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Aprile 1993 - Prima Parte

Avete ancora negli occhi i fasti e i clamori dell'ultima Wrestlemania ? Aspettate già da 4 mesi di sapere cosa è successo nel ppv più importante del 1993? Benvenuti a un'edizione davvero speciale di 10 Years Ago, dedicata quasi interamente allo show che si disputò il 4 aprile al Caesar's Palace, in un'atmosfera unica, all'aperto sotto un sole estivo, fra elefanti, lama, toghe, lettighe e una schiera di inservienti e annunciatori agghindati come gli antichi romani. Seguitemi, e ne leggerete delle belle…

Cominciamo subito con quello che era il match più atteso in assoluto, quello per il titolo di coppia, disputato a metà serata. L'unico dubbio che tutti avevano sulla vittoria dei MegaManiacs riguardava le condizioni fisiche di Hogan, che si presentò sul ring con un occhio nero, gonfio e tumefatto, frutto di un incidente avvenuto un paio di giorni prima, forse a causa degli stessi Money Inc,.sospettati di avere pagato un gruppo di sicari per assalire l' Immortale.
In ogni caso, Hogan non sembrava risentirne, combatteva molto bene in coppia e Beefcake traeva grandi benefici dalla maschera in titanio, che lo rendeva invulnerabile ai colpi dai nemici. Dopo cinque minuti di dominio incontrastato degli eroi, i campioni ne ebbero abbastanza e, come al solito, abbandonarono il ring per tornarsene negli spogliatoi: l'arbitro Earl Hebner, però, prese una decisione rivoluzionaria, dichiarando che se non fossero rientrati subito avrebbero perso non solo il match, ma anche le cinture!
Tornato dentro di gran carriera, Dibiase riuscì a chiudere Hogan nella sua micidiale presa per addormentare, il Million Dollar Dream, e, dopo una lotta lunga ed estenuante, sembrò fargli perdere i sensi. Sarebbe stata sconfitta sicura per i MegaManiacs se Beefcake non fosse accorso a liberare il partner, applicando a sua volta la Sleeperhold a Ted mentre l'arbitro era impegnato a impedire un intervento di IRS. Hogan, stremato, diede il cambio a Brutus, che colpì IRS con uno, due, tre pugni, finché Dibiase da fuori non lo atterrò colpendolo alla schiena con la 24 ore.
Questa scorrettezza gigantesca sembrò davvero mettere fine al match, ma i Money Inc, invece di schienare The Barber, decisero di finire ciò che avevano iniziato a Raw a febbraio. Gli presero la maschera, gliela strapparono di dosso e poi iniziarono a colpirlo con pugni in faccia; ma questa volta Beefcake, spinto dal tifo di tutta l'arena, fu bravissimo a trovare l'ultima goccia di energia e stenderli entrambi con un braccio teso volante. Invece di dare il cambio a Hogan, però, Brutus cercò di vincere il match da solo: chiuse IRS nella Sleeperhold e venne buttato a terra da Ted, travolgendo anche l'arbitro nella caduta.
Dopo mille emozioni e colpi di scena, il match si stava rivelando un vero calvario per i favoritissimi MegaManiacs, che non si aspettavano di incontrare tante difficoltà. Hogan attese il tocco legale da Beefcake, ed entrò sul ring gasatissimo, caricatissimo, incazzatissimo! Tre pugni, un big boot e Dibiase era giù; IRS cercò di intervenire, ma fu bloccato da un calcione al ventre; Hogan raccolse la maschera di Brutus, lasciata cadere dall'agente delle tasse, e la fracassò in faccia prima a un nemico e poi all'altro, mandandoli definitivamente nel mondo dei sogni. Ma era stato davvero saggio da parte sua utilizzare un'arma, quando avrebbe potuto liberarsi semplicemente di IRS e finire Ted col legdrop?
Visto che l'arbitro era ancora svenuto, Jimmy Hart tirò fuori una genialata delle sue: salì sul ring e si infilò al contrario la giacca, che ora appariva a strisce bianche e nere come quella di un referee. Hulk coprì Dibiase, Beefcake schienò IRS, e il manager, nelle inedite vesti di arbitro, contò fino a 3 per i suoi clienti! Questo finale, però, era troppo sporco e discutibile perfino per i permissivi standard WWF: subito arrivò un secondo arbitro e avvisò Hebner della scorrettezza di Hogan, facendogli rovesciare il verdetto e concedere la vittoria per squalifica ai Money Inc.
Come si sospettava fin dal mese precedente, i MegaManiacs avevano sottovalutato gli avversari, assimilato fin troppo bene gli insegnamenti antisportivi del manager, e avevano finito per pagarla a caro prezzo. La delusione di pubblico e spettatori a casa fu enorme, lenita solo in parte dalla tardiva vendetta di Jimmy Hart nei confronti dell' arbitro impiccione, e dal ritrovamento della 24 ore dorata di IRS in un angolo del ring. Hogan e Beefcake mostrarono a tutto il mondo il contenuto della mitica valigetta: un grosso mattone, un gran numero di documenti per le tasse, e anche un bel mucchio di bigliettoni, che i due eroi distribuirono a manciate al pubblico delle prime file.

