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BEST PROMOS EVER #8 - ADDICTION  
by Lorenzo Pierleoni
 


Tutti i fan di wrestling, specialmente quelli italiani che hanno iniziato a seguire la WWE nel 2002 con il boom del wrestling su Italia 1, hanno nel cuore Eddie Guerrero. Latino Heat è forse l’icona di quel periodo, nonché certamente il wrestler più amato di quel biennio che nel 2004 lo ha portato a consacrarsi sul tetto del mondo vincendo il WWE Championship a No Way Out 2004. E proprio quella vittoria titolata è probabilmente il primo ricordo “importante” che ci ha lasciato il wrestling: Eddie, l’eroe di grandi e piccini, che supera ogni ostacolo, abbatte il suo avversario e diventa campione; il primo “Davide contro Golia” a cui abbiamo assistito da bambini; l’eterno underdog che, intrappolato in una eterna fuga contro i suoi demoni, riesce finalmente a sconfiggerli e a conquistare il simbolo della sua rivalsa, quella cintura che tanto aveva inseguito. Tutti, insomma, hanno impresso nella memoria quel momento, il momento in cui Eddie connette la Frog Splash, batte Brock Lesnar e conquista il WWE Title festeggiando con l’arena intera. Qualcuno ricorda anche il match nella sua interezza, l’interferenza di Goldberg che avrebbe poi spalancato le porte al feud tra Da Man e Lesnar in vista di Wrestlemania XX. Quasi nessuno, però, ricorda un promo passato decisamente sotto traccia e ignorato ingiustamente. Un promo in cui, a tre giorni dalla magica notte, Eddie Guerrero mise a nudo la sua anima di fronte al WWE Champion Lesnar, che aveva fatto del suo meglio per provocarlo, e raccontò dei suoi demoni, di come li aveva sconfitti e di come li avrebbe usati per battere Lesnar. Un promo che vale la pena di rivivere in questa rubrica il cui scopo è proprio quello di riscoprire gemme del passato, quelle più evidenti e anche quelle più nascoste.





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Stavolta la contestualizzazione storica è semplicissima. Corre l’anno 2004 e Eddie Guerrero è appena uscito dal feud con suo nipote Chavo, terminato alla Royal Rumble di quell’anno con una roboante vittoria di Latino Heat. Nello stesso giorno Chris Benoit vince la Royal Rumble e decide di usare la sua titleshot titolata per il World Heavyweight Championship di Raw, passando dunque di diritto al roster rosso. Ciò lascia SmackDown senza uno sfidante al WWE Title: per rimediare alla situazione, il general manager di SmackDown Paul Heyman decide di sancire una 15-man Royal Rumble nella puntata successiva dello show blu per determinare lo sfidante dell’allora campione Brock Lesnar per il prossimo PPV esclusivo di SmackDown, No Way Out. Eddie Guerrero, che non aveva partecipato al Rumble match proprio a causa del suo match con Chavo, sostituisce l’amico Chris nei 15 nomi di SmackDown che si erano contesi il Rumble match: è solo il primo di numerosi parallelismi che si verificarono quell’anno tra i due amici fraterni Guerrero e Benoit. Il secondo si verifica poco dopo, visto che anche Guerrero vince il suo match eliminando per ultimo Kurt Angle, diventando così di diritto il #1 contender al WWE Title per No Way Out. Inizia dunque il breve feud che coinvolge Lesnar e Guerrero, che dura solo due settimane visto che No Way Out è imminente. Ciò nonostante, la rivalità si fa subito intensa: proprio nel secondo SmackDown dopo la sua vittoria nella SmackDown Royal Rumble, Eddie Guerrero dà vita a un promo sentitissimo, che lo fa apprezzare ancora di più dal pubblico e che lo lancia nella maniera giusta verso il match contro Lesnar distante ormai solo tre giorni.




Brock Lesnar: “Stammi a sentire, drogato. Questa domenica a No Way Out tu non lotterai contro il favore dei pronostici, Eddie. Tu lotterai contro di me. Batterti uno, due, tre non sarà abbastanza. Io ti torturerò. Mentre tu eri a combattere i tuoi demoni io vincevo titoli NCAA. Mentre eri un drogato sulla via del recupero io stavo diventando il WWE Champion più giovane di sempre. Odio i tipi come te, che scorrazzano in giro cercando comprensione, i tipi come te che cercano di sottrarre dei traguardi a gente che lavora duro come me. Spero tu sia dipendente dalla sconfitta.”

