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Settembre 1993 - Prima Parte

Un periodo oscuro. Neanche cercando col lanternino fra legioni di appassionati del wrestling degli anni d'oro avrete qualche probabilità di trovarne uno che ricordi con minimo trasporto emotivo un qualsiasi avvenimento successo a settembre 1993. Molti lo definiranno un' epoca di passaggio, in cui la WWF, dopo avere speso le sue ultime cartucce in uno spettacolare Summer Slam, si ritrovava in debito di idee, di storie, di personaggi, e cercava a tentoni una nuova strada per interessare un pubblico sempre più esigente, con esiti non sempre soddisfacenti… Ma come possono tutti costoro definire in declino una federazione dove la sorpresa era all' ordine del giorno, dove i più infimi sparring-partner in una giornata di grazia potevano VERAMENTE giocarsela con le star più celebrate, e dove ogni incontro clou era un piccolo capolavoro di originalità e stipulazioni strane e fantasiose? Per intenderci, se il vostro concetto di wrestling non va oltre storie di ordinaria macelleria, in cui un cerebroleso si fa perforare la schiena da due ganci e appendere come un manzo a sgocciolare sangue rappreso sulle facce dei devastati mentali che hanno pagato il biglietto; se siete quei poveri infelici che provano orgasmi ad osservare qualcuno gemere di dolore con una scheggia di vetro in fronte, una tanica di benzina in bocca e una lampadina accesa su per il culo, probabilmente non troverete poi così tanto appassionante ciò che sto per raccontarvi... ma forse, e solo forse, è il resto del mondo a non trovare poi così tanto gratificante, utile o NECESSARIA la vostra stessa esistenza. Per tutti quelli che invece desiderano wrestling SERIO... seguitemi e non ve ne pentirete!

