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Febbraio 1993 - Prima Parte

Pochi mesi negli ultimi anni, pur senza ppv o avvenimenti di rilievo, sono stati più movimentati o importanti di febbraio 1993: tradimenti, azioni infami, esordi, apparenti ritiri, ritorni impensabili si susseguirono in quasi ogni giorno del mese, intrigando i fan e facendo salire ad altissimi livelli l'attesa per Wrestlemania 9. Ripercorriamo assieme le tappe più importanti di questi 30 giorni poco conosciuti, ma che hanno costituito un vero punto di svolta nel passaggio dall'Era dei Campioni alla New Generation della WWF.
Il mese si aprì in modo triste, con la scomparsa di una delle leggende più conosciute a livello mondiale, forse il wrestler più formidabile di sempre: Andre the Giant, l'atleta che più di tutti, insieme ad Hulk Hogan, aveva contribuito al successo planetario della WWF. Per anni e anni era stato la stella che aveva attratto più spettatori nelle arene, la figura più adorata di tutto il wrestling professionistico, il più gentile dei giganti, con un cuore grande come il cielo, ed esteso quanto il suo sorriso. Era stato probabilmente l'unico wrestler a non avere bisogno di vincere alcun titolo per guadagnarsi il rispetto e l'unanime ammirazione degli appassionati… e fin quasi alla fine della sua carriera era stato anche l'unico wrestler a non avere mai subito uno schienamento . La federazione lo commemorò nel Raw del 1 febbraio con 10 rintocchi di campana, e un video che ripercorreva i momenti più grandi della sua carriera, dal bodyslam a Big John Studd che gli valse l'ambito premio di 15.000 dollari, al trionfo nella battaglia reale di WM 2, dalla sua uscita di scena solitaria fra l'ovazione del pubblico allo Skydome di Toronto, al match contro l' amico - nemico Hogan al Pontiac Silverdome, l'incontro più atteso, più importante e più famoso nella storia del wrestling. Andre, a furor di popolo, fu la prima leggenda a entrare nella prestigiosissima Hall of Fame della WWF, e il suo ricordo rimane vivo ancora oggi più che mai. Di nessun wrestler più di lui si può dire che sia stato "più grande della vita."

Nello stesso giorno della scomparsa di Andre, avvenne il clamoroso ritorno sulle scene di quello che Vince McMahon definì "uno dei grandi di tutti i tempi": Brutus Beefcake. The Barber veniva da quasi 3 anni di inattività in seguito a un incidente spaventoso avvenuto durante un'esercitazione di parasailing sul lago Brown in Florida. Mentre Brutus guidava il motoscafo, la sua amica sul paracadute non era riuscita a controllare il volo e gli era sbattuta con le ginocchia in pieno volto, frantumandogli mascella, naso e ossa facciali, e facendogli collassare completamente il palato. Brutus aveva dovuto subire un'operazione di ricostruzione facciale completa, durata 8 ore e mezzo, in cui i dottori gli avevano aperto ciò che restava del viso da orecchio a orecchio,spostando la pelle sopra il cranio. Tutte le ossa erano state posizionate attorno al naso, e i medici avevano inserito 8 placche di metallo, 40 viti e più di 100 punti di sutura. L'operazione, grazie anche all'assistenza di Hulk Hogan, che aveva fornito il sangue per le trasfusioni, era stato un pieno successo, ma logicamente Beefcake non era più in grado di combattere allo stesso livello di prima. I medici dicevano che avrebbe dovuto ritirarsi e che rischiava addirittura di morire entro breve tempo, ma Brutus aveva tenuto duro con un'incredibile forza di volontà. Nell'estate del 1991 Beefcake era ritornato sulle scene WWF, ma soltanto per condurre le interviste agli altri wrestler nel suo siparietto personale, il Barber Shop, che dopo un buon successo iniziale era sparito dalla programmazione a metà 1992.
