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Luglio 1993 - Seconda Parte

Ingoiato l'ennesimo affronto, Bret Hart cercò di rifarsi nel Raw del giorno seguente, invitando i genitori ad assistere al suo ritorno sul ring contro Bam Bam Bigelow, che non vedeva l'ora di rifarsi dell'ingiusta sconfitta subita nella finale del KOTR. L'incontro prometteva scintille, e ognuno dei due wrestler si impegnò allo stremo, non risparmiando nessuno dei suoi colpi più duri, neppure dopo che Bret sembrò farsi male al ginocchio atterrando in modo sbagliato dopo un Lou Thesz Press dalle corde. Bam Bam provò ad approfittarne con una schiacciata ultrapotente e una serie di testate in tuffo, ma il canadese riuscì a presto a tornare in vantaggio evitando un dropkick del nemico e gettandolo a terra con un impressionante back suplex. Il colosso di Asbury Park riuscì poi a spezzare una sleeperhold di Bret avventandosi contro i sostegni… ma il Re del Ring fu lestissimo ad afferrarlo di nuovo e buttarlo giù con un tremendo Reverse DDT. Il canadese era ormai pronto per applicare la Sharpshooter, quando un ospite non gradito fece capolino sulla balconata del Manhattan Center... Jerry Lawler!
Il King, con tanto di microfono, si sistemò vicino a Stu ed Ellen Hart, iniziando un vero fuoco di fila di insulti e sbeffeggiamenti, fra l'indignazione di pubblico e commentatori. "Qualcuno capisce che cosa sta dicendo questo vecchio rimbambito? Voi due siete così decrepiti che quando eravate giovani il Mar Morto era soltanto malato!", esclamò Jerry, interrompendo bruscamente l'unico tentativo di replica da parte di Stu. Verde di rabbia, Bret provò a raggiungere la galleria per fare polpette di Lawler, ma fu fermato e ributtato sul ring da Bigelow, che sfiorò la vittoria con un Senton Splash; quando finalmente l' Hitman riuscì a liberarsi della Bestia dell' Est con un altro DDT modificato e si precipitò verso la balconata, il King ormai se la era filata da tempo. A Bam Bam andò la vittoria per countout, mentre il canadese, rimasto con un palmo di naso, soffocava nell' ira e nella frustrazione: in tutta la sua la lunga carriera alla WWF, NESSUNO era mai riuscito a offenderlo e farlo infuriare come il re di Memphis. Viste le premesse, non c'era da stupirsi se in poco tempo questa era già diventata la rivalità più bollente dell'anno, e se tutti si attendevano per Summer Slam un incontro del colore del sangue.

Sarebbe ingiusto, tuttavia, dimenticare le tantissime altre faide che infiammarono il mese di luglio. Una delle più intense, memorabili, eccitanti era quella fra lo stesso Bigelow e Tatanka, protagonisti già da diverso tempo di sfide accesissime in tutte le arene della nazione, una delle quali si disputò durante le registrazioni di WWF Challenge. Il match non fu molto dissimile dai loro precedenti confronti, con un Bigelow che fece valere al massimo il suo eccezionale momento di forma, producendosi in placcaggi volanti, magnifici dropkick e perfino una specie di hurricanrana; diverse volte Tatanka cercò di reagire, ma il nemico riuscì sempre a vanificare i suoi forzi, evitando un tomahawk chop dalle corde e riuscendo perfino a stroncare sul nascere la sua temutissima danza di guerra con un devastante enziguri alla nuca. Solo con un' ultimo fremito di puro orgoglio il nativo americano evitò la prima sconfitta nella WWF, bersagliando il rivale con una raffica di chop, gettandolo fuori dal ring, e schiacciandolo al tappeto con il Samoan Drop. Come nella sfida di due mesi prima, Bam Bam non fu in grado di rientrare sul ring in tempo, e dovette lasciare all'indiano la vittoria per countout. Il dopomatch fu movimentato quanto l'incontro in sé, con Bigelow che, dopo avere messo KO il rivale con un altro enziguri, tirò fuori un paio di forbici, intenzionato a finire ciò che aveva iniziato ad aprile, prendendosi anche il resto del suo scalpo: Tatanka, fortunatamente, riuscì a riprendersi prima del previsto, impadronendosi delle forbici e costringendo a una fuga precipitosa Bam Bam e la stessa Luna Vachon, che rischiò seriamente di perdere gran parte della biondissima chioma.
Anche le rispettive manager dei due nemici nel corso del mese si sfidarono in un numero elevatissimo di house show, ottenendo risultati alquanto interlocutori. In alcune occasioni si impose Sensational Sherri per squalifica o più raramente per pin, in molte altre prevalse la Vachon grazie agli aiuti del suo socio o di intrusi come Doink. Anche un loro match a Superstars non ebbe un finale chiaro, trasformandosi subito in una rissa all'ultimo sangue terminata in no contest dopo gli interventi di Bam Bam e Tatanka. Non si poteva andare avanti così all'infinito, senza vinti né vincitori, e la WWF finalmente decise che i rispettivi conti sarebbero stati regolati una volta per tutte in un match di coppia mista a Summer Slam. Purtroppo, un grave imprevisto infranse i piani della federazione e le aspettative dei fan: l'improvviso infortunio della Vachon, che si infortunò all'avambraccio in uno dei tanti match in giro per l' America e dovette rinunciare a partecipare al ppv, con gran dispiacere della stessa Sherri, che vedeva concludersi in una bolla di sapone quella che era stata la rivalità femminile più estrema e rivoluzionaria mai andata in scena a Stamford e dintorni. Dopo 7 anni di continui successi, l' ex regina del wrestling si sentì improvvisamente inutile, e decise di togliere il disturbo per tentare fortuna nelle indies, in vista di un futuro ingaggio WCW. E sebbene a molti la Sensational Queen possa essere sempre apparsa una figura detestabile, dobbiamo ammettere che la sua presenza trasformava ogni match in un vero spettacolo, che senza di lei molti capolavori degli anni d'oro non sarebbero stati tali, e che con lei la WWF perdeva una delle più grandi e importanti figure femminili di ogni tempo. Grazie, Sherri.

