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Marzo 1993 - Prima Parte

Molti di voi conosceranno solo il wrestling di oggi, con show a ritmi vertiginosi, ppv mensili, programmi televisivi da due ore più volte alla settimana , recap di tutti i tipi, incontri importanti fin troppo numerosi .. ma dieci anni fa le cose erano molto diverse. Marzo 1993, che secondo i canoni odierni avrebbe dovuto essere il mese più importante dell'anno, quello di Wrestlemania, fu invece privo di ppv, di svolte importanti nelle carriere degli atleti, di esordi: fu un periodo di passaggio e di attesa in funzione di WM, dove le rivalità che erano già in atto si gonfiarono e furono esasperate ulteriormente. Anche se a prima vista interlocutorio, non fu però un mese privo di match divertenti e spettacolari, e meglio di molti altri diede occasione di notare i veri valori e lo stato di forma dei protagonisti.

La situazione del titolo del mondo per tutto marzo rimase immutata: Bret Hart non difese la cintura in competizioni ufficiali neppure una volta, preferendo concentrarsi sulla tattica giusta da usare nel match di Wrestlemania. Nessuno sapeva di preciso come si era preparato per la prova più difficile della sua carriera : aveva cercato di aumentare la potenza muscolare per contrastare Yokozuna sul piano della forza? O aveva imparato nuove prese micidiali per far gridare il giapponese dal dolore ? O aveva, al contrario, cercato di diventare sempre più veloce e più rapido? Qualunque fossero stati i suoi allenamenti, Bret ne emerse più sicuro di sé, e ricomparse verso la fine del mese in un episodio di WWF Challenge per eseguire la firma ufficiale del contratto per il main event di Wrestlemania.
Seduti a un tavolo situato in mezzo al ring, e in presenza del presidente Jack Tunney, l'Hitman e il campione di sumo si studiarono faccia a faccia, in un atmosfera di battaglia imminente. Bret ostentava tranquillità, ma Yokozuna non gli tolse mai di dosso uno sguardo di sfida, torvo e minaccioso, e non abbassò gli occhi da lui neppure per mettere la firma sul proprio contratto. "Fuji e Yokozuna, forse voi siete sicuri di battermi facilmente a Wrestlemania, ma vi garantisco questo: avrò la mente focalizzata al 100%, sarò nel pieno delle mie capacità, e allora capirete perchè sono il campione WWF!" disse Bret dopo aver sbrigato le formalità burocratiche. A questo punto il giapponese fece scattare il vile attacco che aveva già programmato. Si alzò di scatto, spinse il tavolo addosso a Bret, lo travolse all'angolo con una valanga e lo atterrò con un doppio colpo di karate alla gola: subito dopo salì sulle corde e lo schiacciò come un palloncino con il Banzai Drop, rimanendogli poi seduto sul petto per un tempo lunghissimo. Il campione diventò paonazzo, viola, non riusciva a respirare, mentre Yoko non accennò a rialzarsi fino all'intervento di una gran quantità di arbitri e dirigenti WWF. Tutti costoro accompagnarono il giapponese all'uscita, lasciando solo come un cane il povero Bret che, con una costola incrinata, si contorceva dal dolore in mezzo al ring: solo dopo grandi sforzi, con un coraggio e una determinazione commoventi, l' Hitman riuscì a rimettersi in piedi da solo e ad alzare al cielo la cintura. Dopo tutto, Yokozuna non era riuscito a piegarlo.
Questo episodio aveva però, se possibile, fatto calare ulteriormente le quotazioni di Bret. Il giapponese si era sbarazzato di lui in pochi secondi, senza incontrare resistenza... in che razza di massacro poteva trasformarsi, allora, un match regolare? Il campione mondiale, come mai era successo nella storia WWF, sembrava palesemente inadeguato, non all'altezza, sconfitto in partenza. Hart soffriva di questa sfiducia nei suoi confronti e si batté per avere da tutti, Yokozuna compreso, la cosa che per lui era più importante: il RISPETTO. Quando la WWF, pochi giorni dopo mandò in onda, in onore di Bret, uno speciale videoclip con le migliori immagini dei suoi match sulle note di "Respect" di Aretha Franklin, il campione vi inserì il suo messaggio definitivo: "Yokozuna, tu non mi ritieni un avversario degno di te, credi che battermi non sia che uno scherzo... ma hai ancora una cosa da imparare da me: un po' di rispetto. Io ti prometto che, quando salirai sul ring con me a Wrestlemania 9, TU MI RISPETTERAI !

