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5 STAR FROG SPLASH - HELLUVAKICK XV - D. I. WHY?  
by Lorenzo Pierleoni
 


Uhm… no. Direi proprio di no. So che molti hanno apprezzato il turn di Tommaso Ciampa su Johnny Gargano che ha chiuso l’ultimo Takeover… ma no. Semplicemente non è questo il modo in cui si fanno le cose. Sì, ok, tutti sapevamo che prima o poi questo momento sarebbe arrivato. Gli ormai ex #DIY sono nati in circostanze strane, da quel post Cruiserweight Classic in cui sembrava già che Ciampa volesse fare a pezzi Gargano. Ma da lì i due erano risorti e si erano fusi in un’unica entità, come una fenice. Semplicemente si sono presi. Tecnica e agonismo Ciampa, cuore e passione Gargano, i #DIY erano diventati il cuore pulsante di NXT, come evidenziato dai boati di approvazione che i due hanno ricevuto per tutto il loro stint in coppia. Stint che ora però è bruscamente terminato. E, lo ribadisco, in un modo che non mi è piaciuto affatto. Non doveva avvenire dopo quel match di lotta quasi alla disperata che Ciampa e soprattutto Gargano hanno messo in scena a Takeover: Chicago. Non quando i due hanno dimostrato ancora una volta di poter coesistere alla perfezione e di avere ancora tanto da raccontare insieme. Non dopo che Gargano si sacrifica per tutto il match e salva Ciampa prendendosi una scala in piena faccia per lui. Che senso ha che Ciampa a fine match decida di fare a pezzi l’amico? Nessuno. E il tweet di Candice LaRae, moglie di Gargano, nel suo raccontare molto bene una storia mette anche in luce la grande falla di tutto questo: “lo consideravamo parte della famiglia”. Ma Ciampa ha tradito, per nessuna ragione. E “dai, lo spiegheranno in seguito” non è una scusante.



Per il resto, con l’uscita dei #DIY dal panorama tag team di NXT (d’altronde perché mai tenere insieme due dei pochi face che funzionano in WWE/a NXT? Del resto abbiamo così taaaanti esempi di face seguiti naturalmente dal pubblico, nel main roster soprattutto…), questo si è ridotto alla bellezza di ben DUE tag team: quei campioni magnifici, fortissimi e potentissimi degli Authors of Pain (a cui l’ultimo match dei #DIY ha regalato un altro match della vita dopo la prestazione di Takeover: Orlando) e gli Heavy Machinery (che pure sono fuori dai radar da un po’. Costruzione? Cos’è? Si mangia?). Chissà chi saranno i prossimi avversari per i titoli, davvero non me lo immagino… A NXT serve un giro di vite URGENTE nella divisione tag team. Non possono bastare dei campioni inutili nella costruzione delle storyline e un team relativamente nuovo, emergente, che non ha ancora vinto un match importante ma che giocoforza sarà costretto a essere lanciato alla rincorsa, se non alla conquista, dei titoli. Tucker Knight e Otis Dozovic sono bravi, hanno chimica e presa sul pubblico, ma avrebbero bisogno di un po’ di gavetta seria che finora non hanno fatto. E con quali team potrebbero farla? Non certo con gli Ealy Brothers o con un qualche altro team simile. E i #DIY? Ma sì, splittiamoli e mandiamoli a fare i midcarder, se va bene, nel main roster. D’altronde perché avrebbero dovuto restare in team a NXT?

Migliorata sensibilmente, invece, la divisione femminile rispetto anche solo a qualche mese fa. C’è ancora Asuka campionessa, che tra l’altro ha da poco superato la streak di match in cui un campione è rimasto imbattuto, che precedentemente apparteneva a Goldberg. Niente da dire, gestione del regno decisamente buona da parte dei writer di NXT. Qualche momento di buio c’è stato eccome, ma considerando che stanno (ri)costruendo la divisione femminile intorno a una campionessa che non perde mai direi che stanno facendo un lavorone. L’inserimento di Nikki Cross prima e di Ruby Riot poi sono stati un salvavita per le donne, che ora possono contare su diversi elementi validi che possono avere serie pretese al titolo: Nikki e Ruby, Peyton Royce e Billie Kay (se le lasciano unite e nel frattempo evitano di farle perdere senza appello da Liv Morgan e Aliyah, che invece sono ancora al livello 1), oltre ovviamente a Ember Moon. E sembra che sia proprio la Moon la predestinata a togliere il titolo ad Asuka. Quantomeno stanno mostrando una reale preoccupazione della campionessa nei confronti di Ember Moon (o quantomeno della Eclipse), cosa che finora non era mai accaduta. Vedremo se continueranno a lavorarci, anche perché pare che il ritorno dell’ex allieva di Booker T dall’infortunio (tra parentesi: Asuka è completamente pazza) sia decisamente vicino.

Per quanto riguarda gli uomini, invece, direi che anche qui la situazione è migliorata sensibilmente. Con Roode campione si è finalmente interrotto quel canovaccio del nome forte delle indies che arriva in WWE, approda a NXT, conquista il titolo massimo e lo detiene fino all’arrivo del nome forte delle indies seguente. A Takeover Roode ha battuto abbastanza nettamente Hideo Itami, che ora sarà dunque costretto a tornare in fondo alla fila. Ad attendere al varco Roode, invece, ci sono tutta una serie di sfidanti che sono andati formandosi nel corso delle ultime settimane. A cominciare da quel rientrante Drew McIntyre che sembra il più scalpitante nei confronti di Roode. Tuttavia non è l’unico: c’è Roderick Strong, c’è un possibile revival di Kassius Ohno la cui faida con Roode non è mai finita del tutto (anche se, visto il video backstage della sua “litigata” con Itami, volendo c’è anche un Aleister Black la cui gestione è stata finora ottimale… C’è molta carne a cuocere nello show giallo per quanto riguarda la zona main event. Starà ai writer di NXT trovare un modo per portare avanti la costruzione di tutti senza intoppi e al contempo innalzare il valore del titolo. L’NXT di un tempo sarebbe riuscito nell’ingrato compito; adesso la situazione è più complessa, nonostante la buona gestione generale che sta rimpolpando sia la divisione maschile che quella femminile (su quella tag team no comment). Occorre però quel pizzico di voglia in più, da parte dei wrestler così come dai writer) per fare quel passo in più che marca la differenza tra discreto e molto buono.




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