Nel frattempo il nostro amico era stato colpito da disgrazie di tutti i tipi anche nella vita privata: sua madre era morta di cancro, suo padre era morto di crepacuore per vederlo ridotto in quelle condizioni, sua moglie lo aveva lasciato per un barista portandogli via tutti i soldi. Insomma, la sua vita era un vero disastro, e, come disse nell' intervista a Vince, più volte aveva meditato di farla finita, di darsi all'alcool o di sfogare la sua rabbia contro tutti i suoi colleghi. Ma un grande uomo lo aveva tolto dalla cattiva strada: il suo migliore amico, l' Immortale Hulk Hogan! Nessun uomo con una goccia del sangue di Hogan dentro di sé poteva lasciarsi andare, o covare malvagità nel suo cuore. Quando Brutus ormai non aveva proprio più niente da perdere ,Hulk gli aveva consigliato: "Provaci ancora amico mio! Prova a tornare sul ring, a tornare quello che sei sempre stato!" The Barber così aveva deciso di firmare un nuovo contratto con la WWF, a qualsiasi condizione, e, forse con un po' di incoscienza, volle come suo primo avversario non un comodo sparring-partner, ma un suo vecchio e pericoloso nemico, il campione di coppia Ted Dibiase.

Il giorno del match, l' 8 febbraio, fu evidente che la condizione fisica di Brutus era ancora deficitaria: gonfio e sovrappeso, col doppio mento, Beefcake sembrava essersi notevolmente rallentato nei movimenti e avere limitato la sua gamma di mosse. Ciò che non aveva perso, però, era il carisma, il carattere e soprattutto la capacità di tirare fortissimi sganassoni, che misero in difficoltà Dibiase per diversi minuti. A sorprendere e scoraggiare il Mllion Dollar Man, però, era soprattutto l' inaudita prudenza del suo manager Jimmy Hart, solitamente l'essere più sbruffone e sicuro di sé del creato, che continuava a ripetergli frasi come: "Stai attento", "Non prenderlo sottogamba","E' troppo pericoloso per te", "Non farti male!" Sembrava che The Mouth of the South avesse perso totalmente fiducia nel suo cliente.. o forse c'era sotto qualcos'altro? Presto IRS, l'altra metà dei Money Inc. , si stancò di queste manfrine e decise di intervenire personalmente: salì di gran carriera a bordoring e colpì Beefcake alla schiena con la sua 24 ore, causando la squalifica immediata di Dibiase. I due campioni di coppia avevano deciso di mettere Brutus fuori gioco per sempre: prima lo indebolirono con pugni e calci, e poi IRS prese la 24 ore con l'intento di spaccargliela in faccia. A questo punto qualcosa scattò nel cuore nero di Jimmy Hart: un rigurgito di umanità, un goccio di umana pietà, il ricordo di una vecchia amicizia col suo ex-cliente Brutus.... qualunque cosa fosse, l'uomo che aveva sempre riso del male altrui si parò davanti al povero Beefcake, implorando IRS di fermarsi, o piuttosto di prendersela con lui! L'agente delle tasse per tutta risposta scaraventò il manager fuori dal ring, e poi, senza alcuna esitazione, colpì The Barber in pieno viso con la valigetta di acciaio. Tutti gli spettatori sentirono qualcosa spaccarsi nel viso di Brutus, forse una delle placche di metallo che lo tenevano insieme, e videro terrorizzati il ring coprirsi di una piccola pozza di sangue. Un piccolo miracolo della chirurgia plastica poteva essere stato compromesso per sempre. Mentre i Money Inc. uscivano dall'arena ridendo a crepapelle , Jimmy Hart si precipitò sul ring, quasi in lacrime, per assistere lo sventurato Beefcake e portargli i primi soccorsi. Veramente nessuno, neanche il tifoso più ottimista, avrebbe potuto prevedere il ravvedimento di un manager odiato e senza scrupoli come "The Mouth of the South", in quello che era stato sicuramente uno dei colpi di scena più grandi dell'ultimo decennio.