Yokozuna, dal canto suo, proseguì per tutto il mese la sua ascesa travolgente, distruggendo indifferentemente semplici sparring-partner, giovani in ascesa, stelle affermate o veri fuoriclasse, tra cui il leggendario Macho Man, uscito per una volta dalla postazione di commento. Lo scontro, avvenuto il 28 marzo nel corso di uno show speciale di due ore, "March to Wrestlemania", vide nelle fasi iniziali il netto predominio del giapponese, con una sola sporadica reazione di Savage a suon di pugni, subito stroncata. Dopo essere stato tramortito con un legdrop da 250 chili, Macho si riprese appena in tempo per evitare la classica valanga rovesciata di Yoko all'angolo, e riuscì a mettere in ginocchio il ciccione con un double axe-handle smash dalle corde. Purtroppo,mentre l'ex campione saliva sul paletto per un secondo colpo volante, Mr. Fuji lo colpì a tradimento con la bandiera giapponese facendogli perdere l'equilibrio: Yokozuna lo afferrò e lo schiacciò al tappeto con il più micidiale belly-to-belly suplex in circolazione, aggiudicandosi la vittoria. Il perfido lottatore di sumo cercò poi di replicare su Savage l'azione infame che aveva quasi messo fine alla carriera di Duggan, ma per fortuna Macho schivò all'ultimissimo istante il Banzai Drop, rialzandosi e scaraventando fuori dal ring il giapponese con un high knee.
Anche se non tutto era andato come desiderato, e l'aiuto di Fuji era stato determinante, Yokozuna aveva battuto un due volte campione del mondo in una vittoria di altissimo prestigio. Meno importante, ma ancora più impressionante, fu il suo trionfo contro Typhoon, ridotto letteralmente al rango di sparring-partner. L' ex membro dei Natural Disasters rimediò una figuraccia ancora peggiore di quella di Earthquake nel mese precedente. La sua offensiva consisté in tutto in una spinta e due spallate: al terzo tentativo di spallata Yoko in qualche modo lo afferrò per la vita e lo strappò di peso da terra con un impressionante belly-to-belly suplex. Da lì in avanti il match non ebbe più storia, e terminò con il Banzai Drop dopo appena un minuto. Di fronte a certe prestazioni, non si poteva biasimare il giapponese se non provava rispetto per Bret Hart: era lui, certamente, il campione predestinato.

Per quello che riguardava i titoli di coppia, anche qui gli sfidanti apparivano strafavoriti. Hogan e Beefcake erano di sicuro il tag team più forte messo insieme negli ultimi anni, e in un confronto singolo surclassavano i pur bravissimi Dibiase e IRS. Si stava inoltre verificando un cambiamento molto importante, anche se poco appariscente, nello stesso Hogan: la propensione, molto strana per lui, a usare mezzi illeciti per vincere. L'influenza di Jimmy Hart, che gli insegnava a usare sempre la strada più breve e semplice per arrivare alla meta e a non considerare la sportività un valore imprescindibile, cominciava a farsi sentire. Hulk era sempre stato uno dei "buoni" più furbi, che non esitava a rivolgere le scorrettezze degli avversari contro di loro, ma in precedenza non soleva ricorrere a tali mezzi senza provocazioni né particolare necessità.
Questo nuovo atteggiamento di Hogan divenne evidente all'inizio di marzo, quando Brutus fu guarito del tutto dall'infortunio al naso e i MegaManiacs fecero il loro esordio ufficiale a WWF Challenge contro i Beverly Brothers. Fu un match non molto impegnativo, facilmente dominato dai buoni, e quando Hogan ricevette il cambio decisivo da Brutus non mise al tappeto Beau Beverly con la combinazione di big boot e legdrop, come avrebbe potuto fare senza problemi, ma si limitò a stendere direttamente il rivale in una manciata di secondi col megafono lanciatogli da Jimmy Hart. Nessuno fra il pubblico fece caso alla scorrettezza, ma questa poteva essere una macchia che in un prossimo futuro avrebbe procurato guai ai MegaManiacs.