Anche se Hulkster rimaneva sempre il beniamino degli spettatori, aveva purtroppo fallito un obiettivo alla sua portata. Che cosa poteva accadere allora a Bret Hart, che già partiva enormemente sfavorito, in una serata dove i cattivi sembravano avere una marcia in più? La giornata dell' Hitman era già partita sotto pessimi auspici: mentre quella mattina il campione stava facendo un discorso al pranzo ufficiale di Wrestlemania, dichiarando di essere guarito al 99% dal recente attacco di Yokozuna, Lex Luger, comparso dal nulla, gli si era avventato contro stendendolo col suo gomito bionico. Non si conoscevano i motivi di questo gesto, ma Bret ne era rimasto alquanto scosso, e lo stesso Hulk Hogan lo aveva visitato nel camerino per assicurarsi delle sue condizioni. "Ho parlato con Bret, sta bene, è preparato e io e tutti gli Hulkamaniacs saremo dalla sua parte questa sera" disse l'Immortale, che affermò anche di desiderare ardentemente il primo title shot contro il vincitore del match.
L'incontro che seguì, anche se generalmente sottovalutato e poco conosciuto , fu veramente favoloso, forse il migliore mai combattuto da Yokozuna e una delle prestazioni più grandi dell' Hitman. Invece di iniziare il match, come suo solito, con una presa di braccio, Bret sorprese tutti scagliandosi di corsa contro Yoko con un calcio volante, buttandolo contro i sostegni e poi colpendolo con una scarica di fortissimi pugni in faccia. Subito diventò chiaro quale fosse la strategia scelta dal campione: non rallentare il match con inutili sfoggi di tecnica, non venire a contatto col nemico, ma aumentare al massimo la propria rapidità, bersagliarlo a distanza, e sfruttare l'elettrica potenza dei suoi colpi, che lo rendevano "l' eccellenza dell'esecuzione".
The Hitman riuscì a fare lo sgambetto a Yoko, a farlo scivolare a terra, e poi partì di nuovo all'attacco con una serie di clothesline: le prime due fecero barcollare il ciccione, che però al terzo colpo contrattaccò con un fulmineo braccio teso, seguito da un formidabile legdrop. Anche se il lottatore di sumo passò a condurre i giochi, il campione non si lasciò mai andare, e fu lesto a tornare in vantaggio evitando all'ultimo istante una valanga rovesciata e stendendo il rivale con un bulldog dalla seconda corda. L'offensiva che seguì fu semplicemente magnifica, un esempio di agilità e potenza ai massimi livelli. Hitman salì sulle corde dalla parte opposta del ring, aspettò che il nemico si rialzasse e si gettò su di lui con un magnifico flying clothesline: Yoko riuscì miracolosamente a restare in piedi, Bret prese la rincorsa e decollò abbattendolo con un ECCEZIONALE Bulldog Lariat, la sua mossa finale di coppia ai tempi della Hart Foundation!
Il canadese non era più il tranquillo wrestler tecnico che tutti conosciamo: era diventato un selvaggio, un picchiatore, trasfigurato nell'indole dalla volontà di vincere. Quando salì per eseguire 10 pugni all'angolo, Yoko provò a scrollarselo di dosso, ma Bret si aggrappò alla protezione del sostegno finendo per strapparla via: il giapponese prese il nemico e cercò di sbatterlo contro il sostegno scoperto, ma fu il suo faccione invece ad essere infranto contro la giuntura di acciaio! Il canadese allora prese le gambe di Yoko e le chiuse nello Sharpshooter : il massiccio lottatore scuoteva la testa, soffriva tremendamente, ma non si decideva a cedere, mentre il pubblico aspettava da un momento all'altro il grido I QUIT.
Purtroppo non sapremo mai come sarebbe andata a finire, perché Mr. Fuji falsò il match con la bastardata più grande della sua carriera: prese una manciata di sale dal secchio e, senza che l'arbitro si accorgesse di nulla, la buttò in faccia a Bret; il campione, accecato, mollò la presa e Yokozuna si limitò semplicemente a coprirlo per il conto di 3, ottenendo una vittoria a dir poco SCANDALOSA.

