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Maggio 1993 - Prima Parte

Straordinario. Innovativo. Sono questi gli aggettivi più appropriati per il mese di maggio 1993, forse privo del glamour di aprile o dei grandi ritorni di febbraio, ma di per sé davvero indimenticabile, perché infranse un limite fin lì considerato invalicabile .I wrestler, fin da quando esisteva la tv, erano divisi in due categorie: le superstar e gli sparring-partner. I secondi erano di solito personaggi generici, che combattevano con i loro veri nomi, senza musica di ingresso, esibendo costumi penosi, fisici da nerd, acconciature alla moda di un secolo prima, uno stile di lotta scadente a dir poco.Tutti gli show settimanali WWF propinavano agli spettatori, ormai da decine di anni, una sequela infinita di incontri scarsi, che servivano solo da passerella e facile allenamento per i grandi: anche a Monday Night Raw la maggioranza dei match era ancora di questo tipo, con perdenti ormai specializzati come Steve Lombardi, Barry Horowitz, Duane Gill, Louie Spiccolli, Iron Mike Sharpe: e mai era successo che uno di questi poveracci si ribellasse al suo destino , battendo uno dei campioni di cui era la vittima sacrificale. Mai, almeno, fino al 17 maggio 1993, il giorno che scosse il mondo del wrestling.
Ma andiamo con ordine. Un nuovo sparring-partner, giovanissimo, era arrivato sulle scene WWF all'inizio del mese: si faceva chiamare The Kamikaze Kid. Se una persona potesse identificarsi con un aggettivo, lui ne aveva uno che lo dipingeva alla perfezione: PATETICO. Era uno scheletro ricoperto da un sottile strato di pelle: aveva gambe lunghe e secche, due stecchini al posto delle braccia, un muso da cavallo, un ridicolo costume azzurrino, un corpo dove il muscolo più piccolo sembrava un intruso. Se il suo aspetto lasciava a desiderare, ancora più deprimente era stato il suo esordio sul ring contro Doink the Clown, che lo aveva distrutto in due minuti con lo Stump Puller senza dargli mai la possibilità di reagire. Il ragazzino, aggrappandosi alla scaramanzia, cambiò il proprio nome in Cannonball Kid, ottenendo soltanto un'umiliazione ancora peggiore contro il massiccio Mr. Hughes. Quando venne il turno di affrontare Razor Ramon, lo sventurato mutò ancora personalità, facendosi chiamare solamente The Kid; ma non diversa fu la punizione che subì a base di calci, di pugni, di suplex, di lanci ."Sei un perdente, un verme, fai schifo, non meriti di stare nella WWF!" gli sussurrava nelle orecchie il Bad Guy. Era la solita storia che si ripeteva da 30 anni a questa parte, senza speranza di mutamento... O FORSE NO? Non si sa se spinto dalla rabbia, per caso o per bravura, il giovane eseguì la PRIMA mossa offensiva della sua carriera, riuscendo a evitare un braccio teso del nemico contro i sostegni: si arrampicò quindi sulle corde e si lanciò su di lui con un INCREDIBILE moonsault, placcandolo con un impatto che fece vibrare l'arena. Razor finì a terra, con Kid sopra di lui: 1, 2… TREEEEEEEEEEEE!!!!!!
Un boato esaltante scoppiò nell' arena: era l'urlo liberatorio di tutti coloro che si erano rassegnati a tv show composti di incontri scarsi, che avevano perso fiducia nelle sorprese,e che ora vedevano spezzarsi, in una frazione di secondo, le indistruttibili catene della consuetudine. Fu quella l'occasione in cui Raw si lanciò come un razzo nel firmamento per diventare il migliore programma di wrestling di tutti i tempi, e in cui il suo motto "Uncooked, uncensored, unexpected" divenne davvero REALE e non un semplice slogan. Vince McMahon, al commento, era quasi commosso, e propose di getto un nuovo nome per il ragazzino dei miracoli: 1-2-3 Kid.
