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Giugno 1993 - Prima Parte

L'inizio della fine. Se nei mesi precedenti la crisi della federazione era una concreta eventualità, a giugno 1993 divenne una tragica realtà. Tutte le cose belle, gioiose, felici ancora rimaste nel mondo furono spazzate via da un'ondata di buio. L'intero ambiente perse il motivo stesso della sua esistenza, imboccando una spirale discendente che l'avrebbe portato sempre più in basso nel lustro successivo: e il crollo degli ascolti, il disinteresse dei media, la disaffezione dei fan punirono la presunzione di chi credette di potere fare a meno dell'unica icona insostituibile ancora in circolazione. A Dayton, Ohio, proprio nel cuore dell' America, un'era si concluse, e i nove anni più belli nella storia svanirono in un istante, dimenticati, messi da parte, come un fiore falciato da un aratro ai margini di un campo. Il padre del nostro sport giaceva sconfitto. Hulk Hogan lasciava la WWF.

Il match per il titolo a KOTR, nonostante la sicurezza ostentata dall'Immortale, partiva con infausti presagi. Yokozuna era l'avversario più forte che avesse mai incrociato la sua strada ; un mostro dotato di un' innaturale resistenza ai colpi , un peso illimitato, una velocità sorprendente e una cattiveria assoluta. In che modo sarebbe mai stato possibile batterlo? L'impresa da 30 secondi di WM 9, per le sue circostanze irripetibili, non faceva testo: dentro di sé Hogan temeva il nemico, e le troppe responsabilità che gravavano sulle sue spalle lo stavano schiacciando.Tutto questo si notò fin troppo bene una volta iniziato il match: il giapponese dominò in modo quasi imbarazzante fin dalle prime prove di forza, mentre Hogan appariva improvvisamente vecchio, debole, inefficace. In ogni modo possibile, con pugni, calci, spallate, bracci tesi, Hulk provò a buttare a terra il campione di sumo.. ma tutto inutile: Yoko aveva i piedi piantati nel cemento. Ancora più disastrosi furono i tentativi di sollevarlo, col ciccione che umiliò i suoi sforzi non smuovendosi di una virgola. Dopo avergli fiaccato la resistenza con un lunghissimo bearhug, il giapponese afferrò Hogan per la vita e lo ridusse a una frittata con un belly-to-belly suplex.
Ma Hulkamania non poteva finire senza combattere: con un colpo di reni portentoso Hulk uscì dallo schienamento, si drizzò a sedere e scosse la testa, gasandosi come ai tempi belli! Era il momento della sua infallibile sequenza di mosse: tre pugni, il big boot ... ma Yokozuna rimase piantato in piedi! Ancora tre pugni, un altro big boot, ma il giapponese non andò al tappeto! Hogan era incredulo, quasi STUPEFATTO: mise in altri tre cazzotti tutta la forza che aveva, un terzo big boot colpì in piena faccia il ciccione, che questa volta, dopo aver traballato alcuni secondi, crollò a terra. Hulk si lanciò su di lui con il legdrop of Doom: 1, 2...NOOOOOOOOOOOOO!!! Molto prima del conto di 3, Yoko sollevò un braccio con una facilità ESTREMA. Era SOVRUMANO. Non avendo scelta, Hogan aspettò che il rivale si rialzasse per provare, ancora una volta, a schiacciarlo a terra con un bodyslam: ma a quel punto un fotografo giapponese salì a bordoring spingendo via con un calcio Jimmy Hart, attirò l'attenzione di Hulkster, schiacciò il flash...e un piccolo getto di fiamme uscì dalla macchina fotografica, accecando l'Immortale! Hulk cadde coprendosi gli occhi, Yoko prese lo slancio contro le corde e lo travolse col legdrop.. un legdrop che fu sentito attraverso tutto il mondo! La vittoria e la cintura, adesso, appartenevano a lui.
Ma il giapponese non si accontentava del trionfo: voleva distruggere Hogan e tutto ciò che rappresentava,e per questo, dopo averlo trascinato all'angolo, lo seppellì con un Banzai Drop, l'ultima umiliazione. Era la fine. Yoko era riuscito dove gente come Andre the Giant, Macho Man, Sgt. Slaughter, Earthquake, Sid, King Kong Bundy aveva sempre fallito. E vedere l' Immortale uscire dal ring in condizioni pietose, quasi piangendo, barcollante, sorretto da un nugolo di arbitri, era qualcosa che straziava il cuore. Non conta il fatto che Hogan abbia avuto, in seguito, vari rematch nel corso di una lunga tournee europea, tutti vinti per squalifica dopo l'interferenza di Mr. Fuji, e che il suo ultimo match nella WWF sia stato disputato il 6 agosto a Sheffield. Questa è solo statistica. La verità è che, il 13 giugno 1993, HULKAMANIA ERA MORTA. Che Vince non aveva fatto nulla per trattenerla. E per quanto ne sapevano tutti, non si sarebbe rivista mai più.
Dal canto suo, l' orgoglio di Yokozuna per avere tolto di mezzo l'icona americana non aveva limiti. Per la prima volta, dal breve regno non ufficiale di Inoki nel 1979, un giapponese guidava la massima federazione degli Stati Uniti, ed era l'uomo più intervistato, fotografato, idolatrato della sua nazione. La grande rivincita del Giappone, bramata fin dai tempi della seconda guerra mondiale, sembrava compiuta. Come avrebbero festeggiato Yoko e Mr. Fuji una vittoria così straordinaria? Il manager, in massimo spregio agli USA, annunciò che le celebrazioni si sarebbero tenute proprio il 4 luglio, sul ponte di uno dei vanti della nazione, la corazzata USS Intrepid! Sarebbe stata una sfida all' America intera: gli atleti più forti degli States avrebbero provato uno dopo l'altro a sollevare il campione di sumo, e in caso di fallimento, tutti avrebbero dovuto riconoscere la superiorità del paese del Sol Levante.