Sembrava che il male avesse avuto l'ultima parola, che la giustizia fosse stata schiacciata, il merito umiliato, la credibilità del wrestling prostituita in modo definitivo... ma i cieli decisero che tanta nefandezza non poteva trionfare: le trombe del giudizio divino suonarono, le porte del paradiso si aprirono, e un eroe giallo e rosso si stagliò maestoso contro l'orizzonte in atto di sfida, superbo, immortale.
" Se c'è giustizia a questo mondo, il match deve continuare" gridò l'eroe all'arbitro, che però si rifiutò di modificare l'iniquo risultato. Ignorando le parole di scherno e disprezzo di Mr. Fuji, Hulkster passò a soccorrere il povero Bret per accompagnarlo nello spogliatoio, sussurrandogli "sei stato magnifico fratello, non potevi fare di meglio". Il perfido manager, orgoglioso e trionfante, pronunciò allora la frase che l'avrebbe condannato: "Io ti sfido , Hogan, ma non in futuro... il mio Yokozuna mette in palio il suo titolo, QUI E ORA!" La generosità e sensibilità di Hulk nei confronti dell' Hitman gli avrebbero impedito di accettare, ma fu lo stesso canadese a scogliere ogni dubbio :"Vai sul ring, combatti con tutto quello che hai in corpo, vinci anche per me!" disse l'ex campione con un ampio gesto del braccio.
Incredulo, emozionato, Hogan entrò, si beccò un colpo alla gola da Yoko, venne bloccato mentre Fuji si preparava a finirlo con un'altra manciata di sale... ma questa volta la scorrettezza si ritorse contro al ciccione! Yoko fu accecato in una nuvola di polvere; Hulk stese il manager con un pugno, prese la rincorsa contro il campione di sumo... AXE BOMBER! Il giapponese era a terra! LEGDROP! 1,2...TREEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!
Avete mai visto un'arena esplodere da un secondo all'altro come il tappo di una bottiglia di spumante, ed emettere il boato più grande mai sentito nelle assolate giornate di Las Vegas? Avete mai visto un eroe, con le lacrime agli occhi, inginocchiarsi in mezzo al ring, abbracciare per la quinta volta la sua adorata cintura, volgere lo sguardo agli spettatori impazziti ringraziandoli a uno a uno di esistere, e commuoversi per quella che era stata la sua vittoria più bella? Fu quello il momento più alto della storia di Wrestlemania. Potrete andare matti per Shawn Michaels che si cala dall'alto per affrontare l' Iron Man Match, esaltarvi per il grido sordo di un Rattlesnake soffocato dal proprio sangue, commuovervi a vedere Savage che ritrova la sua Elizabeth, gioire per il corto gancio destro di Tyson che stende il leader della DX, ammirare la sportività dell'abbraccio fra Hogan e Warrior, chiedervi come abbia fatto Shane a eseguire quel Van Terminator ... potrete perfino dire che siete stati più coinvolti dal passaggio di consegne fra l' Immortale e il People's Champion: ma questo, e non ci sono discussioni, è stato il momento supremo dello show più importante del wrestling mondiale. Solo la scena di Hulk che schiaccia Andre può stargli alla pari come intensità ed emozione: in entrambi i casi si trattava di qualcosa che trascendeva il wrestling. Di un miracolo.
Ora, probabilmente, avrete sentito qualcuno dire che, per colpa di questo finale, WM 9 è stata la peggiore edizione di sempre. Avrete sentito qualcuno scagliarsi contro Hogan, affermare che la sua vittoria non era meritata, che avrebbe RUBATO il titolo a Bret (in che modo poi?), che il match è stato una buffonata, una vergogna, lo scandalo degli anni 90. Ma sapete chi è a dire questo? Gli avvoltoi. Quelli che si cibano degli avanzi del wrestling, banchettano con gli escrementi, e si fanno vanto di non tifare per nessuno. Le carogne. Gli idioti. Gli ignoranti. Coloro che vivono solo per uccidere le gioie degli altri. Una volta ho detto che chi parlava male del finale di WM 9 avrebbe meritato di morire. Ma ho sbagliato, perché chi lo fa è già MORTO dentro, non ha istinti umani: è un mostro senza cuore e senz'anima, che andrebbe escluso per sempre dalla comunità degli appassionati di wrestling, e lasciato da solo, senza la valvola di sfogo del web, a portare a termine la sua triste, miserabile e patetica vita.