Eddie Guerrero: “Prima di tutto devo dartene atto, amico. Vuoi parlare di dipendenza? Facciamo come diciamo noi in spagnolo, parliamo andando dritti al punto. La verità è che io sono dipendente. Circa tre anni fa a Minneapolis, nelle docce degli spogliatoi, io ero su di giri amico. Non mi ricordo molto di quella notte, ma mi ricordo benissimo di quando mi portarono fuori dall’arena. Mi portarono dritto in riabilitazione. Sono stato io a fare questo a me stesso. E quello era solo l’inizio - per tre anni non solo ho perso il mio lavoro, ma ho perso mia moglie. Ho perso i miei bambini. Ho perso me stesso. Ho perso il mio spirito. Ho messo in imbarazzo la mia gente. Ho messo in imbarazzo la mia famiglia. Ma lo sai Brock, sono arrivato a un punto nella vita per cui tutto era ‘o la va o la spacca’. Dovevo prendere una decisione. O la va. O la spacca. E sai una cosa? Penso proprio che sia andata perché sono qui adesso. Giorno dopo giorno, per grazia di Dio, mi sono riguadagnato la possibilità di stare sul ring. Giorno dopo giorno, per grazia di Dio, mi sono riguadagnato il rispetto dei miei figli. Giorno dopo giorno mi sono ripreso la mia vita. Quando mi trovo di fronte a te e vedo [il WWE Title] intorno alla tua vita, per me quello significa ‘Mi dispiace’. È il modo di dire alla mia famiglia ‘Mi dispiace’. È la mia maniera per dire ai miei figli ‘Riuscirò a trovare un modo per darvi delle condizioni di vita migliori’. Questa è la MIA nuova dipendenza. Sono dipendente dalla felicità che mi fanno provare. Sono dipendente dall’euforia di quando torno a casa e dico alla mia famiglia ‘Ehi, ce la sto facendo’. Sono dipendente dalla soddisfazione che provo nel poter dire a tutti quelli come te che non credevano in me che potete ficcarvelo in culo. Sono dipendente da quel sentimento da ‘O la va o la spacca’ che proverò a No Way Out. Ecco quanto sono su di giri. Ma la differenza tra te e me, Brock, è che io sono dipendente e farò qualsiasi cosa e travolgerò chiunque sarà necessario per mettere [la cintura] intorno alla mia vita e tornare a essere di nuovo su di giri.”


Raccontare cosa accadde dopo quel promo significa fare della mera retorica: Eddie vinse. Conquistò il titolo, il WWE Title simbolo della sua rinascita, e dimostrò a chiunque cosa era veramente in grado di fare. Un paio di mesi dopo, i parallelismi con quello che era il suo migliore amico, Chris Benoit, si compirono a Wrestlemania XX, con quell’abbraccio tra Eddie WWE Champion e Chris World Heavyweight Champion che chiuse il PPV e che sarebbe certamente uno dei momenti più iconici della WWE di sempre se non fosse per la damnatio memoriae a cui è soggetto il Rabid Wolverine. Dopo Wrestlemania Eddie difese il suo titolo ma ancora per poco, visto che JBL glielo sottrasse a The Great American Bash. Per l’ex campione ci fu un ritorno trionfale nella Tag Division, con il tag team con Rey Mysterio, poi la faida con quest’ultimo. E poi quella con Batista, che avrebbe dovuto portare al suo regno da World Heavyweight Champion. Tuttavia, Eddie non fece in tempo. I suoi demoni, sconfitti ma latenti nel suo corpo, ebbero la meglio in quella maledetta mattina di undici anni fa, il 13 novembre 2005, quando Eddie ci lasciò dopo un infarto avuto mentre si lavava i denti. Aveva 38 anni e ancora qualche anno di carriera davanti a sé, forse ancora qualche titolo assoluto. Ma l’eterna lotta contro i suoi demoni, infine, lo ha portato via.

Non si cita mai Eddie Guerrero come uno dei più grandi promoman della storia del wrestling, semplicemente perché non lo è. Tuttavia, io credo che il suo stile particolare al microfono, unito alla verve e al carisma del suo personaggio, riuscissero a dargli una marcia in più. Questo promo non fa eccezione, anzi è sicuramente uno dei più grandi esempi dell’essenza di wrestler di Eddie Guerrero. Si tratta di un promo particolarmente riuscito, come spesso riescono quei promo che non fanno parte di una storia banale ideata da due writer annoiati nel backstage, ma che fanno presa sulla vita reale e raccontano drammi di vita vera, reali difficoltà vissute da qualcuno. In quel momento Eddie non era solo Eddie. In quel momento Eddie era anche e soprattutto Eduardo Gory Guerrero Llanes, desideroso di riprendersi la sua vita e di migliorarla. Desideroso di conquistare un premio per lui unico, un premio che gli avrebbe permesso di essere riconosciuto come uno dei più grandi wrestler della storia. E ci riuscl, entrando nell’arca della gloria. E nel cuore di tutti i fan di wrestling.




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by magnum.88 @25/08/2016 13:55:30

Ricordo quel promo e ciò che lo rese emozionante fu proprio la realtà che ci stava dietro. All'epoca Lesnar non veniva ancora presentato come una bestia ed un "[i:36hk0qag]conquistatore[/i:36hk0qag]", ma lo si poteva già identificare come un personaggio assolutamente insensibile. Lo mandarono contro una persona passionale e "vera" come Eddie e la differenza tra i caratteri era evidente. Anche se non mi faceva impazzire come lottatore, fui molto felice della vittoria di Eddie, che andava oltre la "finzione" del wrestling, e che serviva a coronare una carriera costellata solo di piccoli successi e di tanti problemi di alcolismo, che lo fecero anche arrivare ad un passo dalla morte. La sua risalita ebbe un che di miracoloso. Poi l'abbraccio con Benoit a Wrestlemania XX è indimenticabile.
by The Blond One @25/08/2016 13:31:30

Di Eddie Guerrero menzionerei anche il bellissimo promo dopo l'attacco a Rey Mysterio ed il seguente turn heel a Smackdown nel 2005.

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