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Marzo 1993 - Seconda Parte

Ben maggiori impegni Michaels ebbe durante il mese, rischiando più volte di perdere il titolo contro avversari forti e agguerriti . Il primo di questi fu Owen Hart, da poco passato a wrestler singolo, anche se nell'occasione indossava ancora la divisa degli High Energy. Il match fu caratterizzato da una grandissima prestazione del Rocket, veloce e inafferrabile come una scheggia, che prima mise con le spalle al tappeto il rivale con un crucifix per il conto di due, e poi si scatenò con una combinazione di belly-to-belly suplex, back body drop, missile dropkick che colpì Michaels in pieno petto, e standing legdrop per chiudere: il campione sembrava finito, ma il futuro King of Harts perse qualche secondo permettendogli di uscire dal conteggio con un colpo di reni. Non scoraggiato, Owen bersagliò HBK con uno spinning wheel kick e salì ancora sulle corde per la sua mossa finale, un flying cross body ispirato a quello del grande Ricky Steamboat: si lanciò dal paletto, prese in pieno Michaels, ma il campione con una mossa magistrale accompagnò l'impatto, rovesciando Owen sulle spalle e schienandolo per il conto di tre! L'immeritata sconfitta dello sfidante fece infuriare la più acerrima nemica di Shawn, Sensational Sherri in persona, che emerse dagli spogliatoi, impossessandosi della cintura intercontinentale e cercando di portarsela via: quando Michaels provò a fermarla, fu ributtato dentro il ring da Owen, che lo mise KO con un piledriver e raccolse gli applausi del pubblico come vero vincitore morale.

La federazione, per evitare altri interventi a sorpresa di Sherri, cerco di semplificare le cose invitandola direttamente a bordoring nel corso della successiva e più difficile difesa del titolo IC a WWF Challenge: lo sfidante scelto, al suo primo meritatissimo title shot, fu Crush, che si era ristabilto completamente dall'infortunio di gennaio dopo un periodo di convalescenza sulle spiagge delle native Hawaii, fra nuotate, gare di surf, bibite ghiacciate e noci di cocco.
Crush mostrò subito di che pasta era fatto quando sollevò sopra la testa il campione tenendolo sospeso non per pochi secondi, ma per un minuto intero! Sbattuto fuori dal ring, Michaels fu assalito dalla vendicativa Sherri, che gli tolse il respiro con un gran calcione al plesso solare. Guadagnato in seguito un vantaggio momentaneo sul colosso isolano grazie alla sua maggiore esperienza, HBK lo bombardò con 3 axe-handle smash volanti consecutivi : un superkick basso e una gran gomitata dalla terza corda sembrarono poi mandare KO il gigante hawaiano. Shawn però, stupidamente, si disinteressò della vittoria e scese dal ring dirigendosi con fare minaccioso contro l'ex-manageressa per farle pagare l'intervento di poco prima. Fortunatamente Crush si riprese giusto in tempo per salvare la damigella terrorizzata e inerme: prese HBK, lo sollevò ancora di peso e lo gettò direttamente sul ring sopra la terza corda. Il nostro eroe, purtroppo , esagerò in nobiltà d'animo, accertandosi delle condizioni di Sherri invece di risalire immediatamente sul quadrato per chiudere i conti, e Shawn ne approfittò per colpirlo con la cintura e farsi squalificare, salvando il titolo. La reazione di Crush, che spaccò la schiena a HBK con un tilt-a-whirl backbreaker e poi gli stritolò il cervello con una doppia dose di Head Vice, lasciandolo esanime e fumante di dolore, fu inutile: l'unica soddisfazione per l' hawaiano fu tornare negli spogliatoi portando in braccio una Sherri in lacrime, delusa ma riconoscente.
Crush si consolò alla grande cogliendo una vittoria prestigiosissima su un avversario quotato come Razor Ramon nella puntata seguente di WWF Challenge. L' astuto Bad Guy, sfruttando gli ultimi postumi dell'infortunio al collo del rivale, lo atterrò con un neckbreaker e un bulldog, ma quando si apprestava a chiudere il match col Razor's Edge, Crush riuscì a rovesciare di forza la presa con un back body drop. L'hawaiano quindi sollevò sopra la testa i quasi 130 chili di Razor, lo lasciò cadere, lo colpì con un legdrop da fermo e quindi cominciò a spremergli il cranio con entrambe le mani. Tutti immaginavano che Ramon avrebbe messo un piede sulle corde e sarebbe uscito in qualche modo dall' Head Vice, ma dopo pochi secondi di dolore lancinante il Bad Guy lanciò un urlo : "I QUIT!!!!". Mai nessuno nella WWF era riuscito a sconfiggere Razor in un modo così pulito e lineare: questo la diceva lunga sulle potenzialità di Crush.