Dal canto suo The Hitman era stato battuto, ma non dalla forza superiore del nemico, solo da uno sporco trucco venuto dall'esterno. Lex Luger, più avanti nel corso del mese, si attribuì la paternità della sconfitta di Bret: " E' stata la mia gomitata a stordirlo e a compromettere la sua prestazione! Sono io che l' ho battuto! E l' ho fatto purché mi disgustava, era debole, non meritava di guidare la federazione! " Ma il Narcisista si sbagliava. Il canadese aveva dimostrato di essere un GRANDE campione, di sapere variare il suo stile a seconda delle necessità, e di essere in grado di combattere alla pari con uno degli uomini più pericolosi al mondo. Nessuno prima di lui aveva messo Yokozuna in tale difficoltà, e, anche se non l'avrebbe mai ammesso, il giapponese stesso a Wrestlemania provò dentro di sè un grande RISPETTO per Bret Hart.

Dopo l'impareggiabile doppio main event, il match per il titolo intercontinentale risultò sicuramente il meglio combattuto del ppv. Shawn Michaels, sapendo di avere bisogno di tutto l'aiuto possibile, si presentò sul ring accompagnato da una guardia del corpo nuova di zecca: Luna Vachon, figlia di Butcher Vachon, nipote di Mad Dog Vachon, una delle donne wrestler più brutali, pericolose e temute nel mondo, proveniente da una famiglia che aveva seminato il terrore in tutte le federazioni fin dagli anni 60. Anche Tatanka però si era premunito portando con sè, come nuova manager, nientemeno che Sensational Sherri, la persona che più odiava HBK e meglio avrebbe potuto prevenire le interferenze di Luna.
L'incontro partì molto velocemente, con fasi alterne, fino a che Tatanka , provando un salto dal paletto, fu inchiodato a mezz'aria da HBK con un superkick in pieno mento, e poi, scaraventato fuori, fu atterrato con uno spettacolare braccio teso da bordoring. Neanche i migliori dropkick, neckbreaker e spaccaschiena servirono però a dare la vittoria al campione. Alla fine Tatanka iniziò la danza di guerra, incassò senza battere ciglio ben tre axe-andle smash dalle corde, bloccò con le mani un altro superkick, e sfiorò la vittoria con un cross body block dalla terza corda e con una catapulta sul sostegno seguita da un rollup. Si mise poi sulle spalle il nemico per il Samoan Drop, la sua mossa vincente, ma Michaels riuscì a sgusciargli dietro e cercò di schienarlo con uno schoolboy: beffa evitata ai due e tre quarti! Ricorrendo all'ultima goccia di esperienza, Shawn spinse il rivale fuori dal ring e provò a ripetere il braccio teso volante di prima: questa volta però Tatanka si schivò, mandandolo a infrangersi contro le scalette! Intontito, Michaels afferrò l'arbitro Joey Marella per le gambe e lo trascinò fuori per impedirgli di contare fino a 10: si rotolò poi dentro il quadrato, ma questa volta il nativo americano non ebbe difficoltà ad assestargli il Samoan Drop, mettendolo definitivamente fuori combattimento.
Purtroppo non era destino che il titolo IC finisse in mani indiane: mentre tutti aspettavano il conto di 3, Marella fece invece suonare il gong, assegnando a Tatanka una vittoria inutile per il countout di Michaels. Fu una vera beffa per il nativo americano, che aveva disputato il suo migliore incontro nella WWF fino a quel momento e avrebbe strameritato la cintura. Mentre HBK usciva dall'arena e il vincitore raccoglieva i giusti applausi, Luna Vachon sfogò contro Sherri la frustrazione per non avere potuto mettersi in evidenza. Prendendola completamente di sorpresa, le staccò quasi il collo con un violento bulldog lariat, la sbatté a terra con un bodyslam e infierì con diversi calcioni. Sherri era ridotta a mal partito, non riusciva a respirare bene e fu subito trasportata nella stanza di pronto soccorso dell'arena. Purtroppo per lei, pochi minuti dopo la Vachon rincarò la dose: irruppe nella stanza, si liberò a forza di tutti gli infermieri, e la buttò giù dalla branda cercando di strangolarla, fino all'intervento degli agenti della sicurezza.

