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Settembre 1993 - Seconda Parte

In una situazione paragonabile a quella del povero Horowitz si trovava Lex Luger, costretto dalla clausola di un contratto iniquo a rinunciare forse per sempre alla speranza di un rematch contro il campione del mondo. Ma l'ex Narcisista non era il tipo da lasciarsi prendere dalla frustrazione, e anche se la strada per il titolo mondiale gli era preclusa, nessuno gli impediva di battersi per altre cinture, come dimostrò un paio di giorni dopo Summer Slam provando a dare l'assalto al titolo intercontinentale di Shawn Michaels. Visto che un confronto basato sulla forza e sulla battaglia a viso aperto sarebbe stato improponibile, HBK ricorse a tutti i sotterfugi nel suo arsenale per tenere a bada il formidabile avversario: prima sfruttò come al solito una distrazione di Diesel per passare in vantaggio , poi rincarò la dose bombardando il nemico alla schiena con uno smash dalle corde, e infine riuscì ad atterrarlo con un reverse elbow volante. Troppo poco, tuttavia, per mettere davvero in difficoltà Luger, che si liberò di prepotenza da una sleeperhold, prese la rincorsa contro le corde per caricare il suo Bionic Elbow ... ma andò a incocciare dritto contro uno Sweet Chin Music, e solo per un soffio si salvò da una sconfitta clamorosa! Galvanizzato, Michaels provò a chiudere i conti con un piledriver.. ma sottovalutò ancora la forza di Lex, che riuscì a ribaltare la mossa con un back body drop e ripartì alla carica travolgendolo con un braccio teso rotante e schiacciandolo al tappeto con uno spaventoso powerslam: 1, 2.. DUE E TRE QUARTI! La resistenza di Shawn era al limite, e quando subito dopo fu gettato fuori dal ring con un calcione allo stomaco, il biondino decise di averne abbastanza: senza pensarci due volte, prese la cintura e se ne andò direttamente verso gli spogliatoi, mentre l'arbitro contava fino a 10 assegnando a Lex la seconda inutile vittoria per countout in pochi giorni . All' eroe americano, che si vedeva sfuggire dalle mani un altro titolo in circostanze identiche, non rimase che sfogare la propria rabbia sventando un attacco a tradimento di Diesel e mandandolo nel mondo dei sogni con il gomito d'acciaio. La carriera di Luger era a un bivio: se voleva confermarsi il fuoriclasse che era e raggiungere finalmente la gloria che meritava nella federazione, da lì in avanti il biondo culturista non avrebbe più dovuto commettere passi falsi di ALCUN tipo.
Dal canto suo, ben altri problemi affliggevano Michaels dopo l'ennesimo scampato pericolo: Tatanka, Crush, Duggan, Jannetty, Mr. Perfect… tutti costoro e molti altri lo vessavano, lo braccavano, gli davano la caccia da mesi e mesi, e un giorno di certo sarebbero riusciti a strappargli DEFINITIVAMENTE il titolo. Ma lui NON LO POTEVA PERMETTERE! Non era forse per vedere lui solo che tutti gli spettatori facevano la fila alle arene e davanti alla tv? Non era forse destinato a diventare l' Icona, lo Showstopper, il Main Event della federazione? E PERCHE' allora doveva correre continuamente rischi di questa portata? Da lì in avanti, per NESSUN MOTIVO avrebbe più messo in palio il suo titolo in tv o negli house show: e visto che la WWF non poteva fare a meno di lui, non si sarebbe neppure più presentato in un'arena se non gli fosse stato elargito un SOSTANZIOSO aumento del contratto. E se la dirigenza avesse rifiutato.. beh, la WCW sarebbe stata disposta a fare follie pur di averlo nei propri ranghi. Per tutto il mese il braccio di ferro fra HBK e la dirigenza fu serratissimo: il campione mantenne davvero il suo proposito di non difendere la cintura, e dopo essere apparso l'ultima volta insieme a Diesel in un match di coppia vittorioso contro Jannetty e Perfect a un house show di Boston, sparì addirittura dalla circolazione per una lunga vacanza, non facendo avere notizie di sé per quasi 20 giorni. Alla fine, nel Raw del 27 settembre, Jack Tunney in persona annunciò la NOTIZIA BOMBA che sconvolse l'intero mondo del wrestling: "Shawn Michaels non ha garantito un giusto numero di difese del titolo, si è reso colpevole di inadempienze contrattuali, ha tenuto una condotta assolutamente NON PROFESSIONALE e pertanto verrà PRIVATO a effetto immediato della cintura e SOSPESO dalla federazione a tempo indeterminato." Michaels imparava che NESSUNO poteva anteporre i suoi interessi a quelli di colleghi e spettatori, e nessuno, lui compreso, si poteva ritenere INDISPENSABILE alla WWF. Si concludeva così, nel modo più inadeguato e più beffardo possibile, un regno sterminato, infinito, grandioso, interrotto solo dal breve intermezzo di Marty Jannetty a maggio; un regno che passerà agli annali come forse il più MEMORABILE da parte di un campione malvagio dopo quello epico di Honky Tonk Man.