Nel corso di alcuni house show nel corso del mese l'ex membro dei Demolition ebbe anche la possibilità di affrontare l' odiatissimo nemico Doink, ma i loro match finirono sempre in modo inconcludente, con il perfido clown che, trovandosi in difficoltà, si faceva squalificare accecando l'avversario con una pistola ad acqua. Doink si stava confermando il wrestler più "sporco" della federazione, dotato come era di mille ridicoli gadget che in ogni match usava contro l'avversario: purtroppo per lui, spesso veniva colto in fallo dall'arbitro e punito, come quando spaccò letteralmente in testa un ombrellino a Bob Backlund che cercava di schienarlo con un rollup. L'incontro dove in assoluto Doink confermò la sua astuzia diabolica fu quello nel Raw del 15 marzo contro Kamala, l'avversario che per la sua ingenuità meglio si prestava a cadere nelle malie buffonesche del clown. Lo stratagemma usato da Doink fu posare con cura un pacco regalo all'angolo del ring: Kamala non resisté alla tentazione di raccoglierlo e il pagliaccio lo colpì a tradimento, tenendolo a terra per lunghi minuti con una serie di armbar e chiavi articolari. Una volta che l'africano cominciò a prendere coraggio e spinse il rivale fuori dal quadrato, Doink lo bloccò consegnandogli fra le mani il pacco regalo: Kamala perse tempo a scartarlo, felice come un bambino, e quando scoprì che la scatola non conteneva nulla, il clown era già risalito sul ring e aveva vinto per countout!
Lo so, un match così oggi è quanto di più ridicolo si possa immaginare, ma ai tempi era una cosa del tutto nella norma...e nel dopomatch lo spasso continuò. Il pagliaccio fuggì infilandosi sotto il ring seguito dal nemico, sbucò dalla parte opposta e si armò di una sedia per colpire Kamala nel momento in cui sarebbe riemerso dal tendone: ma mentre Doink sferrava sediate a vuoto, l'ugandese, grazie agli avvertimenti di Slick, era sbucato dall'altro lato del ring, e fu lui ad attaccare il nemico di sorpresa, per poi inseguirlo con la sedia per tutta l'arena! Anche se a dirla così non rende giustizia, per chi ama il wrestling come gioia da vivere e non come fredda esibizione tecnica questa era una scena che più di tutte meritava di essere premiata con una risata di cuore: non la risata di scherno dello smart accigliato che scorge difetti in tutto ciò che vede, non il ghigno sarcastico del critico cinematografico che si appresta a stroncare una scena mal recitata, non la smorfia grottesca e suina del nemico del wrestling che dice "Ma come si fa a guardare questa roba per bambini...", ma il divertimento unico e appagante che un tempo si provava a guardare anche il più semplice, stupido e banale incontro di quegli atleti formidabili che danno tutti se stessi per vincere e farci godere lo sport più bello del mondo.
Se internet non vi ha ancora reso degli zombie dal cuore di pietra, beffardi, col cervello programmato per scoprire ogni imperfezione, con l' entusiasmo di un bancario che svolge la revisione dei conti , mi auguro che potrete sperimentare o comprendere anche voi questo sentimento.