Eppure, anche se sembra incredibile, le sorprese erano solo all'inizio. Il ritorno di Brutus era stato il catalizzatore per una serie di eventi di portata cosmica, come il ritorno di HULK HOGAN in persona, che si presentò, nel tripudio generale, nell' episodio di Raw successivo. Dopo aver salutato tutti i fan impazziti di gioia, l' Immortale annunciò che Brutus miracolosamente non aveva riportato danni permanenti, solo una piccola frattura al naso: "E di questo bisogna ringraziare due persone: il Grande Uomo nel Cielo che ha attutito il colpo, e una persona che ha messo a repentaglio il proprio corpo per il bene della giustizia. Anche se in passato ci sono stati attriti fra di noi, ti ringrazio dal profondo del cuore, Jimmy Hart!", disse Hulk Da lì in avanti lui e Beefcake avrebbero formato un tag team imbattibile chiamato MegaManiacs, e il manager di questa coppia stellare sarebbe stato proprio... JIMMY HART! Per la prima volta in vita sua "The Mouth of the South" ricevette una vera ovazione quando salì sul ring vestito di giallo e rosso, insieme allo stesso Beefcake, che aveva un occhio nero e un cerottone sul naso, ma per il resto sembrava perfettamente in forma. "Riguardo ai Money Inc.", disse Hogan," il problema non è stato quello che hanno fatto, ma quello che hanno cercato di fare. Io e Brutus li affronteremo in coppia, singolarmente, in qualunque modo possibile,e non gliela faremo passare liscia! E COSA FARETE, Dibiase e IRS, quando il trio dei MegaManiacs scenderà in campo contro di voi?" La sfida era stata lanciata, e il secondo fantastico main event di Wrestlemania 9 era stato stabilito.
Dal canto loro, i Money Inc. nel corso del mese difesero poche volte i titoli di coppia, la più importante delle quali fu contro gli High Energy, un tag team spettacolare, divertente ma forse troppo "leggero" per aspirare a un alloro così importante. Il match prese subito una svolta inaspettata quando Koko B. Ware lanciò IRS all' angolo e lo mancò sbattendo il ginocchio sui sostegni. Sembrava una cosa da niente, ma l' Uomo Pappagallo dava forti segni di dolore e diede subito il cambio a Owen Hart. Quando poco dopo rientrò sul ring ,si reggeva a malapena su una gamba sola, e provando un leapfrog su IRS si infortunò ancora più gravemente al ginocchio. Ridotto in condizioni penose , Koko uscì dal ring per farsi accompagnare fuori dall'arena da arbitri e infermieri, lasciando il povero Owen da solo. Dibiase e IRS avevano un'occasione perfetta per fare del male al più giovane degli Hart in modo regolare: fecero in modo di combattere sempre in due contro uno grazie ai cambi veloci, e lo bersagliarono con suplex, schiacciate e bracci tesi a raffica. Dopo pochi minuti Owen non era più in grado di combattere, ma i campioni, per prolungare il divertimento, si rifiutavano ostentatamente di schienarlo; fu Bret Hart in persona a salvare il fratellino accorrendo sul ring e causando l'interruzione del match. Ormai, col grave infortunio di Koko , la coppia degli High Energy era sciolta per sempre, ma non tutti i mali venivano per nuocere, perché Owen ne avrebbe approfittato per compiere i primi timidi passi di una carriera da singolo. I Money Inc., se ce ne fosse ancora stato bisogno, avevano incrementato il loro status di cattivi: erano due bastardi, egoisti e spietati, che amavano infliggere dolore ai deboli, abusare degli altri, giocare sempre sporco, comprare le persone per i propri scopi. Erano insomma l'ultimo grande tag team DAVVERO malvagio della storia WWF.