Il titolo, peraltro, non sarebbe rimasto vacante per molto. Tunney annunciò che nel Raw della settimana successiva si sarebbe tenuta una grande battaglia reale fra 20 dei wrestler più importanti della federazione: i due superstiti finali si sarebbero sfidati in un match singolo dopo altri sette giorni, e il vincitore sarebbe stato dichiarato il nuovo INDISCUSSO campione intercontinentale! La lista dei partecipanti ammessi era un vero e proprio parterre de roi. Si andava da giovani leoni, come Adam Bomb, 1-2-3 Kid o Diesel, che durante il mese aveva esordito come wrestler singolo proprio con una bella vittoria in house show contro il ragazzino dei miracoli, a vecchi marpioni come IRS, Mr. Perfect o Bam Bam Bigelow; da specialisti di agilità e tecnica come Owen Hart e Marty Jannetty a montagne di lardo come Mabel e Bastion Booger; da stelle del presente come Tatanka e Razor Ramon a glorie del passato come Bob Backlund, tornato in corsa per l'occasione dopo il suo esilio volontario di alcuni mesi, o il leggendario Jimmy Snuka, che rientrava brevemente, dopo un ottimo periodo alla ECW, per provare a mettere le mani sul suo primo titolo in assoluto nella WWF. Perfino a Giant Gonzales, teoricamente partito per sempre dopo la sconfitta nel Rest in Peace match, il presidente concesse un' estrema opportunità: se fosse riuscito a vincere il titolo, la sentenza che gli imponeva di lasciare la federazione sarebbe stata miracolosamente annullata. E , last but not least, ecco il concorrente più prestigioso di tutti: Macho Man in persona, che, dall' alto della sua fama e dei suoi due titoli mondiali, accettava di rimettersi in gioco per tornare in possesso della cintura che lo aveva visto lottare all'ultimo sangue con Ricky Steamboat in sfide di sublime bellezza.
A mancare solo per poco la presenza nella Battle Royal fu invece il migliore amico di Savage, Crush, protagonista di un recupero al limite del prodigioso dopo il pestaggio ricevuto da Yokozuna a luglio, che aveva fatto temere addirittura per la sua carriera. Già nel Raw del 13 settembre il colosso hawaiano fu felice di annunciare in collegamento telefonico di essere sulla via della completa guarigione… ma stranamente, sembrò dimenticarsi di ringraziare lo stesso Savage, l'uomo a cui forse doveva la vita, ignorandolo ostentatamente e riattaccandogli il telefono in faccia al momento dei saluti. Che questo comportamento non fosse casuale lo si capì nell' episodio di Raw successivo, dove Crush, ancora in collegamento con Vince McMahon e Bobby Heenan, continuò a comportarsi come se l' amico non esistesse, e lo piantò in asso con un brusco rimprovero al suo primo tentativo di prendere la parola. Savage era stupefatto, incredulo, il ritratto della delusione... e dovette ingoiare un boccone ancora più amaro quando, nel Raw del 27 settembre, l'atleta di Koona si lasciò andare a una serie di improperi e lamentele telefoniche dopo avere saputo dell' ammissione del collega alla battaglia reale. "Lui non dovrebbe partecipare, non ha fatto niente per meritarselo, non è neanche più un wrestler attivo.. e io, che mi sono portato sulle spalle la federazione per tutto l'anno, devo rimanere fuori per fare posto a uno che si riposa da mesi facendo finta di commentare!", disse Crush furibondo, riattaccando per la terza volta di seguito la cornetta in faccia a Macho, che, livido di rabbia, continuava a ripetere "Tutte maledette bugie!"