Per fortuna, come sempre, questa dolorosa partenza fu in parte compensata da un'ondata di nuovi arrivi, che promettevano di lasciare un segno importante nella federazione. A spiccare nettamente fra di loro era la figura di un ex-pugile dalla lontana Finlandia, ex campione europeo dei pesi massimi, dotato di un fisico scolpito nella roccia, uno sguardo di ghiaccio e due pugni che potevano spaccare i muri: si chiamava Ludvig Borga, e ODIAVA gli Stati Uniti. Abituato da sempre alla tranquillità del suo paese natale, ricco, civile e progredito, era stato disgustato dalle brutture che denunciavano il lato più oscuro del sogno americano : "Guardate questi palazzi cadenti e queste strade squallide, soffocate nella sporcizia e nei liquami! Guardate i bambini che soffrono la fame! E' questa la terra delle opportunità... una latrina colma di vizi, colpita dalla criminalità, deturpata dall'inquinamento? Scommetto che il Lex Express non si è mai fermato QUI!", diceva in una serie di vignette trasmesse in tutti gli show televisivi, visitando i quartieri più degradati dei maggiori centri americani. Con lui, se ce ne fosse ancora stato bisogno, i patrioti statunitensi avevano trovato un altro nemico da odiare.
Ma le grandi novità di luglio non finivano certo qui. Siete fra quelli che impazziscono per i bollenti rap di John Cena, e pronosticano al verde novellino un futuro da superstar? Si vede che non avete mai conosciuto i suoi precursori... i signori di Harlem, i terrori del ghetto, un terzetto di amici diventati degli idoli grazie alla loro impressionante abilità nel rap! Uno era il manager, l' altro un wrestler, e il terzo un fenomeno della natura, che eguagliava quasi Yokozuna in peso e lo superava di una ventina di centimetri, riusciva a dare calci volanti e spinning heel kick, e sapeva ballare con la grazia del miglior Eminem. Un osservatore scettico li avrebbe descritti in termini meno lusinghieri: un povero ciccione inutile che si esprimeva in patetici rap quando avrebbe dovuto parlare; un tozzo omuncolo, a metà fra un orango obeso e il nano Bagonghi, e più scarso di tutti e due messi assieme; un gorilla depilato, con tanto di cresta da punk, fasciato in un abominevole camicione a strisce bianche e nere, e con un' espressione tanto viva e intelligente da far sembrare Bastion Booger un docente di astrofisica. Erano gli uomini venuti dalla USWA con una sola missione in testa: conquistare il titolo di coppia, ottenere fama mondiale, e magari smettere di farsi ridere dietro dagli altri musicisti di strada. Erano Mo, Oscar e Mabel... i Men On a Mission!
Gente più seria (ma neanche di tanto) componeva l'altro tag team che esordì a Superstars alla fine di luglio, destando subito una buona impressione. Ricordate Jacques Rougeau, il Mountie, che a lungo aveva seminato scompiglio nella federazione, imponendo il suo distorto concetto di legge e facendo strage dei trasgressori con il suo bastone elettrico? Adesso, dopo una pausa di circa otto mesi, era tornato portandosi dietro un amichetto… un franco-canadese duro, massiccio, tarchiato, forte come un toro, che menava come un fabbro ferraio, e rispondeva al nome di Pierre Lafitte. L'ineffabile Johnny Polo si fece subito carico dei servigi manageriali di questo tag team potente, astuto e affiatato, specialista di ardite manovre di squadra come l'incredibile "La Cannonball". Erano forti, belli, tenaci e prendevano SEMPRE il loro uomo; erano le due giubbe rosse più efficienti del mondo.. i QUEBECERS!