Il titolo del mondo non sarebbe stato l'unico a cambiare nel corso di giugno, che vide un vero e proprio terremoto in tutte le cinture. In particolare, il regno del nuovo campione intercontinentale, Marty Jannetty, aveva i giorni contati di fronte al prepotente ritorno di Shawn Michaels. HBK aveva capito che il motivo dei suoi recenti insuccessi era la mancanza di manager o guardie del corpo che l'aiutassero a cavarsi di impiccio nei momenti difficili, e, appena ottenuta una rivincita con Jannetty il 6 giugno in un house show ad Albany, fece in modo di procurarsi il bodyguard DEFINITIVO: un ex camionista, duro, silenzioso, letale, fasciato di cuoio e pelle, con tanto di occhiali da sole... una montagna d'uomo, 210 cm e 148 chili di calma glaciale, superato per pura stazza solo da Giant Gonzales! Michaels si presentò da solo sul ring, riservandosi l'aiuto in caso di necessità: e il pericolo si fece presto sentire, perché Marty disputò un grande incontro, riuscendo ad atterrare l' Heartbreak Kid con un DDT, stendendolo con un superkick, e colpendolo dalle corde con un flying fistdrop. A questo punto, l'energumeno apparve di corsa, si piazzò a bordo ring, e ,quando Jannetty si avvicinò alle corde, lo bloccò afferrandolo per il costume : furono sufficienti questi pochi attimi perché Michaels riprendesse le forze e inchiodasse l'ex partner con un perfetto Sweet Chin Music per l'1-2-3. Dopo solo poche settimane di digiuno, HBK era di nuovo campione intercontinentale! Il gigantesco camionista fece il suo debutto ufficiale in TV nel Raw del giorno seguente. Nessuno sembrava conoscere il suo vero nome, a parte Michaels stesso, che lo rivelò durante KOTR: si chiamava Diesel, come il motore dei camion più imponenti, lo stesso motore che avrebbe fatto andare spedito l' Heartbreak Kid sulla sua strada per diventare il campione del futuro! Il presente, peraltro, non era molto tranquillo per Shawn , che al ppv dovette difendere il titolo contro un avversario terribile con cui aveva molti conti in sospeso fin da marzo: Crush. Il grosso hawaiano nei primi minuti impressionò tutti con la sua forza strepitosa, tanto che Macho Man al commento esclamò due volte: "Ecco chi può sollevare Yokozuna!" Solo grazie alle distrazioni della sua fedele guardia del corpo il campione poté sfuggire all' Head Vice, e poi passare in vantaggio prendendo di sorpresa Crush e sbattendogli 5 o 6 volte la nuca contro il palo del ring. Neanche una serie di calci alla testa e smash dalle corde bastarono però a mettere KO il gigante buono, che riuscì a contrattaccare con un veloce face slam e una successione micidiale di backbreaker, big boot, legdrop , clothesline. Nulla poteva impedire a Crush di raccogliere il successo che inseguiva da mesi, tranne i suoi nemici acerrimi, i due Doink, che puntuali come un orologio, spuntarono nell'arena e si piazzarono fuori dal ring attirando la sua attenzione: Shawn ebbe tutto il tempo di rialzarsi e sferrargli un superkick alla nuca, che lo fece crollare a terra come un sacco di patate per il conto di 3.
Di fatto questo match chiuse la lunga rivalità fra Crush e Doink a favore del malvagio clown , visto che la WWF non concesse più all'eroe alcun rematch per regolare definitivamente i conti. Questa volta, però, la prestazione dell' hawaiano impressionò così favorevolmente i dirigenti , che questi decisero di concedergli, a luglio, un' importante chance per il titolo del mondo contro il perfido invasore giapponese.