Una grande amicizia sembrava sul punto di crollare per inspiegabili ripicche e gelosie: che la naturale bontà e gentilezza dell' hawaiano fossero state corrotte dalla strisciante invidia per un collega ingombrante, ancora più famoso e rispettato di lui? Si era Crush trasformato in un meschino egoista pronto a calpestare gli amici per perseguire i propri interessi personali? Nel mese successivo tutti i nodi sarebbero venuti a galla, e gli equilibri della federazione sarebbero forse stati destinati a cambiare per sempre. Non ebbe difficoltà invece a trovare un posto nella battaglia reale il rientrante Rick Martel, tornato sugli schermi WWF dopo una lunga assenza che durava fin dal Raw del 1 marzo. Smessi i mutandoni rosa fucsia a favore del vecchio classico costume celeste, e ridotte le pose da fenomeno a favore di un atteggiamento più aggressivo e determinato, il Modello sembrava avere ritrovato la forma dei tempi migliori, e la sua furbizia, tecnica ed esperienza promettevano di risultare una miscela letale per qualsiasi avversario. Il primo a saggiare le rinnovate potenzialità di Rick, durante il Raw del 28 settembre, fu proprio la sua bestia nera Tatanka, protagonista di una lunga serie di vittorie contro di lui in ppv e tv show dell' anno precedente… ma questa volta le brutte esperienze passate avevano insegnato una condotta di gara più saggia a The Model, che fu bravo ad approfittare della troppa irruenza e degli errori di mira del nemico per prendere presto il sopravvento e sfiorare la vittoria con due ottimi side suplex e backbreaker. Anche quando Tatanka si rianimò con la danza di guerra e iniziò la sua classica sequenza di mosse, Martel trovò il modo di ribaltare la situazione afferrandolo da dietro e scaraventandolo violentemente sopra la terza corda: stordito e dolorante, l'indiano non sembrava in grado di rientrare sul ring, ma l'ex campione AWA gettò via la vittoria con le proprie mani, non resistendo alla tentazione di andargli incontro e finendo per subire insieme a lui un evitabile doppio countout.
Questo mezzo passo falso avrebbe dovuto far suonare un campanello d'allarme per il nativo americano, apparso meno efficace del solito, forse stanco e logorato dai troppi impegni di un anno massacrante... ma il grande guerriero non se ne preoccupò: dopo tutto era sempre uno degli atleti più forti ed amati della federazione, detentore di un record di imbattibilità che aveva superato perfino quello leggendario di Mr. Perfect, e sentiva che la settimana successiva due anni di sudore e sacrifici sarebbero stati finalmente premiati con la conquista del suo primo grande alloro nella WWF.

La stessa cosa sperava un altro dei grandi favoriti, Razor Ramon, che nel frattempo si trovava, dopo essere stato artefice della partenza di Ted Dibiase dalla federazione, a fronteggiare le accuse, le provocazioni e gli attacchi verbali di un IRS deciso in tutto e per tutto a raccogliere l'eredità dell' ex-partner. L'agente delle tasse non immaginava, però, che la risposta del Bad Guy sarebbe arrivata improvvisa e terribile nel Raw del 20 settembre durante una sua facile esibizione contro PJ Walker, uno dei tanti sparring-partner dotati di buon fisico e discreta velocità, ma privo di quel qualcosa in più che lo avrebbe fatto emergere dall' anonimato. Quando Irwin si apprestava a chiudere con il Write-Off un match senza storia, il Bad Guy in persona appari nell' arena attirando la sua attenzione, proprio come aveva fatto il mese prima nel match fra il Million Dollar Man e 1-2-3 Kid: immemore di tutto ciò, IRS perse completamente la testa... e PJ Walker ne approfittò per risorgere in un lampo e afferrargli i pantaloni, rovesciandolo con le spalle a terra in uno schoolboy per l' 1, 2, TREEEEEEEE!!!!
Il Manhattan Center esplose in un boato esaltante come in quel magico pomeriggio di maggio dove era nata la leggenda del 1-2-3 Kid; ancora una volta un semplice sparring-partner era riuscito a beffare una celebrata superstar, e ancora una volta Raw si confermava come lo show in cui POTEVA ACCADERE DI TUTTO, dove non esistevano gerarchie consolidate e anche l'incontro più scontato poteva nascondere una sorpresa. L'umiliazione subita da IRS trasformò quella fra lui e il Bad Guy da semplice antipatia a una questione personale destinata a durare a lungo, e che avrebbe avuto il primo di molti atti proprio durante la stessa battaglia reale. Dal canto suo, PJ Walker fu incapace di sfruttare l' improvvisa ondata di fama dopo questo trionfo estemporaneo: una serie di batoste tremende con altri wrestler di spicco lo costrinse a tornare subito coi piedi per terra, e solo un anno più tardi riprovò a costruirsi una reputazione sotto la bizzarra maschera del "Portuguese Man O' War", Aldo Montoya! Neanche così il successo gli arrise più di tanto, e per raggiungere una propria dimensione dovette emigrare alla ECW, dove molti anni più tardi conquistò il massimo alloro col nome di Justin Credible.. ma questa è un'altra storia.