Che cosa sarebbero riuscite a fare tutte queste nuove leve contro le superstar più affermate della federazione? Era lo stesso problema che affliggeva 1-2-3 Kid, il quale, dopo le affermazioni un po' estemporanee contro Razor, doveva confermare di essersi MERITATO la sua improvvisa fama, e di avere le capacità di RESTARE al top. La risposta a tali dubbi arrivò nel Raw del 5 luglio, quando il Kid combatté contro Blake Beverly, un avversario caduto sì in disgrazia negli ultimi mesi, ma che possedeva forza, stazza ed esperienza decisamente superiori alle sue. E 1-2-3 notò la differenza sulla sua pelle, quando fu subito schiacciato a terra con un powerslam, stordito con un neck breaker e buttato fuori dal ring con un vertical suplex. "Questo ragazzino non può battermi nemmeno nella mia giornata peggiore!" disse Blake prendendolo a schiaffi, per poi infliggergli due backbreaker di fila, un secondo powerslam, e rifiutarsi ostentatamente di schienarlo. Quando però finalmente il biondone sbagliò un attacco e cadde all'esterno, in Kid si riaccese la scintilla che lo aveva reso il wrestler più eccitante in circolazione: senza esitazioni salì sul paletto e si catapultò contro l'avversario con un Somersault Senton Splash suicida, una manovra mai vista nella federazione! La nuova impresa del ragazzino dei miracoli sembrava vicina, e si concretizzò quando il Kid, dopo avere evitato un tuffo dalle corde del nemico, salì ancora sul sostegno più alto e lo inchiodò con un Guillotine Legdrop per l' 1,2,3.
A questo punto nessuno poteva più obiettare sulle capacità del ragazzo prodigio... nessuno tranne Dibiase e IRS, che continuavano a usarlo come pretesto per prendersi gioco di Razor Ramon. Come poteva il bellimbusto della federazione, dopo essersi fatto umiliare da uno stecchino grosso la metà di lui, avere ancora il coraggio di farsi vedere in giro? Era una vergogna e uno zimbello per la loro intera categoria, un perdente, un fallito, un buffone... e di machismo ne avevano più loro nella sola punta del mignolo! - ripetevano gli ex-campioni in ogni intervista, ridendosela dalla grossa.
Nel Raw del 19 luglio, dopo diverse settimane di assiduo tartassamento verbale, Razor non riuscì a sopportare oltre le insinuazioni del Million Dollar Man: "Ti senti tanto superiore a me? Allora perché non lo dimostri in un incontro regolare?" disse affrontandolo a muso duro. Dibiase declinò sprezzantemente la sfida, proponendo invece all' energumeno da Cuba un accordo ben diverso: " Di wrestler come te il mondo ne può fare a meno... perché invece non entri al mio servizio come mia nuova guardia del corpo e dedichi il resto della tua vita a servirmi e proteggermi? Non hai un prezzo? TUTTI HANNO UN PREZZO!" disse, SCHIAFFEGGIANDOLO con la grossa pila di centoni che aveva in mano. Era l'insulto definitivo. Tutte le frustrazioni, la vergogna, la rabbia maturate da Razor negli ultimi mesi esplosero in un cazzotto formidabile che fece volare Dibiase fuori dalla pedana, fra un boato SUPERBO del pubblico: il Bad Guy poteva essere arrogante, superbo, egoista , ma non si sarebbe mai fatto comprare da nessuno! I Anche IRS subì la stessa punizione da parte del nuovo idolo della folla. Fuori di sé dalla rabbia, Ted giurò vendetta immediata: "Sfiderò 1-2-3 Kid a un match, lo farò a pezzi in 30 secondi, e questa sarà la peggiore umiliazione possibile per te, razza di nullità!". Quella stessa sera, dopo una facile vittoria con Chris Duffy, il Kid accettò la sfida per il WWF Challenge del 1 agosto. Se questa non è una vicenda interessante, imprevedibile, e non fa aspettare con ansia il capitolo successivo, ditemi voi che cosa lo è...

