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GPORDER - UNEXPECTED  
by Giovanni Pantalone
 


La WWE di queste ultime settimane sta dimostrando che, in casi particolari ma certamente non rari, le idee possono contare molto di più delle persone utilizzate. Basti pensare alla situazione completamente diversa che stanno vivendo i due brand, testimoniata in modo eloquente dalla resa dei rispettivi primi pay per view esclusivi.



In entrambi gli eventi, infatti, la qualità del “lottato” è risultata superiore alle aspettative per diversi incontri, e conseguentemente tutti e due, se visti in modalità completamente avulsa dalle storyline, sono risultati godibili. Se però ci si ricollega alle storyline, emerge tutta la differenza tra uno show con idee chiare, Smackdown, e uno completamente in standby o in stato confusionale, ovvero Raw.

In fase di previsioni a valle del draft avevo definito come non impossibile una eventuale possibile prevalenza iniziale di Smackdown, salvo poi dover inevitabilmente fare i conti con l’enorme differenza di livello dei roster e capitolare in favore di Raw. Ebbene la differenza tra i roster ovviamente resta, ma siamo sicuri che con un utilizzo del genere possa rappresentare ancora un fattore così decisivo? I fatti stano obbiettivamente dicendo il contrario, almeno per ora. Sono due, in particolare, i fattori che hanno completamente caratterizzato pressoché tutto il booking di questo Clash of Champions, penalizzando come una zavorra degli incontri che, come detto, sono quantomeno stati lottati più che bene:
Il primo è la necessità di aspettare, che abbiamo visto nel main event: la rivalità Triple H / Seth Rollins è da tenere in ghiaccio in attesa di avere meno concorrenza televisiva il lunedì sera, concorrenza che oggi tra dibattiti presidenziali e football americano è decisamente importante. Economicamente ci può stare, ma è palese come questa scelta abbia un prezzo da pagare nell’immediato: Stephanie è ambigua da settimane, Rollins è bloccato in un limbo riassumibile come “non sono heel ma non posso ancora comportarmi da face”, e di fatto siamo rimasti praticamente un mese senza avere una concreta, plausibile evoluzione dell’interferenza di Triple H che ha consegnato il titolo a Owens. Oggi per comprare altro tempo si prova quantomeno una nuova carta, alias un coinvolgimento ancora più diretto di Chris Jericho, ma potrà durare a lungo? Basterà? Belle domande, peccato che la risposta sia tutt’altro che certa..

Esistono casi in cui invece le idee non sono tenute in ghiaccio in attesa di tempi migliori, bensì non ci sono del tutto o sono inguardabili, come ad esempio per Anderson e Gallows. Che il New Day sia avviato a superare il record di longevità dei Demolition come campioni di coppia è ormai palese, ed è anche comprensibile considerato quanto siano over e come da un punto di vista commerciale il loro brand venda, perfino unicorni e scatole di cereali. Peccato che a farne le spese sia uno dei migliori tag team in circolazione, prelevato a suon di quattrini dal Giappone, per poi dapprima essere splittato da AJ Styles (ed ancora nessuno sa il perché..) e poi finire come vittima sacrificale del New Day una, due,tre.. diciottomila volte! Faccio davvero fatica a trovare nel passato recente e meno recente una gestione così suicida di un così elevato potenziale. E tenuto conto che al suddetto record mancano ancora due mesi, cosa costava proporre ora avversai più sacrificabili e mantenere i pezzi da novanta per dopo, alias per la finestra temporale successiva al record nella quale poter poi prevedere un doveroso cambio di titolo? Se non altro ora appare abbastanza chiaro che con ogni probabilità toccherà a Sheamus e Cesaro il compito di conquistare dagli attuali campioni il titolo; la loro alleanza è quantomeno interessante e diversa dal totale limbo creativo nel quale versavano i due, peccato che per realizzarla si sia sacrificato il finale dell’unico dei sette match tra di loro che ha davvero convinto appieno, superando per interesse tutti gli altri sei messi insieme. E caro Foley, difendilo pure su twitter, ma mesi fa quando non eri a libro paga WWE un finale del genere lo avresti – giustamente – massacrato..

E parlando di idee semplicemente senza senso e di paragoni con Smackdown, se c’era una categoria dove era praticamente impossibile ipotizzare che la bilancia temporanea pendesse dalla parte dello show blu questa era la divisione femminile. La differenza di potenziale tra i due roster resta semplicemente enorme, eppure.. eppure un booking assolutamente insensato sta riuscendo nella titanica impresa di rendere più interessanti le Alexa Blyss e le Carmella dalle Sasha Banks e Bailey! Una autentica blasfemia che si avvera, non c’è altro da dire.

L’occasione di Sasha è stata sempre rimandata, vuoi per scelte scellerate come a Wrestlemania vuoi per sfortuna come nel caso del recente infortunio, ma è indubbio come le sue capacità siano merce rarissima, praticamente unica, per tutta la divisione ; anche su Bailey c’è ben poco da dire, a NXT bbiamo visto tutti che cosa è in grado di fare sia nel ring sia nel ruolo di trascinatrice.

Ebbene nonostante un duplice potenziale del genere ed una campionessa come Charlotte, l’idea che hanno avuto, anzi ha visto che una boiata del genere non può che venire da Vince, è quella di incentrare Tutta la storyline sulla futura ribellione di Dana Brooke, per poterla poi proporre come top babyface. Vi rendete conto dell’eresia? Ammesso e non concesso che la Brooke, che non ha dimostrato nulla se non eccellenti botch, meriti un simile push e riesca poi effettivamente a farsi tifare, è come ordinare ai capisquadra di sacrificarsi per i gregari! Con i dovuti paragoni ve lo immaginate un Hulk Hogan messo in secondo piano per favorire la ribellione di Virgil? Ve lo immaginate la rivalità tra Stone Cold e Vince McMahon ridimensionata pur di rendere over una eventuale ribellione di Big Boss Man dalla corporation? Perché di questo stiamo parlando, un atleta al più di medio livello che mette da parte nelle storyline non una, ma due fuoriclasse assolute! Ecco come la blasfemia di cui sopra diventa concreta, incredibile e disarmante realtà..

Ecco dunque la differenza che oggi fa la differenza tra uno show e l’altro? Non le persone, ma come queste vengono impiegate. Le idee a Smackdown hanno sbocco immediato (non a caso a Backlash c’è stato un importante cambio di titolo), e quel poco che c’è viene sfruttato bene ed al meglio. A Raw nulla di questa maggiore abbondanza viene valorizzato al meglio, ed anche i potenziali pezzi da novanta vengono tenuti da parte in attesa di tempi migliori. Non fa eccezione la Cruiseweight division, vista sotanzialmente come un mondo a parte, un angolo avulso dallo show, e che ben presto rischia di prestarsi a serbatoio di visibilità per il big man di turno da promuovere.

Se non altro un primo beneficio dello split è proprio questo, potersi permettere di avere almeno uno spettacolo “libero” da queste logiche di attesa ed aperto a possibili esperimenti, ed è una variabile che obiettivamente è stata forse trascurata in fase di valutazione post-draft. A meno che prima o poi qualcuno non decida di occuparsi più attivamente anche del martedì sera..




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