Razor Ramon era assolutamente DEVASTATO dalla sconfitta: la vergogna non gli dava tregua, i fan nelle arene cominciavano a prendersi gioco di lui col coro "1-2-3!", e stava diventando pure la barzelletta degli altri wrestler. Nel Raw della settimana seguente il Bad Guy decise di dare un taglio a tutto ciò: "Guarda cosa ho portato per te, Chico: 2500 dollari, una somma per cui questi pezzenti qui venderebbero le loro madri.. solo per avere un altro match contro di te, in modo da potere riguadagnare la mia reputazione, e fare cessare queste maledette risate che mi tormentano!" disse sfidando 1-2-3 Kid. Costui però fu irremovibile nel rifiutare l'offerta: "E' sicuramente una bella somma, ma non mi ripagherebbe dei danni che subirei combattendo un altro match con te. So che tu non vuoi una vera competizione, vorresti soltanto farmi del male, togliermi di mezzo definitivamente. E non posso permettermi di subire incidenti quando ho la mia famiglia a cui badare" ribatté il ragazzo da casa sua. Disperato, Razor la settimana seguente alzò l'offerta a 5000 dollari, ma il Kid rifiutò ancora in modo cortese ma deciso; e il Bad Guy quel giorno rischiò addirittura di perdere con un altro sparring-partner, Tony Roy, che fu a un passo dal sorprenderlo con uno Small Package mentre era distratto da Macho Man che, dalla postazione di commento, incitava il pubblico al coro "We Want Kid!"

L'impresa senza precedenti del giovane esordiente fece passare un po' in secondo piano il regno del nuovo campione del mondo, Hulk Hogan, che per tutto maggio non comparve di persona né difese la cintura in tv . Era dunque l'Immortale un egoista che, una volta ottenuto ciò che voleva, lo chiudeva a chiave nell'armadio e se ne stava rintanato a casa battendo la fiacca? Assolutamente no, visto che Hulk il 3 maggio andò a mettere in palio il suo titolo a Fukuoka, in Giappone, contro un avversario formidabile: The Great Muta! Ora, gli ignoranti fanno sempre un gran parlare dell'insipienza tecnica di Hogan e della sua incapacità di esibirsi in qualcosa che non siano pugni e calci,... evidentemente questi poveri mentecatti non lo hanno mai visto combattere nel paese del Sol Levante. Prendete l' Hogan che conoscete, ribaltatelo da cima a fondo, toglietegli tutta la gestualità, la personalità, i gasamenti, la voglia di intrattenere il pubblico: aggiungetegli conoscenza di arti marziali, mat wrestling, una discreta agilità, prese degne del miglior Benoit, un atteggiamento da duro, insomma rendetelo un wrestler ridotto all' essenziale, e avrete un quadro dell' Immortale in Giappone. Ciò che non cambiava mai, però, era la sovrumana resistenza di Hulkster: il campione riuscì a uscire da un Moonsault, il marchio di fabbrica di Muta, fu poi accecato da una dose della famosa Nebbia Verde del giapponese, ma fu bravissimo a evitare un missile dropkick del rivale e ad eseguire immediatamente il legdrop. 1, 2.. ma INCREDIBILE! il ninja alzo una spalla!! Se la finisher americana di Hogan non funzionava, allora bisognava ricorrere a quella orientale,e mettere in azione il braccio più forte del mondo: Hulk lanciò Muta contro le corde, lo colpì con un big boot, e poi gli staccò quasi la testa dal collo con un Axe Bomber ,per un conto di 3!.
Dimostratosi ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, la più grande leggenda vivente in circolazione, l'Immortale tornò negli USA, fermandosi sulle candide spiagge di Clearwater, Florida, per iniziare le riprese di una serie di telefilm : Thunder in Paradise. Nel frattempo, una nuova sfida lo attendeva alla WWF: Mr. Fuji, sostenendo che Yokozuna a WM 9 era stato privato ingiustamente della cintura, esigeva una rivincita immediata per il suo cliente, e riuscì ad ottenerla per il nuovo ppv annuale della federazione, King of The Ring. Secondo molti, stavolta il verdetto sarebbe stato ben diverso: Yoko e Hogan non avevano combattuto un match vero e proprio, si era trattato di una questione di secondi… ma come sarebbe finita se avessero dovuto affrontarsi freschi, con tutto il tempo di studiare strategie e contromosse ? Anche Il mastodonte giapponese combatté solo una volta nel corso del mese, limitandosi, a Raw, ad aggiungere Kamala alla sua serie di giganti distrutti senza pietà. A suo onore, l' ugandese fece una figura molto migliore dei vari Earthquake o Typhoon, sopportando ben due cariche del nemico senza andare a terra, ribattendo ai suoi attacchi di arti marziali e riuscendo quasi a buttarlo giù con un calcio rovesciato; alla fine, purtroppo, dopo una distrazione di Mr. Fuji , Yoko ebbe buon gioco a tramortirlo con una valanga di schiena e a chiudere i conti col Banzai Drop. Era un'altra vittoria convincente per il giapponese, che prometteva un prossimo regno da campione dalla durata ben superiore a pochi minuti.