Con l'uscita di scena di Flair, la WWF aveva urgente bisogno di un nuovo grande cattivo che dominasse la competizione singola e spingesse il pubblico ad accorrere in massa nelle arene, e lo trovò in Yokozuna. Nel mese di febbraio il campione di sumo si trasformò da semplice ciccione antipatico alla minaccia più devastante mai vista su un ring, da personaggio senza troppo spessore al nemico nazionale numero uno. Dopo che ebbe dominato la Rissa Reale, molti altri wrestler si accorsero delle sue infinite potenzialità, e capirono che se fossero riusciti a batterlo avrebbero potuto vivere di rendita per anni. Il primo a tentare l'impresa impossibile fu Jim Duggan, scommettendo che, in tre tentativi, sarebbe riuscito a buttare a terra il gigante giapponese con una delle sue leggendarie "partenze da 3 punti". All'atto pratico, però, Hacksaw si accorse che le buone intenzioni non valevano a nulla contro un mastodonte fatto di gomma come Yokozuna: il giapponese respinse prima una spallata e poi un braccio teso con una facilità disarmante, mandandolo per due volte a terra a gambe levate. Sull'orlo di una figuraccia storica, Duggan si scosse e richiamò dentro di sé ciò che lo aveva reso uno degli atleti più indomabili della WWF: lo spirito patriottico, l'orgoglio nazionale che mai e poi mai gli avrebbe permesso di soccombere a un muso giallo senza prima avere versato l' ultima stilla di sudore. Hacksaw si lanciò dai blocchi per la partenza da 3 punti e colpì in pieno il nemico, che barcollo, vacillò, ma non cadde: stavolta però anche Duggan riuscì a mantenersi in piedi, e così ebbe diritto a un altro tentativo. Jim ormai si era accorto che l'attacco frontale non era efficace e, memore dei suoi trascorsi nella NFL, decise di cambiare strategia: sorprese l'avversario mettendosi in posizione difensiva, evitò un braccio teso di Yoko, rimbalzò sulle corde e lo colpì con una precisa gomitata al petto. L'impatto non sembrava potentissimo, ma il giapponese, sbilanciato per aver mancato l'attacco precedente, barcollò, annaspò, agitò le braccia nel vuoto ... e infine crollò violentemente sulla schiena! Hacksaw esultò come se avesse vinto la seconda guerra mondiale, prese la sua adorata bandiera, e il pubblico scattò in piedi ad applaudirlo con un' ovazione interminabile.
Purtroppo per lui, perse troppo tempo a festeggiare, e Yokozuna, che non era certo un tipo sportivo, prese il secchio dei salì e gli scaraventò tutto il contenuto in faccia, accecandolo; quindi lo afferrò alla vita e lo schiacciò a terra con un terrificante belly-to-belly suplex. Non contento, Yoko trascinò Duggan verso il sostegno e lo colpì col banzai drop una, due, tre volte, frantumandogli le costole; Mr. Fuji poi aggiunse il tocco finale togliendo la bandiera a stelle a strisce dall'asta, posandola sopra il corpo esanime di Hacksaw e facendo eseguire al suo cliente un quarto banzai drop. L'esplosione di odio del pubblico fu impressionante: i bambini piangevano, le donne si coprivano gli occhi, gli uomini adulti gridavano e imprecavano, e molti volevano assalire fisicamente Yokozuna, che rischiò di non uscire incolume dall'arena. Hacksaw, che aveva il labbro spaccato, un numero imprecisato di costole spezzate, e perdeva sangue dalla bocca dopo l'ultimo colpo, fu portato via in barella, e la sua carriera fu a rischio per diversi mesi.
Con questa azione infame Yokozuna era già entrato a buon diritto nella galleria dei cattivi più odiati di sempre, e con il match successivo fece un passo importante per entrare in quella dei più forti. Il suo avversario era Earthquake, ex campione di coppia, un tempo l'uomo più pesante e più temuto della WWF, lo sfidante perfetto per misurare le sue effettive capacità. Il match partì bene per il grosso canadese, che riuscì a sfruttare la sua agilità e a colpire il giapponese con calci e spallate: due bracci tesi al petto e uno alla schiena fecero cadere Yoko in ginocchio, ma quando Earthquake partì per buttarlo a terra fu atterrato da una fortissima gomitata rovesciata . Finito al suolo, Terremoto subì un devastante legdrop e poi una frusta sui sostegni: Mr. Fuji riuscì a distrarlo un attimo per farlo voltare di schiena, e Yoko colse l'occasione per schiacciarlo con una valanga. Un colpo di arti marziali alla gola, un banzai drop e il campione canadese era KO in appena un paio di minuti! Era incredibile vedere Earthquake, colui che aveva quasi costretto al ritiro Hulk Hogan, sconfitto come il più debole degli sparring-partner, umiliato, spazzato via quasi senza reazione. I rapporti di forza all'interno della federazione erano cambiati per sempre. Yokozuna riusciva a combinare una potenza irresistibile, una massa inamovibile e una stupefacente rapidità nei movimenti: era qualcosa che non si era mai visto nella WWF, un mastino infernale a cui nessuno avrebbe potuto impedire di cingersi del titolo del mondo in tempo record. Di fronte a tanta spaventosa forza e malvagità, il campione del mondo Bret Hart aveva cambiato profondamente il suo atteggiamento: non più pronto a difendere il titolo contro qualsiasi sfidante possibile, aveva deciso di apparire meno negli show televisivi e di prepararsi fisicamente e mentalmente per la sfida terribile che lo attendeva a Wrestlemania. Mai fino ad allora un campione partiva così sfavorito davanti allo sfidante: la differenza di forza, di peso, di resistenza appariva abissale. Bret rimase forse l'unico a credere nelle proprie possibilità di vittoria, e, forse per dimostrare a sé stesso di potercela fare, concesse l'unica chance per il titolo del mese proprio a un parente di Yokozuna, Fatu degli Headshrinkers.