Ciò che per ora, però, stava più a cuore all'eroe giallo e rosso era far sì che Brutus non subisse altri danni al volto durante il match di Wrestlemania. Hogan e Jimmy Hart, per questo motivo, si fecero costruire appositamente dalla NASA, nella base spaziale di Cape Canaveral, una maschera speciale in titanio: " Ne ho testato la resistenza in tutti i modi possibili, l' ho presa a pugni, a martellate, ci sono passato sopra con uno schiacciasassi, l 'ho trascinata in treno da Venice Beach a New York, ma non ha subito neanche un'ammaccatura. In nessun modo quei due potranno ancora far male al naso di Brutus!" disse Hulk in un'intervista. Per dimostrarlo coi fatti, prese una 24 ore di acciaio uguale a quella di IRS e colpì cinque o sei volte in faccia Beefcake che protetto dalla maschera, se la rideva soddisfatto. Jimmy Hart ormai era tanto sicuro della vittoria dei suoi clienti che affermò di avere già contattato tutti i tag team migliori del globo come futuri sfidanti, e di avere già organizzato un tour mondiale dei MegaManiacs in Giappone, Messico, Europa, Australia... Battere i Money Inc. non sembrava che una formalità da sbrigare in fretta.
Dibiase e IRS, dal canto loro, non sembravano tanto impressionati, e affermarono di avere trovato una contromossa per rendere inutile la maschera del Barbiere: una 24 ore speciale, rivestita d'oro, che secondo l'agente delle tasse avrebbe potuto perforare e infrangere anche la superficie più dura. La sfida era così attesa dal pubblico che la WWF, per impedire che tutto andasse a monte a causa di un repentino cambiamento dei titoli, non fece difendere le cinture ai campioni nel corso di tutto il mese: l'unica eccezione fu il 19 marzo in un house show, dove MegaManiacs e Money Inc. si affrontarono facendo le prove generali di Wrestlemania, in un match che terminò in un nulla di fatto quando Dibiase e IRS fuggirono dal ring facendosi contare fuori.

Fra tutti i campioni, chi meno aveva motivo di ostentare sicurezza era il detentore della cintura intercontinentale, Shawn Michaels, che, a differenza degli altri, era già stato battuto sul campo dal suo diretto rivale di Wrestlemania. Eppure HBK non perse occasione per confermare di essere il wrestler più montato in circolazione: Yokozuna poteva essere minaccioso, Hogan sicuro di sé, ma lui era il MAESTRO dell'arroganza, e lo dimostrò con una sfida estemporanea durante March to Wrestlemania. Tatanka aveva appena vinto il suo incontro con George South, ma Michaels, dal tavolo dei commentatori, si alzò per prenderlo in giro: "Credi davvero che il poco che hai fatto stasera ti sarà sufficiente per battermi? Pensi davvero di avere una minima possibilità contro di me? Io non penso proprio. Ti garantisco, anzi ti PROMETTO che in nessuna maniera riuscirai a portarmi via il titolo intercontinentale!" Peccato che, nel suo discorsetto, Shawn tralasciasse il fatto che Tatanka era già riuscito a batterlo in precedenza, e in modo nettissimo... L'indiano incassò le parole del campione in silenzio, ma quando il biondino si avviava fuori dall'arena, afferrò il microfono: "Ehi Shawn Michaels, non aspettiamo Wrestlemania: combattiamo col titolo in palio, QUI e ORA! " Il pubblico esplose in un boato di eccitazione, e HBK fu colpito sul vivo: non si aspettava una sfida simile, come poteva evitarla senza fare la figura del vigliacco? Così esitò per qualche secondo e, con riluttanza, cominciò ad avvicinarsi al ring. Lentamente, furtivamente, si guardò intorno, salì a bordoring, prese le corde , fece l'atto di scavalcarle mentre Tatanka cominciava la sua danza di guerra, mise un piede sul quadrato... e poi scese improvvisamente, lasciando tutti con un palmo di naso! "Michaels, maledetto coniglio, TORNA INDIETRO", gridava il pellerossa in piedi sulla seconda corda. Ancora una volta Shawn era riuscito a rendersi odioso a tutti nel modo più semplice possibile: anche questa, forse, era classe...

FINE PRIMA PARTE

Federico "Colosso" Moroni

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