Le fatiche di Michaels, invece, non erano ancora finite,visto che il 28 giugno dovette mettere ancora in palio la cintura, questa volta contro Kamala, privo del reverendo Slick, che lo aveva lasciato per dedicarsi a importanti missioni umanitarie. Dopo alcuni minuti di combattimento furioso ed equilibrato, l'ugandese riuscì a buttare il nemico fuori dal ring con una serie di sberle rovesciate, e quando Shawn si rotolò di nuovo sul quadrato, colse l'occasione per balzargli sulla schiena con un big splash. Purtroppo il buon selvaggio non trovò, come sempre, il modo di girare l' avversario per effettuare il pin, buttando via l' occasione della vita.Il match era destinato a finire nel solito modo, con Diesel che salì a bordoring distraendo arbitro e sfidante, e permise a Michaels di colpire Kamala sul dietro della testa con un violento superkick per l'1-2-3. L'ugandese, furibondo, cercò di prendersi una piccola rivalsa nel dopo match, ma il gigantesco camionista lo atterrò facilmente con alcuni potentissimi colpi ben assestati.
Era stata davvero una giornata nera per il povero Kamala: era chiaro che, senza Slick o qualunque altro manager a guidarlo e a dargli un minimo di strategia, non aveva speranze di vittoria contro le altre superstar o un futuro nel mondo del wrestling. Fu questa l'ultima apparizione in tv del gigante ugandese, che dopo alcuni combattimenti in house show nel mese di luglio (persi contro l'odiato Mr. Hughes), pian piano decise di staccare la spina, e se ne andò dalla federazione in punta di piedi, lasciando un grande vuoto nel cuore dei molti fan, giovani e vecchi, che lo amavano come un vecchio amico. Nei successivi 10 anni avremmo conosciuto molti altri wrestler alla WWF, almeno un centinaio più bravi di lui, alcuni più forti, e quasi tutti più furbi o più abili al microfono; ma personaggi così unici, così originali, così divertenti ... molto pochi, forse nessuno.