Summer Slam, il ppv che doveva segnare il riscatto della federazione dalla tirannia giapponese, non si era risolto che in una bella vittoria morale priva di effetti pratici. Tutto rimaneva come prima, se non peggio di prima: Yokozuna, pur leggermente ridimensionato nella sua figura di mostro imbattibile, era più che mai saldamente al comando, e, a causa dell' astuta clausola di Jim Cornette, non doveva neanche più preoccuparsi di nuove minacce da parte di Lex Luger. Il giapponese non immaginava, però, che un vecchio nemico sarebbe risorto quel mese per reclamare ciò gli era stato sottratto sul ring di Las Vegas: Bret Hart, il guerriero canadese, che, accantonata momentaneamente la vendetta su un Jerry Lawler costretto diverse settimane in ospedale, poteva dedicarsi finalmente anima e corpo a chiudere i conti lasciati in sospeso nell' ultima Wrestlemania. La WWF gli concesse una title shot l'11 settembre al Boston Gardens , in un tipo di incontro a cui certamente il campione era poco avvezzo: uno STEEL CAGE match! Una sfida oggi quasi sconosciuta, ma incerta ed entusiasmante dall'inizio alla fine, e che per questo merita di essere raccontata in ogni dettaglio a fan vecchi e nuovi.
Jim Cornette, prima della contesa, istruì il suo cliente sulla tattica da seguire: " Non sottovalutare Bret, perché è un avversario MOLTO pericoloso. Lui è più veloce di te, rapido, sgusciante, e in ogni momento cercherà uno spiraglio per uscire dalla gabbia! Tu devi pestarlo, stancarlo, ridurre la sua mobilità più che puoi...e se riuscirà a scalare la struttura, tu non perdere tempo ad andargli dietro, ma approfittane per precederlo uscendo dalla porta!" Proprio su questa falsariga andò la prima parte del match, con numerosi tentativi di evasione sventati da ambo le parti, e Yoko che fece valere la sua superiorità fisica con testate, bracci tesi e colpi di karate a velocità supersonica. Da parte sua, l' Hitman fu sempre bravo a ribattere colpo su colpo, e si procurò un vantaggio potenzialmente decisivo quando riuscì a evitare una valanga sui sostegni del giapponese e a stenderlo con un bellissimo bulldog dalla seconda corda. Senza perdere tempo, il canadese iniziò ad arrampicarsi sulla gabbia, mentre Yoko rimaneva a terra stordito... e sarebbe certamente riuscito a uscire se Mr. Fuji dall' esterno non lo avesse colpito alle costole con la punta della bandiera nipponica!
Scampato il pericolo, il campione trascinò il nemico dolorante all' angolo per ridurlo alla COMPLETA immobilità con il Banzai Drop, ma Bret riuscì a rivolgere tutto a suo favore con un vero CAPOLAVORO di furbizia: invece di attendere l'ultimo istante per schivare il colpo, rotolò via come un razzo verso l'uscita bassa mentre Yoko si stava ancora PREPARANDO a eseguire la mossa, lasciandolo sulle corde a dondolarsi senza essersi reso conto di nulla! Con un tuffo velocissimo l' Hitman si lanciò verso la libertà... ma fu ancora Mr. Fuji a fermarlo, chiudendogli in faccia la porta della gabbia! Attingendo a un' energia, un carattere, una voglia di vincere inesauribili, Hart non si diede per vinto e iniziò una sequenza di colpi IMPRESSIONANTE: prima scaraventò il ciccione contro la gabbia con un calcio volante, poi lo demolì con un secondo bulldog in corsa e infine decollò come un aereo di linea canadese per abbatterlo con un HART ATTACK!!! Neanche usare come un'arma il secchio dei sali servi a Yoko per tenere a freno l'indemoniato canadese, che anzi riuscì a impadronirsi del contenitore e infrangerglielo violentemente prima sullo stomaco e poi sulla nuca. Forse confuso per la stanchezza, Bret provò quindi a eseguire uno schienamento sul campione semisvenuto... e per qualche recondito motivo Danny Davis entrò di gran carriera della gabbia e cominciò a contare per il pin! 1, 2 e NOOOOOOOO!!!! Il lottatore di sumo alzò una spalla quando TUTTI lo davano per spacciato! Deciso a tutto, Hart riprese il secchio e stavolta lo fracassò nel MEZZO DELLA FRONTE del nemico, facendolo crollare all'indietro come colpito da un fulmine. Il giapponese ormai non sembrava in grado di rialzarsi più, e con sicurezza Bret cominciò a scalare la parete opposta della gabbia, non pensando che per la TERZA VOLTA il diabolico Mr. Fuji lo avrebbe defraudato del trionfo scagliandogli negli occhi la classica presa di sale: colpito in pieno, Hart scivolò dalla cima della struttura, cercò disperatamente di rimettersi in piedi.. ma non poté fare nulla per evitare che il manager lo centrasse con un' ALTRA manciata di polvere bianca!
Completamente cieco, inoffensivo, dolorante, Bret non aveva più alcuna possibilità di vincere… ed eppure, con una determinazione che gli proveniva dal fondo dell' anima, decise che la stessa beffa di WM 9 NON DOVEVA ripetersi! Barcollando, cercò a tentoni le sbarre e cominciò di nuovo a salire, gradino per gradino, passo per passo.. tutto mentre anche Yokozuna, ripresa conoscenza, iniziava a strisciare lentamente verso la porta aperta della struttura. Fu un duello giocato sui centimetri, sui respiri, sui battiti del cuore: il canadese, raggiunto il lato esterno della gabbia, provò a gettarsi a terra più velocemente che poteva , ma un decimo di secondo prima Yoko riuscì a scivolare oltre la porta coi suoi 250 chili e rotti, accasciandosi al suolo come indiscusso VINCITORE! Era stata una sfida assolutamente al cardiopalmo, che in un contesto più grande di un semplice house show sarebbe entrata di diritto fra i migliori cage match degli anni d'oro. Come a Wrestlemania, solo i trucchi più infami di Mr. Fuji avevano impedito a Bret di prevalere sul grande Yokozuna, costretto a soffrire come poche volte in vita sua: e come al Caesar's Palace il canadese aveva dimostrato, più che in mille incontri tutti tecnica e prese a terra, di avere in sé le potenzialità del vero fuoriclasse e la stoffa per scrivere un giorno pagine leggendarie nella storia della federazione.