Oltre a far divertire il pubblico, Kamala aveva una missione a breve termine molto più seria. Da quando era passato sotto la guida del buon Reverendo aveva guadagnato molta credibilità e ottenuto addirittura una chance per il titolo intercontinentale, sfumata grazie alla vigliaccheria di Michaels, che era fuggito provocando un doppio countout. Ciò che davvero importava al buon selvaggio era però vendicarsi del suo perfido ex-allenatore, Mr. Kimchee, l'uomo che per tutti quegli anni lo aveva tormentato, vessato, umiliato, trattandolo peggio di un animale. L'opportunità finalmente arrivò nel corso di March to Wrestlemania.
Nell' occasione, Kimchee decise di sfruttare il timore che la sua autorità ancora incuteva in Kamala: subito si mise a dare ordini in tono minaccioso al selvaggio, a puntargli contro il dito, ad afferrarlo per la barba. L' africano, suggestionato da tanti anni di schiavitù, non trovava l'animo di reagire a questa guerra psicologica e non riusciva ad affondare i colpi. Kimchee sembrava aver trovato la tattica vincente, ma rovinò tutto con le proprie mani quando affibbiò al rivale un sonoro ceffone: proprio lo stesso gesto che aveva spinto Kamala alla ribellione due mesi prima. L'ugandese fece un passo avanti, si batté la pancia, passò da un'espressione terrorizzata a un sorriso diabolico: da lì in avanti l'infido Kimchee fu letteralmente polverizzato da tutte le mosse a disposizione di Kamala, e poi ridotto a una polpetta con un big splash. Dopo avere provato a schienare il rivale sulla pancia, averlo rotolato di 360°, provato il pin su un fianco, Kamala riuscì a metterlo nella posizione giusta per lo schienamento e ad aggiudicarsi la meritatissima vittoria.

Gli amanti del wrestling più fino non rimanevano peraltro a bocca asciutta, grazie alle esibizioni dei due rivali, Lex Luger e Mr. Perfect, protagonisti di una faida a distanza, senza interferenze o odi particolari. Hennig sostenne diversi match con avversari validi come Rick Martel o Papa Shango, uscendo sempre vincitore, o trionfando nonostante le avversità, come quando Skinner lo colpì a tradimento alla gola con la sua zampa di alligatore, ma non seppe approfittarne e cadde subito dopo vittima del Perfect Plex. Luger invece trovo maggiori difficoltà del previsto affrontando l'atleta più sottovalutato della WWF, Tito Santana: El Matador resisté per più di 10 minuti agli attacchi del Narcisista e sfiorò lui stesso il colpaccio con due magnifici inside cradle e il solito perfetto Flying Forearm da cui Luger uscì con un colpo di reni (entrando nel club dei pochissimi ad avere resistito alla finisher di Tito con le loro sole forze, senza l'aiuto delle corde). Purtroppo a Lex per vincere bastava il minimo spiraglio: Santana sbagliò una carica all'angolo, e il Narcisista lo colpì alla mascella col suo gomito d'acciaio, mandandolo nel modo dei sogni. Pur vincendo, Luger aveva però dimostrato di essere vulnerabile in alcuni punti, e questo lasciava a Perfect qualche buona speranza di vittoria.