Con tutti pretendenti in circolazione, era difficile stabilire chi sarebbe stato il nuovo number one contender per il titolo IC nelle settimane successive; i primi a lottare per l' ambita posizione furono il campione uscente Marty Jannetty e Doink. Nel corso del loro match nel Raw del 14 giugno, il clown provò a spuntarla con una nuova finisher, il Whoopie Cushion, ossia una sederata sul petto dell'avversario dopo un salto dalla terza corda, ma perse troppo tempo a vantarsi e non riuscì a capitalizzare la mossa; neanche la successiva reazione di Jannetty a suon di dropkick ebbe successo, e il match finì in un doppio countout per una rissa scoppiata dopo che entrambi i wrestler erano caduti fuori dal ring.
Urgeva un rematch per la settimana successiva, e questa volta, per fare emergere in modo sicuro un vincitore, la WWF decise che si sarebbe trattato di un 2 out of 3 Falls. Il primo schienamento andò a Doink, che evitò un calcio volante in corsa di Marty facendolo schiantare contro i sostegni, e mise a segno il Whoopie Cushion per l' 1-2-3. Jannetty contrattaccò con un fortissimo superkick al volto, da cui Doink fu bravo a uscire mettendo un piede sulle corde, e poi con un top-rope Flying Fistdrop , che gli permise di aggiudicarsi la seconda parte dell'incontro. La tensione nell' ultimo tratto di gara salì sempre di più, finché il clown, incapace di ottenere la vittoria in modo regolare, si fece sostituire dal secondo Doink, nascondendosi sotto il tendone del ring. Marty, esausto, non riuscì ad opporre resistenza ad un nuovo avversario fresco, e fu presto messo KO con un piledriver per il conteggio decisivo . Il ruolo di sfidante numero uno per il titolo IC sarebbe stato del clown, se Macho Man non si fosse alzato dalla postazione di commento tirando allo scoperto il Doink originale, e obbligando l'arbitro a rovesciare la decisione e dichiarare Jannetty il vincitore. Si prospettava quindi una nuova appassionante sfida fra Michaels e il suo ex-partner, mentre il clown giurò vendetta verso Savage, trovando in lui un nuovo rivale per l'immediato futuro.

Anche per i titoli di coppia era giunto il momento di una grande rivoluzione. I Money Inc. regnavano supremi fin da ottobre 92, e avevano resistito agli assalti di tutti i tag team possibili: Nasty Boys, High Energy, Natural Disasters, Beverly Brothers, gli stessi MegaManiacs. Gli unici in grado di contrastarli erano rimasti gli Steiner Brothers, che a giugno iniziarono con loro una grandissima serie di match. Lo scontro aperto fra i due tag team fu preceduto da una serie di sfide di studio, in cui i due fratelli si allearono ai nuovi arrivati, gli Smoking Gunns, e i campioni agli Headshrinkers (particolarmente spassose le scenette di contorno fra queste ultime due coppie, con Dibiase che offriva centoni a Fatu e Samu per farli lottare al posto suo, e Afa che prendeva i quattrini e se li mangiava!). Una prima esibizione a Raw vide la vittoria di IRS e Fatu su Rick Steiner e Billy Gunn,con l'agente delle tasse che schienò il cowboy grazie a una distrazione del Million Dollar Man da bordoring. Diverso fu invece il risultato nell' 8-man tag team match di KOTR: gli Steiner furono coinvolti pochissimo nella contesa (Scott entrò solo all'inizio e Rick addirittura non ricevette mai un tocco legale!), ma la spuntarono grazie a una stupidaggine gigantesca di Dibiase, che dopo essere riuscito a intrappolare Billy Gunn nel Million Dollar Dream, lo lasciò andare senza nessun motivo, perse altro tempo a vantarsi, e finì per venire da lui beffato con uno small package. Tutto questo senza ricordare uno strano match disputato a Superstars, dove gli Steiner e Tatanka batterono i Money Inc. e Doink in una sfida al meglio dei 2 schienamenti.
Ormai il tempo delle schermaglie era finito, e i due fratelli poterono sfidare apertamente i campioni, riuscendo a farsi accordare un title shot il 14 giugno a Columbus. Fu un match intenso e accesissimo dominato a lungo dai cattivi, che infierirono senza tregua su Scott, impedendogli di dare il cambio al fratello. Quando Rick poté finalmente entrare e fare piazza pulita con un il suo arsenale di suplex e placcaggi, fu presto fermato da IRS con una ginocchiata da bordoring; Dibiase provò a capitalizzare la situazione favorevole con un piledriver, ma Rick riuscì a fare resistenza, e diede tempo allo stanchissimo Scott di salire sulla terza corda e travolgere il miliardario con un fortissimo braccio teso. Mentre il futuro Big Poppa Pump bloccava l'accorrente IRS, il Dog-faced Gremlin andò allo schienamento: uno, due.. TREEEEEEEEEE!!!! Gli Steiner avevano compiuto l'impensabile, detronizzando i Money Inc. dopo 8 lunghi mesi, ed erano i nuovi CAMPIONI DI COPPIA!
Dibiase e IRS però non si arresero così facilmente, e riuscirono a prendersi la rivincita appena 2 giorni dopo, il 16 giugno in un house show a Rockford, Illinois. Verso la conclusione del match, fu Scott a ricevere il tag e precipitarsi freschissimo sul ring, ma Dibiase fu abile ad afferrarlo e scaraventarlo sulle corde con un Hot Shot; Ted provò quindi ad applicare il Million Dollar Dream, ma Rick sventò la minaccia con un bulldog dalle corde. A risultare decisivo fu IRS, riuscendo a fare arrivare la sua 24 ore a portata di mano del partner, che, non visto dall'arbitro, poté sbatterla in faccia a Scott e aggiudicarsi la vittoria. La WWF, insoddisfatta di questa conclusione, assegnò ai due fratelli un rematch il 19 giugno a St. Louis, dove gli Steiner fecero valere il loro strapotere fisico con una prestazione davvero perfetta . Il punto di svolta giunse quando Rick riuscì ad acchiappare al volo Dibiase che tentava un leapfrog e a schiacciarlo a terra con un powerslam modificato; IRS provò a farsi squalificare entrando sul ring con le cinture, ma fu anche lui intercettato dal Dog-faced Gremlin e scaraventato a terra con un belly-to-belly suplex. A quel punto Scott, libero di agire, lanciò Ted contro le corde e spiccò un salto: FRANKENSTEINER!! Nessuno poteva uscire dalla finisher più spettacolare della WWF: i due fratelli dal Michigan si erano aggiudicati di nuovo la vittoria e le cinture! Questa incredibile serie di match era momentaneamente conclusa, ma i Money Inc. non avevano intenzione di abdicare per sempre ai loro titoli, e tornarono alla carica il mese successivo.