Come dimostrava questo spettacolare cage match, il wrestling già da decine di anni si era evoluto in qualcosa di più di una semplice battaglia fra due uomini nudi che cercano di mettersi con le spalle al tappeto: innumerevoli variazioni erano nate per rendere più interessante la vecchia formula, da incontri dove entrambi gli avversari dovevano girare bendati ad altri dove i nemici erano attaccati fra loro da una cinghia o una catena, da sfide dove si doveva combattere sopra un'impalcatura sospesa a diversi metri da terra ad altre dove il ring era circondato da decine di energumeni pronti a suonarle di santa ragione a chi provasse ad uscire... Eppure, niente di tutto questo poteva preparare i fan, a settembre 1993, all'incontro per il titolo con la stipulazione più STRANA mai vista fino ad allora.. il "Province of Quebec Rules" match! L'idea non poteva che provenire dai due sciovinisti canadesi per eccellenza, Jacques Rougeau e Pierre Lafitte, che, nominati nuovi pretendenti numero uno per i titoli di coppia dei fratelli Steiner, pretesero di giocarsi le loro chance in un match al di fuori delle solite regole americane: "Lo sappiamo benissimo che i campioni, pur di non perdere i titoli, cercheranno di farsi squalificare o di tagliare la corda.. e non è giusto che la nostra grande opportunità venga falsata in questo modo! Vogliamo un regolamento davvero EQUO, che garantisca per tutti PARI opportunità... quello che si usa a casa nostra, nella provincia del Quebec, in cui siamo i più grandi specialisti del mondo!" Secondo queste norme, il titolo avrebbe potuto CAMBIARE DI MANO sia per squalifica che per countout, e si veniva immediatamente squalificati nel caso che: 1) si eseguisse un piledriver sull' avversario, 2) si gettasse un nemico SOPRA la terza corda, e 3) si salisse sul sostegno più alto per eseguire una qualsiasi mossa volante! Gli Steiner non fecero obiezioni, ma nel match, disputato nel Raw del 13 settembre, dimostrarono gran difficoltà ad adattarsi a regole che sembravano provenire dritte dai tempi di Chief Don Eagle: almeno 3 volte Rick non resisté alla tentazione di gettare fuori dal ring uno dei nemici, che solo per miracolo passò in mezzo alle corde invece che sopra quella più alta, e un'altra volta fu l'arbitro stesso a dissuaderlo dal commettere un errore fatale quando stava per infliggere un piledriver a Pierre. I Quebecers pian piano finirono per prendere il sopravvento, prima buttando giù con un superplex Rick salito per sbaglio sulla terza corda, e poi accanendosi su Scott con tutto il loro arsenale di double-team moves. Il futuro Big Poppa Pump, dopo un disperato DDT, provò a dare il cambio al fratello, ma i due canadesi lo bloccarono, e nella gran confusione che segui, approfittarono della distrazione dell' arbitro per salire sulle corde e lanciarsi su di lui con la loro finisher combinata, The Tower of Quebec: uno spettacolare Somersault Senton Bomb di Pierre, assistito da Jacques, che andò a schiantarsi sul malcapitato Scott con la potenza di un uragano! Il match era OVER: 1, 2... ma Rick riuscì a SPEZZARE IL PIN all' ultimo istante, ricevendo finalmente, poco dopo, il tag decisivo dal fratello!
Il Dog-faced Gremlin si precipitò sul quadrato, avventandosi sui nemici con una furia animalesca: Steinerline su Jacques! Steinerline su Pierre! Powerslam su Jacques! Scott ricevette il cambio di ritorno, lanciò Pierre sulle corde e decollò da terra con un elevazione formidabile per il FRANKENSTEINER! 1! 2! NIENTEEEEEE!!!! Jacques con un balzo impedì lo schienamento ai due fratelli dal Michigan! Nella concitazione, il manager Johnny Polo salì a bordoring, e, prima di essere messo ko con un pugno, riuscì a fare arrivare al Mountie il suo bastone da polo. Accecato dalla rabbia, il giovane Steiner si impossessò dell'arma, la affondò nello stomaco del nemico, e gliela spaccò violentemente sul groppone...proprio nell' attimo in cui l'arbitro si girava a guardare cosa stava succedendo. Subito suonò la campana a decretare la SQUALIFICA dei due fratelli… e grazie alle regole della loro terra natale, in uno dei match più insoliti e divertenti a memoria di fan, i Quebecers furono nominati i NUOVI CAMPIONI di coppia!!!
! Gli Steiner, infuriati per essere stati detronizzati in un modo così assurdo, pretesero immediatamente una rivincita, questa volta secondo le LORO regole, e Johnny Polo promise di accordargliela… a condizione che uno di loro riuscisse a sconfiggere uno dei Quebecers nel Raw della settimana successiva. Furono Scott e Pierre a essere scelti per rappresentare i loro team in un grande scontro di muscoli, forza e resistenza, dove la giubba rossa sopportò senza patemi la sfuriata iniziale dell' avversario, per poi sorprenderlo con un DDT e dominare la situazione per diversi minuti... ma né la sua Somersault Senton Bomb dalle corde, detta Cannonball , né un terrificante top-rope legdrop bastarono a tenere il nemico con le spalle al tappeto. Il futuro Big Poppa Pump riuscì a spostarsi appena in tempo per evitare una seconda Cannonball, e poi partì al contrattacco come solo lui sapeva fare: prima una Steinerline a massima potenza, poi un double underhook powerbomb che mandò Pierre quasi a perforare il ring, e infine un MAGNIFICO Frankensteiner che lo spedì nel mondo dei sogni per l'1,2,3!!!!! Il giovane Steiner si era guadagnato la sacrosanta rivincita con una prestazione impressionante... tanto impressionante da indurre Johnny Polo a rimangiarsi spudoratamente la sua promessa: "Quando mai ho detto che vi avrei concesso un rematch? I miei clienti difenderanno sì il titolo la prossima settimana, ma contro un tag team MOLTO più meritevole di voi, che da anni lotta per trovare un'opportunità ai vertici... BARRY HOROWITZ e RENO RIGGINS!!!!"

