lunga pausa è quella che si sta prendendo la compagnia nei riguardi di Monday Night RAW.
Lo show rosso concede solo piccoli, ma non duraturi, segnali di ripresa che però non aiutano lo spettacolo.
Mettendo momentaneamente da parte l’ottimo lavoro che continua a svolgere Alexa Bliss nel main roster, il ritorno degli Hardy Boyz, il turn di Sheamus e Cesaro e lo stint di Neville da campione dei pesi leggeri, c’è davvero poco di interessante in quel di RAW.
• La mancanza del campione Universal si fa sentire e la Brand Extention, dal canto suo, mette il dito nella piaga (Nel 2014-2015 potevamo ancora digerire la cosa, avendo infatti un unico roster, vi erano anche più “argomenti” da trattare e conseguentemente creare diverse vie secondarie da seguire).
• The Miz è la fotocopia del grandioso personaggio rinato a SmackDown Live, è una cosa buona certo, ma questo feud con Dean Ambrose non dice nulla ed è solo ripetitivo agli occhi dei fan.
• La gestione di Sasha Banks ha qualcosa di penoso, capisco la nebbia che offuschi la vista, ma non immaginavo fosse capace di mangiare cervelli. Rispondete come meglio credete, ma io la gestione di “The Boss” in particolare da quando è stata inserita nel giro titolato del main roster, non l’ho mai sopportata e ritengo che, con lei in particolare, si sia costruito un intero anno pieno di errori.
• Il Titus Brand è un’indecenza e ancora più triste è vedere un atleta come Apollo Crews - Su cui avevo alte aspettative nel momento della sua firma con la federazione di Stamford, salvo poi venire a conoscenza del nome e cambiare idea – ridotto in questo modo.
• TJ Perkins credo sia uno di quegli atleti che non riuscirà mai ad andare oltre e che forse non merita il ruolo ricoperto finora nella categoria pesi leggeri in WWE.
In quel di Stamford ha vissuto un periodo da campione, senza essere considerato da nessuno, ha continuato con feud di secondo piano, con stessa reazione, ha effettuato un turn completamente inutile e mostra palesemente molti limiti al microfono.
Riassumendo il tutto con più semplicità, sta vivendo situazioni molto simili a quelle cui si è imbattuto ad Impact Wrestling.
• Nel main event invece noto una bravura considerevole nel mettere un minimo di dubbio su chi vincerà il Fatal 5 Way – credetemi, non è scontato come sembra – e basta secondo voi?
No, semplicemente perché continuiamo a vedere un Seth Rollins insipido da face e un Samoa Joe che dopo “l’accostamento” di Triple H nel backstage sembra essersi perso. Su Bray Wyatt serve chiarezza, oggi gira voce che dovrà vedersela nuovamente con Roman Reigns domani con Finn Balor o addirittura con Dean Ambrose, in poche parole, i piani su di lui cambiano di giorno in giorno. L’irlandese non ha ancora mostrato nulla nel main roster, la sua vittoria di SummerSlam avvenne in tempi troppo brevi, adesso che è tornato in pianta stabile potrà riprendere da li nella speranza che si confermi migliore di quanto visto come NXT Champion nel roster giallo.
Manca un nome, Roman Reigns, che forse, nonostante i fischi, nonostante la sua inferiorità rispetto ad altri colleghi nel lottato, aggiungendo anche un mick skill non proprio buonissimo, è comunque l’unico che mantiene un immagine forte di se.
Gliene possiamo dire di tutti i colori, oppure parlare delle sue lacune in modo più civile, ma ha alcuni lati positivi e gli esempi più lamanti sono la sua “recitazione” nel main event di WrestleMania 31 e 33, l’assalto a Triple H nel post TLC 2015 o il più recente ai danni di un infortunato Braun Strowman. Questo è il lavoro che “The Big Dog”, “The Guy”, dovrebbe svolgere ogni settimana, ma non è così e, dopo l’errore nell’avergli concesso la conclusione di una delle carriere più importanti di sempre, anche se un girono migliorerà sul ring o al microfono o ad entrambi, forse, non lo svolgerà mai.

Ecco perché ho scelto di titolare così il paragrafo di RAW, è palesemente una lunga pausa, senza se e senza ma (Che con alta probabilità vedrà la sua fine nel periodo precedente SummerSlam 2017 dove torneranno disponibili sia Braun Strowman che Brock Lesnar).
La compagnia ha molto su cui lavorare e, quando ne ha voglia, riesce a mostrare grandi capacità, alcuni esempi?
Il faccia a faccia tra Finn Balor e Paul Heyman, oppure il ritorno della “Golden Age” per Goldust, sono piccoli particolari che possono fare la differenza. Il compito più importante però rimane quello di rendere tutto questo un punto di forza e magari trasformarli in un completo pacchetto godibile al fan, sia nel palazzetto, sia davanti la TV.
Sono tre ore di show e se devono pesare, allora meglio cambiare canale.
P.S. Elia Samson teniamolo d’occhio, non si sa mai, forse quello che è stato un flop ad NXt potrebbe rivelarsi un buon elemento nel main roster. I prosismi episodi di Monday night RAW ce lo sveleranno.