Ma veniamo finalmente alla portata principale del mese di giugno: il King of the Ring, la quinta delle grandi tradizioni annuali WWF, il torneo più prestigioso del mondo del wrestling, dove gli 8 atleti migliori della federazione si davano battaglia per conquistare lo scettro, la corona e lo status di sfidante numero uno per il titolo mondiale. Contrariamente a quanto Vince e i commentatori volevano far credere, l'evento non era al suo debutto assoluto, visto che se ne erano già disputate diverse edizioni dal 1985 in avanti, nessuna delle quali però era stata trasmessa in tv o degnata di attenzione da parte dei media. Un vero peccato, perché l 'albo d'oro vedeva nomi importantissimi come Don Muraco, Harley Race, Macho Man, Ted Dibiase, Bret Hart e soprattutto il leggendario Tito Santana, che nel 1989 aveva trionfato eliminando gente del calibro di Akeem, Warlord, Bad News Brown e sbarazzandosi in finale del suo arcinemico Rick Martel .
Due vecchi rivali come Bret Hart e Razor Ramon ebbero l'onore di aprire il primissimo turno del torneo. Il Bad Guy, messo in difficoltà dalle prese dell' Hitman, non riusciva a far valere la sua maggiore potenza, e dovette subire le "5 Moves of Doom" del canadese; quando però Bret provò a completare la sequenza con un Bulldog, Razor fu bravissimo a divincolarsi e spingerlo da dietro facendolo schiantare di petto contro i sostegni. Senza perdere un secondo, Ramon mise il nemico in posizione per il Razor's Edge, lo issò in aria, ma Hart, come già al Rumble, riuscì a trovare una contromossa FAVOLOSA: in qualche modo divincolò le braccia, afferrò spalla contro spalla l'avversario, fece una completa giravolta utilizzando i tre sostegni come gradini, e lo chiuse in uno small package! Uno, due.. NOOOOO!!!! Razor in qualche modo ne uscì , atterrò il nemico con un braccio teso e provò a sua volta a chiudere il match con un top-rope back suplex: l' Hitman però riuscì a girarsi su se stesso facendogli assorbire l'impatto della caduta, e ottenne, questa volta, il conto di 3! Il torneo era partito davvero alla grande e, con un Bret in queste condizioni, prometteva di offrire uno spettacolo indimenticabile.

FINE PRIMA PARTE

Federico "Colosso" Moroni

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