Tutto questo non era che il preludio per un giro di eventi sorprendente. Luna, credendo di avere tolto di mezzo la nemica per un lungo periodo, iniziò a provocarla in un'intervista durante il Raw del 12 aprile: quale fu però la sua sorpresa quando l'ex-campionessa WWF entrò nell' arena, e afferrò il microfono! "Vuoi un pezzo di me? E PRENDILO!" disse, mollando un tremendo calcione sul seno della Vachon. Quello che seguì fu il più violento scontro femminile, almeno a mia memoria, che si sia mai visto nella federazione. Le due rivali si graffiarono, si strapparono i vestiti di dosso, si presero a sberle, si spostarono in mezzo al pubblico; Sensational eseguì alla nemica un suplex sul suolo di cemento, cercò di strangolarla col filo del microfono, Luna le sbatté in faccia due volte la propria cintura e iniziò a frustarla con la cinghia; ci fu un intervento di Sgt. Slaughter (provvidenziale, perché entrambe avevano gli abiti a brandelli e Sherri rischiava di perdere il reggiseno) che portò via di peso la Vachon, ma la rissa riprese pochi minuti dopo, continuando su questo tenore fino alla fine della puntata.
Ora la situazione vi farà venire in mente le grottesche pseudorisse fra Stacy e Trish, le lotte coi cuscini, gli incontri farsa fra Torrie e Dawn Marie... dimenticatevi tutto questo, perché fareste torto al wrestling di 10 anni fa. Questa era una lotta VERA fra due donne VERE, feroci, due autentiche wrestler, non due pupattole smorfiose e capricciose. Ed era una cosa su cui nessuno poteva scherzare.
Dopo una settimana di relativa calma, un nuovo insospettabile capitolo della vicenda si aprì durante il WWF Superstars del 24 aprile. Quando Ray Rougeau annunciò un'intervista a Bam Bam Bigelow, Sherri si precipitò sul palco senza essere invitata, per lanciare nuove accuse a Luna. Naturalmente Bigelow non prese affatto bene questa intrusione nei suoi affari: "Togliti subito di torno, o ti ammazzo di botte!" gridò minaccioso, spingendo la ragazza in ginocchio e afferrandola per i capelli. Un attimo prima che l'energumeno potesse passare alle vie di fatto, Tatanka accorse per salvare l'amica, colpendo Bam Bam con due chop e facendolo rotolare giù dalla piattaforma con un doppio calcio volante.
La Bestia dell'Est non era certo il tipo da accettare certe umiliazioni in silenzio, e si prese una tremenda rivincita più avanti nel corso dello stesso show. Appena prima che Tatanka uscisse per disputare un match contro uno sparring-partner, Bigelow gli tese un agguato nello spogliatoio, lo tramortì a forza di mazzate, e con un grosso paio di forbici gli tagliò un intero ciuffo della cresta rossa di capelli, che simboleggiavano il sangue versato dal popolo indiano. Mai Tatanka era stato umiliato così dal suo arrivo nella federazione: la sua chioma era stata dissacrata, la sua dignità ferita, e Bam Bam Bigelow si faceva beffe di lui portando il suo scalpo in una busta di plastica. Entusiasta di questa vile azione, pochi giorni dopo Luna ruppe amichevolmente la sua relazione di lavoro con Shawn Michaels e si unì a Bigelow per diventare la sua nuova manager e guardia del corpo. Era nata così, in un modo quasi casuale, una doppia rivalità incrociata che avrebbe infiammato la WWF per molti mesi a venire.