HERE COMES THE BLUE BRAND
Ebbene si, con la scusa della costruzione per il prossimo PPV (Money in the Bank 2017 ndr), SmackDown Live tira fuori dal cilindro una bella puntata a distanza di più di un mese e, inaspettatamente, rende molto interessante la situazione che coinvolge la valigetta ed il titolo WWE.

Ci tengo a precisare una questione importante, Jinder Mahal non è meritevole di quella cintura, non lo è per le sue doti sul ring – poche – e di sicuro non lo è per il tipo di costruzione avuta dal suo ritorno in WWE ad oggi. Come ritenete possibile vedere campione un atleta che fino ad un mese fa jobbava a gente del calibro di Kalisto o Curt Hawkins?
È vero che il fan WWE ha memoria breve, ma spiegatemi come sia possibile azzerare il suo stint di Monday Night RAW una volta passato a SmackDown; non ha il ben che minimo senso.
Avesse vinto lui la Andrè The Giant Memorial Battle Royal con un push basato più su questo che sulla scusa del mercato indiano, avrei digerito ben “volentieri” la cosa, ma non essendo così, da fan, mi sento indignato.
Non sono un ammiratore accanito di Cesaro o Sami Zayn e mai lo sarò, ma è mai possibile che gente che davvero meriti una chance seria viene fatta soccombere ad un Mahal qualunque?
Il suo personaggio potrà anche funzionare (Il Maharaja ricorda molto l’era del cabinet di JBL nel 2004-2005, sempre nello show blu), ma in un modo o nell’altro non era questa la scelta da prendere o almeno non con queste circostanze.

Sulla valigetta vi sono diverse le voci, c’è chi vede Rusev rimpiazzare uno dei sei partecipanti con seguente vittoria del titolo WWE, c’è chi invece afferma che il “Bulgarian Brute” se la vedrà prima con Sahne McMahon per poi subire un importante push e, infine, c’è chi vuole Baron Corbin vincitore del Money in the Bank Ladder match e quindi come futuro campione del roster blu.
Le voci sono davvero tante, la costruzione sembra aver preso una piega buona già dal primo episodio, non resta che attendere e seguire con attenzione i prossimi episodi.

Non so se torneranno ad essere rilegati nell’uppercard o se effettueranno solo segmenti comedy nel prossimo futuro, rimane comunque di fatto che un applauso i Breezango lo meritano tutto.
Il trash visto in quel di Backlash è un tipo di comicità sana da un lato, esagerata dall’altro, ma che comunque, di rado, serve anche ad uno show di wrestling.
Il lavoro fatto a SmackDown è stato buono, ma adesso serviranno dei nuovi sfidanti per gli Usos (New Day is coming) che, anche da heel, non riesco comunque a digerire.

Le Divas hanno molto su cui lavorare, secondo la wrestling observer newsletter ci sarà un Money in the Bank Ladder match anche per questa categoria, mentre Naomi difenderà probabilmente la sua cintura dall’assalto di Natalya o Carmella (Dopo il finale di Backlash è molto più probabile la prima).
Le tali sono solo voci, ma sarà comunque interessante seguire il tutto, in particolare capire se davvero Charlotte Flair effettuerà un doppio turn o se sarà Becky Lynch quella che girerà tra le file dei cattivi pronta a riprendersi il titolo che lei stessa ha inaugurato come campionessa nel 2016.

A SmackDown ci sarà ancora tanto su cui lavorare, ma la “Land of Opportunity” ha al momento qualche possibilità in più di rendere i propri spettacoli gradevoli agli occhi del pubblico.

Anche per questa edizione dell’editoriale è tutto, l’appuntamento è come sempre con un nuovo numero del WWE Planet curato dal collega Marco Astori.
Qualora vogliate rimanere sintonizzati con gli articoli del sottoscritto, sarà un immenso piacere rendervi partecipi nella lettura dell’Impact Planet e del The Other Side (Quest’ultimo curato anche da Lothar Ceccarelli).
Come sempre un grazie a voi lettori per il sostegno che ci avete regalato, in particolare nel difficoltoso periodo affrontato dal nostro sito circa due mesi fa. Siete meravigliosi.

Have A Nice Day :)




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