Un altro degli eventi del mese fu il ritorno sul ring di Undertaker, che, per allenarsi al meglio in vista dell'impegno con Gonzales, scelse uno degli avversari più difficili in circolazione: Bam Bam Bigelow, ancora imbattuto dal suo ritorno, che si era fatto un vanto di sconfiggere tutti i wrestler più grandi e grossi della federazione. Ma Undertaker aveva una cosa che mancava a tutti questi grassoni: una resistenza fisica sovrumana, la capacità di incassare colpi su colpi senza mai accusare fatica o dolore. Bigelow si accanì su di lui con una serie di assalti devastanti: decine e decine di pugni, testate, bodyslam, DDT, perfino un running headbutt che avrebbe messo fuori causa chiunque altro... ma Undertaker dopo ogni colpo continuava a rialzarsi come se niente fosse. Esasperato, la Bestia dell' Est si avviò sul paletto per chiudere i conti con la sua i testata volante.. ma anche stavolta Taker sollevò il busto da terra, appena in tempo per schivare la caduta di Bam Bam. L'urna pompava forza nel cuore del becchino, che mandò al tappeto il nemico col flying clothesline, lo inchiodò col chokeslam e si preparò per il tombstone; Bigelow, però, sentendo di non avere più possibilità, usci dal ring e si avviò negli spogliatoi per evitare una sconfitta umiliante. Anche se non c'era stata un' affermazione netta, era stata una prova incoraggiante per Undertaker, che prima di recarsi al camerino rivolse uno sguardo di sfida allo stesso Gonzales, giunto per assistere alla prova del rivale.
Il Gigante dal canto suo nel corso del mese affrontò il suo primo test contro qualcuno superiore a un semplice sparring-partner, ma il risultato fu un vero massacro, ancora più prolungato e compiaciuto dei precedenti. A farne le spese fu il povero Virgil, che pagò in modo terribile la mancanza di stazza e di potenza: addirittura cercò di vincere una prova di forza salendo in piedi sulla terza corda per sfruttare la maggiore leva, ma Gonzales, con i suoi 2 metri e 30, riuscì a piegargli lo stesso le braccia. Virgil sgusciò fra le gambe dell'avversario, lo colpì con un dropkick che non lo fece spostare di un millimetro, ne provò un altro ma venne respinto al volo con una semplice manata: Gonzales allora afferrò per la gola il rivale supino a terra, lo sollevò di peso senza lasciare la presa, lo mise in piedi, lo rischiacciò a terra con un chokeslam , lo schienò con la mano sempre stretta attorno al collo e continuò a strozzarlo per almeno un minuto buono! Potete immaginare come era ridotto Virgil dopo questa tortura…. Ora forse qualcuno potrà considerare Gonzales un relitto del passato, una specie di clown con un costume ridicolo, un incapace, una figura improponibile sulle arene.. ma all'epoca la gente, quando lo vedeva entrare , tratteneva il fiato, e tutte le Creature della Notte temevano per la salvezza del loro signore e per la battaglia immane che lo attendeva.

Come avrete sicuramente capito, la situazione della federazione era molto stimolante: i wrestler di grande o grandissimo livello non mancavano, anche se non c'era paragone con gli anni d'oro del 90-91, e anche la qualità dei match era decisamente buona. Eppure gli ascolti televisivi, e l'interesse del grosso pubblico, stavano manifestando un calo significativo. Lentamente, ma inesorabilmente, il wrestling stava iniziando a passare di moda. I primi guai finanziari, le prime avvisaglie di scandali dopo tanti anni di successi raggiunsero Vince McMahon, che provò se non altro a riguadagnare prestigio pubblico presentandosi per la prima volta, in via semiufficiale, come proprietario e presidente WWF (nonostante quest'ultimo ruolo in tutti gli show fosse attribuito a Jack Tunney), ed elargendo larghe donazioni in beneficenza che gli fecero ottenere il prestigioso premio Michael Landon come "filantropo dell' anno." In quell'occasione fu Hogan in persona a consegnare il premio al suo capo descrivendolo come "un uomo che ama i bambini", un "benefattore dei deboli e degli oppressi"… con Vince, che, umile e contrito, a stento riusciva a trattenere le lacrime! Quanto ci fosse di vero in tutto ciò, lo lascio immaginare a voi… Ciò di cui sono sicuro è che quella sviolinata sia una delle cose di cui Hulk più si vergogna oggi, e che, passando all'attualità, farà di tutto per cancellarla nel sangue a Wrestlemania 19.
Voi intanto non mancate al numero del prossimo mese, dove finalmente saranno trattati gli avvenimenti del più grande ppv del 1993… Wrestlemania IX! E se non sapete cosa è successo… non informatevi prima, ci sono apposta io!

Federico "Colosso" Moroni

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