Certo non avrebbe potuto scegliere di meglio: due eterni sparring-partner che non avevano MAI vinto un match in vita loro, due emeriti incapaci che non sapevano infilare due mosse di fila, due poveri sfigati che avevano un tasso di pericolosità inferiore a quello di Gatto Silvestro! Per i campioni non sarebbe stato che un semplice allenamento di un paio di minuti.. se il destino non avesse deciso di interferire mettendo ko Reno Riggins con una provvidenziale influenza e lasciando Horowitz, il lunedì successivo, libero di scegliersi un nuovo partner a sua discrezione. " Ma non credere di potere accaparrarti Undertaker , o Lex Luger, o il più forte che c'è nell'arena, e poi lasciare a lui tutto il lavoro… Tu non farai niente senza il NOSTRO permesso, e combatteremo SOLO se il tuo compagno andrà bene a NOI ! " gli disse sprezzantemente Johnny Polo. "Niente di tutto questo", rispose Barry. " Io scelgo il ragazzo che ha rappresentato per me un riscatto e un raggio di speranza dopo anni di continue umiliazioni, e di cui spero con tutto il cuore, anche se per un solo giorno, di potere seguire le orme... 1-2-3 KID!!!" I Quebecers si consultarono alcuni secondi, e poi risposero: "VA BENE!". Poteva così partire il match che Horowitz sognava da tutta la vita, e che se tutto fosse andato per il verso giusto, lo avrebbe proiettato direttamente nella leggenda. L'inizio della sfida fu esaltante per l' atleta ebreo, che prima osservò il ragazzino scatenarsi su entrambi i Quebecers con una raffica di spinning wheel kick, e poi entrò a prendere parte alla festa con due magnifici calci volanti che mandarono prima Jacques e poi Pierre fuori dal ring! Purtroppo i cattivi non tardarono a passare in vantaggio approfittando dell'inesperienza del Kid, e dominarono a lungo con un' enorme quantità di mosse combinate, mentre il povero Barry cominciava a chiedersi se non aveva sbagliato a scegliere come partner l'unica superstar forse più debole di lui. Ma, come sempre, sottovalutare il ragazzino si dimostrò un errore fatale: nel momento più difficile, il Kid riuscì a schivare un balzo di Jacques all' angolo, e poi si lanciò su di lui con un calcio volante ai 150 all'ora, facendolo volare sopra le corde e schiantarsi con la testa sulle transenne! Neppure i frenetici tentativi di Johnny Polo e l'intervento di una gran quantità di infermieri bastarono a rianimare il Mountie, che dovette essere trasportato via in barella completamente KO, mentre Howard Finkel annunciava che il match nonostante tutto DOVEVA CONTINUARE!
Da semplice gita turistica il match si era trasformato in un vero INFERNO per Pierre, che si ritrovava a fronteggiare da solo gli assalti di due uomini caricati come molle. Ricevuto il tag, Barry si gettò come un forsennato contro il massiccio canadese, lo colpì con alcuni chop, lo stordì con un chin crusher... ma fu schiacciato a terra con un tremendo spinebuster dopo neanche 10 secondi! Un vertical suplex e un headbutt dalla terza corda ridussero ai minimi termini l'atleta ebreo, che solo per caso riuscì ad approfittare di un bodyslam troppo potente da parte di Pierre per rotolare all' angolo e dare il cambio al compagno. La giubba rossa provò ancora a sopraffare il Kid con pugni e clothesline forti come mazzate... ma stavolta il ragazzino dei miracoli riprese coraggio, iniziando a ribattere colpo su colpo: un calcio, un' altro calcio, un superkick fecero barcollare il nemico, e un superbo enziguri alla nuca lo mandò al tappeto come una pera cotta! Lentamente il ragazzo si arrampicò in cima ai sostegni per chiudere i conti con il suo ormai mitico moonsault ... ma NOOOOOO!!!! In qualche modo Pierre riuscì a rialzarsi e a gettarsi contro le corde, facendogli perdere l'equilibrio e cadere rovinosamente fuori dal ring! Il violento impatto spense completamente la luce negli occhi del ragazzino, che fu ributtato immediatamente sul quadrato da Johnny Polo e coperto da Pierre per il pin, mentre Horowitz, troppo poco avvezzo a tali situazioni per pensare a intervenire, restava a guardare impietrito, attonito, disperato per la morte di un sogno. I Quebecers avevano meritatamente vinto la battaglia: ma mai come questa volta i loro avversari erano degni del più alto elogio da parte di tutti gli amanti di questo sport. Grazie Barry, sembrava dire il pubblico del Manhattan Center con un applauso quasi commosso: forse non avrai più altre possibilità di brillare, ritornerai nei ranghi degli sparring-partner, continuerai a perdere con chiunque abbia un nome più importante del tuo... ma sono quelli come te a rendere GRANDE la WWF.

FINE PRIMA PARTE

Federico "Colosso" Moroni

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