Il titolo più attivo nel mese di maggio fu sicuramente quello intercontinentale, che stava vivendo uno dei periodi più animati e imprevedibili della sua storia. Il primo sfidante all' andare all'attacco di Shawn Michaels, nel Raw del 3 maggio, fu Jim Duggan, che riceveva il suo primo IC title shot dopo ben 5 anni.Si vedeva che Hacksaw era animato da una gran voglia di fare, mentre Michaels faceva di tutto per evitare lo scontro e provò più volte a fuggire per tornarsene negli spogliatoi. Quando finalmente Jim si mise in posizione per la partenza da 3 punti e travolse HBK col placcaggio football, il campione fu bravissimo ad accompagnare l'impatto e a rotolarsi fuori dal ring con un colpo di reni, salvandosi dallo schienamento. A questo punto il biondino decise di averne abbastanza e si mise ancora in marcia verso l'uscita, fu intercettato da Duggan e si beccò un tremendo clothesline che lo catapultò oltre la barricata d'acciaio. Hacksaw risalì poi sul quadrato appena prima della fine del conteggio di 10, mentre HBK accettò la sconfitta per countout come una liberazione. A Hacksaw naturalmente, non importava nulla di vincere in questo modo: desiderava assolutamente un incontro con una vera conclusione, e, per protesta, prese una sedia e si piazzò nel centro del ring, annunciando che non se ne sarebbe andato finché non gli avrebbero accordato un rematch. Il suo grande amico ed ex partner Sgt. Slaughter si rivolse al presidente Jack Tunney e riuscì a ottenere per Hacksaw una rivincita nel Raw della settimana seguente, facendo pure in modo che questa volta Michaels sarebbe stato costretto a rimanere sul ring: l'incontro sarebbe stato infatti un Lumberjack Match. I lumberjack scelti furono veramente d'eccezione:Tatanka, Bob Backlund, Terry Taylor, Mr. Hughes, Bam Bam Bigelow, Typhoon e, dulcis in fundo, Yokozuna e Mr. Perfect. Hennig, in particolare, odiava tanto Michaels da non riuscire ad attendere l'inizio del match per regolare i conti con lui: un' ora prima dell'incontro gli tese un agguato appena fuori dall' entrata del Manhattan Center, in mezzo a una folla stupita e divertita (i combattimenti all'esterno non erano ancora abusati come nell' era Attitude..) . Nel corso della rissa Shawn provò a stendere il nemico con un superkick, ma sbagliò il colpo ed andò direttamente a infrangere il vetro del finestrino di un'auto, facendosi male alla gamba. Il campione aveva adesso forse una scusa per evitare la competizione: quando suonò la sua musica d'ingresso, si presentò con un paio di stampelle, sostenendo di non essere in grado di combattere... ma Perfect pose subito fine al suo inganno, spedendolo sul ring a calci nel sedere. L'incontro fu quantomai caotico, strano e divertente, uno dei più insoliti di tutto il 1993. Dopo aver subito una quantità enorme di attacchi da parte di Duggan, HBK ebbe un accenno di reazione quando evitò un kneedrop del rivale, e infierì sul suo ginocchio colpendolo col proprio stivale, ma Jim riuscì presto a tornare in vantaggio con una gran schiacciata al volo. Era il momento di chiudere il match con la partenza da 3 punti: Hacksaw si lanciò alla carica e travolse Shawn col suo braccio teso volante, ma lo colpì così forte da scaraventarlo direttamente in una zona occupata dai cattivi, dove Taylor e Hughes lo protessero dagli attacchi di Hennig e Tatanka. Vedendo il campione in difficoltà, Bigelow salì a bordoring distraendo Duggan; Jim cadde nel tranello e HBK ne approfittò per rientrare e buttarlo fuori a sua volta con una ginocchiata alla schiena. Il contributo decisivo venne da Yokozuna, che visto Hacksaw cadere supino di fronte a sé, prese la rincorsa e lo schiacciò col suo legdrop ultrapotenziato. Le scorrettezze di Michaels e dei lumberjack nemici avevano completamente falsato l'incontro; Mr. Perfect non poté tollerare oltre e si precipitò sul ring per attaccare HBK, causando l'immediata sospensione per squalifica. Tutto questo, come ci si poteva immaginare, favorì l'intervento a catena di tutti i lumberjack, che iniziarono una gigantesca rissa generale. A sgomberare il quadrato fu Duggan, che si gettò nella mischia mulinando a destra e a sinistra la sua spranga di legno, e non mancando di sferrare due o tre sonore randellate sulla schiena del malvagio Yokozuna: se non altro, un piccolo accenno di vendetta contro colui che tre mesi prima aveva quasi posto fine alla sua carriera.