Con altrettanta ansia i Children of the Night si preoccupavano del futuro del loro signore: sarebbe stato in grado Undertaker di tornare a competere agli stessi livelli di prima anche senza l'aiuto del suo magico talismano, sottrattogli da Mr. Hughes? Dubbi subito fugati nel corso del Raw del 5 luglio, dove il becchino rimise piede sul ring contro Samu degli Headshrinkers, dimostrando di essere sempre il wrestler più straordinario della federazione. Il forte samoano fece di tutto per sfruttare le eventuali debolezze di Taker, riuscì ad approfittare degli aiuti di Afa e Fatu da bordoring, e sembrò mettere la parola fine al match quando, dopo avere atterrato il becchino a forza di testate, si lanciò su di lui colpendolo con la sua mossa preferita, l' headbutt dalla terza corda. Quando però provò a ripetere il salto, Taker fu bravissimo a tirarsi su all' ultimo istante evitando l'impatto, e a chiudere i conti in brevissimo tempo con un chokeslam e il tombstone.

Era l'alba di un nuovo Undertaker, più agguerrito, più determinato: dolore, distruzione e vendetta attendevano tutti coloro che avevano osato sottrargli una parte di sé! Mr. Hughes fu il primo a subire un assaggio delle suggestioni mentali di cui il becchino era il maestro riconosciuto: la settimana successiva, appena prima di un match, gli fu recapitata una ghirlanda nera con scritto "Sto venendo a prenderti... RIPOSA IN PACE!" . Il grosso atleta di colore SBIANCO' letteralmente sotto gli occhiali da sole... e fare completamente a pezzi la ghirlanda non gli impedì di continuare a riceverne altre, prima di ogni sua esibizione, per tutto il mese di luglio. "Se mi vuoi, sai dove trovarmi... VIENI A PRENDERMI!" gridava Hughes per farsi forza, pentendosi di avere mai attraversato la strada del Signore delle Tenebre: avere rubato la sacra urna cominciava a rivelarsi per lui una vera maledizione.

Non altrettanto drammatico, ma molto particolare, fu, in ambiti del tutto diversi, il tentativo di vendetta di Doink contro Macho Man, reo di avergli precluso la possibilità di sfidare Michaels per il titolo IC con il suo intervento nel 2 out of 3 falls del mese prima. Adesso che non poteva più tormentare l'arcinemico Crush, il clown credeva di avere trovato nell' Uomo Maschilista un nuovo facile bersaglio su cui sfogare le sue frustrazioni... ma in un primo match fra di loro, disputato durante le registrazioni di WWF Mania, Doink si accorse che mettere nel sacco Savage era molto più duro di quanto sembrava. Tutto, eppure, sembrava andare perfettamente secondo i piani del clown: la sua fuga sotto il tendone del ring, l'intervento furtivo del suo sosia, la minirissa all'esterno fra Macho e il falso Doink, il perfetto gioco di squadra che aveva permesso al clone di rientrare prima del conto di 10, mentre lui tratteneva Savage per un piede, e aggiudicarsi la vittoria per countout. Eppure l'ex-campione mondiale era troppo tenace per arrendersi di fronte a un banale trucco di quarta lega: invece di piagnucolare inutilmente con l'arbitro, Macho corse negli spogliatoi, ritornò insieme a un altro referee, e ispezionò attentamente tutti i lati del ring, riuscendo alla fine a scovare il Doink originale e tirarlo fuori dal tendone per poi far rovesciare la decisione arbitrale e aggiudicarsi la meritata vittoria.
Furioso ed esasperato nel vedere le sue furbizie vanificate, il pagliaccio attaccò verbalmente Macho nel corso del Raw del 28 luglio: "Non oserai più interferire nei miei match, Macho Boy! Non mi metterai più i bastoni fra le ruote! Io ti sfido a un match risolutore per la settimana prossima, su questo stesso ring!", disse parandosi di fronte a lui, mentre il secondo Doink appariva improvvisamente sopra il quadrato, e addirittura un TERZO Doink faceva capolino dalla balconata. Savage, naturalmente, accettò la sfida senza alcun timore. Il clown voleva ingannarlo e combattere in superiorità numerica? Bene, lui lo avrebbe fregato con le sue stesse armi, in una sfida che prometteva di diventare un piccolo classico del trash.

Vendette private, rancori personali, contese di orgoglio, slanci di patriottismo esasperato… non c'era da stupirsi se, con tutta questa carne al fuoco, luglio 1993 sarebbe stato ricordato come uno dei mesi più ROVENTI a memoria di fan. Ogni singolo wrestler WWF, più o meno importante, aveva qualche odio, faida o questione in sospeso da regolare: e tutti o quasi di loro avrebbero ottenuto la loro soddisfazione il mese successivo, in un' edizione di Summer Slam che prometteva di essere una delle più interessanti di sempre. Se volete sapere come andrà a finire, non mancate ad agosto di sintonizzarvi qui, sulla rubrica più originale e invidiata di tutto il web.; e conoscerete tutto di tempi ormai lontani, bizzarri, magari distanti dai gusti attuali… tempi in cui il wrestling era bello.

Federico "Colosso" Moroni

Parlaparla.com

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