Ma non potremmo chiudere la puntata di questo mese senza l'angolo dedicato al vero idolo del 10 Years Ago.. Doink the Clown! La tremenda beffa subita il mese prima da Macho Man aveva seriamente compromesso la credibilità del diabolico buffone, che temeva di ridursi da inquietante psicopatico a semplice zimbello degli spettatori: gli occorreva riaffermare la sua cattiveria con qualche sana bastardata, con qualche lazzo di cattivo gusto, che facesse sorgere di nuovo odio e paura nei cuori della gente... e il momento giusto per lui sembrò arrivare nel Raw del 13 settembre. Dopo una facile vittoria contro Rich Myers, il clown si diresse verso il tavolo dei commentatori armato di un secchio, minacciando di regalare una doccia anzitempo al detestato Randy Savage e allo stesso Vince McMahon… mentre Bobby Heenan, andatogli incontro per godersi meglio la scena, gridava "Colpiscilo! Annaffialo! Affogali tutti e due!". E Doink colpì, gettando una cascata di acqua gelida CONTRO LO STESSO BOBBY HEENAN!!! Avete presente il silenzio stupito che gelerebbe San Siro se durante il derby una navicella aliena atterrasse sul cerchio di centrocampo? Il Manhattan Center ammutolì allo stesso modo, testimone di qualcosa che NESSUNO NELL' UNIVERSO avrebbe osato immaginare, mentre The Brain si dimenava, grondante da capo a piedi, sbraitando e ansimando come un lombrico asmatico. "Ma forse è stato solo un errore di mira, una carogna del genere non può mica redimersi così in quattro e quattr' otto", pensavano gli scettici...e quasi a confermare tutto ciò, Doink uscì di corsa negli spogliatoi e rientrò con un altro secchio colmo, rivolgendosi al pubblico: subito partì un secondo lancio ... ma questa volta erano soltanto CORIANDOLI!
Un applauso sorse timido dalle prime file, seguito da dieci, cento, mille altri in tutta l'arena, accompagnati dalle prime risate di gioia che il clown avesse mai suscitato, mentre Vince al commento esclamava: "Ehi, forse non sei poi così cattivo dopotutto...." Con un SINGOLO GESTO l' uomo più malvagio di tutto l'ambiente aveva fatto dimenticare quasi un anno di malefatte, di ruberie, di terrore: il calore dei fan lo aveva fatto sentire per la prima volta FELICE… e tanto bastava per renderlo, da lì in avanti, uno degli eroi più popolari e originali che il nostro sport avesse mai conosciuto. Che vi piaccia o no, gente, questa è la WWF. O la si ama o la si odia.. e NOI FAN la amiamo. E sono momenti come questo che ci fanno capire perché è e RESTERA' la federazione PIU' BELLA DEL MONDO.

Naturalmente ci sono altri individui che non la pensano così, persone per cui tutto ciò che ho narrato in questo numero rappresenta solo un cumulo di baggianate, esseri che hanno pensato di riscattare la loro condizione di tragica inferiorità mentale attribuendosi il termine SMART. Ma chi sono DAVVERO gli smart? Avete presente il sozzo ignorante che tutti i giorni, a scuola, in ufficio, in famiglia vi perseguita per la vostra passione, vi guarda dall'alto in basso, vi bolla come deficienti che perdono tempo con una pagliacciata per bambini? Conoscete il nerd barboso e gozzuto che, dagli schermi di tutti i siti e i forum del web, spara giudizi su argomenti che è tanto idiota da non conoscere, si ritiene in diritto di demolire le carriere di lottatori leggendari, si vanta di non avere MAI TIFATO durante un match e riduce tutto ciò che vediamo a uno squallido scambio di favori politici? Avete in mente il razzista, l'intollerante, il bastardo, che gode a demolire tutto ciò che di buono vi è in questo sport, che rende impossibile ogni discorso basato su ciò che avviene sul ring, che non tollera che qualcuno si diverta, e ride a vedere le lacrime nel volto di un fan a cui ha distrutto con le sue dannate menzogne l'unica ragione di vita? Tutti costoro sono diverse facce della stessa medaglia, lati di un ibrido mostruoso, sporchi segmenti di un essere immondo: e dovete odiarlo, emarginarlo, cancellarlo dall' esistenza, perché QUELLO è uno smart.
A voi che NON siete smart, do appuntamento il mese prossimo per altre mille curiosità, rivalità, grandi sfide, e per narrarvi ciò che successe nella FANTASTICA battaglia reale di Raw. E vi do anche un consiglio: d'ora in poi non fatevi più mettere i piedi in testa da chi vi deride, non fidatevi di chi vuole indottrinarvi a forza, non credete a tutto ciò che leggete su un sito, anche se tutti gli altri lo fanno. Rimanete voi stessi, difendete i vostri sogni, e siate ORGOGLIOSI di gridare al mondo il vostro amore per uno sport troppo grande per essere sminuito da quattro carogne e diffamatori: uno sport che è lotta, fatica, sudore, intensità, competizione, violenza, esaltazione.. in una parola, WRESTLING.

Federico "Colosso" Moroni

Parlaparla.com

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