L'incontro che venne fatto disputare subito prima del match per il titolo del mondo fu, giustamente, quello attesissimo fra Undertaker e Giant Gonzales, dove il becchino combatteva per salvare il suo mito da un precoce ridimensionamento. Già all' entrata si vedeva che Taker, accompagnato per l'occasione da un vero avvoltoio della Valle della Morte, non era più lo stesso wrestler vulnerabile e indifeso del Royal Rumble: assorbì senza fiatare tre pugni tremendi, bloccò il quarto e contrattaccò con un colpo alla gola; il gigante provò a strangolarlo, ma il becchino fu abilissimo a salire sulla seconda corda per strozzarlo a sua volta e poi bombardarlo con l' Old School. Anche se col passare dei minuti emerse la maggiore forza del gigante, Undertaker non si lasciò mai andare e, dopo essersi rialzato di scatto da due testate, riuscì a farlo cadere in ginocchio con una scarica di diretti al corpo.
Visto il suo cliente in difficoltà , Harvey Wippleman mise in pratica un piano per interrompere subito il match: distrasse Taker, lo attirò contro di sé e passò di soppiatto a Gonzales un panno imbevuto di cloroformio. Il gigante mise KO con una testata Paul Bearer che cercava di intervenire, e colse completamente di sorpresa il becchino, soffocandolo con il panno e facendogli perdere i sensi. L'arbitro, naturalmente, assegnò subito la vittoria per squalifica al Phenom, che fu portato via in barella da uno stuolo di arbitri e infermieri.
Il pubblico protestava a gran voce per un finale del genere, mentre Gonzales, dopo essersi divertito a brutalizzare uno degli arbitri, esultava come se fosse stato il vincitore... Un rintocco di campana, però, gli strozzò subito la gioia in gola: Undertaker era tornato dal mondo dei defunti, e si recava a gran passi sul ring, vanamente trattenuto da Paul Bearer! Il becchino aveva negli occhi uno sguardo mai visto prima, di sfida, di coraggio, di passione: e finalmente stava dimostrando di agire di testa sua, al di fuori del solito ruolo di golem senza emozioni, manovrato dal manager come un burattino. Gonzales era scioccato e terrorizzato. Taker si lanciò contro le corde, colpì il gigante con un primo braccio teso, poi con un secondo più potente, e infine col suo marchio, il Flying Clothesline, facendolo crollare a terra come una torre colpita da un uragano!.
Si trattava solo di una vittoria morale, ma di grandissima importanza, perché dimostrava che neppure Gonzales era invulnerabile agli attacchi del becchino, e che non bastavano mezzi legali o illegali per distruggere il Dead Man. Harvey Wippleman, però, non aveva nessuna intenzione di arrendersi: poteva avere perso la prima battaglia, ma la guerra era ancora lunga, e lui aveva in mano una nuova carta segreta che avrebbe giocato il mese successivo.

FINE PRIMA PARTE

Federico "Colosso" Moroni

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