Archiviata a suo favore anche la doppia sfida con il patriota americano, Michaels si stava convincendo di essere invincibile, e la sua arroganza era salita a livelli esponenziali. In un'intervista con McMahon nel Raw del 17 maggio, il suo delirio di onnipotenza lo spinse a dichiarare: "Io sono il più grande di tutti! Da adesso metto in palio la mia cintura in ogni momento, in ogni luogo, anche oggi stesso, contro chiunque si presenti per sfidarmi!" A queste parole, una strana figura, con un cappuccio, un cappello da baseball e occhiali neri, si staccò dalla folla avvicinandosi al ring. "Va bene, ci hai provato amico, ma non voglio far male a uno sconosciuto... torna a sederti", disse Michaels pieno di sé: ma tutta la sua sicurezza gli morì in gola quando l'uomo si tolse cappuccio e occhiali, rivelandosi al mondo come ... MARTY JANNETTY!!!! HBK diventò pallido come un cencio: dopo averlo battuto al Rumble, credeva di essersi sbarazzato per sempre del suo ex partner , e invece Marty era tornato ancora, come un fantasma, per tormentarlo. "Sei un uomo di parola? Difenderai il titolo contro di me stanotte?" gridò Jannetty. Michaels diede fuori di matto, cercò di protestare, ma ormai l'incontro era stato fissato.
Il match, come ci si poteva aspettare da due combattenti di questo calibro, fu bellissimo, veloce, senza un attimo di respiro. Il Rocker nei mesi di assenza aveva acquisito ciò che gli era finora mancato: la mentalità del campione, e l'istinto del killer. Shawn era semplicemente sopraffatto dalla furia dello sfidante, e come al solito, provò al più presto ad imboccare il percorso verso l'uscita: ma inutilmente, perché a metà strada, per impedirgli la fuga, stava Curt Hennig in persona. Più avanti Marty ottenne un larghissimo conto di 2 dopo avere catapultato il nemico sui sostegni; salì quindi sulle corde, finse di lanciarsi contro Michaels, che si buttò a terra per ripararsi, e subito dopo, nell'attimo in cui non se l'aspettava, si buttò davvero su di lui con un Cross Body Block. HBK però riuscì ad accompagnare l'impatto con un rollup, e lo afferrò per i calzoncini: 1, 2...NOOOOOOOOO!!! . Shawn si rialzò, infuriato, incredulo, e sferrò contro Jannetty uno Sweet Chin Music alla velocità della luce, facendolo girare su se stesso a 360° ! Adesso il campione non doveva fare altro che schienare il nemico, ma stavolta la sua arroganza lo condannò: si girò verso Perfect a bordoring per sfotterlo, Hennig in risposta gli gettò in faccia il proprio asciugamano, Jannetty colse l'attimo giusto, si rialzò e lo chiuse in un inside cradle, ottenendo una VITTORIA SENSAZIONALE!
Il lunghissimo regno di Michaels era stato infranto in un istante, nel modo più crudele; Marty si era in un colpo solo vendicato del tradimento del suo migliore amico, aveva riscattato mesi di umiliazioni, teneva in mano la cintura che lo faceva entrare di diritto fra i grandi del wrestling mondiale, aveva realizzato il sogno della sua vita. Chi in quel momento non batté le mani e non si alzò in piedi per celebrare il nuovo campione, non aveva un cuore. Ora ditemi voi se la WWF non è la federazione MIGLIORE di tutto il pianeta.

FINE PRIMA PARTE

Federico "Colosso" Moroni

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