Il match, disputato nel Raw del 22 febbraio, risultò uno dei più emozionanti e combattuti del mese. Fatu dominò per lungo tempo e cercò di finire The Hitman con tre testate, senza successo: lo colpì quindi con un piledriver, ma il campione riuscì a uscire al 2, favorito anche da un conteggio lentissimo. Il grosso samoano martellò Bret con la sua tecnica più devastante, la testata in tuffo dalla terza corda: ma ancora niente! Frustrato, Fatu andò ancora sulla corda per provare uno splash, ma stavolta Hart riuscì ad alzarsi di scatto, a bloccarlo e a gettarlo a terra con un superplex. Bret cercò di chiudere i conti con lo Sharpshooter, ma Samu interferì distraendo l'arbitro: il canadese provò allora a far cedere Fatu con una presa per addormentare, ma stavolta fu Afa a trattenere Dave Hebner a bordoring. Infuriato, Bret si gettò contro entrambi i samoani, li colpì con tanta forza da farli cadere dal ring, e riuscì finalmente ad aggiudicarsi la vittoria chiudendo Fatu nella sua presa micidiale. Era stato un grande incontro e una prestazione convincente del canadese, che ora poteva guardare con più ottimismo alla temuta sfida del 4 aprile.

Allontanata la minaccia di Marty Jannetty, Shawn Michaels non poté riposare tranquillo col titolo intercontinentale, in quanto il suo sfidante successivo fu uno dei suoi atleti più agguerriti e determinati della federazione, detentore di un record di imbattibilità che ormai andava avanti da quasi un anno: il nativo americano Tatanka! Per non correre rischi Michaels decise di affrontare il pellerossa a Superstars senza mettere in palio il titolo: una decisione che a posteriori si rivelò molto saggia. Il finale del match fu caratterizzato da diversi rovesciamenti avvenuti a un ritmo vertiginoso. Nell'ordine, Tatanka provò a finire il rivale col samoan drop, HBK riuscì a divincolarsi e cercò di colpirlo col superkick, l'indiano schivò il calcio e sferrò una sberla rovesciata a vuoto, HBK provò a schiacciarlo a terra con la sua finisher di allora, il Teardrop Suplex, ma Tatanka riuscì a sua volta a divincolarsi, si issò il campione sulle spalle e riuscì finalmente a eseguire il Samoan Drop, aggiudicandosi la vittoria.
Shawn provò a prendersi la rivincita nel Raw successivo in un match di 3 contro 3, dove insieme ai Beverly Brothers affrontò Tatanka e i Nasty Boys. Anche questo fu un match molto veloce e ricco di colpi di scena, dove alla fine il nativo americano entrò facendo piazza pulita di tutti gli avversari a suon di chop e colpendo Michaels col Samoan Drop. Questa volta HBK si salvò grazie ai Beverly che spezzarono il conteggio al 2, prima che Saggs e Knobs li cacciassero fuori dal ring; Michaels allora provò a eseguire il Teardrop Suplex, ma Tatanka in qualche modo gli sgusciò alle spalle e riuscì a metterlo spalle a terra con un rollup per il conto di 3. Ancora una volta HBK era stato beffato e umiliato, superato sia sul piano della forza che della tecnica da un rivale che a quel punto appariva nettamente superiore. La WWF, più che soddisfatta, decise di premiare il nativo americano concedendogli il meritatissimo title shot per la cintura intercontinentale a WrestleMania 9: un' opportunità che Tatanka attendeva fin dal suo esordio, quando aveva giurato alla sua tribù che un giorno sarebbe diventato campione: era un sogno in cui, forte della protezione del Grande Spirito, non avrebbe fallito.

Fine Prima Parte

Federico "Colosso" Moroni

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